Amore o nonamore… questo è il problema

Amore o nonamore è sempre una scelta!

Amore o non-amore

Amore o nonamore

L’amore è il sentimento che più fa soffrire!”

Non sono d’accordo… Non è l’Amore che fa soffrire, è il nonamore che fa soffrire… l’Amore non può far soffrire è una contraddizione in termini. Perciò scegli Amore o nonamore? La verità è che si soffre perchè non si Ama. Se soffriamo per amore è perchè noi per primi non stiamo davvero amando.

Se Amassimo davvero qualcuno che “ci fa stare male“, saremmo noi i primi a riconoscere la disfunzionalità della situazione e ad allontanarlo dalla nostra quotidianità.

Anche quando ci sentiamo soli perchè “nessuno ci ama“, o perchè qualcuno non cia ama come pensiamo sarebbe giusto facesse, la verità è che noi non stiamo Amando noi stessi. Perchè continuiamo a farci guidare dal bisogno di possesso, dal bisogno di approvazione, dal bisogno di controllo (resto con lui/lei sempre meglio che da sola/o), dal bisogno di sicurezza, dall’attaccamento a una (spesso inaccettabile) zona di comfort, tutte caratteristiche che non sono dell’Amore, ma piuttosto sintomi palesi del nonamore.

L’Amore è la causa prima

L’Amore è l’energia prima da cui scaturisce ogni successiva manifestazione (…)

La prima questione che diventerà chiara comprendendo cos’è l’Amore e le sue modalità di evoluzione, è che essendo l’Amore perfezione, non è possibile soffrire per Amore. Chi soffre per amore semplicemente non sta Amando davvero nè sè nè gli altri e comunque si sta facendo sovrastare dai limiti della sua percezione, anziché affidarsi al fluire dell’Amore stesso.

Quando sentiamo parlare di sofferenza associata all’Amore dobbiamo sapere che si sta discutendo di una grande assurdità.

Io amo mio figlio, mia madre, mio marito, è per questo che soffroè una frase che non ha senso. L’Amore non conosce sofferenza: o si Ama o si soffre, e di conseguenza se si soffre significa che non si sta davvero Amando.

Non si può Amare e contemporaneamente soffrire, le due cose non sono compatibili. L’Amore non è sofferenza.

Tratto da “Ricomincio da me”

Si soffre per Amore o nonamore?

Ci sono tante persone che sono convinte di “soffrire perché amano!” E ovviamente non c’è niente di male in questo… Se è così è perché un determinato percorso passa di là… Però in quanto al “soffro perché lo amo” è una delle affermazioni più assurde che si possano fare!

Che noi esseri umani siamo piuttosto bravi a raccontarcela e molto “asini” nell’Amare… è anche questa una grande verità! Ma come per tutto il resto cominciare a comprendere come funzionano le cose può essere davvero di grande aiuto per imboccare la strada più giusta, per evolvere e per goderci appieno la nostra partecipazione a questo gioco di ruolo che è la nostra vita terrena.

Se lo lasciamo libero di essere se stesso il nostro cuore non si limiterà per paura di soffrire, egli è consapevole che l’Amore guarisce da tutto, non può ferire e non può farci soffrire. E’ il bisogno, la necessità, la pretesa di qualcosa in cambio, il controllo a tutti i costi che fa soffrire, non l’Amore.

L’Amore sana, l’Amore guarisce, perché l’Amore semplicemente è!


L’amore che conosciamo, di cui parliamo normalmente, è molto lontano dall’Amore incondizionato, che non giudica e non influenza, ma accetta semplicemente Amando tutti e tutto, niente e nessuno escluso.


Questo è l’Amore inteso come Intelligenza Divina.”

tratto da “Ricomincio da me”

L’Amore non “deve” necessarimente essere corrisposto. L’Amore è libero da ogni aspettativa. Le aspettative sono caratteristiche del nonamore! l’Amore basta a se stesso! Noi bastiamo a noi stessi quando ci Amiamo veramente!

L’Amore è la percezione dell’Unità!

