Gli specchi Esseni e Ho’oponopono

Gli specchi Esseni e Ho’oponopono sono concetti intimamente connessi

Gli specchi Esseni e Ho'oponopono

Quando ti trasformi il mondo intero si trasforma, perchè il mondo è solo un riflesso di chi sei

Eckhart Tolle

Ho’oponopono un riflesso di chi sei

Osserviamo la nostra realtà con mente libera e cuore aperto e capiremo chi siamo! Ciò che viviamo è una mappa per comprendere chi Siamo e per agire con consapevolezza su noi stessi. Proprio a questo si rifa la teoria degli specchi esseni! Gli specchi esseni e ho’oponopono sono concetti profondamente connessi.

Che tutto ciò che accade nella nostra vita sia solo un riflesso della nostra interiorità è qualcosa che la saggezza umana sa da sempre, gli specchi essseni ne sono una prova e ne troviamo testimonianza in tutte le dottrine e in tutte le filosofie.

Il mondo che percepisco lì fuori è solo una proiezione di come Sono “dentro”. Questa è una chiara consapevolezza di Ho’oponopono. Gli specchi esseni ce lo mostrano in dettaglio. Gli specchi esseni e ho’oponopono sono concetti indivisibili.

Anche la scienza ormai è arrivata a testimoniare che il mondo percepito dai sensi umani è qualcosa di costruito dal nostro sistema nervoso che risponde a degli stimoli che giungono sotto forma di impulsi elettrici. Il nostro sistema nervoso risponde agli stimoli interpretandoli e traducendoli in forme dotate di colori, di suoni, di odori.

La realtà che io vivo come qualcosa di altro da me in realtà è solo qualcosa che reagisce a come io Sono. Perciò in base a come Io sono e eventualmente a come Io cambio, la realtà è costretta ad adeguarsi perchè non possiede un’esistenza indipendente da come Io sono.

Gli specchi Esseni e Ho’oponopono

Gli specchi Esseni e Ho'oponopono

Gli specchi esseni e Ho’oponopono ci mostrano che i riflessi sono di tanti tipi

Vorrei chiarire un punto che  mi pare ancora confuso.

Si dice che se mi imbatto in qualcosa che mi dà fastidio significa che è qualcosa che mi riguarda perchè il mondo è uno specchio (e questo è perfettamente corretto) e che se mi procura disagio appunto vuol dire che riflette una stessa caratteristica che mi apartiene e che io non voglio o non posso vedere in me stesso. E questo invece è vero solo in parte (vedi per cominciare a comprendere la teoria degli specchi su SE SAI SEI).

Questa è una delle modalità che la vita ha di comportarsi da specchio nei nostri riguardi.

Il mondo è uno specchio , ma i riflessi sono di tanti diversi tipi… impariamo a conoscerli!

Non tutte le caratteristiche degli altri ci appartengono, non tutto quello che vediamo negli altri ci riguarda interiormente, o meglio non sono per forza caratteristiche nostre, e gli specchi esseni ci mostrano nel dettaglio come.

Non possiamo e non è necessario essere in sintonia con tutti.

Certo se notiamo certe particolarità in qualcuno, un motivo c’è sempre. E riguarda la nostra evoluzione anche fisica e materiale. Che poi è sempre evoluzione spirituale se tutto è Uno.

La piccola anima e il sole

Ricordate la storia della piccola anima e il sole?  La piccola anima è scesa in terra per imparare ad essere generosa e a perdonare… E quindi incontrerà un angelo che si comporterà male con lei per insegnarle la gioia del perdono.

Questo è un altro tipo di specchio. L’angelo non riflette una caratteristica della piccola anima, ma le sta dando un’opportunità per dimostrare un suo talento. Ecco che spesso le persone che ci infastidiscono stanno riflettendo il nostro bisogno di manifestare una qualità che in potenza ci appartiene (talenti), ma che senza quello stimolo non ci preoccupiamo di coltivare!

Un esempio concreto

Perciò può succedere per esempio che se io temo di non essere sufficientemente coerente o ho paura che in certe situazioni non sarò capace di essere autentica… La vita mi rifletterà questo tipo di esigenza mandandomi qualche angelo che farà il “bastardo” con me. Spingendomi ad abbassarmi allo stesso livello per sfidarmi a non essere autentica e coerente.

Ma in realtà per me sarà solo l’occasione per capire quanto autentica e coerente posso essere. Una grande opportunità dunque per manifestare i miei telenti.

Quindi allo stesso questo non significa che quella persona che incontro (che mi sta facendo una qualche porcheria alla quale potrei rispondere con la stessa moneta) stia riflettendo un’incoerenza che mi appartiene. Sta invece dandomi l’opportunità di mostrare tutta l’enorme coerenza che ho e che finalmente so di poter mettere in atto anche se temevo di no. Per esempio =D!

