Perchè c’è la guerra?
Articolo di Giovanna Garbuio
Perchè c’è la guerra?

La domanda “perché c’è la guerra?” accompagna da sempre l’umanità.
Di solito cerchiamo le risposte nella politica, nell’economia o nella religione, dimenticando però un aspetto fondamentale: le guerre esterne (come tutto) sono il riflesso delle guerre interiori. Ogni pensiero, emozione e desiderio che coltiviamo contribuisce a creare un campo energetico che influenza non solo la nostra vita, ma anche quella collettiva.
La responsabilità invisibile
“Responsabili al 100%” significa che noi non siamo responsabili soltanto delle azioni che effettivamente portiamo a termine e delle loro conseguneze. Ciascuno di noi è responsabile al 100% allo stesso livello anche dei propri pensieri, delle proprie emozioni, dei propri giudizi e pregiudizi, delle proprie aspettative e delle proprie convinzioni.
Questi stati interiori non sono qualcosa che rimane chiuso dentro di noi: sono energie che agiscono nei mondi sottili come vere e proprie forze, capaci di manifestre situazioni in sintonia e di orientare altre persone, e perfino gli animali, verso il bene o verso il male che veicolano.
La Legge di Risonanza, eternamente attiva e completamente imparziale, amplifica ciò che siamo interiormente e lo riflette all’esterno.
Gli stati psichici alimentano la collettività
I nostri corpi mentali e astrali non sono isolati, ma sono piuttosto immersi rispettivamente nel corpo mentale e astrale del pianeta. Questo significa che:
- i pensieri negativi contaminano il campo collettivo;
- le emozioni di rabbia, odio e paura trovano terreno fertile in chi vibra su quelle stesse frequenze;
- i desideri elevati, compassionevoli e costruttivi hanno la stessa forza di propagazione, ma in senso positivo.
In altre parole significa che contagiamo e veniamo contagiati dai pensieri e dalle emozioni degli altri, in particolare da quelli e verso quelli che sono più vicini a noi o sono più sensibile alle nostre vibrazioni (e ovviamnete noi alle loro).
Leidee sono più potenti delle armi
Le idee hanno un potere energetico ben più forte delle armi. I pensieri e le convinzioni che nutriamo influenzano il mondo in maniera molto più incisiva delle azioni esteriori, perchè i primi sono la causa delle seconde e non vieversa.
Un giorno saremo chiamati a rispondere con la nostra stessa coscienza (anzi a dire la verità siamo costantemente influenzati), non solo di ciò che abbiamo fatto, ma anche di ciò che non abbiamo fatto e soprattutto di ciò che abbiamo pensato e desiderato: se abbiamo scelto di essere compassionevoli oppure giudicanti, se abbiamo saputo vedere il bene o se ci siamo compiaciuti nel trovare il marcio e la colpa negli altri.
Noi dunque siamo costantemente immersi nelle conseguenze non solo delle nostre azioni, ma anche dei nostri pensieri e delle nostre emozioni e poichè il mondo e l’umanità sono il riflesso globale di chi noi siamo, più la nostra vibrazione è bassa, più il mondo e l’umanità ne fanno le spese.
Ogni volta che ci abbandoniamo alla critica, al giudizio o al compiacimento nel cogliere gli altri in fallo, emettiamo correnti negative che alimentano il conflitto globale.
Perché c’è la guerra: la vera causa profonda
Anche la guerra quindi nasce quando l’umanità, nel suo insieme, accumula troppi pensieri e sentimenti orientati al contrasto, alla separazione e al dominio.
Non sono solo i governi o le élite a “fare la guerra”: essi sono lo specchio amplificato di ciò che collettivamente nutriamo nei mondi sottili.
Ogni individuo, attraverso la propria vibrazione interiore, contribuisce a questa realtà. I conflitti esteriori inevitabilmente sono il riflesso dei conflitti interiori che vivono dentro di noi: conflitti irrisolti, rancori, paure, desideri di sopraffazione, bisogno di controllo…
Trasformare il mondo da dentro
Il mondo si può trasformare soloda dentro. Perciò se desideriamo un mondo senza guerre, senza conflitti, senza sopprusi, senza ingiustizie, senza prevaricazioni, senza violenza, dobbiamo prima disinnescare le guerre attive dentro di noi.
Ogni pensiero compassionevole, ogni emozione di perdono, ogni polemica spenta sul nascere, ogni obiettivo di pace è un seme piantato nel campo collettivo. E come tutti i semi, col tempo darà frutto.
La vera responsabilità di ciascuno è coltivare interiormente ciò che vogliamo vedere riflesso nel mondo. Non è un compito astratto, ma la via più concreta per trasformare la realtà.
La guerra esiste perché l’umanità, nel suo insieme, continua a nutrire conflitti interiori che si riflettono all’esterno. Ogni pensiero e ogni emozione che scegliamo di coltivare contribuisce al mondo che viviamo.
Se davvero ci chiediamo “perché c’è la guerra?”, la risposta è semplice quanto impegnativa: perché la portiamo dentro di noi. E finirà solo quando ognuno sceglierà di coltivare e realizzare la propria pace interiore assumendosene la totale responsabilità
