Cos’è la Legge dell’Ottava
Articolo di Giovanna Garbuio

In musica si parla di ottava quando consideriamo la distanza tra due note con lo stesso nome, come ad esempio un Do e il Do successivo. Simili come sonorità ma profondamente diversi come frequenza. Il primo Do e il secondo Do sono la stessa nota ma ad un ottava diversa.
L’Ottava è l’unità di misura delle vibrazioni dell’Universo e ogni ottava è soggetta a dei punti in cui l’energia cala.
L’espressione, guardare le cose da un’ottava alta o da un’ottava bassa così in uso negli ambienti spirituali, fa riferimento proprio alla legge dell’ottava e si basa sulla comprensione che l’universo consiste di vibrazioni, poiché appunto ogni cosa è energia. Queste vibrazioni sono incostanti secondo la saggezza ancestrale e mutano alzandosi e abbassandosi in alcuni momenti. La vibrazione rallenta, poi riprende normalmente finché arriva al punto massimo e ridiscende.
Ogni cosa nell’universo è energia che si manifesta attraverso delle vibrazioni di frequenze diverse. Più è lenta la frequenza e più la materia è solida e pesante; più è veloce la frequenza e più la materia è invisibile all’occhio umano e leggera; Poichè tutto nell’Universo è vibrazione, ciclico e ondulatorio, l’aplicazione della Legge dell’ottava alla vita quotidiana è un’operazione lecita e anche auspicabile.
Se guardiamo una scala musicale notiamo che tra il Mi e il Fa, quindi poco dopo l’inizio della scala, e tra il Si e il Do, quindi alla fine della scala, c’è un cambiamento di vibrazione. Questa pausa dal comportamento “normale” è caratterizzata dalla naturale perdita di energia del ciclo, comportamento che si riscontra analogo poco dopo l’inizio di un’attività, un progetto o una relazione. Stesso modalità si presenta subito prima del raggiungimento del nostro obiettivo, con tutte le sue aspettative e illusioni. Nessun progetto si sviluppa in linea retta ma ha periodi di accelerazione e di rallentamento.
I punti di rallentamento, nella scala musicale (nella vibrazione sonora) e nella vita, sostanzialmente sono due, il primo, quasi all’inizio della vibrazione e il secondo verso la fine. Questa sarebbe la spiegazione energetica del perché dopo l’entusiasmo iniziale per un nuovo progetto, per esempio, iniziamo ad annoiarci e a rallentare, perdendo la voglia e l’intraprendenza iniziale.
La legge dell’Ottava nella vita
Secondo Georges Ivanovič Gurdjieff che sostiene che
lo studio dell’Uomo si deve compiere parallelamente allo studio del Mondo, così come lo studio del Mondo va effettuato parallelamente allo studio dell’Uomo
la legge dell’ottava opera sempre in ogni ambito della nostra vita e sostanzialmente riguarda la differenza di osservazione e quindi di interpretazione di un fatto oggettivo, in base al livello di coscienza da cui lo si osserva. Sono sostanzialmente punti di vista che partono da dimensioni di comprensione differenti.
Dal momento che per campo lavorativo ho studiato anche fisica acustica e sono pure appassionato di musica, seppur a livello dilettantistico, ti dico che la “legge dell’ottava” può rivestire un ruolo immaginifico capace di aiutare diverse persone, ma non si fonda su basi rigorose; l’ottava è infatti un’armonica la cui frequenza è multipla della nota fondamentale, quindi potrei anche affermare che la nota naturale, a bassa frequenza, costituisce l’oggettività pura e le sue ottave rappresentano un’aggiunta di giudizi o reazioni emotive o aspettative, ciò di cui ci si dovrebbe liberare; ho ribaltato il senso del discorso solo per mostrare come in questo caso conti il concetto essenziale che si vuol far passare, e se come dicevo qualcuno può trarre giovamento dal considerare i propri pensieri in termini di ottave, allora ben venga.
