Distacco e Attaccamento – Articolo di Giovanna Garbuio
Il distacco non è perdita, è ritorno a Sé

Il distacco, l’abbandono dell’attaccamento, è uno dei passaggi più delicati e trasformativi nel percorso di crescita interiore. Per la personalità umana, così abituata a edificare certezze e a identificarsi con ciò che conosce meglio, lasciare andare ciò che ritiene irrinunciabile è una vera sfida.
Invece il distacco non è mai perdita, è rinascita, è ricchezza, è ritorno alla nostra vera natura.
Le mille maschere dell’attaccamento
L’attaccamento in verità si mimetizza molto bene. Infatti non si manifesta solo nel desiderio di trattenere una persona o una situazione in cui è palesemente riconoscibile.
Può nascondersi dietro:
- al dolore che non vogliamo lasciare andare perchè comunque ci fa sentire vivi,
- al bisogno di avere ragione a discapito di qualunque sia il vero obiettivo da raggiungere,
- al bisogno di approvazione,
- alla necessità di conoscere tutti i dettagli,
- al subdolissimo bisogno di controllo,
- alla volontà di avere di giustizia,
- al bisogno di sicrezza e di protezione
- all’istinto a difendersi…
Perfino quando “facciamo il bene” con un obiettivo specifico in mente, potremmo essere motivati da una forma sottile di attaccamento. Ogni volta che siamo convinti di sapere cosa è meglio per noi o per gli altri, stiamo limitando il potere creativo dell’Universo con il nostro attaccamento ad uno specifico risultato. Ogni volta che la nostra sofferenza (o quella del mondo) diventa la nsotra priorità tanto da assorbirci tutta l’attenzione, siamo inconsapevolemte intrappolati nell’attaccamento. Tutte le volte che sappiamo precisamente come uscirne e che ci sentiamo spiritualmente preparati a farlo, i concetti di distacco e attaccamento non ci sono chiari.
La personalità si arabatta tra distacco e attaccamento, non l’Anima
Non è l’anima ad essere coinvolta nell’distacco e attaccamento. L’anima non diventa, non si lega, non trattiene; L’anima È! Ma nella nostra esperienza incarnata, possiamo confondere i moti dell’ego con la voce dell’anima.
Così, ciò che trattiene è la coscienza identificata (l’Uomo Vecchio condizionato dall’evidenza dei sensi), quella parte di noi che si è sovrapposta alla nostra natura essenziale (l’Uomo Nuovo) e ha costruito un’identità basata sul bisogno, sul dolore, sulla paura.
Questa identificazione è così sottile da poter sembrare spirituale. Ma finché non riconosciamo le sue radici, continuiamo a inseguire la libertà all’interno della stessa gabbia che ci illude di cercarla veramente.
Riconoscere il meccanismo
E così le esperienze si ripetono, come riflessi di una lezione non ancora accolta, finché qualcosa dentro di noi diventa insostenibile. E proprio quel disagio, quella rottura è la grande opprtunità di riconoscimeto che, magari inconsapevolmente, stavamo cercando. Perchè anche l’attaccamento… è sempre una richiesta d’aiuto.
E inquel frangente ciò che si apre non è la mente, ma nemmeno il cuore … è la totalità dell’Io che agisce.
E’ la coerenza tra cuore e mente che libera
Non è il cuore da solo a liberarci, né la mente da sola. È la loro coerenza, la loro danza armonica, a permettere il risveglio.
- La mente, se allineata al cuore, smette di essere un meccanismo di controllo e diventa uno strumento di chiarezza.
- Il cuore, se sostenuto da una mente lucida e presente, esprime un’intelligenza profonda, non sentimentale, capace di accogliere, fluire e agire con Amore consapevole.
È questa alleanza interiore, mente presente, cuore aperto, che genera trasformazione reale. Una trasformazione che non ha bisogno di sforzo, perché nasce dall’allineamento tra ciò che siamo e ciò che scegliamo di essere. (Vedi a questo riguardo gli studi dell’ HeartMath Institute)
Da questa onsapevolezza nasce una domanda silenziosa e profonda:
Quanto ho compreso il concetto “Sia fatta la tua volontà“? Quanto sono capace difarmistrumento, di essere davvero “il flauto attraverso il quale Dio suona2?
Quando lasci andare… accade il Miracolo
Quando finalmente lasci andare, qualcosa dentro si trasforma. E posso affermare senza timore di smentita che non esiste nulla che l’Amore autentico non possa trasmutare.
Quando accade, lo senti: una gioia silenziosa e traboccante sorge dal centro del petto, un sorriso gioioso e istintivo appare sul volto, sono il segno che stiamo tornando a Casa, dentro di noi, alla nostra Essenza. alla nostra presenza.
Lasciare andare non significa perdere
Lasciare andare significa permettere all’anima di danzare libera. Libera nel campo dell’infinita Gioia Divina, in quello spazio in cui ogni attaccamento si dissolve. Perché nulla ci manca, quando siamo Uno con ciò che siamo davvero.
Se queste parole hanno risuonato nel tuo cuore, prenditi un momento di silenzio oggi.
Chiediti sinceramente: “Dove sto trattenendo?” E poi lascia che sia Aumakua a rispondere.
Condividi nei commenti la tua esperienza con il distacco o una trasformazione che ti ha riportato alla tua Essenza.
Potrebbe ispirare chi, come te, è pronto a lasciar andare… e a volare.
