Ho’oponopono e il bello nel brutto

Ho’oponopono e il bello nel brutto è presente ovunque e sempre

Ho'oponopono e il bello nel brutto

Il bello nel brutto

Ho’oponopono riarmonizza ciò che noi percepiamo come negatività conducendoci passo per passo a sperimentare e a percepire la perfezione nelle cose.

Percependo la perfezione miglioro la realtà

Questo è Ho’oponopono e il bello nel brutto

Pronunciare questa frase ‘la vita è bella’, nel tuo periodo più buio, non è cosa da niente. Dirlo forse è più semplice che crederci, ma se ci credi, forse riuscirai a comprendere il vero significato di questa vita.. perché la vita è bella non perché tu hai, ma perché tu dai, nonostante tutto.. La felicità la trovi nei piccoli gesti quotidiani.. nei silenzi ascoltati.. nei vuoti riempiti.. nei sorrisi regalati e nell’amore vissuto.. La vita è bella se cerchiamo di vivere la felicità e non d’inseguirla.

Roberto Benigni

Sinceramente vedere il bello nel brutto suona come follia solo se lo accettiamo superficialmente come il pensiero positivo a tutti i costi appunto (nota e pericolosa trappola new age). Altro è comprenderlo dal punto di vista dell’Uno e dell’approccio non duale alla realtà.

Nessun male viene per nuocere

Questa consapevolezza è Ho’oponopono e il bello nel brutto

Cercare il bello nel brutto non significa convincersi che l’errore sia giusto, che il brutto sia bello o che il male sia bene!

Cercare il bello nel brutto significa imparare a non permettere al male di impedirci di vedere il bene che è comunque presente, perchè in questo modo potremo davvero portare la nostra attenzione sul bello presente ovunque e potenziarne l’energia.

Cercare il bello nel brutto non significa SFORZARSI di vedere le cose andare bene anche quando vanno male.

Sembra una piccola sfumatura, ma non lo è per niente.

Qualunque pensiero positivo forzato è falso, non bisogna ripetersi che va tutto bene se non va per niente bene. E’ ipocrita e mentre lo facciamo lo sappiamo benissimo!

Altro è cercare veramente le cose belle che ci sono nella nostra vita e focalizzarci su quelle. Questo è l’unico pensiero positivo efficace ed è forse il più potente strumento di centratura dell’Ho’oponopono!

  • Non serve a niente invece vedere rosa a tutti i costi.
  • Non serve stare calmi se invece ci viene da urlare quattro imprecazioni a squarciagola.
  • Non serve far finta che vada tutto bene quando sentiamo che sta andando tutto a rotoli.
  • Non serve soffocare le nostre emozioni, è anzi controproducente, serve solo a farci crollare prima o poi, più rovinosamente. Ed è un processo utilissimo a farci ammalare anche gravemente!

Meglio essere realisti

Mentire non serve quasi mai, mentire a se stessi non serve MAI!
Allo stesso tempo non serve essere ottimisti perché comunque tutto non potrà che andare per il meglio, quindi molto meglio essere realisti.
Ma questo non è un paradosso.

E’ semplicemente un discorso che per essere compreso, va approfondito un pochino di più di quello che si fa di solito.
Non serve pensare positivo per forza, non serve infilare gli occhiali rosa. Altro è SAPERE che va tutto bene.

Altra cosa è cercare il punto di vista da cui il bello si vede, ma deve venire a galla in modo naturale, non può essere un nero colorato di rosa.

Mi spiego?

Quello che serve davvero è sapere (SAPERE) che le cose stanno andando bene anche se per arrivarci ci fanno imprecare di tanto in tanto, anche se quel bene non riusciamo a vederlo, anche se stiamo male.
Sappiamo però che è un limite nostro, della nostra percezione limitata.
Il bello nel brutto non va trovato a tutti i costi, raccontandoci le favole, non va inventato dove non c’è. E’ ancora una questione di consapevolezza!

Cerchiamo il bello con la consapevolezza che c’è, ma se non lo troviamo, non inventiamolo. Limitiamoci a sapere che c’è e ad accettare il nostro limite che non ci permette di vederlo… per ora!