[inserito]

Quando Ami veramente, incondizionatamente, gioisci per ciò che fa gioire chi Ami e soffri per ciò che fa soffrire chi Ami, anche se il fatto che accade, in sè  e che provoca gioia o sofferenza in chi Ami, di per sè a te non ti toccherebbe per niente!  

Vi faccio un esempio scemo.   A me di calcio non me ne può importare di meno, non so quasi in quale porta bisogna fare goal… Ma siccome i miei figli e mio marito sono iuventini… quando la iuve vince sono felice… non dico come loro, ma quasi. E’ il fatto che loro siano felici che mi rende felice! 

Io sono te e tu sei me

Perciò quando Amiamo veramente, non potremo mai mai mai fare volontariamente del male a chi Amiamo, come tarpargli le ali, costringerlo a fare la scuola che non vuole fare o costringerlo a suonare il pianoforte perchè noi potevamo diventare dei concertisti e quanto saremmo stati felici se lo fossimo diventati.

E allo stesso tempo nella coppia quando si Ama veramente non possiamo essere gelosi e limitare la libertà dell’altro o impedire a nostra moglie di andare in palestra perchè dobbiamo cenare assieme o cose di questo tipo, perchè ogni limitazione che imponiamo agli altri, se Amiamo davvero, siamo i primi a soffrirla.

Allo stesso tempo Amando non potremo mai fare del male a noi stessi in nome del bene altrui. “Rimango con lui così non gli faccio del male”  può essere un’atteggiamento molto generoso nelle intenzioni, ma siamo sicuri che sia efficace. Pensiamo davvero che qualcuno che ci Ama non si accorga che noi stiamo sacrificando noi stessi “per il suo bene“? Come possiamo pensare che uno squilibrio tale tra ciò che è bene per me è ciò che io ritengo sia bene per lui/lei porti armonia nelle reciproche vite?

Sto insieme a lui anche se non ne sono più innamorata per il bene dei figli“! Crediamo davvero di poter nascondere ai nostri figli, la nostra insoddisfazione, la nostra frustrazione, la nostra infelicità? E che esempio gli stiamo dando? Meglio rinunciare a se stessi per tenere in piedi una farsa basata su sentimenti falsi. E’ una buona cosa davvero?

In realtà questa capacità che l’essere umano ha di sperimentare l’Unità attraverso l’Amore, a volte anche lasciandosi e ripristinando i reciproci equilibri, è un’energia reale di cui è impregnato tutto ciò che esiste. Ecco perchè quando Amiamo e mettiamo l’Amore in ciò che facciamo le cose funzionano, le relazioni funzionano, la vita funziona, anche quando ci si lascia. Perchè siamo in sintonia con l’Essenza di tutto ciò che è, e siamo in sintonia quindi anche con quello che davvero noi stessi Siamo.

[inserito fino a qui]

Amore o non-amore
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Tra Amore o nonamore io scelgo l’Amore

Se l’energia originaria è Amore, se Tutto è Uno e l’Uno è Amore allora anche il corpo e la mente sono Amore e tutto sta ad accettarli nella loro funzione, ad usarli anzichè farci usare e a non demonizzarli.

Se esistono, se sono e se sono come sono, significa che va bene così…

Abbiamo scelto di incarnarci con delle limitazioni (corpo, mente, convenzioni sociali ecc…) proprio per poterci rendere conto della bellezza dell’Amore. Pare che senza sforzo non riusciremmo a goderne davvero… E questo non ci impedisce certo di sintonizzarci sulla frequenza dell’Amore incondizionato. Non sono il corpo, la mente che ce lo impediscono, sono i blocchi energetici che ci siamo costruiti, che però se esistono… guarda caso… significa che va bene così!

Scusate per il ragionamento astruso… ma non è facile portare in parole un sentire che è molto più facile realizzare e vivere che spiegare.”

Il suono di Aloha è Amore o nonamore?

Aloha

Guarda due persone che hanno cambiato il loro stato emotivo dall’amare al non amare.

Gli stessi corpi, seduti nella stessa auto o allo stesso tavolo. Ma che cosa è cambiato?

