Potere dell’immaginazione: articolo di Giovanna Garbuio
Il potere dell’Immaginazione

Quando si parla di potere dell’immaginazione si tende a pensare a fantasia, creatività, evasione. In realtà l’immaginazione è la facoltà più concreta e operativa della coscienza, è la matrice invisibile da cui prende forma l’esperienza visibile, è il laboratorio interiore in cui si struttura quello che poi prenderà la forma dell’esperienza ossia di quella che chiamiamo realtà.
L’immaginazione è la capacità di assumere interiormente uno stato prima che si manifesti esteriormente, è la possibilità di vedere, sentire, percepire come reale qualcosa che ancora non appare evidente ai sensi, e il potere dell’intenzione è nell’atto creativo per eccellenza, perché ogni forma esterna nasce sempre prima come convinzione interna.
Pare sia sempre più evidente ed accettato che l’uomo vive immerso in un campo intelligente e creativo. Questo campo risponde fedelmente alle immagini interiori caricate di sentimento custodite a lungo. L’immaginazione dunque non è un passatempo mentale, ma è una capacità creativa. Il potere dell’immaginazione funziona come uno stampo: lo stampo precede la colata del metallo, allo stesso modo a forma invisibile precede la forma visibile. L’immaginazione è lo stampo della realtà esperienziale.
Che cos’è davvero il potere dell’immaginazione
Il potere dell’immaginazione è la facoltà attraverso cui la coscienza si autoesperisce in anticipo. L’immaginazione dunque non si limita a rappresentare, ma vivifica. Quando un uomo immagina in modo intenso, coinvolgendo emozione, percezione sensoriale e convinzione, il suo sistema nervoso reagisce come se l’esperienza fosse già in atto. Il potere dell’immaginazione sostanzialmente produce una traccia interna che diventa direzione.
Ogni azione nasce da un’immagine, ogni scelta è preceduta da una rappresentazione. Anche le paure sono immagini, anche i desideri sono immagini. La differenza non sta nella facoltà, ma nello stato con cui viene usata. L’immaginazione di per sè è neutra, e il potere dell’immaginazioneè potenza pura, assume la qualità di quello che viene coltivato.
Come funziona il potere dell’immaginazione
Il funzionamento del potere dell’immaginazione è semplice e profondo allo stesso tempo:
- La coscienza assume uno stato.
- Lo stato viene tradotto in immagine.
- L’immagine viene caricata di sentimento.
- Il sentimento stabilizza lo stato.
- Lo stato orienta percezioni, decisioni, comportamenti.
- L’esperienza esterna si organizza in coerenza con quello stato.
L’immaginazione è il ponte tra invisibile e visibile, non agisce forzando il mondo esterno, agisce trasformando la posizione interiore da cui si vive. Cambiando posizione, cambia il panorama. Il mondo non viene forzato, viene riflesso.
Quando un uomo immagina se stesso come già in possesso di quello che desidera, e lo fa con naturalezza, senza tensione, senza sforzo, entra nello stato vibrazionale corrispondente. Quello stato modifica l’energia che emana, modifia la sua postura, modifica il suo linguaggio, modifica la sua capacità di riconoscere opportunità. E la realtà risponde perché la realtà è organizzazione coerentemente agli stati di coscienza. Il potere dell’immaginazione dunque funziona per assunzione.
Assumere significa entrare interiormente nella condizione già compiuta. E’ qualcosa di diverso dal desiderare. Si tratta di vivere dentro l’immagine come se fosse realizzata. Qualcuno definisce questo processo come “vivere dalla fine”. La mente conscia può anche dubitare, ma il campo profondo registra la qualità dell’esperienza interiore.
Il principio è sempre lo stesso: quello che viene vissuto come reale dentro, tende a oggettivarsi fuori.
Perché il potere dell’immaginazione è reale?
Il potere dell’intenzione funziona perché la coscienza è primaria. L’esperienza non è un dato fisso da cui l’uomo è separato, è espressione di uno stato interno. La realtà è plastica rispetto alla qualità della percezione e della convinzione.
Ogni uomo vive immerso in abitudini immaginative, ripete internamente scene di fallimento, di conflitto, di insicurezza, ma anche di realizzazione, di gioia, di successo.. Quelle immagini stabilizzano uno stato che genera coerenza esterna. Cambiare l’immaginazione significa cambiare il seme.
L’immaginazione è creativa perché la coscienza crea attraverso forma e sentimento. L’immagine fornisce la forma, il sentimento fornisce la vitalità e insieme generano un’impronta che si traduce in esperienza.
Il campo della vita risponde alla qualità dell’essere e l’immaginazione è il modo più diretto per modificare l’essere.
