Chi Sono io? Da Ramaṇa Maharshi

Chi Sono io? La “meditazione” più efficace!

Chi Sono io?

Chiedresi “chi sono io” e indagare a fondo l’essenza di chi Sono io, oltre i sensi, oltre il pensiero, oltre le emozioni e i sentimenti, cercando la risposta a prescindere dalla razionalità, è forse il più potente strumento di pulizia che abbiamo a disposizione!

Ramaṇa Maharshi: ko’ haṃ? – Chi sono io?

chi sono io Ramana Maharshi

Chi sono io … il risveglio

Mentre, in preda ad una crisi esistenziale, indagava intorno alla morte e alla precarietà dell’esistenza, il predestinato diciassettenne Ramaṇa ebbe una prima esperienza spontanea di risveglio.

Da quel momento decise di vivere come eremita in una grotta ai piedi del monte Aruṇācala, nel Tamiḻ Nāḍu, e concentrò nel silenzio la propria esperienza di auto-realizzazione.

In seguito, quel luogo divenne un ricettacolo per pellegrini spirituali e discepoli, i quali sperimentavano soglie di pace e beatitudine supreme anche soltanto beneficiando della semplice presenza “non verbale” del maestro, il quale viveva sotto i loro occhi in uno stato di perfetta semplicità.

Per Ramaṇa, il quale “riconobbe” la veridicità delle massime upaniṣadiche molti anni dopo averne fatto esperienza diretta, l’unica ragione intorno alla quale l’uomo doveva indagare ruotava intorno alla domanda “Chi sono io?”, autentico strumento realizzativo vedāntico, il quale prende il nome di ātma-vicara (“riflessione intorno al proprio sé”).

Ed è soltanto mediante l’immersione profonda in questa ricerca che l’uomo, smantellando a poco a poco le proprie identificazioni, poteva rendersi conto, al di là delle argomentazioni verbali, della propria identità col brahman.

Diego Manzi
chi sono io

L’illuminazione

Questa famigerata illuminazione di cui tanti sono alla spasmodica ricerca non è altro che ciò che Siamo! Paradossalmente più la cerchiamo, più ce ne allontaniamo… O meglio … Anche dire che ce ne allontaniamo è “sbagliato“. Perché, di fatto, è il nostro stato naturale dell’Essere non possiamo allontanarcene.

E’ come dire che abbiamo perso l’Aloha dai nostri cuori.  Non possiamo perderlo perché noi, ognuno di noi, Siamo Aloha. Più lo cerchiamo, più ne abbiamo bisogno, più lo vogliamo, più vogliamo diffondere il verbo perché tutti lo trovino… Semplicemente meno lo riconosciamo in noi!

Concentriamoci sull’essere

Finiamola dunque di fingere di sapere e concentriamoci sull’essere. Sull’esserlo qui e ora. Sull’esserlo noi. Gli altri non importano … gli altri sono il mio riflesso.

E’ inutile che voglia dare gli strumenti agli altri per essere pace! Comincio io ad essere veramente Pace. ORA, QUI esattamente nella situazione in cui mi trovo.

Chi Sono Io? Concentriamoci su questo…. Oltre il pensiero, oltre l’emozione, oltre anche il sentire! Concentriamoci sull’esistere… Ma sul mio esistere… Io Sono! Punto

chi sono io

Presenza

La Presenza, la consapevolezza di ciò che è nell’adesso, è un atteggiamento di vita, è un modo di essere, non è uno strumento o una disciplina. E’ ciò che ci consente di riconoscere chi Siamo. Tuttavia per farlo deve essere il nostro modo di essere naturale, come è naturale che sia. Tutto il resto, risveglio, illuminazione, guarigione, possono essere delle piacevoli conseguenze, ma non possono essere l’obiettivo!

Io Sono chi Sono Ora (sempre) e Qui (ovunque).

La presenza, la vera presenza ci porta a scoprire l’inconsistenza di qualunque separazione. La separazione esiste solo nella nostra percezione limitata delle cose.

Chi sono Io senza sforzo

La tua esperienza, in questo momento, consiste di pensieri, sensazioni e percezioni; è vero? Riesci a trovare qualcos’altro nella tua esperienza, adesso, che non siano pensieri, percezioni e sensazioni? Vedi se riesci a trovare altro che non sia un pensiero, un sentimento, una sensazione o una percezione… C’è qualcosa di più profondo… Cos’è ciò in cui tutti questi pensieri, sensazioni e percezioni appaiono? La tua esperienza appare in “qualcosa” e quel qualcosa non è, esso stesso, una “cosa”, come lo è un pensiero o un suono; è un qualcosa di “trasparente”, o un “vuoto”… infatti non è un qualcosa, è niente, cioè “nessuna cosa”, ma è presente e consapevole. È come se fosse il contenitore, il contenitore vuoto della tua esperienza.

Rupert Spira

L’esperienza fittizia di non essere ciò che Siamo si scioglie nella presenza. Essere in presenza non richiede nessuno sforzo. Perchè consiste semplicemente nell’essere chi Siamo consapevolmente. Nessuno sforzo, nessun obbligo, nessuna regola, solo Essere e riconoscersi.

Essere se stessi consapevoli di esserlo nel momento presente è il modo natuarale di essere. Qualunque altro atteggiamento, qualunque altro modo di essere, richiede sempre eneormemente maggiore sforzo.

Io Sono Coscienza! E la coscienza è naturalmente presente a se stessa senza sforzo!

Chi sono io?

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% Commenti (1)

La domanda delle domande . Nella nostra esistenza viviamo cosa non siamo , come in un gioco che nel passare del tempo ci mostra il non sei , questo o quello . Cozziamo contro i riflessi di noi stessi , fino al punto che come bambini , impariamo a vedere che l’ immagine che vediamo siamo noi . Ma accettare di vedere noi stessi passa dalla caduta di tutti i nostri specchi più o meno sporchi del fango in cui ci arrotoliamo allegramente o no .
Gioco di ruolo è bellissimo .

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