Non maledire l’ombra.

Benedicila cercando la fonte di Luce che la proietta!

Nessun male viene per nuocere” è uno dei concetti su cui si basano e si sviluppano Ho’oponopono e tutta la spiritualità Hawaiana. E dalla cui consapevolezza traggono la loro enorme efficacia.

Sicuramente non è un concetto facile da assimilare soprattutto quando siamo coinvolti direttamente e se non abbiamo davvero fatta nostra e assimilato con tutti noi stessi la Verita’ che nessuno nasce e nessuno muore e che la Vita e’ eterna. Concetto dal quale non si può in nessun modo prescindere facendo questo tipo di ragionamenti. Questa è una consapevolezza che ci deve appartenere in profondità, altrimenti ogni argomentazione ci apparirà solo vuota dialettica.

Se siamo davvero convinti che la causa prima sia l’Amore, dovremmo essere comunque grati di fronte ad ogni avvenimento… Qualsiasi… Perché consapevoli che deriva dall’Amore e verso l’Amore si dirige, anche se non riusciamo a percepirlo. 

Ogni cosa che accade deriva dall’Amore; questa consapevolezza è Ho’oponopono e il bello nel brutto

Naturalmente chi è davvero pulito, centrato, allineato con se stesso e con la Vita, non si scontra con certe realtà o comunque non ne rimane sconvolto, perchè sa che ogni cosa che accade deriva dall’Amore ed ha una sua precisa utilità, anche se noi non la comprendiamo.

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Cambio di paradigma

Il punto è che dobbiamo cambiare prospettiva e ragionare consapevoli della realtà della Vita Eterna e consapevoli della esistenza di una prospettiva cosmica a cui fatichiamo (da incarnati) ad accedere.

Sinceramente credo che questa storia (che è una delle tantissime che sono accadute e che accadono e che ci permettono di vedere la scintilla divina presente in loro) ci dia diversi spunti di riflessione…

Ho’oponopono e il bello nel brutto con Nicholas Green

Nicholas Green Ho'oponopono e il bello nel brutto

Nicholas Green  era un bambino di 7 anni quando morì in uno “stupido” scontro a fuoco il 1° ottobre del 1994.

Nicholas è nato a San Francisco, il 9 settembre 1987.
Tutti l’hanno descritto come un bambino dolce e generoso, come sono tutti i bambinio quando sono lasciati liberi di esprimere la loro essenza in armonia e serenità.

Alla fine di settembre del 1994 Nicholas era in vacanza in Italia con la sua famiglia il papà Reginald, la mamma Maggie e Eleanor la sua sorellina Eleanor di 4 anni.
Il loro viaggio aveva tocato Firenze, Roma, Pompei e poi si era diretto verso la Sicilia, dopo aver noleggiato un’auto  per percorrere la Salerno-Reggio Calabria, l’autostrada A3.

Disgraziatamente l’automobile sulla quale viaggiava la famiglia Green,  una i Y10, fu confusa per la vettura di un gioielliere da due malviventi che da temp erano in attesa del momento più propizio per rapinare il gioielliere . Il tentativo di rapina a mano armata si realizzò in vicinanaza di  Vibo Valentia.

L’assurda rapina degenerò in uno scontro a fuoco in cui Nicholas fu ferito gravemente. Il bambino venne  ricoverato al centro di Neurochirurgia del Policlinico di Messina dove morì, nonostante gli sforzi dei medici,  il 1 ottobre 1994.

L’epilogo oggettivo

Del delitto furono accusati Francesco Mesiano, all’epoca aventiduenne, e Michele Iannello di 27 anni. Nel 1998 furono condannati,  Francesco Mesiano a 20 anni di reclusione e Michele Iannello, riconosciuto come l’autore materiale dell’omicidio, all’ergastolo.

