Lamentarsi non è una strategia: 4 punti di vista

Lamentarsi non è una strategia. Facciamo assieme alcune riflessioni…

Lamentarsi non è una strategia

Parlare continuamente dei problemi non è efficace

Petanto è una buona regola da seguire non parlare dei problemi, propri o altrui. E per problemi non intendo solo quelli immaginari o gonfiati. Lo sport nazionale ultimamente è proprio quello di lamentarsi di ogni sorta di situazione. Ma anche parlare dei problemi reali con commiserazione e senza la potente intenzione di trovarvi l’opportunità, è un’ operazione che genera bassissime vibrazioni. Il silenzio a tal proposito è sempre una via vincente!

Il modo migliore per gestire la negatività è creare una cultura positiva in cui la negatività non può nascere, crescere e sopravvivere, altrimenti passerai tutto il tempo a combattere la negatività invece di costruire una cultura positiva.

Jon Gordon – La regola del non lamentarsi

Smettere di lamentarsi è la strada più efficace per uscire da un momento difficile!

Questo è Ho’oponopono!

lamentarsi non è una strategia
Lamentarsi non è una strategia

Evitate di parlare dei vostri problemi. Non andate in cerca di comprensione, perché il bisogno di autocommiserarsi provoca ancora più infelicità. Vincete l’impulso di esagerare le difficoltà, perché non fareste altro che peggiorare la situazione. Alcuni sostengono che parlare di una sofferenza guarisce: non credeteci. Se viene piantato il seme di un problema, diventerà un albero. Se parlate di malattia o di scarsità di denaro, oppure di amicizia e di libertà, quello che dite è proprio ciò che otterrete. Sradicate tutti questi discorsi. I discorsi negativi sono come trappole per orsi che scattano a qualunque cosa si avvicini. Il dolore che provereste sarebbe insopportabile, perciò tenetevi lontani. Parlate invece di ricchezza e di cose buone e tutto ciò sarà vostro.

Joyce Sequichie Hifler Cherokee

[inserito]

Non dire mai…

Perciò in assoluto,poichè lamentarsi non è una strategia, la prima cosa da fare è non dire mai:

  • Sono in un momento molto difficile
  • Vivo con dolore e fatica
  • La mia vita è ed è stata molto difficile
  • Questo periodo è davvero duro per me
  • Sono in una situazione terribile
  • In questo momento non c’è via d’uscita…
  • Va tutto di male in peggio
  • Io non mi lamento, ma…

Indipendentemente da quanto sia vero tutto questo! Rimane il fatto energatico indiscutibile che lamentarsi non è una strategia.

Lascia che le tue lamentele ti dicano cosa non vuoi, così da poterti focalizzare su ciò che vuoi.

Jon Gordon – La regola del non lamentarsi

Energeticamente lamentarsi non significa recriminare senza motivo, significa anche parlare e brontolare con lecitissimo motivo. La portata energetica dei due atteggiamenti è identica. Quindi con questa consapvolezza facciamo nostro il concetto che lamentarsi non è una strategia.

Parlare dei problemi, per quanto giustificato e per quanto reali siano i problemi, non è mai efficace. Lamentarsi non è una strategia. E per quanto giustificato e per quanto reali siano i problemi, parlare dei problemi è comunque una forma di lamentela. La lamentela in ho’oponopono non è contemplata, non è prevista, non è “consentita” semplicemente perchè non è efficace per sperimentare benessere.

Perchè ho’oponopono è la consapevolezza che qualunque motivo serio e oggettivo ci pare di avere per compiangerci è solo un motivo apparente e ho’oponopono ci permette di trascenderlo, ma la prima cosa da fare e non crogiolarcisi!

Perciò non importa quanto si abbiano tutte le ragioni del mondo e le giustificazioni per farlo, è assolutamente necessario qui e ora sapere e agire che lamentarsi non è una strategia.

I problemi sono opportunità e lamentarsi non è una strategia

Mi rendo conto che sia davvero difficile convivere con certi disagi, stare sereni nonstante la presenza di dterminati problemi. Però se facciamo nostra la filosofia ho’oponopono, e sappiamo che lamentarsi non è una strategia, possiamo comprendere come qualunque cosa accada, accade comunque per permetterci di tirare fuori tutto il nostro enorme potenziale…

Non [ci si] dovrebbe mai lamentare con qualcuno che non è in grado di fornire una soluzione. La lamentela meccanica non serve a nulla e sabota il morale e la performance, essa coltiva la negatività e ha effetti dannosi sul lamentoso e sulla persona con cui questi si lamenta.