Chiudiamola qui!

Un’altra modalità diffusa con cui gli specchi si manifestano, quando le nostre qualità le stiamo coltivando e la necessaria attenzione alle nostre caratteristiche da cambiare l’abbiamo data, è quella semplicemente che è ora di allontanarci da quella situazione o da quella persona, perchè lo scopo per cui si è manifestata nella nostra vita è stato ragginto! 

Un esempio e un’altro degli specchi Esseni e Ho’oponopono

Se abbiamo una relazione con qualcuno (non per forza di coppia… qualsiasi tipo di relazione umana, amicale, lavorativa, parentale ecc…) e questa relazione si esaurisce (Sì! Si esauriscono anche le relazioni parentali. Sì sì sì!) perchè ciò che potevamo trarre da quella situazione l’abbiamo colto e coltivato, ma noi ci ostiniamo a voler continuare ad avere raporti con questa persona, il meccanismo funziona sempre nello stesso modo, l’Universo non smetterà di farci vedere qual è la direzione migliore per noi anche se noi ci ostiniamo a voler andare dalla parte contraria.

Gli specchi Esseni e Ho'oponopono

Perciò se la cosa migliore per noi è chiudere la realazione (indipendentemente dal fatto che quella persona ci rifletta e ci rifletta cosa) è probabile che lui/lei comincerà ad assumere dei comportamenti per noi sempre più intollerabili, compirà azioni che ci infastidiranno e farà propri atteggiamenti che ci appariranno insopportabili, non per forza perchè quegli atteggiamenti riflettono gli stessi atteggiamenti latenti in noi o presenti in qualche misura in noi, ma soltanto perchè l’Universo ci sta dicendo sempre più a gran voce: E’ FINITA! VUOI CAPIRLO! Taglia! Chiudi! Vai per la tua strada! Amen!   Più noi lo ostacoliamo il nostro miglior percorso più la persona  in questione ci diventerà insopportabile!

Stimoli e indicazioni

Tutto può diventare uno stimolo. Tutto ciò che accade ci serve per comprendere chi siamo. Non necessariamente riflettendo qualche nostra caratteristica.

Ma anche semplicemente stimolando qualche nostra reazione. Che più siamo centrati e meno ci lasciamo coinvolgere emotivamente e inconsapevolmente da ciò che sta accadendo, più sarà un’azione efficace di risposta. E contemporaneamente di crescita piuttosto che una “reazione” inconsapevole.

La legge dello specchio

Specchio del giudizio, ancora gli specchi Esseni

Per esempio potrebbe corrispondere a questo, incontrare qualcuno che giudica i nostri comportamenti (attenzione che il giudizio è sempre qualcosa di diverso da un opinione costruttiva espressa con distacco emotivo e senza coinvolgimento personale), magari non conoscendoci per niente  e non avendo chiare le premesse e le motivazioni che influenzano tali comportamenti (il più delle volte i giudizi e le critiche derivano da atteggiamenti di questo tipo).

Ancora una volta non significa per forza che il nostro interlocutore che sta dicendo una serie di “cavolate” infondate (a volte capita magari anche quando ci conoscono… o dicono di conoscerci) stia riflettendo una nostra caratteristica più o meno nascosta che gli somiglia (per esempio la superficialità, o l’invidia…) o stia indicando delle caratteristiche che ci appartengono solo per il fatto che lui le ha viste in noi (anche se potrebbe essere effettivamente così, nonescludiamolo a priori, prima comunque di esserci messi in discussione e osservati).

Lessere noi specchi… non ci riguarda

Anche noi siamo un suo specchio per inciso… ma questo riguarderebbe lui e se ci sta accusando è evidente che non è in grado di cogliere l’opportunità e capire che ciò che giudica riguarda più lui di noi… ma ribadisco non focalizziamoci su questo, non è affar nostro… e se ci pare che lo sia allora forse ha ragione lui e dovremmo prendere in considerazione il primo specchio (quello che ci mostra una caratteristica che ci appartiene).

Spesso è più probabile che quel qualcuno ci rifletta solo  stimolando una nostra reazione consapevole, che ci stia dando cioè l’opportunità di metterci in discussione, di analizzarci…

Ma una volta riscontrata l’infondatezza di determinate critiche non ha alcun senso sentirci in colpa o convincerci comunque di assomigliare ai comportamenti del nostro interlocutore o alle accuse che ci rivolge.

Paradossalmente potrebbe essere anche l’occasione di riconoscere le nostre qualità opposte alle caratteristiche negative messe in luce dal nostro “antagonista”, come abbiamo visto.