Ho’oponopono e il bello nel brutto è determinato dall’Amore

Tuttavia la storia non è finita qui, perchè qualcosa è intervenuto a trasformare un’assurda tragedia di cronaca nera come purtroppo se ne testimoniano tante, in un episodio di speranza e di solidarietà che ha cambiato le sorti di un paese (l’Italia), a riprova che nulla mai accade per caso e che ogni fatto porta con se una scintilla divina anche quando quest’ultima è difficile (a volte impossibile) da cogliere dalla limitata prospettiva umana.

L’Amore trasforma tutto! Sapere questo è Ho’oponopono e il bello nel brutto

Reginald e Maggie in perfetta coerenza  con la generosità di Nicholas compirono un gesto che rivoluzionò il futuro della medicina in Italia.

Nonostante lo strazio e dall’interno della tragedia che stavano vivendo ebbero il coraggio e la lucidità , davvero inusuali per quei tempi, di donare gli organi del piccolo Nicholas. Cuore, fegato, pancreas, i reni e le cornee. Organi che hanno restituito la vita a cinque malati ormai senza speranza (quattro adolescenti e un adulto) e restituito la vista ad altre due. In un manifesto, diffuso tempo fa per promuovere la donazione di organi, accanto alla foto di Nicholas campeggiava questa scritta: “aveva 1 vita: ne ha donate 7”.

Ho'oponopono e il bello nel brutto

L’Amore dilaga

Ovviamente la storia si diffuse presto in tutto il mondo e ancora oggi a distanza di oltre vent’anni è una storia di attualità.

La morte violenta e tragica di Nicholas fu  l’inizio di una rivoluzione  positiva epocale nel Sistema Sanitario Nazionale.

Questa vicenda contribuì in maniera decisiva a diffondere la consapevolezza della possibilità e dell’utilità della donazione degli organi e aumentando in maniera esponenziale la realizzazione di trapianti, con la conseguenza di ridare la speranza a malati terminali ormai rassegnati al loro destino.

A quel tempo  in Italia i trapienti erano quasi inesistenti, oggi il nostro paese  è uno tra i primi in Europa in questo campo. Le donazioni di organi sono aumentate dal 6,2 per milione di abitanti al 23,1.

Nicholas è Amore

Il piccolo/grande Nicholas ha lasciato i suoi genitori in modo decisamente traumatico all’età di 7 anni. Ma con il suo sacrificio (rendere sacro)  ha salvato direttamente 7 vite e ha contribuito indirettamente a salvarne  altre migliaia con il suo esempio. Nicholas Green certamente vivrà in eterno nei cuori di tutti noi.

Ecco che risulta evidente che mai noi esseri umani, in nessuna occasione, abbiamo a disposizione tutti gli elementi, per poter valutare oggettivamente la qualificazione, assolutamente positiva o assolutamente negativa, di una qualsiasi situazione.

L’Amore è la Fonte

L’Amore, fonte dell’origine di ogni cosa (comprese le sensazioni “negative”), non può che ricercare il bene di tutti, non per “buonismo”, ma perché anch’esso è regolato dalla prima Legge (causa ed effetto) e attrae ciò che è simile a sé.

Perciò tutto è perfetto non significa che tutto è bello o che ciò che accade mi deve piacere per forza o non deve farmi male. Tutto è perfetto significa che nulla accade per caso e tutto ciò che accade accade sempre con l’obiettivo dell’espansione dell Amore. Sempre.

Ho’oponopono sa che c’è il bello nel brutto sempre!

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Dunque Ho’oponopono è la consapevolezza del bello nel brutto

Il brutto è sempre stato considerato come l’ombra del bello, come il suo fratello gemello cattivo; quindi sostanzialmente, all’inizio della nostra civiltà, il brutto ha la caratteristica analoga a quella del falso o a quella del male morale, cioè se ne vuole negare l’esistenza positiva.

Remo Bodei

Il bello è ovunque

Ho'oponopono e il bello nel brutto

Racconta una leggenda che Gesù passeggiando con i suoi discepoli incappò nella carogna di un cane in decomposizione. Tutti i suoi compagni girarono lo sguardo con malcelato  disprezzo. Gesù diversamente, portò la sua attenzione all’animale morto e a voce alta dichiarò ammirato la bellezza della dentatura del cane.

Questo per ricordare che il bello è presente in ogni cosa sempre!