Come gestire il potere dell’immaginazione

l funzionamento del potere dell’immaginazione diventa chiaro quando si parte dal primo elemento essenziale ossia la chiarezza. L’immagine mentale, che per chi ha difficoltà a visualizzare può essere anche una descrizione verbale interiore, deve essere definita, precisa, particolareggiata, non vaga, non generica, ma concreta, dettagliata e allo stesso tempo semplice. Non serve costruire scenari complessi, è sufficiente una scena breve (ribadisco può essere anche un affermazione) che implichi il compimento dell’obiettivo. Può essere un momento preciso, un gesto, una frase pronunciata o ascoltata, può anche essere un’affermazione chiara e sentita che descrive la condizione già realizzata.
La semplicità è fondamentale perché la coscienza lavora per stati sentiti, non per narrazioni verbali. Una scena essenziale, vissuta con presenza, è più potente di una costruzione elaborata, ma distante. Se si fatica a visualizzare, si può utilizzare il linguaggio interiore: una frase come “È fatto” (come suggeriva Auntie Morrnah Nalamaku Simeona), “Sono così come voglio”, “Vivo questa realtà ” diventa essa stessa immagine quando viene sentita come vera.
Una volta scelta la scena o l’affermazione, entra in gioco il sentimento che non è un’emozione forzata o euforica, ma è una qualità di naturalezza. La scena deve risultare familiare, deve diventare normale, ovvia. Quando l’immagine interiore viene percepita come plausibile, abitabile, già parte della propria identità, lo stato è assunto.
Il passaggio decisivo è proprio questo. Non si tratta di desiderare che accada qualcosa, ma di entrare interiormente nella condizione in cui quella cosa è già compiuta. L’immaginazione funziona per assunzione e assumere significa spostare il proprio centro di identità dentro lo stato scelto, anche se i sensi mostrano ancora altro, la coscienza viene abituata aa abitare la scena interna.
Ripetendo con continuità questa operazione, si crea una nuova abitudine interiore da cui una nuova convinzione. Lo stato assunto orienta percezioni, scelte, parole, microdecisioni quotidiane ed energeticamente il mondo esterno si organizza in coerenza con lo stato abitato, perché la realtà risponde alla qualità dell’essere.
L’immaginazione è il ponte tra invisibile e visibile e funziona quando viene usata con chiarezza, semplicità e fedeltà.
- Una scena breve.
- Un’affermazione sentita.
- Uno stato assunto.
E la vita inizia a rispondere da quel punto di coscienza.
Ostacoli comuni
L’ostacolo principale è l’attaccamento all’evidenza dei sensi. L’uomo è abituato a dare priorità a quello che vede ora, a considerare reale solo quello che appare misurabile e immediato. Gli occhi vedono una situazione, le orecchie ascoltano certe parole, il corpo registra determinate condizioni e la mente conclude che quella sia la verità definitiva. In questo modo l’esperienza presente diventa il criterio assoluto.
L’immaginazione opera su un piano diverso, chiede di dare priorità a quello che si sceglie di essere. Non nega quello che appare, ma sceglie quale stato abitare indipendentemente dall’apparenza momentanea. Dare priorità a quello che si sceglie di essere significa riconoscere che l’identità interiore precede la forma esterna, significa decidere che la scena interna ha più autorità della fotografia attuale. Serve caparbietà contro l’apparenza, serve fedeltà allo stato assunto, serve convinzione e fiducia
Per esempio se una persona decide di assumere interiormente lo stato di prosperità e abbondanza e vive una scena in cui si sente libera, stabile, sicura, ma subito dopo guardando il saldo del conto si fa coinvolgere emotivamente dalla cifra diversa da quella immaginata e dà priorità al numero, lo stato si contrae. Se resta fedele alla sensazione di stabilità e dignità economica, anche mentre il numero è quello che è, sta invece consolidando un’identità nuova.
La caparbietà contro l’apparenza è questa: restare nello stato scelto anche quando i sensi mostrano ancora la versione precedente. Non significa negare la realtà significa non darle potee, è coerenza interiore, è la decisione di non cambiare identità a ogni variazione delle circostanze.
La fedeltà allo stato assunto è il vero atto creativo. Quando l’immagine interiore viene considerata più reale dell’evidenza temporanea, la coscienza si stabilizza in quella direzione. L’esperienza esterna segue con un naturale scarto temporale, perché in questa dimensione incarnata, ogni forma ha bisogno di tempo per organizzarsi secondo il nuovo stato.
Chi resta fedele allo stato scelto attraversa l’apparenza senza esserne governato, in questo spazio di coerenza l’immaginazione compie il suo lavoro.
Un altro ostacolo è la frammentazione. La coscienza è creativa sempre, anche quando non viene guidata consapevolmente. Se una parte immagina il compimento e un’altra parte coltiva scenari opposti, si generano due stati diversi che convivono nello stesso campo interiore. Questa doppia direzione produce stasi.
