Giovanna Garbuio

Pasqua un potente archetipo del risveglio spirituale interiore

Articolo di Giovanna Garbuio

Significato della Pasqua e della Resurrezione

Le Sacre Scritture compresa la Bibbia, non sono per niente un resoconto storico di eventi accaduti in un passato remoto o la biografia di alcuni personaggi specifici che sono venuti a portarci un messaggio.

Le sacre scritture sono un linguaggio simbolico, vivo e multidimensionale, che parla non alla mente razionale, ma alla coscienza dell’essere. Non descrivono ciò che è successo una volta, ma ciò che accade sempre, in ogni tempo, in ogni vita, in ogni coscienza che si risveglia.

Secondo la visione esoterica condivisa da maestri come Neville Goddard, Emmet Fox, Joseph Murphy, Ralph Waldo Emerson, Alan Watts solo per citarne alcuni, la Bibbia è un copione universale ed eterno, scritto nel linguaggio dell’archetipo e della metafora, in cui ogni personaggio rappresenta uno stato dell’essere, e ogni evento è un’esperienza interiore che ciascuno di noi è chiamato a vivere nel proprio personale “qui e ora”.

Gesù, Mosè, Abramo, Giacobbe, Giosuè, Maria, Pietro, Giuda… non sono figure da contemplare come personaggi di un lontano passato. Sono aspetti della nostra stessa coscienza, che emergono e si trasformano man mano che procediamo lungo il cammino della realizzazione.

In questa prospettiva, che noi leggiamo o non leggiamo la Bibbia, di fatto la viviamo!
Ogni parabola, ogni passaggio, ogni esperienza, ogni miracolo accade dentro di noi, ogni volta che ci eleviamo a una nuova consapevolezza di chi siamo veramente.

Il Regno dei Cieli non è altrove, né la croce è un supplizio riservato a un solo uomo, o la metafora per il suplizio quotidiano di tutti: sono tutte fasi del viaggio interiore che ci conduce dal sonno della separazione al risveglio dell’unità.

È con questo sguardo che possiamo avvicinarci alla Pasqua: non come memoria di un evento passato, ma come simbolo potente e attuale del risveglio della nostra vera identità.

Gesù come simbolo dell’Uomo

Anche la dunque Pasqua non è un evento storico da ricordare, ma un processo interiore da vivere. Non si tratta della resurrezione di un uomo o se vogliamo di un Dio, vissuto duemila anni fa, ma della tua resurrezione – quella del tuo Sé, del tuo vero Io, che si risveglia alla consapevolezza di essere Dio, di essere l’Io Sono.

Gesù non è un individuo separato da noi, ma è il simbolo dell’umanità risvegliata. Il Vangelo è una grande allegoria che racconta il viaggio dell’uomo verso il riconoscimento della propria divinità.

La crocifissione è una scelta

In questo senso, la crocifissione rappresenta l’identificazione con il mondo sensoriale, con le apparenze, con l’illusione di essere separati da ciò che desideriamo. È la condizione dell’uomo addormentato, dimentico del proprio potere creativo. L’uomo vecchio (chi sono convinto di essere testimoniato dall’evidenza dei sensi) che scegliere di morire per lasciare il posto all’uomo nuovo (chi scelgo di essere non ancora testimoniato dall’evidenza dei sensi).

La “tomba” in cui Gesù viene deposto rappresenta uno stato di coscienza ristretto, una credenza limitante in cui l’individuo si “seppellisce”. Ma questo stato non è permanente: è solo il grembo da cui può emergere la rinascita.

La resurrezione è il risveglio alla propria identità divina

La Pasqua dunque è il simbolo del passaggio dall’uomo vecchio all’uomo nuovo.

L’uomo vecchio è colui che si identifica con ciò che è stato: con i limiti, le paure, i condizionamenti, le definizioni imposte o accettate inconsciamente. È l’individuo che vive secondo ciò che vede nel mondo esterno, dimentico del fatto che la realtà è il riflesso di ciò che crede vero dentro di sé.

L’uomo nuovo, invece, è colui che si risveglia alla consapevolezza del proprio potere creativo. È colui che muore al passato e “resuscita” ogni volta che sceglie di sentirsi già uno con il desiderio realizzato. L’uomo nuovo non chiede, afferma. Non spera, sa. Non si adatta al mondo, lo crea.

Questa è la vera resurrezione: un salto di coscienza, in cui l’individuo si spoglia del sé condizionato e riveste il Sé desiderato, riconoscendosi come Uno con il Padre, cioè con l’“Io Sono”.

Ogni volta che ci liberiamo dall’identificazione con ciò che non vogliamo più essere, e assumiamo lo stato di ciò che desideriamo incarnare, stiamo vivendo la nostra personale Pasqua. È un processo interiore, quotidiano, trasformativo, che non ha bisogno di riti esteriori per manifestarsi, ma solo di una scelta profonda: essere chi siamo destinati ad essere.

La resurrezione quindi avviene nel momento in cui l’individuo si identifica con il suo desiderio realizzato, riconoscendo che ciò che immagina di essere è già vero ora, anche se l’evidenza dei sensi ancora non lo testimonia. È un atto di fede creativa, in cui si muore al vecchio sé per rinascere in una nuova identità.

Per usare le parole di Paolo di Tarso:

“La Fede è fondamento delle cose che si sperano e prova di quelle che non si vedono”

La Pasqua come atto pratico

In termini pratici, celebrare la Pasqua significa :

  • Abbandonare il vecchio sé, fatto di dubbi, paure e convinzioni limitanti.
  • Crocifiggere l’io illusorio, che si identifica con la mancanza e con ciò che non può.
  • Rinascere nel Sé desiderato, sentendoti ora ciò che vuoi essere, vivendolo con fede e naturalezza.

