Giovanna Garbuio

Ho’oponopono è azione – Articolo di Giovanna Garbuio

Ho’oponopono è azione ispirata

Ho’oponopono è azione

Ho’oponopono è azione ispirata che trasforma la realtà

Come funziona davvero Ho’oponopono: il significato profondo della perfezione e dell’azione ispirata

Molte persone, avvicinandosi per la prima volta a Ho’oponopono, restano colpite da un’affermazione che potrebbe sembrare paradossale: “Tutto è perfetto.” Spesso questo concetto viene frainteso, scambiato per un invito alla passività, al disinteresse o all’accettazione incondizionata anche delle ingiustizie più gravi.

Ma è davvero così? La risposta è un deciso no!

Cosa significa davvero “Ho’oponopono”?

Il termine hawaiano Ho’oponopono è spesso tradotto come “rimettere le cose al posto giusto”, ma nella sua struttura linguistica contiene significati molto più profondi. Ho’oponopono letteralmente significa:

“Agendo dalla prospettiva della perfezione, rendo migliore l’esperienza della realtà”

o in forma più sintetica

Percependo la perfezione miglioro la Realtà

All’interno della parola Ho’oponopono c’è un suffisso (Ho’o) che significa proprio azione. Grammaticalmente il suffisso “Ho’o” rende azione la parola che segue, cioè trasforma il termine successivo in un verbo, in qualcosa di dinamico, attivo, trasformativo.

Questo ci mostra chiaramente che Ho’oponopono non è immobilismo spirituale, ma un processo attivo, un invito ad agire in armonia con l’energia dell’Amore.

Perfezione non è staticità

Quando diciamo che “tutto è perfetto“, non stiamo affermando che tutto debba rimanere immutato. La perfezione, in questo contesto, non va intesa come uno stato cristallizzato, rigido, o necessariamente “giusto” secondo i canoni umani. Una comprensione più profonda del concetto si ottiene parafrasando la parola perfezione con:

“Funzionale all’espansione dell’Amore.”

Da questa prospettiva, è evidente come la perfezione includa il cambiamento, la crescita, la trasformazione. Come sia necessaria l’azione anche all’interno della cosiddetta “perfezione”. La perfezione è movimento, non stagnazione. Ed è proprio la nostra consapevolezza di questa perfezione dinamica che ci permette di intervenire sulla realtà in modo nuovo: non per contrastarla, ma per fluire con essa e contribuire alla sua evoluzione.

Il fatto che tutto sia perfetto non  significa che noi non dobbiamo agire per l’evolvere del Tutto ed adagiarci. Nessuno ha mai detto di non agire per “raddrizzare i torti” anzi tutt’altro!

Ho’oponopono è azione ispirata non certo disinteresse

Agire nella consapevolezza

L’azione, nel contesto di Ho’oponopono, non solo è prevista, ma è centrale. Non si tratta di “lasciar correre”, ma di intervenire con presenza, lucidità e ispirazione. La consapevolezza che “tutto è perfetto” non giustifica né l’apatia né l’inerzia.

Tutto sta nella presenza con cui si interviene e la consapevolezza con cui si affronta ogni cosa riconoscendone la perfezione, che non vuol dire che altrettanto perfetto non sia modificarla!

Facciamo un esempio concreto: se vedo che stanno svaligiando casa del mio vicino, non resterò a guardare pensando “è tutto perfetto”. L’azione perfetta in quel caso potrebbe essere chiamare i carabinieri. Non perché il ladro vada punito, ma perché quella situazione è una manifestazione energetica che richiede un nuovo tipo di risposta, una risposta ispirata, che può condurre a nuove possibilità anche per chi ha compiuto l’azione ingiusta.

L’arresto potrebbe portare quella persona a un percorso di recupero, o magari, nel suo libero arbitrio, rifiuterà ogni occasione. In ogni caso, ciò che conta è la nostra presenza consapevole e la pulizia del nostro terreno interiore.

Non si giustifica il male, si comprende la risonanza

Nessuno dei concetti dell’Ho’oponopono sostiene che bisogna infischiarsene di maltrattamenti ed ingiustizie! Uno dei malintesi più comuni sull’Ho’oponopono è credere che, parlando di perfezione, si giustifichino comportamenti violenti o ingiusti. Nulla di più lontano dalla realtà.

La perfezione non è un lasciapassare per l’ingiustizia.

Ogni evento che si manifesta nella nostra realtà trova le sue radici su un piano più profondo: quello vibrazionale-energetico. È su quel piano che si creano le condizioni che rendono possibile la materializzazione di un evento. Ogni manifestazione avviene in risonanza con un terreno interiore, un sistema di memorie condivise, che noi stessi contribuiamo ad alimentare.

In questo sta la vera responsabilità e il vero potere dell’essere umano: riconoscere il proprio ruolo creativo e attivarsi per trasformare quel terreno. Questa trasformazione non avviene con la forza o con la rabbia, ma con la pulizia interiore, che permette all’azione ispirata di emergere.

Pulizia e trasformazione: il vero cuore del cambiamento

Agire, sì. Ma agire dopo aver pulito. Ho’oponopono non invita a reagire impulsivamente, ma a prendersi il tempo per riconoscere la propria parte in ciò che si manifesta, per poi permettere che emerga l’azione giusta, quella che nasce dalla connessione con l’Amore.

È in questo tipo di azione che risiede il potere trasformatore di Ho’oponopono. Un potere che non cerca colpevoli, ma che risana il campo comune. Non cambia il mondo lottando contro di esso, ma facendone emergere la perfezione potenziale.

La perfezione come movimento evolutivo

La perfezione non è uno stato finale, ma un processo in continuo divenire. Ed è proprio nella nostra capacità di riconoscere questa perfezione e agire con presenza che si manifesta la vera trasformazione.

Ho’oponopono non ci chiede di essere passivi, ma di essere coscienti, responsabili, ispirati. Ogni gesto, ogni parola, ogni scelta può diventare un atto d’Amore che rimette le cose a posto — non secondo un ordine rigido, ma secondo l’armonia profonda del Tutto.

“Percependo la perfezione, miglioro la realtà.”
Ecco il cuore pulsante di Ho’oponopono. Ecco il vero inizio dell’azione trasformativa.

Giovanna Garbuio

Mi chiamo Giovanna Garbuio non mi piace definirmi, ma se proprio lo devo fare direi che sono una libera pensatrice. Sono inciampata nel 2008 su ho'oponopono e l'ho subito identificato come la via per lasciar andare tutte le domande! Sono stata la prima a scrivere qualcosa di strutturato su Ho'oponopono in Italia.  Sono entrata in contatto con la cultura Hawaiana dunque, quando ancora in italiano non c'era letteratura e quella poca che c'era era per lo più fuori stampa e quindi non più disponibile.

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