Lo sbaglio, il male, il brutto (che per altro sono sempre relativi alla nostra capacità di percezione) non dovrebbero mai distoglierci dalla ricerca del giusto, del bene del bello. Con la consapevolezza che sono presenti. E che magari cambiando punto di vista possono sempre essere colti ed ammirati.

La bellezza c’è, basta permettersi di riconoscerla

La bellezza, la caratteristica degna di ammirazione c’è ovunque. Basta permettersi di riconoscerla. La volontà di distogliere l’attenzione da quanto di brutto o malevolo c’è in una data situazione, non significa negare la presenza del vero e del bello nella stessa situazione.  A volte è anche necessario guardare il brutto per coglierne il lato bello, o per far venire a galla il lato bello nascosto.

Per notare la perfetta dentatura di una carogna dovremo aver guardato anche la bruttezza dell’animale in putrefazione. Ma lo avremo fatto con la consapevolezza di cercarne comunque il lato positivo. Questo non significa convincersi che l’errore sia giusto, che il brutto sia bello o che il male sia bene. Solo avremo imparato a non permettere al “male” di impedirci di vedere il bene che è comunque presente. E in questo modo potremo davvero portare la nostra attenzione sul bello presente ovunque e potenziarne l’energia.

Cerchiamo il positivo che non vuol dire vederlo in quello che non lo è

cerca l'Amore e cmbierà la tua visione
Cerca l’Amore

Se  impariamo per abitudine a cercare il positivo in qualsiasi situazione e in ogni persona con la consapevolezza che per quanto occultata c’è sempre, sempre più facilmente riusciremo a riconoscere e ad individuare il lato positivo delle cose e a indirizzare subito la nostra attenzione e quindi la nostra energia lì, modificando sensibilmente l’evolvere della situazione.

Prendi l’abitudine di cercare il lato migliore nelle persone e nelle situazioni. Scoprirai che anche soltanto questo atteggiamento porta all’ottimismo e alla positività. E l’uno e l’altra portano alla serenità.

Paul Wilson

Semplicemente questo significa astenersi dal giudizio. Evitare di catalogare una situazione prima di averle dato la possibilità di mostrarci il suo inevitabile lato positivo.

La critica distruttiva deriva solo dalla nostra staticità mentale. Deriva dalla nostra incapacità di comprendere come tutte le situazioni siano in evoluzione.

La Vita è in continua evoluzione

Quando giudichiamo partiamo dal presupposto che la situazione che stiamo criticando sia statica come il nostro pensiero in quel momento e il nostro pregiudizio.

E’chiaro che il pregiudizio, la critica sono sempre statici perché derivano da memorie, da schemi mentali costruiti su avvenimenti del passato che noi identifichiamo come quelli presenti, che invece per il semplice fatto di essere presenti, sono appunto in evoluzione e quindi non criticabili.

Ovviamente giudicare significa attribuire caratteristiche statiche e preconfezionate a situazioni in movimento… operazione assurda.

Naturalmente il segreto sta tutto nella consapevolezza che noi siamo perfetti esattamente così come siamo (Ho’oponopono). Come lo è la nostra situazione qualunque essa sia.

Perciò  la  cosa da fare è lasciar andare la convinzione di dover cambiare la situazione.

Senza dubbio la consapevolezza di questo produrrà un cambiamento reale alla nostra vita!

Cominciamo a dire sì alla nostra vita

Ho'oponopono e il bello nel brutto

Quindi cominciamo a dire sì senza condizioni alla nostra vita e alla persona che siamo e  alla situazione che consapevolmente o inconsapevolmente ci siamo attratti. I problemi si generano (le memorie si formano) a causa della nostra incapacità di accettare la nostra perfezione e la perfezione della nostra vita.

Sinceramente la nostra serenità dipende proporzionalmente dalla nostra capacità di accettare ciò che è. Il conflitto interiore, l’atrito con l’Universo, la sofferenza, traggono origine dalle situazioni in cui non riusciamo ad accettare la Perfezione.

