Giovanna Garbuio

La vera rivoluzione: quando la pace interiore diventa azione concreta

Articolo di Giovanna Garbuio

La vera rivoluzione

quando la pace interiore diventa azione concreta

La vera rivoluzione

La Sorgente invisibile

Immaginiamo di osservare un fiume: l’acqua scorre sempre dalla sorgente alla foce, lenta o impetuosa, portando con sé vita e detriti. Non è l’acqua a creare la sorgente, ma è piuttosto la sorgente a dare forma all’acqua.

C’è sempre un momento, in ogni attività della natura, in cui l’invisibile diventa visibile e lo fa attraverso un’azione.

  • L’acqua nascosta nelle nuvole si fa pioggia,
  • la linfa silenziosa risale e diventa germoglio,
  • il vento impercettibile modella dune e paesaggi.

Allo stesso modo, anche in noi quello che è sottile, immateriale, cerca sempre la strada per incarnarsi: il pensiero diventa parola, l’emozione diventa gesto, l’intenzione si trasforma in azione e questo avviene sempre tramite un’azione.

L’azione concreta è la naturale espressione di un’energia già in movimento. Non è il punto di partenza, ma il punto in cui l’intangibile trabocca nel mondo fisico. È il “frutto maturo” del nostro interno, spontaneo, naturale e inevitabile.

Il gesto utile nasce dal vuoto o dal pieno?

L’azione dunque come ben ci insegna Ho’oponopono è sempre necessaria. Ma il punto è quale azione è davvero efficace per la vera rivoluzione? Da dove deve nascere un’zione perchè possa centrare l’obbiettivo e realizzare davvero l’intento?

Non tutto quello che si muove genera vita. Quando le nostre azioni nascono da spazi di rabbia, di paura o di dolore di solito procurano solo ulteriori danni, per quanto buona sia l’intenzione originaria. Il movimento sembra forte, ma in realtà ripete e amplifica la stessa ferita che vorrebbe sanare.

In certi momenti storici (questo probabilmente è uno di quelli) e personali, ci siamo trovati e ci troviamo a chiederci: è più importante agire o fermarsi per riflettere? Scendere in strada o coltivare la quiete interiore? La risposta non è mai semplice e meno che mai scontata, perché di solito servono entrambe le opzioni, ma l’azione senza consapevolezza spesso assomiglia a un fiume in piena che travolge senza distinguere (ma anche senza controllo su) chi e cosa distrugge.

Quando reagiamo alla rabbia, alla paura, alla frustrazione, al bisogno di giustizia, stiamo alimentando lo stesso schema che vorremmo interrompere. L’azione non può essere messa in atto per placare la nostra propria angoscia, non puo essere quello l’obiettivo. Prima curiamo l’angoscia e poi dallo spazio guarito mettiamo in atto l’azione. Non si vince l’odio con l’odio. E’ quello che è accaduto a molte rivoluzioni (dalla rivoluzione francese, alla rivoluzione russa, alla rivoluzione cinese, alla rivoluzione iraniana, a quella cubana…) che hanno cambiato le forme, ma non toccando le radici, hanno replicato, spesso amplificandole, le stesse forme, cambiandogli semplicemente nome. Il cambiamento che nasce dalla reazione emotiva tende a replicare e amplificare la sofferenza che cerca di eliminare.

Invece esistono esempi eclatanti che dimostrano che l’azione che nasce dalla pace, dalla comprensione, dalla collaborazione, dal senso di giustizia, da intenzioni allineate con la visione positiva, trasforma la realtà in modo efficace e duraturo nella direzione auspicata.

Perché l’azione abbia davvero l’effetto desiderato, è indispensabile che nasca da una sorgente interiore di pace, di visione e di fiducia nella possibilità di costruire. Solo quando perdiamo del tutto l’idea di distruggere, allora possiamo generare qualcosa di nuovo e duraturo. La pace interiore non è l’aternativa all’azione, deve diventare la sua premessa.