Gli specchi Esseni e Ho'oponopono

Lo specchio opaco di Maria Salerno

Una delle più grandi distorsioni nella teoria degli specchi è: “se ti dà fastidio in me è perché è in te”, la seconda è “se non vedi ciò che ti dico vuol dire che non lo vuoi vedere”.

Lo specchio va usato dal diretto interessato

A parte il fatto che nonostante lo spirito caritatevole di cui alcuni sono prodighi, lo specchio rappresentato dagli altri dovrebbe essere usato dal diretto interessato, vale a dire siamo noi a dover stabilire cosa ci rispecchia di  una situazione o di una persona, non certo chi fa da specchio a dire: “guarda che ti sto mostrando questo di te”.

Anche perché lo specchio in questione potrebbe essere opaco e quindi riflettere un’immagine opaca di noi. Quasi tutti probabilmente abbiamo fatto l’esperienza di specchiarci in una specchiera della nonna, di quelle ovali situate sui comò o attaccate all’anta degli armadi, col tempo la superficie riflettente può deteriorarsi, opacizzandosi e questo fa sì che non restituisca un’immagine reale di noi, bensì poco nitida e veritiera.

Un’immagine veritiera

Lo stesso accade con le persone, normalmente chi ha la pretesa di dire che sta rispecchiando dei lati che tu non vedi, funziona come un vecchio specchio, così pregno di  memorie, da compromettere la sua capacità riflettente. Indi restituisce di te non un’immagine veritiera, ma l’unica che la sua condizione è in grado di riflettere in quel momento.

Per cui quando una persona ci dice: “sei arrogante, saccente e presuntuosa e se non lo vedi è perché non lo vuoi vedere” non diamole subito credito. Osserviamo la nostra interiorità, con onestà e senza timore alcuno. Se troviamo quello che la persona ritiene di averci voluto mostrare, bene, ringraziamo. Se non lo vediamo, può darsi che lo specchio semplicemente fosse opaco e non avesse altro da riflettere che la propria opacità.

Maria Salerno

Esempi da non seguire

Concludendo l’intervento di Maria dicendo: e magari evitiamo a nostra volta di dire a qualcun altro: “sei arrogante, saccente e presuntuosa e se non lo vedi è perché non lo vuoi vedere” … così almeno lo specchio opaco avrà avuto l’utilità di esempio da non seguire ?

come sopra così sotto

Occasione di mettersi in  discussione

Conoscendo gli specchi esseni è più facile!

Abbiamo avuto un’opportunità di analisi… bene!

L’abbiamo colta. Adesso andiamo oltre. La superficialità, la presunzione (per esempio) che dimostra l’altro o la presunzione e l’arroganza di cui ci accusa, non ci riguardano come caratteristiche che ci appartengono. Anche se le notiamo, se non nella misura in cui ci è stato utile o meno.

O nella misura in cui non riusciamo a passare oltre in scioltezza con la consapevolezza che “non è un problema nostro”.

Se invece non sappiamo lasciare perdere, se non siamo in grado di lasciare l’altro “bollire nel suo brodo” o fare il suo percorso che dir si voglia, allora sì, la questione è più profonda, allora sì, la nostra interiorità meriterebbe una maggiore analisi.

L’attaccamento è un campanello d’allarme

L’attaccamento, il bisogno di giustificarsi, la necessità di convincere l’altro della “giustezza” della nostra posizione è spesso l’indizio che la superficialità, la presunzione (per esempio), che vediamo nell’altro (il bisogno stesso di sottolineare queste caratteristiche nell’altro) è qualcosa che ci appartiene più di quanto siamo disposti ad ammettere.

Quindi attenzione: gli specchi sono davvero di tanti tipi (io ne ho individuati 14). Ma all’osservatore di se stesso attento e aperto, è sempre data la chiave per individuarli e per interpretarli.

la realtà è un mio riflesso

Giudicare o farsi giudicare

Ecco dunque ancora che non giudicare non ha niente a che vedere con il farsi o non farsi giudicare.

Quando qualcuno mi giudica è, come tutto, un comportamento che fa parte della mia realtà.

Quindi anche se il comportamento è “interpretato” da qualcuno che non sono io, in qualche modo comunque mi riguarda (che  non significa che mi appartenga), ma quando mi rendo conto che il giudizio espresso non mi rispecchia (e rispecchia invece molto probabilmente chi l’ha espresso. Infatti quando giudico non sto dicendo nulla su chi giudico. Ma sto dicendo molto su me stesso) la mia utilità l’ho colta.

Non sto necessariamente giudicando a mia volta. E anzi per la mia crescita, se mi sono messo in discussione e ho risposto sinceramente  alle ovvie domande che ne derivano, è utile ed efficace e “sacrosanto” prendere le distanze dal giudizio che è stato espresso nei miei confronti.