Jon Gordon – La regola del non lamentarsi

Lamentarsi non è una strategia. Perciò l’esortzione è quella di cercare davvero tutti i lati belli possibili di ogni situazione, anche se la situazione nel suo complesso ci fa soffrire e concentrarci dunque su quelli, farli crescere , espandere ciò che Siamo e l’Amore che siamo in grado di provare, anche per questa situazione.

Io non sto dicendo di dire che è bello avere questi disagi… E’ ovvio che è brutto se ci fa soffrire… Però dico che ci sono delle angolazioni, delle particolarità, presenti in ogni situazione che incredibilmente sono la nostra più grande ricchezza. Sono il motivo per cui i disagi si sono manifestati! Ecco quindi che lamentarsi non è una strategia mai.

Cerchiamoli! Cerchiamoli con fiducia ed enfatizziamoli… Non riusciamo a trovarli? Non importa! Non demordiamo e ricordiamoci comnque che ci sono. Benediciamo il bello presente nella situazione e chiediamo di vederlo…. e poi fidiamoci di noi stessi con tutto il cuore!Lamentarsi non è una strategia.

Smettere di parlare dei problemi e quindi smettere di lamentarsi subito

Lamentarsi non è una strategia
Lamentarsi non è una strategia

Ed è l’unico modo davvero efficace per uscire da un momento difficile completamente e assolutamente reale! Che siano problemi veri o immaginari lamentarsi non è una strategia.

Non discuto sul fatto che la vita per te in questo momento sia davvero dura, e il periodo sia davvero un periodo orribile… Dirlo e raccontarlo e sfogartici… non è efficace per uscirne, anzi è assolutamente controporoducente farlo!

Poi naturalmente ci sono anche (e soprattutto) tutte quelle lamentele vere e proprie, fatte per atteggiamento mentale, indiscriminate ed eenrgeticamente ancoraa più deleterie, dove lo smettere di lamentarsi è l’ultima delle strategie contemplate!

Ma lamentarsi non è una strategia

Smettere di parlare dei problemi invece sì!

E se fa freddo perché fa freddo e se fa caldo perché fa caldo, e se piove perché piove, e se non piove perché c’è siccità!

Ma ci ascoltiamo qualche volta quando parliamo? Ricordiamoci che lamentarsi non è una strategia.

…Sono in un bruttissimo periodo. Il mio capo così e cosà. Il mio fidanzato non mi capisce per questo e quest’altro. I miei genitori non mi capiscono. i miei figli non mi amano. Il mio vicino di casa è un prepotente. Il vigile è un cretino perché mi ha dato la multa. L’impiegata della posta è una gran cafona…

Ohilaaaaaaaaa!!!! Eh BASTA!!!!

Il primo passo a prescindere da tutto è SUBITO smettere di lamentarsi. Non solo di dire, ma proprio di pensare che ci troviamo in una situazione di m…. anche perchè il più dellevolte non è completamente vero … e molto spesso non è vero per niente!

Smettere di lamentarsi è un dovere!

perchè lamentarsi non è una strategia

Controlliamo bene e vedremo che abbiamo molte più cose per essere grati che per brontolare! Smettere di lamentarsi è un dovere! Finiamola di compiangerci! Lamentarsi non è una strategia.

Nessuno riceve solo negatività! Se lo pensa è perchè è ciò che vuole/può vedere!

Lamentarsi non è una strategia
Lamentarsi non è una strategia

In tutta sincerità so bene che quasi tutti abbiamo compreso in linea teorica la portata energeticamente devastante della lamentela (recriminazione, brontolio, insoddisfazione), ma di solito chi si lamenta non si rende conto di farlo e anzi è convinto di non farlo, di esporre solo dei fatti che sono accaduti.

Oggi smettere di lamentarsi è diventato indispensabile

Probabilmente proprio per questo la lamentela su tutto è diventata lo sport internazionale e quindi l’energia che invade l’Universo deriva principalmente dal continuo brontolio di tutti, dalla commiserazione e dall’autocommiserazione.

Più parliamo dei nostri problemi, più cerchiamo soluzioni raccontando a destra e a sinistra quanto siamo sfortunati, più sottolineiamo quanto è nero il periodo che stiamo passando (anche se lo è veramente purtroppo), più forniamo energia a questa situazione, oltre a potenziare la prospettiva che ce la fa percepire come ostacolo insormontabile (o giù di lì)!

