Vuoi Essere Felice?

Essere felice

ma come essere felice?

essere felice
La felicità è una scelta. Tu sei l’unica persona che può renderti felice. Tu sei tanto felice quanto scegli di esserlo.

Se vuoi essere felice: sii felice!

Essere felice: Quando (la felicità) è presente associa la percezione di essere eterna. Il timore che finisca la finisce.

Wikipedia

Parole perfette per definire come questa misteriosa capacità di essere felice  dipenda dalla nostra capacità percettiva.

Mi piace pensare che chi

  • Impara a vivere fiduciosamente nell’alternanza dei sentimenti
  • E’ ottimista e ironico
  • Riesce a mantenere il buon umore nella maggior parte delle situazioni
  • Ama senza aspettarsi nulla in cambio solo per il profondo piacere che l’Amore infonde
  • Si compiace per la buona sorte degli amici
  • Supera l’odio senza rancore
  • E’ sufficientemente fatalista da vivere intensamente il presente
  • E’ soddisfatto e consapevole di ciò che ha

Abbia compreso il giusto modo per vivere pienamente la vita ed essere felice e sia più facilmente portato a sperimentare una continuità di essere felice che possiamo definire anche “serenità“.

Comunque sia la via efficace per essere felice è: lasciare andare ogni bisogno di essere felice ed essere felice!

La felicità comincia da me

Essere felice
  • La felicità è il bene sommo per l’essere umano – Aristotele
  • La felicità è un mito inventato dal diavolo per farci disperare – G. Flaubert
  • La felicità è il piacere del saggio – J. B. d’Aurevilly
  • Non esiste felicità intelligente – J. Rostand

«Siamo portati a cercare la felicità fuori da noi, nelle cose e negli altri. E cerchiamo, dall’altro, anche l’Amore. In realtà l’Amore, che è la nostra Essenza, è già dentro di noi e chiede soltanto di essere liberato dai nostri condizionamenti. E la felicità ha origine nel nostro mondo interiore. Non saremo miracolosamente felici se qualcuno vicino a noi cambia, o se cambia il mondo intorno a noi, ma solo se cambiamo noi, se cambiamo la nostra prospettiva.


La felicità e la sofferenza vengono dalla vostra stessa mente, non dal mondo là fuori. La vostra stessa mente è la causa della felicità, la vostra stessa mente è la causa della sofferenza; per conquistare la felicità e sedare la sofferenza dovete lavorare dentro la vostra stessa mente…»

Osho – La mente che mente

In tutto il mondo, indipendentemente dal luogo in cui vivono, dal Dio in cui credono o da quanto sono ricche, ci sono persone (circa il 3% della popolazione mondiale) che dichiarano di essere felici.

Cosa hanno di diverso dagli altri? Cosa le distingue? E cosa possiamo fare noi per essere felici come loro?

Il Segreto della felicità – Meik Wiking

Agisci come l’Amore che sei per essere felice

In sostanza per essere felice è necessario Agire come l’ Amore che si E’!

Ma come fare se questo atteggiamento mentale non viene naturale ?

Tranquilli a tutto si può arrivare, con il giusto impegno, con la sufficiente convinzione e soprattutto con l’allenamento. Anche il cuore è un muscolo e come tale può essere allenato (o almeno mi piace pensare così!)

Dichiararsi felici separatamente dalle condizioni pratiche dell’esistenza, non è un sintomo indicativo di un vero stato di benessere. Un eremita felice (ne esistono ancora?) non è propriamente l’esempio più facile e più adeguato da seguire per noi comuni mortali.

Essere felice, trova la felicità

Se è complicato… semplifica!

Ecco come essere felice

Ora, vediamo di rendere tutto questo ragionamento più semplice, perché, secondo me, come sapete bene ormai, tutto ciò che è complicato non è percorribile. Le complicazioni sono un chiaro messaggio che c’è qualcosa da cambiare.

Nel concetto di felicità/percezione, l’essere felice è una condizione di benessere dell’individuo, composta dall’insieme di emozioni e sensazioni del corpo, dell’intelletto e dello spirito, che testimoniano benessere e gioia per un momento più o meno lungo, che può durare un secondo o tutta la vita. Tutti noi umani siamo alla continua ricerca di questo stato dell’essere, sia che lo si faccia consapevolmente o meno.  

Come essere felice attraverso le emozioni

La felicità spesso viene identificata con stati di gratificazione, completezza, gioia, soddisfazione, compiacimento, serenità, beatitudine, tranquillità, fiducia, pace, entusiasmo, calore, trasporto, passione, godimento, piacere, divertimento, parole che sono tutte facilmente riconducibili a delle emozioni.