L’accordatura è cambiata! E la sintonizzazione del loro suono è cambiata.

La corda di uno strumento musicale richiede la messa a punto ideale per un suono giusto. Se questa è sintonizzata troppo bassa significa che non produce più un suono udibile. In definitiva perde la sua vibrazione.

Come suona l’Amore

Come suona l’Amore una volta che ha perso la sua vibrazione? Se si tende troppo una corda, o si applica troppa forza in una sola volta, si rompe. La pressione è un termine relativo ma i risultati di un eccesso sono sempre molto reali. Quando una corda si rompe, si rompe violentemente.

Come suona l’Amore una volta che è rotto?

L’arte dell’accordatura tra Amore o nonamore

Tra questi due estremi c’è l’arte dell’accordatura, che è una chiave a suono di Aloha.

Dal punto di vista musicale, mi piace supporre che quelle due persone siano due corde. Ogni corda ha il suo suono unico. Due corde risonanti insieme producono un suono combinato. Questo suono può essere in armonia o in disarmonia, tutti siamo in grado di ascoltare e apprezzare uno stato di armonia. E’ una sensazione viscerale, il KU lo sa.

Siamo corde intelligenti e intraprendenti, quindi siamo in grado di sintonizzare noi stessi. Questa è una cosa meravigliosa. Quando siamo “sintonizzati” in noi stessi e in armonia con l’ambiente, possiamo innanzitutto non essere soli, e creare un suono così potente e bello che le altre corde nell’ambiente vogliono essere in armonia con esso. Cominciano a propendere verso questa armonia, come un girasole segue i raggi del sole. E’ bello stare con una persona che irradia armonia, che crea armonia. L’armonia è facile da raggiungere ogni volta che stiamo regolando efficacemente la nostra sintonia.

I 7 Principi Huna in Amore o nonamore

Amore o non-amore

Nel processo di sintonizazione possiamo vedere i 7 Principi Huna al lavoro.

IKE:

la consapevolezza e le credenze su noi stessi, l’altra persona e l’ambiente.

KALA:

la capacità di cambiare il passo, attraversare un’esperienza dal lato migliore e di essere in sintonia con l’altra persona e l’ambiente, quindi essere pronti, capaci e disposti a “suonare insieme”.

MAKIA:

mettere a fuoco, sentire l’armonia – anche in discordia.

MANAWA:

essere in grado di sintonizzarci in questo momento, non importa quale esperienza passata temiamo possa interferire con l’intenzione di sintonizzarci all’adesso. In un certo senso è anche la capacità di “sintonizzarci in” qualsiasi disarmonia del passato e in ogni disarmonia che potrebbe sorgere in futuro (paura).

ALOHA:

il risultato dell’accordatura è armonia – che è quello di essere felice “con” qualcosa e qualcuno. Come l’armonia crea armonia, attuarne la creazione, attraverso il non-giudizio e benedicendo l’altra presenza, anche se si ha la sensazione di essere arrabbiati con l’altro. Già solo l’intenzione può migliorare il suono.

MANA:

è possibile sintonizzarsi (e desintonizzarsi) da soli. Sei responsabile di questo, solo tu.

PONO:

è bene modificare il suono fino a quando non vibra bene, fino a che non risuona al meglio.

Rapporto tra “responsabilità” e “risonanza”

risonanza

C’è un interessante rapporto tra le parole “responsabilità” e “risonanza“. Creano lo spazio dove il suono può manifestarsi.

L’ho osservato ogni volta che ho provato a sintonizzarmi con l’altra persona, pur non essendo in sintonia con me stesso, il risultato è stato peggio di prima. Io chiamo questo processo, “Worsebettering”. Significa “pur con buone intenzioni peggiorare le cose.”

Ho imparato che piuttosto è meglio rinunciare alla relazione. “Worsebettering” è PONO andato storto.

Il processo di ottimizzazione di se stessi

Il processo di ottimizzazione di se stessi è un compito che dura tutta la vita. Uno strumento prezioso vuole essere preparato da una mano abile ed esperta, coerente e costante. Se sei in uno stato depotenziato con qualcun altro, è necessario mettere in onda la sensibilità di sentire ciò che è stonato e, talvolta, anche il coraggio di affrontarlo.