Se continuo a spiegare a tutto il mondo quanto

  • sto male
  • sono sfortunato
  • tutti ce l’abbiano con me
  • tutto non smette mai di andare pesantemente a rotoli,

Sto seminando cause che mi procureranno effetti di cose che andranno male, persone che ce l’avranno con me, situazioni che pesantemente rotoleranno ecc… Ma lamentarsi non è una strategia.

Evitiamo di parlare dei problemi

Il simile attrae il simile

Parlare dei problemi attrae altri problemi

E poiché come è noto “il simile attrae il simile”, più la gente si lamenta, più ci sarà gente che si lamenta. Più io mi lamento più incontrerò gente che si lamenta, che mi stimolerà al lamento e che io stimolerò al lamento, in uno tsunami di lamentele e recriminazioni.

Il problema grosso è che così facendo non stiamo solo dando aria ai polmoni, ma stiamo mettendo in circolo un’energia, che si manifesterà moltiplicata nella nostra vita, dandoci sempre più motivi (reali) per lamentarci.

Perciò in maniera esponenziale, la faccenda potrà solo peggiorare, a meno che, tramite la consapevolezza della situazione, non ci mettiamo un’efficiente e definitva toppa.

Lamentarsi non è una strategia
Lamentarsi non è una strategia

Una lettera per riflettere sulla necessità di smettere di lamentarsi

Di seguito la risposta a una lettera su questi argomenti, che ho ricevuto da una cara ragazza che, potenzialmente splendida, si tarpa le ali guardando dalla parte sbagliata.

La pubblico nella convinzione che possa risultare un valido spunto di riflessione per tutti noi.

“Io non ti conosco e quindi non sono coinvolta dalle tue vicende anche se da ciò che scrivi traspare tanta tanta sofferenza (e questo mi coinvolge me ne dispiace molto, moltissimo), ma perdonami… da un punto di vista esterno è una sofferenza “ingiustificata“!

Hai avuto una vita normale come tutti, con alti e bassi (ma enfatizzi tutti i bassi e sorvoli sugli alti), senza nessun vero scossone che di solito in tutte le vite accade.

Hai fatto le tue scelte

Anche non scegliere è una scelta

Tu hai scelto di

  • lasciare la scuola,
  • lavorare con tuo papà senza costruirti un percorso tuo,
  • disinteressarti della gestione economica della tua vita,
  • lasciare che tuo marito percorresse la via dell’innattività…

e potrei continuare con tutti gli altri fatti che copiosamente descrivi.

Quello che si legge tra le righe, è che tu non ti prendi la responsabilità della tua vita, ma dici di subire le scelte degli altri. In realtà ti adagi sulla presa di responsabilità degli altri, aspettandoti che loro pensino a te e alle tue esigenze…

Vorrei che

  • mio marito fosse così e così,
  • mio fratello non fosse così,
  • mia cugina non fosse così,
  • il mio capo fosse più così e meno così… ma non dici mai io potrei essere diversa nei loro confronti ed essere io per prima il cambiamento che vorrei vedere in loro…

Fallo tu!

Perdonami… lo so, non sono dolce e carina a dirti queste cose, ma non mi sento di essere ipocrita dato che mi hai scritto con il cuore in mano! Purtroppo (o per fortuna lamentarsi non è una strategia).

Io penso che tu abbia avuto e abbia tutte le potenzialità per vivere una vita meravigliosa… a patto di agire anzichè limitarti sempre a reagire alle azioni degli altri e ti prenda “prepotentemente” ciò che vuoi, invece di pretendere che te lo diano gli altri che certamente stanno arrancando sui sentieri della vita tanto quanto te o me… E soprattutto non è loro responsabilità quella di fare felice te…!

Prenditi le tue responsabilità e agisci… Lamentarsi non è una strategia. Anche non agire è azione che porta delle conseguenze e la tua vita mi pare ne sia l’esempio. Prendi ciò che vuoi e dai ciò che vorresti ricevere… ma fallo tu! Questa è la via.

Se invce decidi di continuare come hai sempre fatto ad adagiarti sulle fatiche degli altri… bè credo continuerai a raccogliere ciò che hai sempre raccolto!

Sei una bella persona… dimostratelo!

