Chiave di lettura delle sacre scritture

Chiave di lettura delle sacre scritture, esiste ed è comune a tutte.

La chiave di lettura per comprendere le sacre scritture

Chiave di lettura delle sacre scritture

Tutte le sacre scritture (Bibbia per prima) sono scritto in chiave. E leggerle letteralmente è inutile e fuorviante! Ho affrontato approfonditamente questo argomento in “Ho’oponopono: Tutte le strade portano all’Amore”  

Le sacre scritture sono appunto “sacre”, perchè hanno la potenzialità di raggiungere tutti i livelli di comprensione. Per ottenere questo scopo è stato necessario scrivere a vari strati di significato. Dunque tutti i testi sacri, di tutte le culture del mondo, contengono al loro interno, vari livelli di profondità e quindi diversi strati di interpretazione.

Il simbolismo delle parabole riguarda la chiave di lettura delle sacre scritture

Lo stesso racconto, la medesima parabola, custodisce concetti più superficiali comprensibili ad ogni livello sociale. E concetti più profondi, meno evidenti, che nei tempi antichi erano  comprensibili solo dagli iniziati. Ossia a coloro che erano “addetti ai lavori” e sapevano come funzionavano veramente le cose. E come le pratiche lavoravano in sintonia con il meccanismo cosmico.

Inoltre tutte le scritture sono permeate di un profondo simbolismo, che fornisce agli stessi passi significati multipli.

Quando parlo di significati multipli delle sacre scritture, è un po’ come dire che “Padre nostro”, ad un livello letterale, è la frase che si usa per indicare il genitore di due fratelli. Tuttavia una lettura che si appropria di un significato più profondo, invece nella stessa frase “Padre Nostro”, riconosce il riferimento a Dio.

Quando affermiamo di “sentirci a casa”, vogliamo dire di essere entro le mura della nostra abitazione. Ma un significato più profondo e meno letterale, quando fosse utile o necessario, ci fa intendere di sentirci in pace e in armonia.

Non c’è un significato più giusto di un altro

In ogni caso il significato più profondo è corretto tanto quanto quello più immediato e superficiale. La questione è che non sempre tutti i significati sono utili allo stesso modo. Perciò è importante utilizzarli e riconoscerli in base alle contingenze.

La chiave di lettura delle sacre scritture è l’Io Sono

La chiave di lettura per raggiungere il livello di lettura meno evidente nelle sacre scritture, detto molto sinteticamente,  è quella dell” “Io sono”

… Allah, Gesù, Shiva, Krishna, Toth…. sono l’Io Sono. E tutte le guerre di cui si parla compresa la Jihad (che letteralmente significa “esercitare il massimo sforzo” guarda un po’) sono guerre interiori. Perpetrate per ristabilire l’equilibrio con le nostre zone d’ombra.  

Le nostre zone d’ombra nella chiave di lettura delle sacre scritture

Perciò è inutile continuare a portare ad esempio tutti i passi del Corano in cui si parla di lotta e di guerra, per screditare l’Islam. Perchè nella Bibbia ce ne sono altrettanti. E forse di più (leggiamola almeno una volta prima di sentenziare conto le altre scritture). In ogni caso sia nel Corano che nella Bibbia, le descrizioni di guerre e conflitti, sono semplicemente passi che invitano alla consapevolezza delle nostre zone d’ombra interiori. E che stimolano a trascenderle. Assumendosene la responsabiilità, con la consapevolezza che ogni azione verso l’Amore, è diretta dall’immensità dell’Io Sono, non dal nostro piccolo ego.  

Chiave di lettura delle sacre scritture

Tutte le strade portano all’Amore

Dunque le cosiddette “sacre scritture”, per essere comprese nella loro vera essenza e nel loro originario messaggio, hanno una chiave di lettura comune. Senza la quale risultano spesso criptiche, ostiche, contraddittorie e diffusamente incomprensibili.

Scritti mitologici

Prima di tutto è importante capire che i testi sacri sono principalmente degli scritti mitologici. Quindi non delle cronache storiche. E in quanto appunto testi sacri, hanno lo scopo di aiutarci ad evolvere e a comprendere la nostra scintilla divina. Attraverso racconti che mantengono la loro attualità, in qualunque epoca vengano letti e affrontati, se vengono interpretati e somatizzati nella loro corretta dimensione sacra ed iniziatica.

Queste scritture in sostanza, mantengono nei secoli la loro potenzialità di condurre i loro lettori ad assimilare gli strumenti più efficaci per la propria evoluzione, e per la propria crescita spirituale e il raggiungimento della consapevolezza della personale divinità interiore, così spesso dimenticata e assopita.

