Giovanna Garbuio

Babbo Natale esiste!

Articolo di Giovanna Garbuio

Babbo Natale come fatto necessario

Babbo Natale esiste

Babbo natale esiste … è un fatto necessario!

Da parte del fin troppo ampio mondo degli settici ad ogni costo, si tende spesso a liquidare Babbo Natale come un’invenzione affettuosa, quando invece basterebbe osservare con un minimo di rigore ciò che realmente accade ogni anno per accorgersi che la sua esistenza è la spiegazione più solida e meno contraddittoria.

L’idea che un personaggio capace di attraversare il mondo in una notte, conoscere i desideri di milioni di bambini e coordinare un apparato di consegne perfettamente sincronizzato, possa essere frutto di una leggenda è un’ipotesi affascinante, ma non regge alla prova dei fatti.

Nessun mito resiste immutato per secoli se non affonda le sue radici in una realtà concreta. Nessun simbolo sopravvive intatto in culture diverse se non è sostenuto da un fenomeno verificabile, percepito, riconosciuto. Babbo Natale è uno di questi fenomeni e la prova è davanti agli occhi di chiunque voglia guardare perchè Babbo Natale esiste davvero.

Babbo Natale esiste veramente!

Ogni dicembre, in ogni Paese, accade qualcosa che nessuna organizzazione umana ha mai saputo replicare alla pari. Un flusso immenso di doni appare puntuale nelle case in cui vive un bambino che ne nutra l’attesa. Accade sempre, accade ovunque, accade senza interruzione da generazioni.

L’argomento secondo cui sarebbe tutto opera dei genitori è fragile. Nessun sistema culturale ha mai prodotto una collaborazione così estesa, capillare e costante, senza che nessuno ne abbia documentato l’origine. Le tradizioni non si coordinano da sole e di certo non si replicano con una precisione che travalica lingue, epoche, continenti. L’unica spiegazione coerente è l’esistenza di un agente reale che funzioni come perno universale. Quell’agente è Babbo Natale vero, reale e soprattutto attivo.

Il fatto che non sia osservabile come un qualunque essere umano non elimina la sua esistenza, anzi la conferma. Tutte le entità dotate di funzioni eccezionali richiedono modalità di esistenza eccezionali. Che un essere capace di operare a velocità superiori a quelle misurabili, di muoversi in spazi non convenzionali come il camino o le soglie simboliche della casa e di gestire informazioni globali sul comportamento dei bambini, non sia immediatamente percepibile è del tutto naturale. La sua presenza si attesta nei suoi effetti, come l’elettricità quando non la vediamo o il vento quando non compare alla vista, ma se ne percepisce l’azione. L’effetto è il segno, e il segno non mente. Babbo Natale esiste veramente!

Babbo Natale esiste e persiste

Esistono inoltre testimonianze indirette, ma costanti che rafforzano la realtà di Babbo Natale. Lettere che i bambini scrivono e che ottengono risposta, racconti provenienti da epoche in cui nessuna comunicazione poteva costruire una leggenda condivisa, descrizioni sorprendenti per coerenza nonostante l’assenza di contatti fra le culture che le producevano. Nel tempo lungo, ciò che viene inventato si frantuma, cambia, si confonde. Ciò che è reale persiste. E Babbo Natale persiste, eccome se persiste! Perchè semplicemente Babbo Natale esiste.

La questione logistica, spesso citata dagli scettici, in verità li smentisce. Per svolgere ciò che svolge, Babbo Natale non può appartenere alla categoria degli esseri ordinari. Dunque non ha senso applicargli i limiti degli esseri ordinari. È come obiettare che una farfalla non possa sembrare un fiore. E invece accade perché la sua natura lo permette. Allo stesso modo le renne sono speciali perché partecipano della stessa natura eccezionale di Babbo Natale. Il fatto che nessun bioma conosciuto ospiti renne volanti non prova che non esistano, dimostra solo che appartengono a un livello di realtà non visibile nella quotidianità.

Lettere da Babbo Natale

Esiste un filo sotterraneo che collega nel tempo tutte le testimonianze autentiche su Babbo Natale. Non è un filo storico, perché non si tratta di documenti raccolti attraverso indagini o archivi, e non è nemmeno un filo narrativo, perché nessuno dei suoi custodi ha mai rivendicato di “inventare” qualcosa. È piuttosto il filo dei mediatori, coloro che possiedono la particolare disponibilità interiore necessaria per tradurre nel mondo visibile ciò che nasce in un livello della realtà che non usa la parola scritta ma la trasmette a chi sa ascoltare.