Non volevo essere dura, spero di non esserlo stata troppo… ma questo è quello che mi hai mostrato, e ciò che vedo sono grandi potenzialità, grandissime, ma poco coraggio di coglierle! Sei una bella persona… dimostratelo! Lamentarsi non è una strategia.”

Lamentarsi non è una strategia
Lamentarsi non è una strategia

Tutto è Amore!

Si può vederlo solo cominciando a smettere di lamentarsi

La Vita non è nè bella nè brutta in valore assoluto.

La Vita si trasforma, di momento in momento, esattamente in quello che noi “vogliamo” (o possiamo) vederci dentro! La nostra prospettiva determina la Vita!

Ognuno crea la propria realtà, volente o nolente! E lamentarsi non è una strategia.

Se stiamo facendo un’esperienza infelice significa che stiamo guardano il mondo in modo disfunzionale al nostro benessere.
Se vediamo tutto nero, se tutto continua ad andare sempre più storto, se tutto è buio e oscurità l’unica ragione che determina ciò è che stiamo tenendo gli occhi chiusi.

Gli occhi chiusi non possono vedere la Luce!

Innanzitutto per aprirli è necessario smettere di lamentarsi

Diamoci la possibilità di cambiare punto di vista! Solo così potremo uscire da un momento difficile. Se copriamo gli altri con il nostro rancore e diamo loro la responsabilità della nostra infelicità, non potremo mai capire qual è il margine di cambiamento della nostra visione.

Quindi qualunque sia la situazione che stai vivendo, datti la possibilità di trovarne le cause dentro di te. Le cause sono solo dentro di me!

Certo è difficile rendersene consapevoli, moto più facile è dire “è colpa sua” fare la vittima e lamentarsi.

Smettere di lamentarsi è un’azione estremamente funzionale

Non smettere di lamentarsi invece è pericolosamente disfunzionale perchè lamentarsi non è una strategia. Cechiamo di evitare di fare questo “errore”, non fosse altro che perchè è un attegiamento disfunzionale, è un atteggiamento che non ci può che condure a stare sempre peggio!

Se cambio prospettiva davvero partendo da dentro il mio cuore, sarà impossibile che la mia infelicità sopravviva!

Gli altri sono strumenti che io mi sono manifestata per riflettere me stessa e per darmi la possibilità di vedermi attraverso di loro!

Cambiamo luogo di ricerca… da fuori a dentro… Non è difficile!

E’ solo che nessuno ce lo ha mai insegnato. Se capisco che “l’errore” è nel mio punto di vista, “l’errore” si sta già “aggiustando”! L’espandersi dell’Amore manifesta il benessere, senza sforzo, senza bisogno di ulteriori scavi!

Lamentarsi non è una strategia

Vediamo insieme cosa pensa a questo riguardo Franco Bolelli, filosofo contemporaneo il cui pensiero stimo moltissimo:

Smettere di lamentarsi per recuperare la propria dignità

“Non ci si lamenta! Mai per nessun motivo al mondo! [Perchè lamentarsi non è una strategia.]

Non solo perché lamentarsi è veramente una grave mancanza di dignità e di orgoglio nei confronti di se stessi innanzitutto, ma perché la logica  della lamentela, di come si stava meglio prima, del “Ah Signora… le cose non sono più quelle di una volta”, che ormai è diffusa in maniera, francamente, inquietante, è pericolosissima, è terribile.

E non è vera!

Noi semplicemente oggi abbiamo allo stesso tempo il grande privilegio e il grande rischio di vivere in un momento straordinario della storia degli esseri umani, nel quale l’evoluzione si è messa a correre.

Evoluzione

Ed è quello nel quale noi oggi ci troviamo immersi, con il suo caos, con la sua complessità, con le sue enormi difficoltà, che si chiama semplicemente “Evoluzione”.

E’ inutile far tante storie… Da che mondo è mondo esiste l’evoluzione. Da che mondo è mondo l’evoluzione significa la conquista di qualcosa attraverso la perdita di qualcosa d’altro.

Allora piangere e lamentarci su quello che perdiamo… No!

E’ il gesto più antievolutivo che ci possa essere.

Cosa sei disposto a perdere?

Lorenzo (Jovanotti n.d.r.), che ha la capacità di sintetizzare in poche parole dei concetti incredibili, ha espresso il vero grande comandamento dell’evoluzione: “Cosa sei disposto a perdere?” 5 parole e un punto di domanda!