Dunque sono le emozioni la struttura portante della nostra esistenza e sono ciò che rende il nostro “esserci” gustoso e stimolante, il cosiddetto sale della vita. E sono anche le vere responsabili del raggiungimento o meno di questo “stato modificato di coscienza” che chiamiamo “Felicità”.  

Yin e Yang

Come si può considerare una vita “ricca” quella di chi non ha mai provato sensazioni di gioia, euforia, entusiasmo, passione, ma anche trepidazione, turbamento, nostalgia, senza tralasciare paura, dolore e sofferenza?

Chi non ha sperimentato emozioni e sensazioni spiacevoli non sarà mai veramente in grado di apprezzare le gioie delle emozioni positive. Farsi coinvolgere dall’esistenza significa accettare quello che ci accade vivendolo pienamente, emozioni “negative comprese.  

Se ci si ripresentano c’è sempre un motivo valido, il cui scopo è quello di portarci verso il meglio, anche se talvolta è, sul momento incomprensibile. Una volta consapevoli di questo sarà più semplice accettare e accettarci ! Sappiamo bene che l’inconsapevolezza (l’ignoranza, il non sapere come funzionano le cose) è l’unico vero peccato, non nel senso biblico di “peccato”, ma nel senso che è ciò che ci può fare davvero male.  

Essere felice difendendosi dall’inconsapevolezza

per essere felice smetti di lamentarti

Se non comprendiamo che i nostri pensieri manifestano la realtà, rischiamo continuamente di creare esattamente ciò che più ci fa soffrire, perché (da paure, dubbi e timori) spesso ce ne facciamo letteralmente ossessionare vibrando in risonanza con quello a cui cerchiamo di sfuggire. Per cui l’unico veleno da cui dobbiamo difenderci è l’inconsapevolezza.

Questo se lo stato di inconsapevolezza è permanente. Mentre può essere piacevole in alcuni casi come opzione, una volta che c’è, la consapevolezza, non se ne va…   Se tu sai che esiste la Legge di causa ed effetto o che sei responsabile al 100% della tua vita, per esempio, puoi dimenticartene in qualche frangente e goderti l’alternativa, ma non è possibile cancellarne la conoscenza.

Trova la consapevolezza e poi buttala via!

Se vivi con consapevolezza puoi permetterti di buttarla via perchè nel momento di pericolo il tuo osservatore comunque ti tira per la giacca e ti avvisa.

Dunque evviva l’inconsapevolezza consapevole!   Pertanto ciò che non conosciamo è ciò che può farci più male! Non tanto perché diverso da noi (anzi nella diversità c’è la maggiore ricchezza), ma perché se ne ignoriamo, o sottovalutiamo, il funzionamento non saremo in grado di fluire col meglio dell’esistenza.

Il pericolo della paura per essere felice

Allo stesso modo non conoscere, non aver mai sperimentato sensazioni negative con accettazione, può contribuire a temerne il verificarsi al punto tale da non poter fare a meno di sperimentare le più terribili, con atteggiamento distruttivo anziché propositivo e costruttivo.  

Quando gli esseri umani provano delle emozioni le trasformano in comportamenti e atteggiamenti mentali, con cui plasmano la propria vita, alcuni in modo consapevole, altri ignorandone la portata e gli effetti. Ma tutti lo fanno. Il desiderio di tutti è quello di condividere le proprie emozioni con il prossimo, parlando, scrivendo o nei casi più talentuosi addirittura trasformandole in opere d’arte, come musica, immagini o poesia.  

Tuttavia spesso dimentichiamo che il modo più semplice ed immediato di partecipare le proprie emozioni è quello di viverle appieno, con la più totale accettazione.   La continua ricerca di quegli stati d’animo che procurano soddisfazione, benessere, e sensazioni che ci facciano stare bene il più a lungo possibile, è nella natura umana.

L’uomo naturalmente cerca di essere felice

L’uomo cerca istintivamente di raggiungere durevolmente la propria felicità. Il piacere di vivere è fortunatamente nella nostra natura.   Uno stato d’animo propositivo e ottimista incide sia sui comportamenti che sull’atteggiamento mentale e questo ci permette di affrontare le circostanze nel modo più adatto e funzionale, ottenendo i risultati MIGLIORI per noi e per tutti quelli che ci circondano.

essere felice con il bicchiere mezzo pieno

Chi ha l’atteggiamento mentale verso “il bicchiere mezzo pieno”, constaterà quel bicchiere riempirsi sempre più fino a traboccare. Perché lo stile con cui affronterà le situazioni (che riempiono o svuotano il bicchiere), attirerà le condizioni adeguate.  