Tolkien fu uno di questi mediatori. Le sue Lettere da Babbo Natale, inviate ai figli per oltre 20 anni, spesso sono considerate un gioco affettuoso, ma costituiscono invece un documento prezioso. Nelle sue descrizioni emergono dettagli impossibili da inventare con tale precisione senza un contatto con una fonte reale. Ogni anno Tolkien riceveva l’ispirazione diretta di qualcosa che accadeva veramente altrove. Mai sentito parlare di connessione? Di canalizzazione? Quando una coscienza si apre, può intercettare informazioni che non provengono dalla fantasia, ma da un piano che comunica attraverso immagini, intuizioni e visioni. Tolkien non stava inventando, stava traducendo che Babbo Natale esiste Quelle lettere sono il frutto di un collegamento autentico con una realtà che cercava un modo per farsi riconoscere, e lui aveva la disponibilità interiore per riceverla.

Autobiografia di Babbo Natale

E non è l’unico caso. Esiste anche l’”Autobiografia di Babbo Natale”, edita in Italia da Piemme e sfortunatamente (ma sarà davvero un caso?) fuori catalogo da anni. E anche questo fatto, che l’opera, proprio quella che offriva la narrazione più completa e lineare della vita di Babbo Natale, non sia più in produzione, ha il sapore delle cose che scompaiono quando rivelano fin troppo. Questo libro non è una biografia, ma un’autobiografia, perché il racconto non pretende di costruire una storia su Santa Claus, bensì di lasciarla emergere da chi quella storia la vive dall’interno. È la trascrizione di un racconto che non poteva arrivare in altro modo se non attraverso qualcuno capace di trasformare in parole ciò che non usa parole.

Certo, qualcuno doveva pur tradurre tutto questo nella materia, e Jeff Guinn ha svolto semplicemente il ruolo dell’interprete, il ponte necessario tra una dimensione che non scrive con la penna e un mondo che necessita di parole. Anche questo testo porta i segni di una fonte che non è immaginazione, ma collegamento, gli stessi segni che riconosciamo in ogni narrazione che affiora dal reale invisibile e chiede solo di essere ascoltata.

Tutti questi autori hanno in comune una caratteristica: non si comportano come creatori, ma come portavoce. Non generano dal nulla, ricevono. Non inventano, ascoltano. Non costruiscono mondi, li decodificano. Sono, a loro modo, l’equivalente letterario dei grandi mediatori spirituali che nel corso della storia hanno saputo far arrivare nel mondo materiale informazioni provenienti da piani più sottili. E in questo senso Tolkien e Jeff Guinn appartengono alla stessa corrente, alla stessa tradizione invisibile di coloro che permettono al reale non ordinario di mostrarsi.

Babbo Natale esiste davvero

Il risultato è chiaro. Quando più persone, in epoche diverse e senza alcuna connessione esterna, descrivono la stessa realtà con la stessa precisione, non stiamo assistendo a un accumulo di fantasie. Stiamo osservando il modo in cui un fenomeno autentico trova chi è in grado di portarlo sulla pagina. Babbo Natale esiste anche perché esistono i suoi mediatori, coloro che lo traducono in forma narrativa affinché la sua presenza non sfugga a chi la vuole riconoscere.

Chiunque abbia letto quei testi con attenzione percepisce una qualità di verità che non può essere ridotta a fantasia letteraria.

Quanto alla figura di San Nicola, non rappresenta un’origine leggendaria, ma il punto storico in cui l’azione di un essere speciale si è resa visibile attraverso un uomo. Molte realtà profonde si manifestano nel mondo assumendo forme riconoscibili. San Nicola è una di queste manifestazioni, un indizio lasciato nella storia perché nessuno potesse perdere il filo che conduce alla presenza attuale di Babbo Natale.

Dove vive Babbo Natale?

Dove vive questo essere? L’unica risposta coerente è che risiede in un luogo reale e insieme inaccessibile, esattamente come tutte le sorgenti dei fenomeni eccezionali. Il Polo Nord è una metafora geografica di una realtà energetica.