Perché l’evoluzione riguarda proprio il “che cosa sei disposto a perdere”.

L’evoluzione è sempre, invariabilmente, quella sociale, quella globale, quella antropologica, ma anche quella personale e relazionale di ciascuno di noi. La conquista di qualcosa attraverso la perdita di qualcosa d’altro. Bisogna accettare di perdere qualcosa per poter conquistare qualcosa!

Perciò smettiamola di lamentarci!

Noi stiamo smarrendo il “senso dell’impresa”. L’impresa non è un gesto estremo, la conquista di qualcosa di lontano.

Sì c’è anche questo e va benissimo. Ma il senso dell’impresa è innanzitutto un’attitudine, che abbiamo nei confronti della nostra esistenza. E’ la forma della nostra relazione con il mondo.

Allora bisogna pensare, anche qui con il sorriso sulle labbra, che è attraverso le imprese, pensando noi stessi come un’impresa, in maniera assolutamente semplice, che l’umanità si è sempre evoluta.

Noi siamo abituati a pensare l’impresa nel reparto sportivo, progettuale, dell’impresa vera e propria, nell’attività professionale o in quella fisica. Io credo invece che il senso dell’impresa vada assolutamente esteso alle nostre relazioni personali.

Spesso le nostre relazioni personali, le nostre storie sentimentali mancano di senso dell’impresa.

La paura non è evolutiva

Noi siamo attaccati a delle persone, magari per tanti buoni motivi, ma troppo spesso per paura, per colmare un vuoto, per colmare una mancanza, per colmare un’insicurezza. Non si va da nessuna parte in questo modo! Lamentarsi non è una strategia.

Attraverso una dinamica consolatoria, noi non sviluppiamo davvero la ricchezza che ciascuno di noi ha dentro e la ricchezza possibile della nostre relazioni. Allora portare il senso dell’impresa anche nelle nostre relazioni personali, vivere le nostre relazioni personali e i nostri sentimenti, con un forte e gioioso senso dell’impresa, dovrebbe essere la cosa più semplice di tutte.

Essere se stessi, semplice e complesso

Essere se stessi è la cosa più semplice ed è la più complessa di tutte!

Perché noi spesso siamo sviati, non soltanto dai ruoli, dalle identità esterne, da tutto quello che ci vorrebbe far diventare qualcosa, che magari è nobile, magari è utile, non sto dicendo di no, ma che comunque ci allontana dalla nostra essenza vera e profonda che è la nostra semplicità.

Noi soprattutto abbiamo sviluppato un’attitudine eccessivamente “buona” nei confronti della virtù, (la virtù è qualcosa di largamente sopravvalutato, è soltanto una parte della nostra esperienza), dimenticandoci che molto più importante della virtù, è il carattere!

Lamentarsi non è una strategia. Valorizzare, esplorare, attaccarsi, sviluppare il proprio carattere, essere se stessi, è veramente un comandamento. Ed è forse il più semplice di tutti.

La vita va vissuta!

Innanzitutto la vita non deve essere né giudicata, né tenuta a distanza, né criticata, né temuta, né analizzata in maniera paranoica o ridicola. La nostra vita deve essere vissuta! Punto e basta!

Anche questo è molto difficile, però è la cosa più semplice. Perché ad essere davvero buono nella vita, non è la bontà, ma è la vita nella sua ricchezza, nella sua totalità nel suo Tutto!

Se questa cosa, ve lo posso garantire per esperienza personale, riuscite, in qualche maniera, ognuno a suo modo, ad applicarla… Accidenti… Vi posso garantire che la vita è molto più semplice ed infinitamente più ricca e più gioiosa! ”

Franco Bolelli

Lamentarsi non è una strategia

Perciò è nececessario smettere di lamentarsi e cominciare a vivere!

Lamentarsi non è una strategia, bando quindi ad atteggiamenti in stile

  • povero me!
  • Me tapino!
  • Quanto soffro!
  • Le cose vanno sempre peggio!
  • Mi trovo in un bruttissimo periodo!

Semplicemente perchè questa è esattamente la strada opposta ad ho’oponopono!

Lamentarsi non è una strategia
Lamentarsi non è una strategia

Quindi evitiamo per quanto ci è possibile di parlare dei nostri problemi. Perchè lamentarsi non è una strategia.

Per quanto coinvolti e in buona fede, rischiamo sempre di ricadere nella lamentela che non ha nessunissimo tipo di efficacia, nemmeno quello di farci “sfogare” a ben vedere.

