Mala Ho’oponopono

Mala Ho’oponopono: cos’è e come si usa.

JapaMala e Ho’oponopono

Innanzitutto il Mala è un simbolo di compassione e favorisce l’equilibrio, il radicamento, la pace, l’armonia e la consapevolezza. Il mala Ho’oponopono è uno strumento energetico

E’ un oggetto antichissimo, impregnato di vibrazioni millenarie, usato da più di 6000 anni, principalmente in oriente per contare i mantra nella pratica di preghiera o meditazione.

Il nome completo del Mala è Japa Mala. In sanscrito

  • Japa significa ‘’mormorare’’
  • Mala significa “ghirlanda” .

Pertanto le due parole unite significano  ‘’ghirlanda per sussurrare’’.

Il Mala Ho’oponopono è un catalizzatore energetico

Per sua natura il Mala è anche un catalizzatore energetico perciò come dicono i buddhisti “metti la tua energia nel tuo Mala“! Ho’oponopono è un processo di catalizzazione energetica perciò il Mala Ho’oponopono è un oggetto che con il passare del tempo, ha sempre una maggior potenza di pulizia e armonizzazione.

Dunque ogni Mala ha una sua vibrazione, che influenza il campo elettromagnetico di chi lo usa e la indossa. Questa energia originaria è potenziata dall’energia stessa di chi usa e ​veste questo oggetto.

​Naturalmente ogni Mala è strettamente personale, ​perchè appunto si “carica” dell’energia di chi lo ​utilizza o lo indossa. Si potrebbe definirlo ​

un ponte di connessione tra noi e le nostre potenzialità

Regalare un Mala Ho’oponopono

Ecco perchè ​regalare un Mala ​ è un gesto d’Amore molto ​profondo, ​ispirato direttamente  dal cuore​. Con questo gesto ci stiamo ​prendendo cura e dichiariamo di avere a cuore la persona a cui lo ​doniamo. E il Mala Ho’oponopono che regaliamo, è già impregnato di questa bellissima energia derivante dalla nostra intenzione consapevole o inconsapevole, ma sempre preziosa.

Ancora di più regalare il proprio Mala Ho’oponopono è un gesto di Amore profondo, perché stiamo trasferendo il potenziale Amorevole della nostra energia, di cui il nostro Mala è carico, alla persona a cui lo doniamo.

Cos’è il Mala Ho’oponopono

Sostanzialmente il Mala  è un filo di “perle” spesso di legno o di semi, ma anche di vari altri materiali, che i Buddhisti e gli induisti usano per recitare i mantra come supporto per la meditazione. Una sorta di “Rosario” orientale. E infatti il nostro rosario ha le stesse caratteristiche e funzionalità.

Dunque il Mala è un’oggetto pratico, perchè ci permette di recitare il mantra un determinato numero di volte, senza perdere la concentrazione per contare e contemporaneamente  è un oggetto denso di significato simbolico.

Normalmente il Mala è costituito da 108 grani più o meno delle stesse dimensioni e un grano di dimensione diversa che chiude il cerchio, lo Stupa.

Per chiarezzza nello Stupa è contenuta la rappresentazione dello “stato di verità” in cui si comprende che non esiste in valore assoluto  un “io”  indipendente e duraturo. Nello “stato di verità” tutte le caratteristiche della mente si manifestano liberamente. Sempre nel grano Stupa è contenuta anche la gioia che si manifesta quando l’illusione dell’Io indipendente scompare e  le energie che normalmente sono limitate dalle caratteristiche dell’ego quali speranze, paure, timori, dubbi, concezioni rigide, preoccupazioni, si liberano.

La caratteristica dello Stupa è quella di non venire mai oltrepassato mentre si recita. Ha la funzione pratica di segnalare al praticante la fine delle 108 ripetizioni e dare il via a un nuovo ciclo.

Come si usa il Mala Ho’oponopono

Normalmente usando un Mala si recita un mantra per ogni grano.

Nel nostro caso, con il Mala Ho’oponopono,  per ogni grano ripetiamo le parole “Scusa Grazie Ti Amo“.

Tuttavia possiamo anche decidere di recitare una parola per grano… la regola è sempre “se fa stare bene va bene“!

Normalmente si sgrana il mala a partire dal grano Stupa e quando si torna nuovamente al grano Stupa si gira l’intero filo di perle e  si ricomincia a sgranare il mala in modo da non oltrepassare il Stupa, ma di sgranare il Mala sempre nella stessa direzione.