Tu sei responsabile al 100% per il tuo proprio suono e del 50% per il suono di voi due insieme.

Potresti sentire cose che non vuoi sentire. Ma tu sei colui che è in grado di cambiare in meglio. Tu sei uno strumento prezioso (e tutti desideriamo suonare con strumenti preziosi) come preziosa è la tua canzone della tua vita. Due note che risuonano in armonia tra di loro creano sfumature che fondendosi diventano un suono unico.

Rimani sintonizzato sull’Amore o nonamore

Quando diciamo: “Che bella coppia che sono!” stiamo apprezzando i toni che queste due persone tirano fuori gli uni negli altri. Si sentono queste sfumature nel modo in cui parlano tra di loro, dal tipo di linguaggio che usano, ecc. C’è un calore che si irradia da loro. Si tratta di una forma di energia stimolante, edificante.

Quando abbiamo una buona, profonda e duratura amicizia con qualcuno, abbiamo un profondo livello di comfort, fiducia e comprensione reciproca. Non c’è amore senza amicizia e non c’è amicizia senza amore. Tutto questo è un bel suono. “Oh amici, non questi suoni! Ma intoniamone altri più piacevoli, e più gioiosi.” (Da ‘Ode alla Gioia’ di Friedrich Schiller, Nona Sinfonia di Beethoven) La chiave per il “suono di Aloha” è dentro di te.

E questa chiave è il tuo diapason. Rimani sintonizzato!

Thomas Barth

Liberamente tradotto da Giovanna Garbuio dal sito huna.org

Amore o nonamore è la tua scelta

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% Commenti (20)

Si soffre per amore quando? quando si investe su una persona, facciamo progetti insieme e poi scopriamo di aver fatto un bel soliloquio.Questo non sarà l ‘Amore con l’a maiuscola, ma è quello che sperimentano la maggior parte delle persone. Anche nell’amore per un figlio c’ è sofferenza se questo disattende tutte le aspettative , delude , farà soffrire ,perchè è un figlio che si perde , sciupa il tempo;lui avra’ vissuto la sua vita , ma se non si realizza come persona una madre soffre.

Bè non è detto che se un figlio non si realizza come diciamo noi (disattende tutte le aspettative) non si reaalizzi affatto e se soddisfa le aspettative si realizzi davvero… E questo vale anche per un partner… come possiamo pensare che un “soliloquio” sia amore? Certo l’altro può averci fatto credere che parlassimo in due… ma molto più spesso siamo noi a convincerci di parlare in due quando l’altro in realtà sta solo “disattendendo tutte le aspettative” che magari non sa nemmeno di aver originato.

Riflettendo alla tua risposta:e’vero che l’altro forse da aspettative ma con molta distrazione forse il giorno dopo manco se le ricorda.poi per non parlare dei figli.qui ci vuole una grande laurea con bacio piu’lode per andare avanti.ma c’e’la faro’promesso.ma non mi e’facile.cmq gio’sPre grazie per quello che scrivi.

Soffrire per amore genericamente parlando significa soffrire per qualcosa in cui credevamo e poi si manifesta essere stata una illusione. Sia che si tratti di una relazione dinamica che di punti di riferimento per costruire e/o mantenere i quali abbiamo dedicato tempo ed energie,ritrovarsi con un nulla di fatto significa accusare una perdita e questo genera inevitabilmente sofferenza : noi essere umani siamo fatti così.In un mondo ove non esiste sicurezza ci adoperiamo a tesserci le nostre sicurezze
e le relazioni fanno parte delle nostre sicurezze.Quando le perdiamo o ci sentiamo costretti a rifiutarle
perchè sono diventate troppo nocive dentro di noi succede qualcosa che assomiglia ad un terremoto.Si verificheranno molti cambiamenti si taglieranno legami ma anche le basi materiali subiranno scossoni.Trovare nuove vie implica fatica,errori e tanto altro .Nel tanto altro ci stanno anche le opportunità che non riusciremo a vedere finchè i nostri occhi saranno inondati di lacrime ed il nostro cuore pervaso dalla sofferenza.L’amore secondo me vive e si rinnova nella reciprocità,nell’interazione positiva e costruttiva diversamente non può sopravvivere.L’amore incondizionato andrebbe definito più approfonditamente perchè potrebbe nascondere una semplice dipendenza anche da parte di chi dona che dipende dal bisogno dell’altro per sentirsi utile importante di valore .