La paura è incapacità di vedere l’Amore

In tutta sincerità noi abbiamo due possibilità, due sole vie da seguire. Continuare ad aver paura di perdere qualcosa o di aver perduto qualcosa, ad aver paura di restare o essere soli, ad aver paura di  non essere amati, ad aver paura di lasciarci andare e continuare a soffrire. Oppure smettere di temere il futuro consapevoli che niente può davvero farci del male.

Ricordiamoci che quello che è successo ce lo siamo attirati solo e soltanto noi con l’obiettivo di evolvere, di diventare una persona migliore. Con l’obiettivo di stare bene e godere finalmente della gioia che scaturisce dall’ accettazione incondizionata della realtà.

Bando alle paure con Ho’oponopono vediamo il bello nel brutto

Inoltre sappiamo ormai benissimo che la paura, qualsiasi paura, poichè ci procura ansie e frustrazioni a non finire, aumenta anche le probabilità di manifestare quello che temiamo di manifestare.

Dunque senza paure. Al contrario, muovendoci in una condizione priva di ansie e preoccupazioni, con la consapevolezza che il bello (la scintilla divina) è presente ovunque, anche nella cosa che a prima vista ci appaia più orribile, le probabilità di mantenere ed ottenere ciò che desideriamo o che comunque ci consentirà di essere sereni e stare bene, aumentano.

Concludendo lasciamo andare le nostre paure, lasciamo andare la convinzione che il brutto sia solo ed inesorabilmente brutto e saremo  persone libere con la bella aggiunta che più saremo sereni più manifesteremo e godremo di situazioni che ci procureranno serenità.

Vedi qui gli altri strumenti di Ho’oponopono occidentale

Vittime e Carnefici: non esistono

Per tutti i dettagli del percorso “Vittime e Carnefici: non esistono”

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Ho’oponopono è la consapevolezza del bello nel brutto

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% Commenti (34)

Grazie Giovanna ,per questo articolo. È l’esempio che mi serviva per capire. Da poco mi sono inciampata ( come dici tu) in hoponopono. Anni fa ero stata illuminata da ” La profezia di Celestino” , poi casualmente “The Secret” ,insomma come tutti quelli che arrivano fin qua so che c’è altro e lo sto cercando ,da buona occidentale mi serve capire .
Il problema è che a differenza tua faccio un’enorme fatica a leggere quindi coaudivo con i video. Hai mai pensato alle persone come me i dislessici prova a fare qualcosa per noi … pensaci!!! Grazie ti amo

Grazie Anna di cuore! Sono anch’io leggermente dislessica… alla soglia dei 50 anni non so ancora distinguere la destra dalla sinistra… e altre cosucce simili =D
Prova a dare un’occhiata qui: https://www.youtube.com/channel/UCXnVwXBSrpEZCdaYyxte2_g
c’è parecchio materiale audiovisivo

Grazie sempre e sono sempre piu convinta che dovresti fare qualche seminario dalle mie parti io ne avrei tanto bisogno.Aspetto con fiducia

Quali sono “le tue parti” Pina?

Bellissimo

<3

…..posso permettermi di avere le lacrime?! Grazie <3

=D <3

Bellissima storia,la ricordavo ma proseguendo in questo cammino ne farò tesoro. È come per lo spirito di Aloha che adesso aleggia sulle Hawaii è dovuto passare prima per lo spirito guerriero che ha dominato quelle isole per tanto tempo. Cito un altro episodio raccontato a me sommessamente da una persona musulmana, che teme di parlare apertamente in questo momento, di una famiglia colpita in un evento simile, quando fu preso e condannato a morte il colpevole, la madre è tutta la famiglia colpita decisero di graziarlo chiedendo di adottare il ragazzo condannato, in quanto lui confessandosi infinitamente pentito avrebbe donato la sua vita per ripagare di quella perdita. A questa richiesta l’unica soluzione ispirata da Dio “Allah” fu quella di adottare l’assassino. Da quello che so il figlio adottivo da allora si comporta da vero figlio ed ha cambiato veramente la sua condotta di vita.