Non serve attendere un miracolo esterno: sei tu il miracolo.

Ogni volta che scegli di sentirti già in possesso del tuo desiderio, ogni volta che affermi con convinzione “Io sono”, stai vivendo la tua Pasqua interiore.

Giovanna Garbuio

Mi chiamo Giovanna Garbuio non mi piace definirmi, ma se proprio lo devo fare direi che sono una libera pensatrice. Sono inciampata nel 2008 su ho'oponopono e l'ho subito identificato come la via per lasciar andare tutte le domande! Sono stata la prima a scrivere qualcosa di strutturato su Ho'oponopono in Italia.  Sono entrata in contatto con la cultura Hawaiana dunque, quando ancora in italiano non c'era letteratura e quella poca che c'era era per lo più fuori stampa e quindi non più disponibile.

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  1. Non saprei aggiungere altro ancora, Giovanna è talmente brava.
    La mia pasqua da ora sarà come atto pratico
    Grazie infinite per questo dono.
    Buona Pasqua

  2. Cara Gio`,
    sono gia` arrivato alla convinzione di tutti i concetti che hai espresso, anche se grazie a un percorso piu` rudimentale rispetto al tuo. Siccome a me piace ed e` congeniale il riflettere ponenedomi dei dubbi, ti chiedo questo: e` un punto di arrivo o c'e` qualcos'altro dopo? Se uno ha gia` conquistato vette di conspevolezza che prima gli erano inimmaginabili, si ferma a godersele o deve nuovamente morire sulla croce per risorgere in un nuovo Se`? Perche` e` razionalmente evidente che se certi risultati non riusciva prima ad immaginarseli, e` possibile che anche ora non sappia immaginare che c'e` tanto altro da scoprire.
    Grazie!

    1. Piero hai colto il punto fondamentale: il percorso non finisce mai, perché la coscienza è infinita, e in quanto tale, ha sempre nuove vette da esplorare e nuove dimensioni da manifestare.
      Ma (ed è un ma rivoluzionario) arriva un momento in cui il cambiamento non è più un “morire sulla croce”, non è più fatica, non è più lotta… perché non è più il vecchio sé che resiste, ma il nuovo Sé che naturalmente si espande.
      La trasformazione diventa un fluire dolce e spontaneo, quasi gioioso, dove ogni “nuovo Sé” non è più qualcosa da conquistare, ma qualcosa che si svela, come un dono.
      È proprio come dici tu: si continua a evolvere, sì… ma non più per “superare” qualcosa, bensì per esprimere sempre di più ciò che siamo.
      Non si tratta più di scalare montagne, ma di volare più in alto — senza sforzo, solo per il piacere del volo.
      Grazie Piero davvero per la tua riflessione così stimolante e vera.

  3. Quanta verità, vedere la Pasqua da questo punto di vista è veramente illuminante, sapere che Pasqua può ed è ogni giorno. Grazie sempre per questi arricchimenti. E serena Pasqua di Rinascita a tutti.

    1. Sì, è proprio così: Pasqua è ogni giorno in cui scegliamo di rinascere a noi stessi, di ricordare Chi Siamo davvero e di vivere da quello spazio di verità interiore.
      Ed è meraviglioso sapere che possiamo farlo sempre… anche ora, anche qui.
      Ti auguro una Pasqua luminosa, dentro e fuori, e grazie a te per esserci Silvietta cara, con il tuo cuore aperto e la tua mente libera

  4. Grazie Giovanna di queste tue riflessioni, io sono un cristiano praticante, riflessioni simili le ho già fatte con un sacerdote. Nella lettera di san Paolo, letta ieri sera al rito del fuoco, dell'acqua e alla proclamazione della resurrezione, ha scritto "come Cristo è morto in croce, è necessario che anche l'uomo muoia per rinascere a nuova vita".
    Buona Pasqua della resurrezione a te.
    Luciano

    1. Grazie Luciano,
      le tue parole mi toccano profondamente. È meraviglioso vedere come, al di là del linguaggio o del percorso, ci sia un unico cuore che pulsa dietro ogni vera ricerca spirituale.
      Sì, quella frase di Paolo racchiude l’essenza del messaggio pasquale: morire al vecchio per rinascere nel Vero Sé. Che lo si viva in una liturgia o in un silenzio interiore, è sempre lo stesso mistero che si svela dentro di noi. Ti auguro una Pasqua luminosa e viva… di quelle che trasformano davvero.

  5. …. aaaaaaaaa … Giovanna è da un po' che non ti leggevo/scrivevo ma come sempre "arrivi" al momento giusto! Proprio stamane leggevo al riguardo della Pasqua ebraica e quella cristiana…. alla fine mi son riproposta di approfondire per vederci più chiaro…ed ecco che facendo pulizia delle casella di posta incappo nella tua e-mail…
    Grazie di cuore e … "Bona Pasqua" 😉💜🙏

    1. Mariarita carissima… ma guarda un po’ le “coincidenze” 😉 È proprio vero che nulla arriva a caso e tutto si manifesta nel momento perfetto per noi! Sono felicissima che queste parole ti siano arrivate proprio mentre stavi cercando chiarezza… significa che la tua intenzione ha già aperto la strada 🌟 Grazie a te per averla percorsa insieme a me… E “Bona Pasqua” anche a te, con tutta la rinascita che desideri nel cuore!

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