Grande Gio proprio così. Ci creiamo tutto noi. Aspettative proiettiamo l altro come il nostro ideale e poi lo chiamiamo Amore ??. Ma non è quello. !! No. Io sono quel che sono Essere = Amore E basta. E surf the Wave. Surf ??. Io sono. Amore.

Ciao Giovanna, comprendo bene le tue parole, certo viverle nella pratica con un figlio che adori e che fa qualche stupidata…è tutta un altra storia.
Mi domandavo, se questo libero arbitrio, questa libertà di essere ciò che vogliamo come può esse e “gestita” nei giovani. Mi spiego meglio: un conto è lasciare che un figlio vada incontro alle sue scelte di studio, o di amici, un altro è lasciare che facciano le loro esperienze negative e “restare a guardare” perché è giusto che facciano le loro esperienze, i loro errori.
E come mamma oltre all’affidarlo a Dio, a praticare , a dirgli che lo amiamo?
Nessuna parola? nessun tentativo?
Proprio non posso guardare la sua vita e basta, lo so che
è figlio di Dio, ma in questo percorso terreno, è figlio mio.
Un abbraccio Giovanna

“Nessuna parola? nessun tentativo?” … non mi pare di aver detto questo! La comunicazione è sempre guarigione perciò il confronto è sempre positivo e necessrio… soprattutto se supportato dalla coerenza e dall’esempio. Ovviamente ogni situazione pratica ha la sua soluzione specifica , ma penso che se dal confronto ci troviamo a passare all’imposizione… dovremo farlo con attenzione e ponendoci tutte le domande del caso… e anche qualche altra!

E’ proprio vero Giovanna, è più difficile da spigare che da vivere e realizzare questo sentire che io all’inizio ho percepito come una piccola fiammella tremolante… poi piano piano, giorno dopo giorno quasi senza fare niente, ma mantenendo questa idea, dell’AMORE, che sentivo dentro, la fiammella è diventata più stabile e più grande, ho iniziato, poco per volta, ad allontanarmi da tutte le aspettative e giudizi che “normalmente” avevo e davo a me e agli altri. Sono diventata più generosa, amorevole e compassionevole con me e di conseguenza anche con gli altri, non sono più concentrata sulla meta ma sul viaggio e sempre disposta a cambiar parere sul qualsiasi cosa! Se qualcosa/qualcuno è così, è perfetto così com’è perché se è così, significa che in questo momento, per il “bene” di tutti i coinvolti, non può essere diverso da com’è! E soprattutto ho imparato a cercare “nell’avvenimento” ciò che è venuto a mostrarmi e a ringraziarlo per la possibilità di crescita che mi sta offrendo. Non è stato facile domare le vecchie idee e modi di “pensare” ma anche questi, piano piano hanno perso di intensità. Poi, il bello è che, man mano che questa consapevolezza dell AMORE aumenta di intensità ti si apre un mondo nuovo e ti si presentano nuove opportunità CONCRETE!! Cambi dentro e cambia fuori 😉 <3 GRAZIE Mariarita

Grazie Giovanna, io amo mio figlio incondizionatamente, non ho nessuna aspettativa mia su di lui, ma solo quella che trovi una sua strada, qualunque essa sia, invece sono anni che non studia e non lavora, ha 24 anni, come posso essere serena?

…magari provando ad accettare che il suo percorso adesso passi per il non avere un lavoro e non studiare, perchè magari il suo talento è altro… il che non vuol dire asssecondarlo nel poltrire dalla mattina alla sera, ma fare ciò che devi fare con la consapevolezza che il suo miglior percorso passa di qua.