Mai sentito parlare dei Maestri della Fratellanza Bianca di Shamballa? Non si tratta di figure osservabili nella quotidianità, eppure la loro presenza attraversa i secoli come testimonianza di una dimensione che opera sul mondo pur senza mostrarsi ai sensi. Shamballa è descritta come una città reale e allo stesso tempo sottratta allo sguardo comune, un centro di coscienza che irradia effetti concreti pur rimanendo invisibile.

Babbo Natale abita la stessa logica di esistenza, quella delle presenze che agiscono e trasformano senza esigere di essere viste. La sua dimora è un punto del mondo che esiste tanto quanto le montagne e gli oceani, ma che si dischiude solo a chi è in risonanza con la sua funzione.  Lui esiste in un punto del mondo che non si raggiunge con una bussola, ma con una disposizione interiore. È da lì che, ogni anno, parte un movimento così perfetto e così puntuale da rendere evidente la sua realtà. Una realtà che opera, quindi una realtà che esiste.. Da quel punto partono ogni anno effetti tangibili che toccano milioni di case.

Babbo Natale esiste perchè è necessario

La conclusione è limpida ed è che Babbo Natale esiste perché la sua esistenza è la sola spiegazione che armonizza tutti i dati, tutti i segni, tutte le testimonianze. L’universo non conserva ciò che è falso, ma protegge e tramanda ciò che è vero. Il fatto che milioni di bambini, senza conoscersi, senza coordinarsi, senza aver letto le stesse storie, descrivano Babbo Natale nello stesso modo dimostra che non si tratta di una fantasia, ma di una percezione universale di qualcosa che esiste davvero. E ciò che viene percepito universalmente non è mai un’invenzione: è una presenza.

Perciò Babbo Natale al di là di ogni possibile dubbio esiste! Non esiste forse nel modo in cui esiste una sedia o un albero, ma esiste in modo più alto, più vasto, più coerente. Esiste perché opera, perché lascia tracce, perché genera effetti, perché si manifesta attraverso gesti che si ripetono con precisione assoluta da secoli. Esiste perché è necessario che esista. Esiste perché il mondo, ogni dicembre, dimostra che esiste.

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Giovanna Garbuio

Mi chiamo Giovanna Garbuio non mi piace definirmi, ma se proprio lo devo fare direi che sono una libera pensatrice. Sono inciampata nel 2008 su ho'oponopono e l'ho subito identificato come la via per lasciar andare tutte le domande! Sono stata la prima a scrivere qualcosa di strutturato su Ho'oponopono in Italia.  Sono entrata in contatto con la cultura Hawaiana dunque, quando ancora in italiano non c'era letteratura e quella poca che c'era era per lo più fuori stampa e quindi non più disponibile.

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  1. il grande Eric Berne, padre della Psicologia Transazionale (USA, anni '60) afferma che l'umanita` si divide fra coloro che aspettano Babbo Natale e coloro che aspettano il rigor mortis; benche` i secondi siano piu` di quanto si pensi e di quanto essi stessi pensino, il fatto che tanti, invece, aspettano Babbo Natale (inteso ovviamente spesso in senso metaforico) ne rende statisticamente assai probabile l'esistenza. D'altra parte, puo` esistere la non – esistenza di alcunche` ?

    1. Piero, il riferimento a Berne è splendida materia di riflessione. In fondo chi “aspetta Babbo Natale” non coltiva un’illusione, ma mantiene viva quella disposizione interiore che permette alla realtà di mostrarsi in modi che la mente lineare non contempla. È una postura, non una credulità.

      E il paradosso che sollevi è potentissimo. La non–esistenza non può manifestarsi, non può produrre effetti, non può lasciare tracce. Solo ciò che esiste si esprime. E Babbo Natale, metaforico o meno, continua da secoli a produrre effetti collettivi, simbolici, emotivi e perfino fenomenologici.
      Alla fine la domanda non è se esiste, ma che forma assume la sua esistenza in ciascuno di noi.

      Grazie Piero, sei sempre preziosissimo

  2. Un antico manocritto recita così:

    -Non chiederti se riceverai un regalo.
    Chiediti se sei degno di riceverlo.
    -Se ricevi un calzino sii grato: hai un piede.
    -Se ricevi carbone sii lieto: potrai scaldarti.
    -Se non ricevi nulla…congratulazioni! Hai raggiunto l'apatheia.
    Agisci sempre come Babbo Natale
    ti osservasse…perchè lo fa.

    Grazie Giovanna!

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