La Dea Pele e la sua maledizione
La Dea Pele, una Dea diversa

Nelle isole Hawaii tutti conoscono la divinità, creatrice e protettrice. Invece sono incerte le origini della credenza.
Pele è una figura di spicco nella mitologia hawaiana ed è venerata come la dea del fuoco, dei fulmini, del vento e dei vulcani. Occupa un posto significativo nella cultura e nella storia hawaiana sia come divinità che come simbolo delle forze vulcaniche che hanno plasmato le isole hawaiane.
A parere di alcuni studiosi, sarebbe un’invenzione degli anni 40 di guardie forestali esasperate dai visitatori predatori. Comunque negli anni è diventata fenomeno di massa, fino ad attribuirle ogni genere di evento negativo.
Sia chiaro che la Dea Pele non è “Afrodite” e non invia continue benedizioni verso tutto con goia e benevolenza. Non si circonda del suo stuolo di sacerdoti (Kahuna) che le organizzano le cerimonie e divulgano il suo mito. La Dea Pele è una divinità scostante nè buona nè buonista, che fa sempre esattamente come le pare in armonia o in contrasto con i desideri degli umani.
La Dea Pele non è una Dea Madre amorevole e benevolente. Forse è esattamente il contrario! Una zia autoritaria, capricciosa e umorale. È spesso raffigurata come una divinità potente e capricciosa che controlla le eruzioni vulcaniche e i flussi di lava.
Secondo la mitologia hawaiana, si dice che Pele risieda nel cratere Halemaʻumaʻu sulla cima del vulcano Kīlauea in Big Island alle Hawaii.
Pele è associata a varie leggende e storiedella tradizione Hawaiana, molte delle quali spiegano le origini delle caratteristiche vulcaniche e delle formazioni geologiche nelle isole.
È spesso raffigurata come una donna bella e passionale, ma è anche nota per la sua natura ferocia e indole vendicativa, in particolare nei confronti di coloro che mancano di rispetto a lei o alle sue terre sacre.
Nel corso della storia hawaiana, Pele è stata temuta e venerata dai nativi hawaiani. Credono che abbia il potere di portare distruzione e rinnovamento e offrono preghiere e rituali per onorarla e cercare la sua protezione dalle eruzioni vulcaniche e da altri disastri naturali.
Oggi, Pele rimane una figura importante nella cultura hawaiana, celebrata in danze hula, canti, canzoni e altre forme di arti tradizionali.
La sua presenza è percepita non solo nei paesaggi naturali delle Hawaii, ma anche nei cuori e nelle menti del popolo hawaiano, che continua a onorarla e rispettarla come simbolo del loro legame con la terra e gli elementi.
La leggenda della maledizione della Dea Pele
Articolo di ALBERTO FLORES D’ARCAIS
NEW YORK – È una leggenda, ma come tante volte accade in molti ci credono. Le isole Hawaii, oltre a essere un paradiso per chi le visita (e per chi ci abita) hanno molti vulcani e una potente Dea – cosi si tramandano da generazioni i nativi – che veglia su di loro. Da un po’ di tempo la Dea Pele si è stufata di tutti quei turisti che ogni anno dopo la rituale visita – il più vicino possibile alla bocca dei crateri – se ne tornano a casa portandosi come ricordo un pezzetto di lava. E come tutte le dee che si rispettino ha lanciato contro di loro una maledizione: chi si prende una roccia vulcanica verrà perseguitato dalla sfortuna.
Le origini della leggenda
Sulle origini de “ la maledizione di Pele” non ci sono certezze. La dea, secondo la leggenda, vive nel vulcano Kilauea, è la creatrice di questa terra e come tale è pronta anche a distruggere i villaggi con le sue colate di fuoco. Nella religione autoctona delle isole tutti sanno chi è, ma la sua maledizione (dicono gli studiosi dell’argomento) sarebbe piuttosto recente, confermata da quella teoria popolare secondo cui a inventarla furono negli anni Quaranta i rangers della zona, le guardie forestali frustrate dall’impossibilità di bloccare i turisti-ladri di lava.

Un fenomeno di massa
Quello che è accaduto è che nel corso dei decenni, con l’aumento esponenziale del turismo, da piccola e limitata leggenda la maledizione di Pele è diventata un fenomeno di massa per masse di creduloni. Tant’è vero che il Wall Street Journal ha raccontato la storia di alcuni di loro e delle centinaia di pezzetti di lava che ogni anno tornano indietro da ogni parte del mondo (Stati Uniti, Europa, Giappone, Australia) nel tentativo di placare le ire della dea. Ha funzionato, sostiene ad esempio Steve Pariseau che, tornato in California con la sua scintillante roccia di lava nera, è stato perseguitato dalla sfortuna: sua madre è morta, un figlio ha iniziato ad avere problemi di comportamento, il suo matrimonio si è frantumato. Una volta restituita la lava rubata la sfortuna (dice lui) è sparita come d’incanto.
La Dea Pele e la sua maledizione
Conseguentemente i ranger di oggi non ne possono più di Pele e della sua maledizione. Infatti da anni si sono dovuti trasformare in una sorta di postini, alle prese con le spedizioni quotidiane che arrivano da ogni dove. Sostanzialmente pesanti pacchi o semplici buste che costano (a chi le invia) anche centinaia di dollari. Sinceramente sono talmente tanti che i pezzi di lava che tornano indietro adesso vengono ammassati fuori dal “parco dei vulcani“. Infatti provare a convincere i turisti che la maledizione non esiste non ha portato a grandi risultati. Anzi negli ultimi tempi oltre alle rocce nere e rosse della lava vulcanica, c’è chi spedisce indietro anche sabbia o conchiglie prese come ricordo.
Non si sa mai, meglio prevenire le ire di altri dei.
Alberto Flores D’Arcais
Puoi trovare l’articolo originale QUI
La maledizione della dea Pele
111 gradini per la felicità
Rodolfo Carone, Giovanna Garbuio, Francesca Tuzzi
Edizioni l’età dell’acquario