Ho invece trovato uno spunto di riflessione e di dubbio su un altro elemento che è emerso in questa comunicazione, cioè`: il rapporto fra pensiero positivo e accettazione. La pioggia rovina i miei piani di divertimento: mi dico che la vegetazione si diverte al mio posto e io posso trovare risorse ancor più gratificanti in casa (pensiero positivo) oppure che non sono prigioniero di miei piani né suscettibile di crescita in base alla realizzazione di ciò che trovo desiderabile (accettazione) ma sono ben altro ? Se ne potrebbe discutere, a me sembra che la differenza fra pensiero positivo e accettazione stia nel darsi un obiettivo di benessere emotivo oppure non darsi altro obiettivo al di fuori di percepire il proprio esistere su tutti i livelli.
Piero Vannuccini
Oggettività dei fatti
Quindi per quanto metafora resta indubbio che ogni fenomeno quale effetto che si verifica come risultato di una determinata causa, ha una sua valenza più o meno oggettiva. Più o meno perché questa oggettività dipende dal livello di consapevolezza da cui l’osservatore percepisce il fenomeno (e qui entra in gioco il concetto di “ottava”.
Più la nostra centratura è alta, più l’oggettività con cui valutiamo il fenomeno sarà alta, più la nostra percezione è distorta dall’influenza delle memorie, più la nostra valutazione avrà un’oggettività bassa.
L’osservatore, dunque, in base a come lui è, ha una determinata posizione su quella che possiamo definire la scala dell’espansione di coscienza.
- Nel primo passo, ossia lo stadio di sonno, la percezione dei fenomeni sarà estremamente soggettiva.
- Nel settimo passo, nello stadio di coscienza dell’unità, la percezione dei fenomeni sarà estremamente oggettiva.
- Invece in mezzo ci sono tutti gli altri livelli di percezione.
Potremmo definire dunque l’ottava bassa come il punto di vista più ristretto, più limitato, e l’ottava alta come il punto di vista determinato da una visione più ampia, più oggettiva e più funzionale, appunto.
Consapevolezza e inconsapevolezza
In ogni caso, è importante rendersi conto che il livello di percezione dell’ottava bassa è, sii più ristretto e limitativo, ma si realizza solo perché chi ne fa esperienza non ha idea dell’esistenza dell’altro e della possibilità di raggiungere l’altro.
Diciamo che gli elementi che influenzano direttamente la nostra percezione sono schematicamente tre, quello che ci raccontano gli altri, quello che abbiamo studiato e quello che abbiamo sperimentato direttamente.
La differenza tra ottava alta e ottava bassa è determinata dal fatto che la nostra valutazione sia o non sia determinata dalla nostra esperienza diretta.
L’ottava bassa è determinata dall’esperienza altrui, l’ottava alta si realizza quando la nostra valutazione deriva dalla nostra diretta esperienza. Ogni cosa, dunque, può essere vista e valutata in modi diversi: percepita dalla consapevolezza ordinaria avrà un aspetto, vista dalla consapevolezza evoluta potrebbe averne uno completamente diverso.
La realtà si rivela progressivamente sulla scala dell’espansione di coscienza, cioè non passa da un livello all’altro a scatti, ma progressivamente, non come una scala, ma come una rampa per capirsi.
Divisione netta delle ottave
Esistono però dei punti di separazione ben determinati tra un tipo di percezione e un’altro. Un esempio che forse può chiarire sono i livelli isotermici dei fluidi. Al mare vi sarà capitato di fare esperienza di acqua che nello stesso punto possiede temperature differenti a seconda della profondità. La diversità di temperatura è separata da un cambio netto, tanto che a volte con una buona maschera è anche possibile vederlo. Guardando sotto il pelo dell’acqua con la maschera a volte si riesce a vedere un livello con un colore e poi subito sotto un’altro colore separato da una linea netta.