Il potere della calma

Il sole che non lotta con le tenebre, tuttavia le dissolve efflicacemente semplicemente sorgendo, così anche l’essere umano può muoversi efficacemente e ottenere risultati tanto migliori senza combattere. Solo in questo modo la vera rivoluzione sarà messa in atto

Esiste una via che prepara il terreno all’azione veramente efficace. Sedersi in silenzio, pregare, respirare con intenzione, trasformare dentro di sé il rancore in compassione, ma soprattutto avere esaurito i propri conflitti personali, le proprie disarmonia, trovare il proprio allineamento, riconoscersi persone risolte, in pace con se stesse e con il mondo che le circonda: sono azioni invisibili, eppure potentissime. È come preparare il terreno prima della semina. Ciò che cresce da lì non sarà mai sterile: diventerà un gesto che unisce, un’azione che cura, un movimento che non lascia macerie, ma possibilità.

L’azione autentica non è mai forzata, non nasce dall’ansia e dalla fretta di fare qualcosa a tutti i costi. È come un frutto che cade maturo, come un fiore che sboccia al sole: inevitabile, naturale, generoso. Quando qualcosa viene da questo spazio, non divide, non reagisce, non ripete. Trasforma.

Questo non significa ignorare la sofferenza o restare fermi. Significa riconoscere che l’energia che mettiamo nelle nostre azioni determina il loro effetto. Coltivare calma, consapevolezza, compassione non è un atto passivo, è piuttosto il terreno fertile da cui nascono gesti che guariscono, uniscono e trasformano.

La vera rivoluzione

Le grandi trasformazioni collettive ce lo ricordano: mani vuote e cuori fermi hanno saputo rovesciare imperi. solo questa è la vera rivoluzione. Questo perchè spesso quella che appare come non-azione non è passività, ma piuttosto forza radicata nella chiarezza.

  • È la storia di Gandhi, che con la sua satyagraha, radicata nella forza della non violenza, ha guidato l’India fuori dal dominio britannico.
  • E’ la storia di Nelson Mandela e di Desmond Tutu che hanno portato avanti un processo radicato nella riconciliazione e nel perdono. L’esito della Commissione per la Verità e la Riconciliazione è stato un esempio straordinario di guarigione collettiva.
  • È la storia di Martin Luther King, che con i suoi sogni di giustizia e le sue marce pacifiche ha cambiato il volto dell’America senza mai colpire nessuno.
  • È la storia della caduta del Muro di Berlino, quando milioni di cittadini scelsero di manifestare senza armi e aprirono una breccia che divenne libertà.
  • È la storia di Václav Havel e della Rivoluzione di Velluto in Cecoslovacchia, dove studenti e artisti rovesciarono un regime con fiori e parole.
  • E’ la storia della Rivoluzione Cantata nei Paesi Baltici, quando migliaia di persone si riunivano a cantare canzoni proibite, dando voce a un popolo e aprendo la strada all’indipendenza.
  • E’ la storia di Solidarność, di Lech Wałęsa e deglioperai polacchi che con canti e coraggio, contribuirono a smantellare il comunismo pezzo dopo pezzo.
  • È la storia delle donne della Liberia, guidate da Leymah Gbowee, che con preghiere e proteste pacifiche costrinsero i signori della guerra a sedersi a un tavolo, ponendo fine a un conflitto sanguinoso.
  • È la storia della Rivoluzione delle Rose in Georgia, che depose un presidente corrotto senza spargimenti di sangue, usando fiori come simbolo di rinnovamento.

La scelta di oggi

Il punto che rende possibile la vera rivoluzione in definitva non è decidere tra meditare o scendere in piazza, tra interiorità e impegno esteriore. La vera sfida è permettere che la nostra sorgente interiore sia limpida, permettere a quella stessa Sorgente di guidare le nostre azioni cosicchè ogni parola, ogni passo, ogni gesto diventi una continuazione della gioia e della serenità che già coltiviamo dentro. E allora la pace smette di essere un sogno, e diventa un fatto.

Giovanna Garbuio

Mi chiamo Giovanna Garbuio non mi piace definirmi, ma se proprio lo devo fare direi che sono una libera pensatrice. Sono inciampata nel 2008 su ho'oponopono e l'ho subito identificato come la via per lasciar andare tutte le domande! Sono stata la prima a scrivere qualcosa di strutturato su Ho'oponopono in Italia.  Sono entrata in contatto con la cultura Hawaiana dunque, quando ancora in italiano non c'era letteratura e quella poca che c'era era per lo più fuori stampa e quindi non più disponibile.

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