“È troppo difficile.” Quante volte lo hai detto o lo hai sentito dire? È una frase che sembra del tutto logica. Perfino saggia e realistica. Ma è anche una scusa perfetta. Ed è molto, molto comune. Una giustificazione che ci raccontiamo per non affrontare il cambiamento…
È troppo difficile uscire da quella relazione.
È troppo difficile dimagrire.
È troppo difficile cambiare lavoro.
È troppo difficile dire la verità.
È troppo difficile smettere di fumare.
È troppo difficile dire di no.
È troppo difficile dire di sì.
È troppo difficile farcela.
Tutto troppo difficile.
Ma… è davvero troppo difficile?
Intendo dire: dove sono le prove che è troppo difficile?
Siamo così convinti che sia difficile che nemmeno ci fermiamo a chiederci se sia vero. O se magari… è solo un’idea, un’ipotesi, una convinzione a cui abbiamo creduto così tanto da renderla reale. Ma che invece così reale non è.
L’abbiamo solo nutrita con il nostro pensiero e la nostra attenzione. E più la nutrivamo, più diventava solida. E più diventava solida, più la trattavamo da verità. E più la trattavamo da verità, più sembrava inscalfibile. Una profezia che si autoavvera, insomma. Ma che parte da… niente!
Se osserviamo con onestà le difficoltà che incontriamo nella vita, di qualsiasi cosa si tratti, potremmo accorgerci che la sofferenza che queste situazioni ci generano in realtà non deriva da questioni oggettive, ma ha origine nella prospettiva che adottiamo per guardarle.
Il fatto è che non abbiamo assolutamente alcuna prova incontrovertibile che ciò che vorremmo cambiare sarà effettivamente impegnativo. Esiste la stessa probabilità che sia facile per me cambiare il mio modo di pensare quanto che sia difficile.
Quando ho smesso di fumare
Ricordo che quando smisi di fumare (oltre vent’anni fa ormai), tutti mi dicevano quanto fosse difficile. Io stesso me lo dicevo. Avevo letto libri, ascoltato conferenze, cercato metodi. Tutti partivano dallo stesso presupposto: “È dura, ma si può fare.” E io cercavo la forza per farcela. E finché ci credevo, era vero: ogni volta che ci provavo, fallivo. Fino a che non mi resi conto che fumare era molto più difficile che smettere. Dovevo assicurarmi di avere le sigarette, controllare se avevo i fiammiferi o l’accendino, stare attento a non restare senza sigarette, smaltire la cenere, pianificare la giornata anche in base a dove poter fumare, giustificarmi con chi non fumava, gestire la tosse, le dita puzzolenti, l’alito, l’odore sui vestiti, la pulizia dei denti, il costo, la dipendenza… Smettere invece era facilissimo. Bastava… non fumare.
Questo non significa che sia stato tutto liscio. Ma non era più “difficile”. Era solo una cosa nuova da fare. Una cosa che richiedeva attenzione, pazienza, gentilezza verso me stesso. Ma non era una montagna da scalare. Era un sentiero da percorrere. Con calma. Un passo alla volta.
Per esempio, molte persone credono che perdere peso sia un’impresa titanica, ma se ci si focalizza sul benessere anziché sulla difficoltà, il percorso diventa più naturale. Mangiare in modo più consapevole e muoversi di più può essere visto come una tortura oppure come un’opportunità per sentirsi meglio ogni giorno. La vera difficoltà (come ci ha appena dimostrato Wayne Dyer) sta nel mantenere le abitudini dannose: gestire il senso di colpa, affrontare i problemi di salute, fare i conti con la bassa energia e l’insoddisfazione.
Questo vale per praticamente tutte le nostre abitudini. La convinzione che saranno difficili da cambiare è solo una convinzione! Rendere qualcosa difficile nella nostra mente prima ancora di impegnarci a realizzarla è solo una scusa. Niente al mondo è difficile per coloro che ci mettono la testa, come concluse un antico maestro taoista.
Se smettessimo di definirlo “difficile”?
Cosa succede se togliamo l’etichetta “difficile”?
Cosa succede se smettiamo di convincerci che ci vorrà uno sforzo immane per cambiare qualcosa?
Cosa accade se lasciamo aperta la possibilità che sia facile?
A volte accade qualcosa di straordinario. Una specie di magia. Improvvisamente assistiamo al verificarsi di sincronicità. Accadimenti inaspettati che si incastrano perfettamente. Coincidenze che non sembrano affatto coincidenze. Persone che appaiono al momento giusto. Opportunità che sembrano cadere dal cielo.
Ma non è magia. È solo che abbiamo smesso di opporre resistenza. Abbiamo smesso di dire “sarà difficile” e ci siamo aperti alla possibilità che non lo sia. E improvvisamente, non lo è.
Liberi da preconcetti è possibile che un determinato cambiamento sia tanto facile quanto difficile. Quindi dato che abbiamo sempre un scelta … proviamo a scegliere di pensare che il cambiamento che auspichiamo sia facile e cominciamo ad agire, in fin dei conti cosa abbiamo da perdere?