Che storia meravigliosa Oreste! Sai una cosa io sono convinta che il nostro mondo sia pieno di queste storie che non vengono raccontate, per pudore, per correttezza nei confronti di chi le vive, per tanti bei motivi… ma io so che ce ne sono molte di più di queste che di quelle che tappezzano i nostri giornali… solo che quelle non fanno notizia! 😀 Grazie ancora di cuore

Storia bellissima di grande insegnamento per ogni situazione di vita quotidiana….c’è davvero molto
bisogno di comprendere alcune dinamiche e situazioni che accadono a tutti noi….
Per mia fortuna vivo con amici con i quali condividere dei buoni argomenti, quali sono i tuoi.
Grazie
Angela

Grazie Angela con tutto il cuore… Io Sono perchè Noi Siamo!

Molto bello. Me la ricordo bene la storia di Nicholas, era quasi un mio coetaneo ed io seguii da subito le notizie della disgrazia, e dopo la scelta della donazione degli organi. Anche se piccola, apprezzai da subito il gesto dei genitori.
Forse anche grazie alla sua storia, non ho mai dovuto pensare se lasciar detto che, in caso fosse possibile, mi piacerebbe donare i miei organi: è sempre stata una certezza che volevo anche io compiere questo gesto. Assieme alla carta d’identità, da dieci anni, ho un bigliettino stampato che comunica a chi di dovere la mia volontà.
Grazie per l’articolo, Gio!

ce l’ho anch’io quel bigliettino… forse da allora!

Grazie mille x questa bellissima storia è tutto vero e giusto ciò che dici, come già l’ho scritto lo percepisco a pelle, poi però nella pratica della vita di tutti i giorni mi riesce ancora difficile … non è immediato, devo sempre “riprendermi” 😉 . E’ da tempo che ti seguo ma non costantemente, da un po’ ho ripreso ad essere più costante…mi sono scaricata varie letture e ultimo fresco fresco il tuo libro per principianti anche se non lo sono in quanto molto prima di incontrare te avevo letto The Secret e altre letture in merito ….Grazie mille queste letture servono molto

Avanti tutta MariaRita… è molto più facile di quello che siamo abituati a credere!

Faccio fatica a a rendere mio questo pensiero. Due anni fa ho perso mia sorella, era ancora giovane, due figli adolescenti da crescere. Non so io questo bene superiore in questo evento non riesco a vederlo e di sicuro non farei un discorso simile a mia madre o ai miei nipoti. Chissà, forse con il tempo il dolore si farà meno cupo e il ricordo più leggero

Stefania ho perso mio papà a 21 anni. Lui ne aveva 51… decisamente troppo presto per la percezione umana. Mia mamma non è mai stata una persona equilibrata (per usare un eufemismo) e questa situazione non l’ha certo aiutata a trovare un suo centro, con tutto quello che ne è conseguito. Ci ho messo anni a vedere l’Amore in questo… ma c’era eccome se c’era.

La storia di Nicholas è veramente tragica ma il suo epilogo ispira fiducia e speranza. E anche tu Giovanna ispiri fiducia perchè sei sincera e convinta. Negli anni ho conosciuto diverse persone che pubblicano su internet, mettono esche e trappole e promettono deliranti risultati di miglioramento personale ma sento (ho letto i tuoi libri) che tu sei diversa e spero che la tua sincerità e coerenza si mantengano nel tempo. Grazie per l’articolo e a presto!

Fabio grazie con tutto il cuore per queste tue parole!

E una storia davvero toccante….mi ricordo di quel periodo. Nonostante ciò molti di noi non sono ancora pronti…. Grazie Nicholas

ci arriviamo, passo dopo passo ci arriviamo tutti =)

Bellissimo articolo…ricordo perfettamente quanto accadde a Nicolas e ci colpì davvero tanto soprattutto a noi siciliani…questo ” detto” é davvero da tenere presente quando non riusciamo a comprendere il perché delle cose che accadono…..ancora grazie,Giovanna!

<3

Non entro in merito alla storia…ma il mondo dei trapianti non è così chiaro.
C’è molto da rivedere sulla cosiddetta “morte cerebrale”…

Certo… strada ancora da fare ce n’è in tutti gli ambiti!