Non vanno presi alla lettera c’è unachiave di lettura delle sacre scritture

La prima cosa importante da tenere presente è che ogni testo sacro, in quanto racconto mitico, non deve essere preso “alla lettera”.

La modalità di lettura attraverso una chiave di lettura delle sacre scritture, comue a tutte, è molto semplice e una volta ottenuta, tutta la letteratura sacra ed esoterica del pianeta ci apparirà facile, immediata e ovvia come la fiaba di cappuccetto rosso!

Senza questa chiave decodificatrice invece rischieremo di inorridire davanti a gran parte degli scritti. E potremmo interpretare come incitazioni alla violenza e all’intolleranza molti passi, che alla loro origine hanno esattamente i concetti opposti.

Saggezza Universale

La chiave di lettura comune delle sacre scritture consiste nel modo comune a tutte le dottrine di intendere il Divino.

E’ evidente che Dio, Allah, il Tao, il Padre Eterno, la Divina Intelligenza, la Matrix, Yahweh, il Tutto, ecc… Sono sempre la stessa cosa e si rifanno tutti allo stesso concetto.

Chiave di lettura delle sacre scritture

Ma quale concetto?

Non certo quello del “Deus ex machina” o del Vecchio con una lunga barba bianca, onnipotente, un po’ iracondo e molto permaloso, che vediamo nelle vignette satiriche, e che assomiglia sorprendentemente a Babbo Natale, ma che molto ha della concezione di “Dio” che tantissimi umani hanno ormai somatizzato.

“Dio” in sintesi, in tutte le scritture, corrisponde all’indefinibile essenza originaria di Tutto, quell’essenza che io preferisco chiamare Amore, quell’Amore che, in quanto sostanza di Tutto, è anche la natura originaria dell’uomo, di cui l’uomo è parte olografica ed è ciò che l’uomo (e non solo lui) è: la Reale Identità.

Le sacre scritture sono state redatte in funzione dell’Uomo non viceversa

Dato che le “sacre scritture” sono state redatte in funzione dell’Uomo, il “Dio” di cui tutte parlano è precisamente l’Essenza Prima in funzione dell’Uomo, cioè il nostro Io Superiore. Ecco perché Gesù Cristo è Dio! Perché Gesù rappresenta esattamente il nostro Io Superiore, l’Io Sono di Mosè.

Gesù muore e resuscita e poi ascende al cielo precisamente come l’Io Superiore muore a sé stesso trascendendo l’Ego e tutti gli indottrinamenti e le credenze bloccanti che lo caratterizzano, resuscita libero dai vincoli della mente e ascende al cielo per tornare ad essere consapevolmente parte del Tutto da cui deriva.

Stessa cosa dicasi per il Buddha e il Nirvana & c.

La chiave di lettura delle sacre scritture ci parla di non andare contro Dio

Ed è esattamente questo che si intende tutte le volte che si prescrive di non andare contro “Dio”, Corano in prima poaizione (Allah): significa semplicemente non andare contro te stesso, contro la tua vera essenza, contro la tua Reale Identità, contro il tuo Io Superiore, contro l’Io Sono, contro il Divino in te!

Chiave di lettura delle sacre scritture

Non solo perché in realtà non lo puoi fare, perché la tua essenza è comunque più forte e nonostante tutti gli ostacoli dell’ego ti porterà esattamente dove ti vuole portare, ma anche perché ogni tentativo di ostacolare il “volere” della nostra Reale Identità ci condurrà solo a dolori e sofferenze.

La coscienza di Dio in ogni cosa

Il primo passo che possiamo fare verso “Dio” è renderci conto dei nostri limiti, perché la vita è “coscienza della presenza di ‘Dio’ in ogni cosa” in quanto energia primordiale originale, che è la stessa energia di cui è fatto ognuno di noi. Per giungere alla consapevolezza della nostra Reale Identità e raggiungere “Dio” esistono molteplici strade (strumenti), ma per ogni individuo ne esiste una più adatta ed è quella che apparirà più semplice da seguire ed è quella sulla quale ci dobbiamo concentrare di più.Esiste sempre un altro modo corretto per fare bene la stessa cosa ci suggeriscono gli Hawaiiani.

“Io Amo Ho-oponopono e funziona per chiunque, ma non è per tutti.”

ci ha detto Mabel Katz.

Il concetto di peccato è evidente con la chiave di lettura delle sacre scritture

Quindi andare “contro Dio” non è “peccato” è solo “stupido” (e questo riguarda molto da vicino tutto il concetto di peccato), perché è il modo più sicuro per auto infliggerci infinite sofferenze, non per punizione, ma per Legge di Causa ed Effetto, oggi più conosciuta, per lo meno in occidente, come Legge di Attrazione.