Hai ragione e infatti credo anch’io che sia proprio così; ma come fare a gestire al meglio quei periodi in cui poltrisce dalla mattina alla sera? Se glielo dico poi litighiamo….

Lasciandolo poltrire, ma magari smettendo di mantenerlo… (non so se lo fai ma se non studia e non lavora immagino che tu lo mantenga) dicendogli che tuci sei , ma che ognuno deve fare la sua parte… e intanto pulisci in te ciò che ha manifestato questa situazione.

Daniela Parkeljn Rimicci

Cara Giovanna,
ho letto con molta attenzione quanto hai scritto a proposito dell’Amore e cosa hai risposto a chi mi ha preceduto.
Per quanto riguarda l’amore incondizionato da riversare sui figli, seppur con qualche limite dovuto all’educazione ricevuto, credo di rispettare le scelte dei miei ragazzi e di cercare di supportarli in ogni modo possibile, anche se questo non mi mette certo al riparo da discussioni e scambi verbali non punto idilliaci…
Riguardo all’Amore, romantico, sentimentale, ecc. ecc. ecc. credo si identifichi solo parzialmente in ciò che descrivi.
L’Amore totale, incondizionato è qualcosa di meraviglioso e certamente non può, per definizione, andare a braccetto con la sofferenza, questo lo riconosco, ma nell’amore umano e ben più terreno che lega un uomo ad una donna e viceversa entrano in gioco fattori non solo ideali ma reali di normale e quotidiana vita vissuta. Rimanendo al tuo esempio, semplice, relativo al desiderio di condividere, ad esempio, la cena mi trovo in netto disaccordo con te…se si desidera una vita di coppia, di condivisione, la solidarietà, la solidità, di complicità, in altra parole, d’Amore, ci si aspetta che entrambe la persone pensino quantomeno similmente circa la direzione da dare alla loro vita familiare, al loro stare insieme…la comunicazione dovrebbe condurre, se fatta con correttezza, lealtà, sincerità a dirsi le cose come stanno e ad avviare un percorso comune…ottimo mantenere i propri interessi, ottimo mantenere la propria autonomia ma se non si garantisce uno spazio anche alla vita comune che è fatta anche di tanti piccoli gesti quotidiani, ad esempio la colazione insieme, la cena insieme, lo scambio di opinioni, una carezza, un abbraccio, un sorriso…un confronto a qualunque livello, di quale tipo di rapporto si tratta? Di un brutto coinquilinaggio…neologismo coniato all’uopo tanto brutto quanto ciò di cui costituisce il significante…
Se scegli di stare con me come mio compagno lo fai liberamente, come faccio del resto, e questo vuol dire che adori passare del tempo con me, lo stesso vale per me, e quindi non è necessario che nessuno dei due pretende dall’altro alcunché e nemmeno debba chiederlo, perché lo stare insieme nasce dal desiderio di godere della presenza dell’altro…in caso diverso non trovo ragioni per stare insieme.

Grazie per il tuo bello e profondo apporto Daniela. Nella mia esperienza le situazioni “reali di normale e quotidiana vita vissuta” sono regolate dalle stesse identiche leggi che regolano le situazioni “ideali” … cioè la realtà è Una e la legge che la regola è Una… e riguarda l’espansione dell’Amore… tutto sta a saperlo e a camminarlo anche nelle cosiddette situazioni reali. Pensare similmente non significa pensare come decido io … e se il mio compagno non la pensa come me, evidentemente c’è una disarmonia di fondo che va affrontata e non si risolverà certo impedendogli di andare a giocare a calcetto quando lui vuole andare a giocare a calcetto… Lo spazio dedicato alla vita comune deve venire in fluidità (come appunto dici tu) non può essere imposto… se c’è necessità di imporlo… ribadisco, credo che il problema sia un altro =D e nemmeno io troverei ragioni per stare insieme 😉

Ciao,
tre settimane fa la mia ragazza, che sposa da diversi anno OHoponopono,ha lasciato un commento “Sei un gran figo punto e basta” su una foto di un suo contatto Instagram, la settimana successiva mentre eravamo insieme ha ricevuto un messaggio su Instagram di “buona notte” con cuoricino rosso e l’altra mattina ha ricevuto un messaggio di Whatsapp (il messaggio è inconsistente ma si sono scambiati i numeri). Come devo interpretare tutto ciò secondo Hoponopono?
Grazie

Perchè invece che interpretare non parli chiaramente con la tua ragazza?