CARA GIOVANNA NON MI TROVI D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVI,TI INVITO A LEGGERE IL LIBRO
“MORTE CEREBRALE E DONAZIONE DEGLI ORGANI” DI RENATE GREINERT. E’ TERRIFICANTE COME
VENGONO FATTI GLI ESPIANTI DEGLI ORGANI.
POI SE NOI SIAMO RESPONSABILI AL 100% DI QUELLO CHE CI SUCCEDE, E IO CI CREDO VERAMENTE DOBBIAMO GESTIRCI TOTALMENTE ANCHE LE NOSTRE MALATTIE, E CAPIRE IL LORO MESSAGGIO.

LUCIANA

Già Luciana… ma non tutti sono al tuo livello di consapevolezza.

Ciao Giovanna.
Finalmente ti scrivo.
Che dire se non che sono mooooolto moooolto lontano da questo inebriante pensiero positivo.
Stai leggendo le parole di un lontano parente che da anni si sforza di allineare mente e cuore.
Sin da piccolo ho creduto che tutto non veniva per nuocere, anzi , devo dire che le difficoltà mi hanno aiutato a crescere, ma se poi penso alle mie 4 sorelle, ai 2 fratelli e alle medesime difficoltà, ognuno le ha vissute ed interpretate in modo diverso.
Giovanna, si tratta di consapevolezza o di individualità?
Da 12 anni sono a contatto con la fragilità e sofferenza umana per lavoro. D’intanto mi chiedo:” Ma è possibile che tutto questo male e dolore debba passarmi davanti per insegnarmi qualcosa? o che sia il frutto di giuste leggi cosmiche perchè tutto è concatenato?
Affondare la testa su di un morbido cuscino di pensiero positivo mi fa quasi sentire egoista.
Mi chiedo se non sia anche egoismo cercare di vivere più di quanto ci sia stato concesso per natura, o forse la tecnologia medica è entrata a far parte della natura e di un alineamento spaziotemporale, tutto era previsto, o No. Se avessimo tutti una buona consapevolezza del proprio corpo, dei nostri pensieri, emozioni dell’ ambiente intorno a noi, forse saremmo pronti a rifiutare un cuore?
Non sono un bravo scrittore però butto giù quello che mi passa per la testa, perchè scrivere mi aiuta a riflettere.
Grazie di questo spazio. Ciao Alessio

Grazie Alessio!

Trovo interessante il gesto dei genitori del bambino perché è fuori dagli schemi e scardina dei modi comuni di pensare e di agire o reagire: hanno saputo mettersi in azione immediatamente nell’interesse più generale anziché chiudersi nello strazio o bloccarsi … in ogni caso hanno permesso all’immenso dolore di attraversarli e lo hanno trasformato.
Per il resto mi chiedo: una vita o sette vite non sono pur sempre Una Vita? Probabilmente ha valore anche il gesto contrario: sette persone che si sacrificano per una … ma non saprei se è utile farne una questione di numeri …
L’investimento sui trapianti e la campagna di donazione organi al momento attuale non lo sento come un aumento di consapevolezza personale o collettiva, lo percepisco semmai come uno sforzo che può servire per aumentare la nostra conoscenza sul funzionamento del corpo, svelare misteri legati ai processi vitali, ma anche come un virtuosismo tecnologico …

Grazie per la riflessione, Giò 🙂

“una vita o sette vite non sono pur sempre Una Vita?”
Sono comunque LA VITA – Tutto è Uno!

Grazie, Giovanna, per queste bellissime idee e spunti di riflessione. Io credo che la vita ci pone spesso di fronte a cose e situazioni difficili o, meglio, che ci pongono interrogativi che necessitano risposte . Io ad esempio , per lavoro devo spesso prendere decisioni anche per altri colleghi , e in certi casi dopo una decisione presa mi metto a riflettere se ho fatto bene o meno. Credo che o oponopono sia utile, anche se non ho compreso forse tutta la sua portata. Grazie.

Prova semplicemente a sentirla… senza bisogno di capirla! 🙂

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