E’ evidente che gli atteggiamenti e gli effetti di questo modo di essere, e di conseguenza di agire, avranno una notevole influenza sul manifestarsi o meno del proprio benessere. Tuttavia è molto diffusa la convinzione che il malessere e le burrasche siano degli elementi caratteristici inevitabili della vita, di cui non c’è modo di fare a meno. Per molti la vita è una valle di lacrime e non vedono alternative.  

Anche sui blog si leggono continuamente commenti del tipo “Non c’è via per la serenità che non passi necessariamente attraverso il dolore”, non parliamo poi degli sfoghi giornalieri nella vita reale.

La via per manifestare sofferenza

Questo atteggiamento mentale così comune ci porta a manifestare ulteriore sofferenza strettamente legata ad un fatalismo negativo (specchio) che diventa un vero e proprio modo di essere e che alla fine risulta privo di prospettive.   Una nefasta modalità per apportarci ancora maggiori conferme di negatività, in uno scambio di inconsapevole moltiplicazione di basse vibrazioni.

E il bicchiere mezzo vuoto via via si svuoterà del tutto dando perfettamente ragione alle aspettative manifestate. In questi casi l’esistenza viene interpretata come un percorso di espiazione, nella speranza di raggiungere il sospirato premio e la liberazione dal male e dal dolore in un’altra dimensione (al di là, paradiso, nirvana ecc…).  

essere felice bicchiere mezzo pieno

Questa visione si basa su una visione limitata

E’ una visione esistenziale che trae origine dall’aspettativa che finisca ciò che stiamo vivendo, nella speranza che ciò che verrà dopo sia migliore. Una condizione lontana anni luce dall’accettazione di vivere Qui ed Ora.   Generalmente si vive nella costante attesa di ciò che sarà (futuro), non arrivando mai ad ottenere qualcosa di sufficientemente positivo, perché non siamo mai nella predisposizione d’animo per apprezzare veramente ciò che ci accade (presente). Inoltre avendo sempre delle aspettative ben precise di ciò che va bene e ciò che non va bene, otteniamo l’unico risultato di perderci l’oggi, tarpandoci le ali delle nostre infinite potenzialità.  

essere felice dr house

Aspettare che “passi” non è mai un atteggiamento produttivo per gestire i problemi. Le matasse non si sbrogliano da sole. Le questioni vanno affrontate con energia, fiducia e positività. Meglio ancora con entusiasmo.   Sedersi ad aspettare che il famoso cadavere passi portato dalla corrente, ottiene l’unico risultato di lasciarsi sfuggire il Qui ed Ora, rinunciando al nostro potere in favore di qualcuno o di qualcosa d’altro.

La ricerca del bello nel brutto

per essere felici

Essere capaci di godere anche delle fredde giornate di tempesta, non solo può incredibilmente trasformarsi in una ragione di gioia di per sè, ma ci farà apprezzare maggiormente l’arrivo delle calde giornate di sole e paradossalmente contribuirà ad allontanare ulteriori temporali.   Ecco perché quelli che non sono capaci di accettare e di vivere intensamente anche le difficoltà, non potranno mai essere veramente felici.  

Non se ne accorgerebbero neanche nel momento in cui ci fossero immersi, nella felicità. Accettazione (che non significa assolutamente rassegnazione) è la parola magica. Il trucco è quello di riuscire a vivere anche i momenti di massimo disagio come occasioni per crescere e migliorarsi. Dunque opportunità per raggiungere il meglio, ma già come parte del meglio.

Far venire a galla le potenzialità di essere felice

Affrontando le difficoltà scopriamo tutte le risorse di cui disponiamo, facendole emergere, affinandole ed arricchendole di volta in volta. E questo vale per le contrarietà, per i problemi e per gli ostacoli, ma anche per la gioia, per il piacere, per la soddisfazione.  

Il problema delle persone “tristi” invece sta nella loro, spesso inconsapevole, certezza che il loro futuro non possa che essere esattamente come se lo sono prefigurato (aspettative). E in effetti più ne sono convinti, più hanno ragione! Ogni differenza dalla visione di progetto, sarà percepita come una tragedia.

Così facendo ci si pone continuamente in contrasto e in lotta con il libero fluire della vita, percepito come fato o destino o sfortuna, impossibile da influenzare. Purtroppo le cose non potranno in questa visione, certo migliorare.

Totale presa di responsabilità

Vorrei essere felice

Ognuno è completamente responsabile di se stesso, della propria realtà, della propria vita, del proprio modo di essere e del proprio modo di agire e di reagire. C’è sempre una scelta e la direzione che decidiamo di imboccare sarà quella che determinerà la nostra realizzazione, il nostro livello di armonia e di pace. Il Rispetto e l’Amore verso se stessi e verso gli altri sono la pietra su cui edificare la propria felicità.