Nella consapevolezza quello delle ottave è un fenomeno simile. Un’ ottava è separata da un’altra da una linea divisoria netta. E come le zone isotermiche dell’acqua non si mescolano tra di loro, così anche la consapevolezza relativa ad un ottava non si mescola con le altre e il cambio tra l’una e l’altra può avvenire quando facciamo esperienza diretta della successiva.
Passaggio da un’ottava all’altra
In realtà un fatto cambia completamente la sua struttura intrinseca, se lo guardiamo da un’ottava bassa oppure da un’ottava alta.
La morte, per esempio, che è decisamente qualcosa che oggettivamente esiste, vista dall’ottava bassa è interpretata come la fine definitiva della vita, la fine definitiva di ogni funzione vitale, guardata da un’ottava alta, è solo la linea di demarcazione di un cambio di coscienza, in cui dismettiamo uno strumento di osservazione (il corpo/mente) per cominciare ad utilizzarne un’altro.
Tuttavia, finché non facciamo esperienza dell’ottava alta, continueremo a restare convinti (anche se razionalmente diciamo di no) che la morte sia solo e soltanto la fine della vita. Ma nel momento preciso in cui la nostra consapevolezza raggiunge esperienzialmente un piano non materiale, ecco che la percezione precedente cessa completamente di avere alcun senso.
Noi non percepiamo più la fine della vita, ma percepiamo solo il cambio di livello di coscienza. E non è possibile in nessun modo mescolare le due percezioni considerandole entrambe vere. Una volta raggiunta la nuova percezione non potrà più cessare e non potremo più tornare indietro alla consapevolezza precedente.

Buongiorno Gio .
Ti ringrazio molto per la spiegazione sull "ottava alta".
Io sono stata tanto in ricerca, più che altro per portare gioia.
Stare nella gioia forse è paragonabile a stare nell' ottava alta?
Spesso ho vissuto esperienze diverse tra loro , dalla più complessa alla più semplice , ascoltando poco la mia personalità che voleva lamentarsi e guardare la realtà in modo soggettivo .
La gioia era il modo oggettivo di guardare l' esperienza e farci una risata su se c' era l' occasione di farlo .
Gli altri , a volte , sembravano essere disturbati dal mio entusiasmo e solo ora ho imparato a rispettare il mio mondo fatto di gioia , quanto rispetto il mondo degli altri .
Tutto ora è più semplice , la corsa della ricerca si è arrestata , come se non desiderassi essere altrove , subentra a volte un silenzio che mi fa tacere e realizza se stesso come d' altronde si realizza la morte . Io sono più che altro spettatrice .
Grazie veramente di avermi fatto conoscere questa informazione sull' ottava alta.
Baci Anna
Certo che è paragonabile, altrochè! Mi piace moltissimo questa tua affermazione: "La gioia era il modo oggettivo di guardare l'esperienza"
Ciao Giovanna,
penso che ogni tuo sforzo in qualsiasi campo sia benedetto dal Divino.
Ogni tua idea o scritto è un qualcosa che si percepisce dettato dal cuore.
Ti ringrazio e te ne sono grato per tutto quello che pubblichi.
Con stima affetto e gratitudine
Luca Tasinato
Grazie grazie grazie 🙏🏻🙏🏻🙏🏻 con tutto il cuore Luca per le tue bellissime parole
Ciao Giovanna, ogni tuo libro che ho letto rho trovato fantastico ed ho avuto la sensazione che ti rivolgessi solo a me. Bellissimo questo articolo sulla Legge del 7 , ora mi aspetto un nuovo articolo sulla Legge del 3. Gurdjieff e la Quarta via, purtroppo, sono caduti nel "dimenticatoio". Ti sarei grato se potessi approfondire, per tutti coloro che seguono ho'oponopono (lo seguo dal 2010),altri argomenti su Gurdjieff. Sei eccezionale, complimenti per tutto ciò che fai per chi segue i tuoi insegnamenti. Un grande abbraccio da un giovane studente di 84 anni.