Evitiamo di andare in cerca di “comprensione”. Perché alla base della necessità di sentirci compresi dagli altri, c’è il bisogno di autocommiserazione. Che, energeticamente parlando, è un processo devastante, che ha l’unico reale effetto, di amplificare la nostra infelicità e diffonderla!

La condivisione del dolore fine a se stessa, non è efficace, nè per chi ne parla nè per chi ascolta. E ho’oponopono è proprio il contrario di questa operazione. Ho’oponopono è Amore e quindi condivisione di Amore, di crescita, non condivisione di problemi senza l’intenzione di trascenderli. Operazione che invece ci conduce alla regressione.

Lamentarsi non è una strategia anche se culturalmente siamo portati a farlo

Perciò controlliamo l’istinto culturale di esagerare le nostre “disgrazie” con l’obiettivo di ottenere l’attenzione dei nostri interlocutori, perché pur ottenendola (forse), questa attenzione, sarà un attenzione energeticamente estremamente nociva!

Non crediamo a chi ci dice che parlare e condividere le nostre sofferenze mette in moto il processo di guarigione! NON E’ VERO! Quello che mette in moto il processo di guarigione è rendersi conto che QUALUNQUE situazione ha in sé la scintilla divina e concentrarsi su di essa…

Quindi poichè lamentarsi non è una strategia, utile è benedire e dire bene … che è esattamente il contrario di commiserarsi e “lamentarsi”!

“Se viene piantato il seme di un problema , diventerà un albero”

ci ricorda la cultura Cherokee

Perciò impariamo a sradicare dalle nostre conversazioni questi argomenti. Piuttosto parliamo del tempo… bello!

“La vita è nelle parole, la morte è nelle parole”!

Ci ricordano gli Hawaiani!

Chiedere aiuto, senza commiserazione, è un’altra cosa

Ma teniamo ben presente che lamentarsi non ha niente a che fare con il chiedere aiuto o supporto!  

Chiedere aiuto al prossimo è un atto di grande coraggio e di consapevolezza.  

Invece parlare continuamente a fondo dei propri problemi, per sviscerarli e far comprendere al prossimo quanto siano gravi (lamentarsi), è un atto di estrema inconsapevolezza e profondamente pavido e comunque autolesionista (come abbiamodetto).   Cerchiamo di ricordarcelo.

Lamentarsi non è una strategia

Lamentarsi ci deresponsabilizza

Ogni qualvolta penso che nel mondo ci sia qualche cosa di sbagliato che deve essere cambiato, di fatto manifesto la volontà di non lavorare su di me.

La lamentela è una sorta di “cancro” che divora l’essere umano piano piano, è una malattia infettiva che si espande a macchia d’olio…oramai ci si lamenta di tutto, nulla va come vorremmo e perdiamo infinita energia nel tentare di raddrizzare le cose.

In verità il Mondo è perfetto…ha una sua ragione di essere com’è in questo momento, evolutivamente parlando non potrebbe essere migliore di com’è…forse che milioni e milioni di esseri viventi ammazzati nei tempo non hanno ora un notevole peso “astrale” tanto da causare disperazione e dolore su coloro che abitano il Pianeta?

Forse che soprusi, corruzioni, ingiustizie e negligenze perpetrate nei secoli non stiano dando ora i loro frutti?

Si parla tanto di legge del Karma ma poi spesso si tende a scordarla…il Mondo è come deve essere, l’Alchimista, il Mago, il Guerriero lo sanno bene, sanno che la loro Anima è scesa nella Materia non per cambiare la Materia stessa ma bensì per trasmutare in sè stessi ciò che vedono “là fuori” così da alzare le proprie vibrazioni per poter “cambiare il Mondo

Luisella Passafiume

Chiedere aiuto può contribuire a smettere di lamentrsi

Si può (anzi oserei dire si “deve” se questo non fosse un verbo che la mia “religione” ha cancellato dal vocabolario) chiedere aiuto, senza necessariamente lamentarsi. Perciò sapendo che lamentarsi non è una strategia, se parliamo dei nostri problemi facciamolo con l’intenzione di cercare e focalizzarci sulla soluzione.

Il lamento presuppone l’intenzione di farsi compatire, non di trovare una soluzione!

