Articolo di Giovanna Garbuio
Lo Spirito di Aloha è l’amorevole modo di essere degli abitanti delle isole Hawaii, ma è anche un cammino che può essere intrapreso e praticato ovunque, in qualsiasi momento, da chiunque e con chiunque.

Elogio alla Bellezza
Stiamo parlando di una via di Amore, di armonia, di equilibrio e di apprezzamento per la bellezza presente in tutte le cose e le persone, bellezza come sinonimo di Amore e di scintilla divina, che è disponibile solo in questo momento eterno che è ORA.
La bellezza è molto più di una percezione estetica: è un nutrimento per l’anima, un ponte tra il visibile e l’invisibile, un linguaggio universale che parla direttamente al cuore. Nelle culture ancestrali, la bellezza non era considerata un in più, qualcosa di superfluo, ma una vera e propria necessità, la priorità di base, un elemento essenziale dell’equilibrio della vita.
Kaohinani, il raccoglitore di bellezza
Gli antichi hawaiani onoravano la bellezza attraverso una figura speciale: Kaohinani, il raccoglitore di bellezza.
Questo ruolo era tanto fondamentale quanto quello del guaritore, del Maestro, del cacciatore o del costruttore, poiché aveva il compito di mantenere viva l’armonia del villaggio, cercando, trovando e condividendo quindi espandendo la bellezza in qualsiasi forma.
Kaohinani raccoglieva le meraviglie dalla natura, ma anche situazioni dalla vita quotidiana per condividerle con la comunità: conchiglie rare, fiori profumati, piante speciali, racconti di nascite e momenti speciali, aneddoti gioiosi ecc. Attraverso il suo sguardo, ogni giorno diventava un’opportunità per riconoscere e celebrare il bello. Kaohinani, in questo modo, manteneva lo spirito della comunità nell’Amore e permetteva, attraverso la sua opera, di riallineare i cuori delle persone con lo Spirito di Aloha. Perché
Bellezza e Amore vanno sempre di pari passo.
Bellezza è manifestazione del divino
Nelle tradizioni spirituali ancestrali, la bellezza è sempre considerata una manifestazione del divino. Per i nativi americani, vivere “in bellezza” significa vivere in armonia con la natura e con se stessi. Essi parlano del “camminare nella bellezza”, intendendo il sentirsi in unità con tutto il Creato, cioè sentirsi proprio parte integrante di ogni cosa e viceversa, ogni cosa mi riguarda profondamente ed è parte di me. In questa cultura, colui che perde la bellezza nel suo cuore è come se fosse una persona mai nata.
La preghiera Navajo “Cammino nella Bellezza” invoca l’equilibrio tra il mondo interiore ed esteriore. La conoscete no?
La bellezza sia davanti a me. La bellezza sia dietro di me. La bellezza sia sopra di me. La bellezza sia sotto di me. Io cammino nella bellezza.
Anche nella tradizione orientale troviamo ampiamente la stessa visione: nel Buddismo Zen, la bellezza risiede nella semplicità e nell’imperfezione, come nella pratica del wabi-sabi, che celebra la transitorietà delle cose e la bellezza nascosta nelle piccole crepe della vita.
La tecnica del Kintsugi riparava le cose mantenendo evidente la rottura e rendendo il difetto parte integrante della bellezza dell’oggetto.
Per gli antichi Egizi, la parola “Maat” indicava l’ordine cosmico, la giustizia e l’armonia, ma anche la bellezza. Per loro, costruire templi magnifici, dipingere immagini sacre, celebrare la musica e la poesia erano modi per allinearsi all’armonia universale.
Quindi la via non è semplicemente quella di contemplare la bellezza, ma di viverla, farne esperienza e dove non riusciamo proprio a vederla … crearla.
Oggi possiamo essere tutti raccoglitori di bellezza. Possiamo scegliere di vedere il bello in un sorriso, in un gesto gentile, nella luce del sole che filtra tra gli alberi. La bellezza è ovunque per chi ha occhi per vederla.
L’attenzione in questo tipo di percorso è focalizzata sulla bellezza, sull’Amore, sulla possibilità, sulla crescita attraverso la flessibilità e l’armonia, sulla comunicazione efficace, sulla cooperazione e collaborazione tra individui in un unico concetto attivo.
Quella della bellezza non è mai una strada di conflitto, di lotta, di competizione o di contrasto, nemmeno del bene contro il male (che rimangono comunque sempre relativi). La bellezza è un cammino fluido, che ci porta a seguire, e quindi cavalcare, l’onda della “realtà” riconoscendone la bellezza intrinseca, non a contrastarla. Restare in quello che oggi va di moda definire “Flow”, perché nel flusso invariabilmente c’è bellezza.
L’Amore fa espandere la bellezza
L’Amore è il più potente potere sciamanico e può essere usato consapevolmente per far crescere la bellezza che ci circonda e per creare armonia e benessere. L’Amore è il più potente strumento di guarigione, che può essere direzionato su di noi, sugli altri, sulle situazioni o sulle cose. L’Amore è il più potente strumento… in valore assoluto!
E l’Amore nella sua applicazione pratica è il riconoscimento della Bellezza. La cura per la resistenza spirituale è l’Amore, la coscienza dell’unità, la gioia della connessione. Portare dentro di noi la bellezza è la medicina magica per il nostro spirito. Del resto questa bellezza era ed è sempre parte di noi, o meglio, noi siamo parte di questa bellezza. La stessa intelligenza divina, che è presente in tutte le espressioni della vita, è dentro di noi, in quanto noi stessi siamo una manifestazione della bellezza e dell’intelligenza divina.
La bellezza è un’informazione specifica: ci fa sentire in unità con l’oggetto della nostra attenzione. Dove c’è la nostra attenzione lì c’è il nostro Amore, e l’Amore, come già detto, è la gioia della connessione, l’informazione pratica e percepita di essere parte di una grande unità.
Quando ci circondiamo di bellezza, la nostra anima si espande, il nostro cuore si apre, la nostra vita si riempie di significato.
Kaohinani ci insegna che la bellezza è un dono che possiamo offrire agli altri ogni giorno, semplicemente riconoscendola e condividendola.