Sapere che i miei libri ti parlano “come se fossero scritti per te” è il più bel riconoscimento che potessi ricevere.
La tua richiesta è bellissima e la sento molto vicina: Gurdjieff merita davvero di essere riscoperto, soprattutto in chiave integrata con percorsi come Ho’oponopono. Ti prometto che ci lavorerò. Grazie per la tua presenza, per il tuo entusiasmo
Condivido appieno il tuo pensiero Gio’
Sono sempre più convinta che ogni cosa capita per una ragione… sono piena di gratitudine, di rispetto e gioia verso tutti
Un affettuoso abbraccio
Antonella
… vieni se puoi anche a Torino
Certo Antonella anch’io credo profondamente che ogni cosa abbia un senso e che ogni esperienza arrivi a puntino per accompagnarci nel nostro percorso di espansione.
Per quanto riguarda Torino: ci verrei volentieri! Ma nessuno, finora, si è preso l’onere di organizzare un mio seminario lì. Quando qualcuno si farà avanti, sarà un piacere esserci! Grazie per averci pensato
Cara Giovanna, la lettura del tuo articolo mi offre la possibilità di fare alcune osservazioni interessanti. Tutto l'universo può essere letto e interpretato come una grande vibrazione e la ricerca della felicità può essere tradotta come un bisogno di essere in armonia con tutto ciò che ci circonda. Quando viviamo sulla stessa frequenza di chi ci vive accanto possiamo sperimentare la felicità, l'abbandono della sofferenza (che è disarmonia), la quiete della mente, l'illuminazione (che è scoprire ed entrare in sintonia con la luce divina). La nostra stessa evoluzione spirituale su questa terra può essere letta come un passaggio da un'armonica inferiore a l'altra superiore e ben lo avevano capito le culture tradizionali che praticavano il Canto degli armonici, una modalità particolare di canto che allena la voce ad emettere sulla stessa tonalità le diverse armoniche. Grazie Giovanna per avermi offerto la possibilità di vibrare con te sulla stessa frequenza anche solo per dieci minuti quanto è durata la lettura di questo articolo.
Grazie Francesco. Le tue parole non solo arricchiscono il senso dell’articolo, ma lo espandono, lo portano proprio a vibrare su quell’ottava superiore di cui parli così bene.
Sono perfettamente d'accordo con te: evolvere è accordarsi sempre di più alla melodia originaria, quella dell’armonia universale, dell’Amore che tutto muove. Anche il riferimento al Canto degli armonici è preziosissimo… è vero, le antiche tradizioni sapevano bene che ogni suono può essere ponte tra il visibile e l’invisibile, e che la nostra voce è uno degli strumenti più sacri per risuonare con il Tutto. Grazie a te per aver vibrato con me, anche solo per dieci minuti… ma quanto basta perché qualcosa dentro si sia già spostato un po’ più su per tutti.
Ho seguito il video…molto interessante..quando si pensa che il nostro ,il mio pensiero…crea la mia realtà! Posso dirvi che abbiamo molto…molto bisogno della vostra positivita
È proprio così: ogni pensiero è un seme che coltiva la nostra realtà. E insieme, condividendo positività, la facciamo crescere ancora di più
Se ogni circostanza negativa non è lì per punirci, ma per svegliarci e farci evolvere, allora la Legge dell'Ottava diventa una bussola, per non restare intrappolati nei soliti giri di giostra. Quando non si reagisce più allo stesso modo perchè si ha integrato il messaggio, questo diventa di una potenza impensabile.
Grazie Giovanna, per questi notevoli spunti di riflessione sempre rinnovati.
Sì, è proprio questo il punto. Quando il messaggio viene integrato, la ripetizione perde forza e la giostra si ferma. La Legge dell’Ottava diventa una bussola naturale, non qualcosa da applicare, ma da riconoscere mentre accade. Grazie a te per la profondità con cui lo stai osservando.