“Se vuoi essere amato, inizia con l’amare coloro che hanno bisogno del tuo amore”

Paramahansa Yogananda

Questo ce lo ripetono continuamente tutti gli illuminati di ogni tempo,

  • Ama il tuo prossimo come te stesso
  • Non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te
  • Agisci come l’Amore che Sei

Il modo più semplice per avere tutto ciò che desideri è di aiutare gli altri ad ottenere quello che desiderano. Ma bisogna farlo per la pura gioia di contribuire al benessere dell’altro non per ottenere qualcosa in cambio… neppure energeticamente. La felicità (come tutto il resto) la troviamo solo dentro noi stessi, niente e nessuno può regalarcela se non siamo pronti a riceverla.

E’ sempre questione di atteggiamento

Il fare esperienza di determinate sensazioni non dipende dall’oggettività delle situazioni, ma piuttosto dalla soggettività delle percezioni. Vivere la stessa esperienza può contribuire ad rendere felice me e triste te.

Più la nostra predisposizione d’animo è positiva e ottimista più sarà facile vivere le circostanze con gioia ed entusiasmo ed essere felice perché saranno meno influenzate dalle aspettative.

Ciò che rende felice l’uomo non sono tanto le situazioni che vive ma il suo modo di percepirle.

Se hai un problema e puoi risolverlo non è un problema.

Se hai un problema e non puoi risolverlo non è comunque un problema!

essere felice take a smile

L’atteggiamento ottimista: voglio essere felice

L’atteggiamento mentale ottimista è ciò che cambia le difficoltà in opportunità. Ed è sempre un modo di essere che si può raggiungere anche se non sembra appartenerci. Dobbiamo accettare ciò che siamo per poter diventare ciò che vogliamo essere. E possiamo essere tutto ciò che vogliamo a patto che ci Amiamo… Compreso essere persone ottimiste!

Come per tutte le cose ci vuole allenamento, perché anche l’ottimismo non è altro che un’abitudine mentale, che possiamo imparare. Cominciamo con piccole cose, cercando di vedere il bello e il buono in ogni cosa. Anche se non sembra evidente, del buono c’è ! Sempre!

All’inizio dovremo sforzarci volontariamente per essere felice, ma un po’ alla volta diventerà sempre più naturale ed automatico, finché cominceremo a vederne le manifestazioni concrete nella nostra realtà quotidiana. Per l’ottimista ogni successo dipende dalle proprie capacità, il pessimista invece troverà sempre motivi estranei a se stesso, responsabili del proprio fallimento.

Ognuno di noi è responsabile al 100% per essere felici

Ma la realtà dei fatti è che ognuno di noi è responsabile al 100% di tutto ciò che gli accade. E’ meglio concentrarsi sui successi che sui fallimenti. Sulle soluzioni piuttosto che sui problemi. Sì o sì?

essere felice cartello stradale felicità

Anche quando ci troviamo di fronte a prove dolorose o difficili, ponendoci con positività e fiduciosi di ottenere sempre il meglio da ogni sfida, troveremo comunque la necessaria grinta per venirne a capo. Quell’energia la troveremo in noi stessi, dentro quei meravigliosi esseri che siamo.

Se invece ci consideriamo incapaci, deboli, inefficaci o sfortunati rischiamo di sprecare ogni opportunità. Più un individuo è in grado di accettarsi e di apprezzarsi per quello che è, con qualità e difetti e più si piace per come è, più è facile che sia una persona felice.

Ogni persona ha un valore inestimabile

Come essere felici nella vita

E’ importante capire che avere un’alta stima di sé stessi non dipende dal reale valore della propria persona, che per altro come valore assoluto non esiste. Ogni essere umano è preziosissimo, ogni persona ha un valore inestimabile e ognuno possiede delle potenzialità enormi. E quelle sono la nostra fonte di felicità, sono il tesoro su cui siamo seduti. Più realizziamo i nostri talenti più saremo felici.

La differenza per essere felice sta nell’essere o non essere consapevoli delle potenzialità di esserlo.

L’essere felice scaturisce da un approccio fiducioso, ottimista, positivo, espansivo, cordiale e partecipe nell’affrontare la quotidianità e riuscire ad apprezzare ciò che si ha. Soprattutto ad essere coscienti di averlo nel momento in cui lo si ha (presenza), non per accontentarsene, ma per sviluppare quel sentimento di gratitudine che ci apre le porte al raggiungimento di una felice gioia inattaccabile, nel tempo più prezioso, ORA!

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% Commenti (1)

La Felicità è lo stato dell’Essere.
Grazie mille Giovanna

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