Prova ne sia che normalmente quando ci lamentiamo, nessuna soluzione proposta ci appare percorribile!   Se parlare dei nostri problemi ha lo scopo di farci sentire compresi e amati e supportati (di ricevere attenzione), rendiamoci conto che pur ottenendo l’auspicata attenzione, stiamo aggravando la nostra posizione rispetto alla situazione di cui “dialoghiamo”.

Perciò impariamo a fare le nostra valutazioni: se il ricevere attenzione (perché il nostro amor proprio e la nostra stima non ci bastano) è così importante da sacrificare (nel senso di rinunciare, non di rendere sacro) la nostra serenità e la possibilità di “risolvere il problema”… allora ok… lamentiamoci!

Ma cerchiamo di essere ben consapevoli dei pro e dei contro!

Gli altri siamo comunque noi

Tutte le persone meritano Amore …ovviamente non lo possono pretendere, ma per qualche ragione che magari noi non vediamo lo meritano!

Smettiamola di lamentarci quindi anche degli altri!

Non stiamo sempre lì a rimuginare su cosa meritiamo noi dagli altri! Lamentarsi non è una strategia. E accidenti! Cominciamo noi per primi a dare qualcosa!

Lamentarsi non è una strategia
Lamentarsi non è una strategia

Consapevolezza o ignoranza

[inserito]

Ciò che diversifica le persone le une dalle altre, non è tanto ciò che fanno o non fanno, se sono avvocati o contadini, se sono pallidi o abbronzati, ricchi o poveri, belli o brutti, buoni o cattivi, cristiani o induisti, onnivori o vegani, materialisti o spirituali, di destra o di sinistra, juventini o interisti… Ciò che ci distingue davvero gli uni dagli altri e che anche determina queste diversità superficiali che ho appena snocciolato, è la consapevolezza o l’ignoranza. E la consapevolezza che lamentarsi non è una strategia è importante.

Chi non sa è vittima delle circostanze (o del karma ineluttabile), in costante balia degli eventi; chi sa è un uomo libero!

Conoscere il funzionamento della Legge di Causa ed Effetto o Legge di Attrazione, che a sua volta determina quello che conosciamo come Karma, ci permette di coglierne e verificarne esperienzialmente la sua logica, ovvia e consequenziale, riconoscendo la sua azione puramente energetica.

Lamentarsi non è una strategia
Lamentarsi non è una strategia

La consapevolezza fa smettere di lamentarsi

Comprendere la presenza nella nostra realtà incarnata e molteplice di questa legge imparziale ed eterna, ci permette di cambiare completamente atteggiamento verso la realtà. E di conseguenza cambiare anche il nostro modo di interagire con la realtà stessa. Perché di fatto ciò che muta, è la nostra consapevolezza riguardo il meccanismo che regola l’evolvere della nostra realtà.

Se so che bere la varechina mi ucciderà tra dolori lancinanti, non la berrò mai, nemmeno se la mia gola è terribilmente arsa e sono al limite della disidratazione, anche se il suo aspetto è così simile a quello dell’acqua di fonte!   

La varechina della nostra vita, è quella continua tendenza a farsi assorbire da pensieri negativi (caratteristicamente distruttivi), a vedere il brutto e il fastidioso di ogni situazione, il continuo lamento focalizzato sul peggio.

E dato che il simile attrae il simile in misura esponenziale, la situazione non farà che peggiorare, avvallando la propria condizione (temuta e rifuggita razionalmente) potenziandola a dismisura. Il lamento attrae situazioni di cui lamentarsi perciò lamentarsi non è una strategia.

L’ignoranza ci precipita nel lamento

Attraverso la conoscenza delle leggi spirituali, siamo in grado di comprendere  meglio le leggi materiali, che derivano dalle leggi spirituali. Conoscendo le quali, possiamo agire con consapevolezza sulla nostra realtà, in maniera efficace. Invece che, inconsapevoli (ignoranti) lasciarci travolgere dal turbinio degli eventi (destino), che da questa prospettiva risultano incontrollabili e soprattutto incomprensibili.

[inseito in se sei sai]

Diamo senza aspettarci per forza qualcosa in cambio e riceveremo molto di più del meglio che potremmo sognare!

Diamo per primi, non aspettiamo che lo facciano gli altri. Con gioia e con bemedizioni (senza lamenti focalizzati a ciò a cui rinunciamo). Ciò che diamo, non vale di più se lo facciamo pesare, anzi vale sempre meno in questo modo.

Smettiamola di lamentarci!