Ciao, sono sempre io.
un venerdì di due settimane fa la mia ragazza, che sposa OHoponopono da diversi anni, va al mare con una amica, con cui negli ultimi 2 anni è andata al mare 3 o 4 volte. La mia ragazza la mattina mi fa una telefonata alle 10, chattiamo un po’ e mi fa una seconda telefonata a mezzogiorno. In questa, sentendola desiderosa di me, mi scappa un “se vuoi ti raggiungo al mare nel pomeriggio”, ma lei mi fa intendere che non avrebbe fatto tardi e sarebbe rientrata presto. Bene, nessun problema, rispetto lo spazio dedicato all’amica (in crisi con il suo ex). Nel pomeriggio le mando un messaggio dicendo che sarei andato al mare (pensavo fosse rientrata) lei mi risponde che a breve sarebbe andata a fare un giro in un supermercato e poi nel centro di una località balneare. Bene. Sono sul mio lettino quando alle 17 mi chiama, mi dice che sono rimasti in spiaggia (il loro bagno è a 200 metri dal mio) e inizia a parlarmi amabilmente e io tranquillo. Lei mi parla di cose futili e a un certo punto le dico “Ma scusa ma non è assurdo che siamo a 100 metri di distanza e mi chiami per parlare? Perchè non ci incontriamo 5 minuti”. Lei sbuffa, la sento in difficoltà (perchè aveva l’amica di fianco) e quando capisco la situazione le dico che a me andava bene che ognuno rimanesse sul suo lettino. A me la cosa dispiace. La sera mi telefona dandomi del presuntuoso perchè volevo a tutti i costi invaderle il suo spazio con l’amica. E io “La proposta a ora di pranzo è uscita dal cuore, scusa non volevo… se fosse capitato il contrario e io fossi stato con un mio amico ti avrei detto di unirti, per il pomeriggio nessuna presunzione… stavi già sottraendo tempo alla tua amica via telefono e sarebbe stato lo stesso di un tempo sottratto vis a vis”. Come legge la cosa OHoponopono? Grazie di cuore

Mi pare che non ci sia proprio niente da leggere! Avete voglia di litigare e trovate a tutti i costi il motivo per farlo.

Cara Giovanna,
leggendo questo testo mi ha colpito la metafora dell’essere in sintonia come le corde di uno strumento musicale. C’è un fenomeno che ben conosce chi suona uno strumento a corda come la chitarra: quando due corde sono accordate sulle giuste frequenze facendo vibrare una delle due corde l’altra corda comincia a vibrare ed entra in risonanza con la prima nonostante le nostre dita non l’abbiano minimamente toccata. Questo fenomeno possiamo facilmente verificarlo durante le fasi di accordatura di una chitarra e rappresenta bene l’idea di due anime che vibrano sulla stessa frequenza in sintonia completa: in fondo questo è l’amore. La capacità che ognuno di noi ha di entrare in risonanza con il mondo. In quel momento diventiamo lo strumento attraverso cui il creato suona la suona la sua melodia. Scompaiono tutte le divisioni e le distinzioni e vibriamo all’unisono con l’universo. La piccola goccia d’ acqua si dissolve nell’oceano dell’infinito e della sua esistenza resta solo una vibrazione, una leggera increspatura che si trasmette come un’onda impercettibile attraverso la materia e contribuisce all’armonia del creato.

Cara Giovanna,,
sono d’accordo con quello che dici, ma penso che anche amando in modo incondizionato e gioendo per la felicità di chi ami, non puoi fare a meno di soffrire se la persona in questione, a causa della sua chiusura e delle sue paure, ti tiene nell’incertezza e non sai se sei corrisposto o no.

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