E meno la cosa mi coinvolge emotivamente più è la dimostrazione che ho messo a frutto l’opportunità comunque di riflessione che l’universo mi ha proposto!

Ho’oponopono e gli specchi Esseni

Con Ho’oponopono ci assumiamo la responsabilità di tutte le memorie che condividiamo con le altre persone

Quando diciamo alla Divinità:

“Sta succedendo qualcosa in me che sta facendo vivere certe persone in un determinato modo, io voglio cancellare le memorie che lo provocano.”

Con Ho’oponopono ci assumiamo la responsabilità!

Sciogliendo certe credenze noi cambiamo il nostro mondo interno e questo fa in modo che il mondo intero (che è un riflesso del nostro mondo interno) cambi, perché cambia ciò che la realtà esterna deve riflettere.

La legge dello specchio energia diffusa

Ciò che accade è un’opportunità

Quindi quando qualcosa appare nella mia vita, anche se è qualcosa che mi ferisce, che mi fa stare male, devo comunque considerarlo una fortuna, perché quell’evento, per quanto nefasto, mi dà l’opportunità, essendone io il responsabile, di correggere degli errori percettivi che sono nel mio subcosciente.

La strada più facile è assumersi la responsabilità.

Se io non ho una credenza limitante o una memoria “pericolosa” nel mio Subconscio, nella mia realtà non possono manifestarsi certe contingenze.

Perché la realtà è semplicemente lo specchio della mia interiorità.

Installiamo l’Amore

E’ un po’ come se in un computer, in cui un certo programma non è installato, io pretenda di ottenere il file che crea quel programma premendo i tasti della tastiera, non è possibile. Se nel nostro Subconscio non sono presenti delle memorie in comune con certe situazioni, quelle situazioni nella nostra vita non potranno mai, in nessun caso, verificarsi.

Nella realtà che viviamo è la stessa cosa. Con Ho’oponopono ci assumiamo la responsabilità.

Se io non ho un certo “programma” nel mio sub-conscio, il “file” non può apparire nella mia vita. Quindi io sono responsabile di tutto, anche dei pensieri e delle azioni degli altri!

In realtà noi abbiamo già in noi tutte le “esperienze” ma non ne siamo consapevoli a causa di tutte le memorie e le credenze limitanti che abbiamo accumulato e che ci impediscono di collegarci al Divino. Per questo motivo la nostra missione è quella di cancellare i blocchi mentali che abbiamo, per poter raggiungere consapevolmente la nostra autentica essenza.

Gli specchi esseni sono spesso un argomento frainteso

Mi sono spiegata? Se c’è qualcosa che non è chiaro ditemelo che lo chiariamo perchè questo è ancora un argomento che moltissimi fraintendono.

Tutte le situazioni riflettono noi stessi, ma non tutte le situazioni riflettono noi stessi allo stesso modo!

Ci sono situazioni che ci riflettono e ci aiutano a capire i blocchi che abbiamo, le caratteristiche che nascondiamo che noi riteniamo, diciamo così, “negative” e  altre servono invece per permetterci di tirare fuori caratteristiche di noi che non sapevamo di avere o che temiamo di non riuscire a mantenere se sfidate, ci sonosituazioni che ci spingono acambiare strada o a fortificare quella che abbiamo intrappreso, ci sonosituazioni, come quella del nostro rapporto con i genitori che ci mostrano quanto maturo o no è il nostro rapporto con il Divino in noi, ci sono situazioni che ci mostrano la via più semplice per centrare la nostra missione di vita (essere felici), ci sone persone che ci fanno da esempi per mostrarci cosa non dobbiamo fare o come non è maglio non essere ecc…

Della serie: l’occasione fa l’uomo ladro, ma anche no! =D

Ho’oponopono e gli specchi Esseni

Quando ero giovane e libero e la mia immaginazione non aveva limiti,sognavo di cambiare il mondo. Come divenni più grande e più saggio, scoprii che il mondo non avrebbe potuto essere cambiato, così ridussi la mia visione e decisi di cambiare solo il mio paese, ma anche questo sembrava essere inamovibile.Come crebbi, al crepuscolo della mia vita, in un ultimo disperato tentativo, decisi di cambiare solo la mia famiglia, quelli più vicino a me. Ma anche questi non volevano niente di tutto ciò. E ora, che sono legato al mio letto di morte, capisco che se solo avessi cambiato per primo me stesso, forse, con l’esempio, avrei potuto cambiare la mia famiglia. Dalla loro ispirazione e con il loro incoraggiamento avrei quindi potuto cambiare in meglio il mio paese. E chi lo sa, avrei potuto forse cambiare il mondo.

dalla tomba di un Vescovo dell’Abbazia di Westminster
Gli specchi esseni Libro

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