Il tatto nel Mala Ho’oponopono

Durante la meditazione o la concentrazione  possiamo usare la sensazione del Mala Ho’oponopono che scorre tra le nostre dita e la ripetizione del mantra per rafforzare l’esperienza della presenza nel momento di ORA.

In questo  modo la consapevolezza della mente è nell’eternità del momento  presente, la parola è con il mantra e il corpo è con il Mala (attraverso il senso del tatto).

Qualora succedesse, e succede molto spesso, che la nostra mente si distragga o la parola sfugga alla nostra consapevolezza, almeno parte della nostra presenza sarà viva grazie  al movimento del Mala nella nostra mano e alla nostra esperienza tattile nel contatto con esso.

Il Mala Ho’oponopono di 108 grani

Come dicevamo il Mala, è formato tradizionalmente da 108 grani e questo numero ha una serie di spiegazioni esoteriche, ve ne propongo alcune:

Per prima cosa la cultura buddhista pensa che esistano 8 livelli di coscienza: 5  relativi ai sensi il 6° è la presenza nel qui ed ora, il 7° è il livello del linguaggio, e l’8° è il nostro archivio interiore o subconscio.  Di conseguenza l’illuminazione è lo stato che trasforma questi 8 livelli  in un’ unica perfetta consapevolezza ispirata capace di conoscere tutto. In questo stato, l’esperienza non è più sensoriale ma anche vibrazionale.

Quando gli otto tipi ordinari di consapevolezza si trasformano nella “consapevolezza che conosce e realizza tutto”, cento aspetti di Buddha, quarantadue Buddha pacifici e cinquantotto irati, si risveglieranno dentro di noi. Quindi il numero dei grani, centootto, rappresenta gli otto tipi di coscienza con cui la nostra mente funziona in modo ordinario e i cento Buddha che si manifesteranno quando la mente realizzerà la sua natura illuminata.

Lama Ole Nydahl

Inoltre il numero 1 rappresenta la consapevolezza suprema, il numero 0 rappresenta il cosmo, il numero 8 rappresenta gli aspetti della natura.

Proseguendo un’altra interpretazione vede simbolicamente il processo in cui l’individuo (1) raggiunge lo stato di annullamento dell’ego (0) e l’infinito (8) lo  riempie di consapevolezza.

Infine il numero 108 è considerato  un numero sacro perchè è multiplo del numero 9 che è il numero del ritorno all’Uno. Il 9 rappresenta la Creazione Totale, quella che ​si conosce e quella che non ​si conosce. Sommando i tre numeri che lo compongono 1+0+8 si ha di nuovo il numero 9. A sua volta il numero 9  è 3 volte 3, il numero perfetto.

L’efficacia è la misura della Verità

Semplicemente Swami Satynanda Saraswati ci dice comunque chiaramente, in perfetto allineamento con il principio Huna “l’efficacia è la misura della verità”, che 108 ripetizioni è il numero adatto all’esperienza pratica.

Il Mala è un’oggetto antichissimo

Come dicevamo in apertura il Mala è presente nelle religioni buddista e indù da più di  6000 anni. La recitazione dei mantra giunge dalla tradizione Vedica precedente a Buddha e si usava per invocare  Dio. In quasi tutte (o forse in tutte) le tradizioni spirituali della storia dell’umanità  è presente la pratica di ripetere un mantra come preghiera.  Nella nostra tradizione giudaico/cristiana ritroviamo la recitazione del rosario e delle giaculatorie.  Per tutte le culture, la recitazione del mantra è la forma base di meditazione.

L’aiuto di una collana di perle da “sgranare” ad ogni mantra (o preghiera) come il Mala o il Rosario appunto, permette di associare al pensiero, al parlato, all’udito anche il tatto, che per ogni ripetizione sgrana una perla, permettendo un’ulteriore opzione di mantenimento del focus di chi recita su ciò che sta recitando e quindi un ulteriore aiuto a mantenere la presenza nel Qui e Ora. Il Mala quindi diventa uno strumento potenziante di “presenza”.

Perciò il Mala è un oggetto allo stesso tempo semplice e prezioso. Può essere uno strumento di meditazione, ma anche un gioiello ornamentale che ci beneficerà delle sue proprietà energetiche allineate alla  calma e all’armonia.

Qui puoi trovare i Mala Ho’oponopono

Pezzi unici fatti a mano con l’intenzione Ho’oponopono

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