Io sono responsabile della mia vita al 100%, non è colpa degli altri… MAI!!!! Nemmeno colpa mia veramente, ma responsabilità mia sì! Ecco che lamentarsi non è una strategia.

Sta zitto, smettila di lamentarti e datti una mossa

Crea la tua vita invece di viverla come viene

Lamentarsi non è una strategia
Lamentarsi non è una strategia

Siamo diventati una societa’ di vittime. E’ sorprendente come moltissime persone riescono ad incolpare chiunque tranne loro stessi dei loro problemi… Senza pensare minimamente che in ogni caso lamentarsi non è una strategia.

Assunzione di responsabilità

Sono pochi coloro che si rivolgono a se stessi per assumersi la responsabilità dei loro risultati. E lamentarsi prolunga il problema…  

Su questo tema è stato tradotto in italiano il best seller di Larry Winget, definito il Pitbull della Crescita personale, che non ti concederà nessuna attenuante: sei il solo responsabile di cio’ che ti accade.   Sta’ Zitto, Smettila di Lamentarti e Datti una Mossa!
Un approccio fuori dal comune per avere una vita migliore.

Questo e’ un libro di auto-aiuto… ma non come i soliti.

Qui non troverai nessuna tipica teoria motivazionale per amarti e accettarti cosi’ come sei. Lo stile di Larry Winget ha un approccio molto piu’ diretto e brutale e ti stimola a pensare con la tua testa e ad assumerti la responsabilita’ delle azioni che intraprendi. Spesso è divertente.

Amore e servizio

E’ interessante anche la parte di questo libro in cui l’autore mette l’enfasi sull’importanza dell’amore e del servizio agli altri. Egli spiega che questi due fattori sono la chiave di ogni successo, felicita’ e prosperita’ sia nella nostra vita personale, che in quella professionale.

Gli argomenti di questo libro sono:

  • self-help
  • motivazione
  • sviluppo personale
  • prosperità

Non capisco, dove sto sbagliando?

Il libro Sta’ zitto, smettila di lamentarti e datti una mossa (Shut Up, Stop Whining, & Get A Life) e’ stato numero 1 nei Bestseller del Wall Street Journal.  

Non capisco, dove sto sbagliando?

Stai Zitto! Lamentarsi non è una strategia! … Stai trasmettendo quando invece dovresti sintonizzarti. In altre parole, chiudi quella bocca per un minuto e presta attenzione. Questo probabilmente e’ stato il tuo problema piu’ grande.

Vuoi che la tua vita cambi? Vuoi il successo che meriti? Non hai scampo: smettila di lamentarti e datti una mossa!

  • Come posso migliorarmi?
  • Come faccio ad essere come le persone che stimo?

Osserva gli altri e comprendi che lamentarsi non è una strategia

Trascorri del tempo con quelli che stanno facendo le cose meglio di te. Osservali. Ascoltali. Cerca di capire cosa stanno facendo e poi vai, fallo tu stesso. Se riprodurrai i loro sforzi, allora riprodurrai i loro risultati.

Sarai conquistato dal suo stile, sorriderai delle verita’ pungenti che rivela, vedrai tutto sotto una nuova luce, farai tue le sue osservazioni… Vorrei che ogni tanto Dio mi desse dei segnali.

Quella Voce Interiore, la voce intelligente, quella a cui piaci, quella che sa cosa fare e vuole il meglio per te, quella e’ Dio. E ti ripete che lamentarsi non è una strategia. E’ in ciascuno di noi. Il problema e’ che non l’ascoltiamo. Ascoltiamo l’altra voce. Quella piena di dubbi. Quella non e’ Dio. Quella sei tu.    

Lamentarsi non è una strategia
Lamentarsi non è una strategia
Stà Zitto, Smettila di Lamentarti e Datti una Mossa!
Un approccio fuori dal comune per avere una vita migliore
Larry Winget –
My Life Edizioni         Acquistalo QUI

Lamentarsi non è una strategia e concludiamo con

Come smettere di lamentarsi

  • Gratitudine al posto del brontolio
  • Gentilezza invece che egoismo
  • Assunzione di responsabilità azzera la colpevolizzazione!
  • Condivisione al posto di competizione
  • Ricerca delle soluzione e non parlare dei problemi

Perchè lamentarsi non è una strategia!

Smettere di lamentarsi è Ho’oponopono!

Salva

Post Correlati

Leave a comment