Immaginare una cosa e contemporaneamente temerne la realizzazione significa abitare due identità (Non potete servire Dio e Mammona (Matteo 6:24, Luca 16:13) . Una che si espande verso l’esperienza scelta e una che resta ancorata alla memoria che la considera difficile, rischiosa o inaccessibile. L’immaginazione risponde allo stato prevalente, non alla dichiarazione più bella.
Per esempio se un uomo immagina di ricevere una promozione, si vede nel nuovo ruolo, percepisce soddisfazione, sente di avercela fatta e contemporaneamente comincia a pensare che quella responsabilità sarebbe troppo grande, che i colleghi potrebbero invidiarlo, che potrebbe non essere all’altezza avrà messo in attoun operazioneche lo terrà precisamente fermo dove si trova. La prima immagine costruisce uno stato di fiducia, le immagini successive attivano uno stato di insicurezza e il campo interiore riceve due impronte opposte. La manifestazione rispecchierà la qualità dominante quella sentita più fortemente… e a parità di forza… resterà fermo.
L’immaginazione funziona quando è coerente perché la coerenza crea continuità di stato; continuità di stato genera identità; identità orienta esperienza. Quando la scena scelta diventa la scena abituale genera convinzione, e le immagini frammentarie perdono forza.
Per questo è fondamentale accorgersi delle immagini automatiche che emergono durante la giornata, proprio per riconoscerle come vecchie abitudini. Ogni volta che si ritorna deliberatamente alla scena scelta o all’affermazione sentita, si rafforza la direzione. La coerenza nasce dalla fedeltà allo stato che si decide di abitare, non dalla rigidità o dal conflitto.
L’immaginazione è potente quando smette di essere dispersa e diventa unitaria. Una sola direzione interiore crea una sola risposta esteriore.
Ogni immagine abituale è un seme, se non viene scelta consapevolmente, opera comunque.
Immaginazione e identità
Il punto decisivo del potere dell’immaginazione riguarda l’identità, non l’ottenre (l’avere deriva dall’essere non viceversa), perché ogni esperienza è coerente con l’idea che un uomo ha di sé. Cercare di ottenere qualcosa mantenendo la stessa percezione interiore significa tentare di modificare l’effetto lasciando invariata la causa. L’immaginazione efficace agisce alla radice, non si concentra sull’oggetto desiderato, ma sulla qualità dell’essere che naturalmente lo esprime.
Diventare qualcuno significa assumere interiormente lo stato corrispondente alla realtà che si sceglie di vivere. Se un uomo desidera prosperità, ma continua a percepirsi fragile, indegno o in costante carenza, l’immagine della ricchezza resta esterna a lui, si crea anzi sempre maggiore distanza. La distanza genera sforzo e lo sforzo sottolinea separazione. Quando invece egli entra nello stato di dignità, stabilità e apertura, la prosperità diventa coerente con la sua identità. A quel punto l’esperienza economica non è un premio da conquistare, ma una naturale estensione di quello che è diventato.
Lo stesso vale per la salute: visualizzare un corpo sano mentre interiormente si resta identificati con vulnerabilità e timore produce tensione; entrare nello stato di vitalità, percepire forza, fluidità, armonia come qualità presenti ora, crea unità tra immagine e identità e in questa unità l’organismo riceve una direzione chiara.
L’oggetto, l’esperienza sono una conseguenza perché sono la forma visibile di uno stato invisibile. Lo stato è la causa perché determina percezione, postura, linguaggio, decisioni, relazioni.
- Cambiando stato cambia il modo di abitare il mondo.
- Cambiando il modo di abitare il mondo cambia la risposta del mondo.
Il potere dell’immaginazione è quindi il potere di scegliere chi essere, qui e ora. Ogni scena interiore è un atto di auto-definizione e quando la definizione cambia in profondità, la realtà si riorganizza come uno specchio fedele della nuova identità.
Una pratica semplice per attivare il potere dell’immaginazione
Ogni sera, prima di dormire, si può scegliere una scena breve che implichi il compimento di quello che si desidera vivere. Si entra nella scena per pochi minuti, la si sente reale, quindi si lascia che il corpo si rilassi dentro quella sensazione. Il sonno poi stabilizza lo stato.
Al mattino si ritorna per un istante a quella qualità. Durante la giornata si agisce normalmente, con naturalezza. Nessuna forzatura. Solo coerenza interiore per attivare il potere dell’immaginazione.

Il potere dell’immaginazione è il cuore creativo della coscienza incarnata, è il luogo in cui l’invisibile prende forma prima di diventare esperienza. è la facoltà che consente all’uomo di trascendere l’abitudine e di assumere deliberatamente uno stato nuovo.
Coltivare il potere dell’immaginazione significa prendersi la responsabilità della propria esperienza, significa riconoscere che la realtà risponde allo stato dell’essere, significa vivere sapendo che ogni scena interiore è un atto creativo.
Il potere dell’immaginazione è il potere di abitare in anticipo la vita che si sceglie di essere.