Se poi invece si rivelerà difficile non ci avremo comunque rimesso niente, ma invece sarà molto probabile che avendo comunque cominciato ad agire e avendo avuto un atteggiamento propositivo tante delle possibili difficoltà le avremo già superate e la cosa risulterà effettivamente molto meno difficile di quello che si sarebbe potuto pensare.
La verità? Non possiamo saperlo
Sapete come si dice no?
“magari non hai scelto la tua battaglia, ma certamente sta a te scegliere come affrontarla”.
Proviamo a fare tabula rasa di tutto quello che crediamo di sapere e partiamo dal presupposto che non sappiamo se cambiare una determinata caratteristica sia facile o sia difficile. In realtà nessuno può sapere se sarà facile o difficile, prima di provare.
Valutiamo l‘opzione che effettivamente sia troppo difficile. Questo ci porta a concludere che quel cambiamento non proveremo nemmeno ad affrontarlo. E questo è “brutto” perché ci precludiamo qualunque accesso al cambiamento. Se invece valutiamo l‘opzione che realizzare quel cambiamento e quindi quel miglioramento sia facile allora è evidente che realizzeremo subito il cambiamento auspicato. Questa opzione risulta ovviamente molto più “bella” della precedente.
Se la convinzione “è troppo difficile” potrebbe non essere vera, allora è altrettanto plausibile che qualcosa lo renda facile. A questo punto abbiamo una scelta: possiamo credere al pensiero limitante che ci blocca, o adottarne uno più favorevole che ci aiuti a raggiungere il nostro obiettivo. Anche se entrambe le convinzioni potrebbero non avere prove definitive, è più utile credere nella possibilità che qualcosa sia facile piuttosto che difficile.
Questa logica si può applicare a qualsiasi abitudine o situazione. L’idea che sia difficile cambiare è solo una convinzione limitante (una memoria da pulire)! Se ti convinci che una relazione non possa migliorare perché “è troppo difficile”, ti precludi automaticamente qualsiasi possibilità di cambiamento. Ma se invece consideri l’idea che potrebbe essere più semplice di quanto pensi, magari ti viene in mente di cambiare modalità di dialogo, forse ti ritrovi ad essere più comprensivo, magari sei ispirato a percorrere nuove dinamiche e scopri che la persona che non riuscivi in nessun modo a digerire, è invece piena di belle qualità, e tu stesso vieni riconosciuto da lei come una gran bella persona..
Quindi entrambe le affermazioni – “è troppo difficile” e “è facile” – sono solo pensieri. E se sono solo pensieri, possiamo scegliere quali nutrire. E se possiamo scegliere, perché scegliere quelli che ci fanno stare peggio?
Perdere peso non è difficile. È difficile credere che ce la faremo se non ci crediamo.
Uscire da una relazione tossica non è difficile. È difficile affrontare l’ignoto se abbiamo timore di farlo.
Smettere di fumare non è difficile. È difficile affrontare la paura di fallire di nuovo se pensiamo di fallire.
Dire la verità non è difficile. È difficile ammettere che potremmo non piacere più.
Cambiare lavoro non è difficile. È difficile rischiare di sentirsi inadeguati.
Dire di no non è difficile. È difficile sopportare il senso di colpa.
Ma comunque queste difficoltà non sono nella realtà. Sono nella mente.
Quando ci diciamo: “è troppo difficile” dovremmo sempre chiederci: Sono sicuro che è vero? Proviamo ad indagare magari se esistono esempi di persone che hanno ottenuto risultati con facilità nello stesso ambito. Spesso la verità è che la difficoltà è più una costruzione mentale che una questione oggettiva, una “scusa” per rimanere nella nostra zona di comfort
Pensa a tutte le volte in cui eventi apparentemente impossibili si sono verificati con naturalezza, quasi come per magia. Quando siamo allineati con la nostra vera intenzione, spesso le cose fluiscono con più facilità di quanto avessimo previsto.
Lo stesso vale per qualsiasi sfida nella vita. Le convinzioni che adottiamo determinano la nostra esperienza. Se smetti di dire “è troppo difficile” e inizi a credere che il cambiamento sia possibile, potresti sorprenderti di quanto sia più semplice di quanto pensassi. L’universo è pronto a sostenerti, devi solo dargli il permesso di farlo.
Cambiare punto di vista cambia tutto.
Una domanda che può trasformare tutto
Prova a domandarti, ogni volta che ti trovi a dire “è troppo difficile”: “E se non lo fosse?“
Mi chiamo Giovanna Garbuio non mi piace definirmi, ma se proprio lo devo fare direi che sono una libera pensatrice. Sono inciampata nel 2008 su ho'oponopono e l'ho subito identificato come la via per lasciar andare tutte le domande! Sono stata la prima a scrivere qualcosa di strutturato su Ho'oponopono in Italia. Sono entrata in contatto con la cultura Hawaiana dunque, quando ancora in italiano non c'era letteratura e quella poca che c'era era per lo più fuori stampa e quindi non più disponibile.
Un luogo nostro dove crescere insieme in direzione della miglior versioni di noi stessiper manifestare gioia, serenità e benessere nella nostra realtà quotidiana in ogni ambito.
Grazie, sempre illuminante 🙏
Condivido e sperimento le tue parole
🙏🙏🙏🙏🙏