Da qui l’evidenza che l’unico peccato è “l’ignoranza”. E dall’ignoranza deriva infatti tutto il “male”, perché ciò che sembra male, non importa cosa sia, non è altro che una falsa convinzione, una mancanza di coscienza della nostra Reale Identità.

Coscienza nella chiave di lettura delle sacre scritture

In pratica ognuno di noi, in quanto parte olografica del Tutto può fare tutto, avere tutto, essere tutto, per ciò di cui ha coscienza, ma non per ciò che ignora. Pertanto fingere o cercare di essere o di raggiungere o di ottenere ciò che non si è, significa, in linguaggio “sacro”, andare contro Dio.

In sostanza noi non possiamo effettivamente ‘metterci contro Dio’ non possiamo essere ciò che non siamo, ma se ci proviamo, se ci intestardiamo ad ottenere ciò che non ci appartiene, in fatto di essenza, ne pagheremo le conseguenze materialmente, perché questa è la Legge Universale di Causa ed Effetto su cui si basa tutta l’evoluzione dell’Essere.

Non si può andare contro la propria coscienza

Nessuno può fare niente che vada in direzione contraria alla propria coscienza della propria essenza, tuttavia ciò che possiamo fare è evolvere la nostra consapevolezza, in direzione della nostra Reale Identità, e questo nel linguaggio sacro, si può tradurre con ‘avvicinarsi a Dio’. Ci avviciniamo a Dio solo riconoscendone la presenza… in noi, negli altri, nelle cose, nei fatti, nelle situazioni.

Tanto per fare un esempio: prendiamo il comandamento biblico “Non nominare il nome di Dio invano” visto in questa chiave di lettura significa semplicemente “Non andare contro ciò che tu Sei”, innanzi tutto perché non lo puoi fare, ma se ci provi scatenerai “l’ira di Dio” che ti colpirà con le sue punizioni. Cioè tu stesso (per legge universale imprescindibile) ti procurerai ostacoli tali da metterti in condizione di soffrire, perché se contrasti la tua essenza, essa che è onnipotente ti metterà in condizione di cambiare strada, finché non tornerai a riconoscerla, e queste condizioni sono precisamente quelle che noi percepiamo come dolore e sofferenza. Esiste una chiave di lettura comune a tutte le sacre scritture.

La nostra concezione di noi stessi

Il nome di Dio (o di Allah, o Krishna o il’innominabile Tao) per ognuno di noi è la nostra concezione di Noi stessi, non quella di qualcun altro, ognuno ha e deve avere la propria, perché essa corrisponde alla propria essenza (anima), non quella che qualcun altro ci ha trasmesso o vorrebbe che fosse.

Quindi ognuno non può avere una concezione reale e sincera della propria essenza invano, perché qualunque essa sia sarà quella che determinerà le nostre condizioni di esistenza.

Chiave di lettura delle sacre scritture

E’ tutto così semplice!

Per questo esiste una chiave di lettura delle sacre scritture.

Quando nel Corano per esempio si legge “Quando Allah vuole un male per un popolo, nessuno può allontanarlo”, non significa che esiste un Dio antropomorfo che volontariamente vuole il male di qualcuno, ma è semplicemente una condizione automatica determinata dall’universale Legge di Causa ed Effetto. E’ il ‘popolo’ stesso che genera il suo male e finché non riconoscerà il ‘Dio in lui’, la propria divinità intrinseca, la propria Reale Identità, provocherà solo il proprio “male” e nessuno ci può porre rimedio se non quel determinato ‘popolo’ stesso.

Io sperimento ciò che sono

L’essenza degli uomini inconsapevoli (miscredenti/infedeli) procurerà loro sofferenza, a causa del fatto che essi cercano di non seguire e quindi realizzare, la propria Reale Identità. E allo stesso modo si spiega chiaramente perché il Corano insista tanto sulla guerra ‘Santa’ (Jihad) e sulla necessità assoluta, a qualunque costo, di pentimento dei miscredenti; non si tratta di un insegnamento letterale che incita all’abuso o che giustifica la violenza in nome della conversione degli altri (ognuno può e deve sempre agire per se stesso e su sé stesso anche per eventualmente modificare gli altri), ma di una constatazione di fatti che si determina in base alle imparziali ed inevitabili leggi universali.

Ho usato l’esempio del Corano, perché è uno dei libri più difficili da interpretare e da digerire, ma anch’esso letto in chiave corretta, è un continuo incitamento alla consapevolezza e all’ Amore ed è pieno zeppo di buoni insegnamenti e consigli che, se seguiti, potranno solo dare buoni frutti.

Insegnamenti identici

Vi accorgerete come leggendo qualsiasi testo sacro con questa chiave, gli insegnamenti proposti sono tutti pressoché identici, in qualsiasi cultura e in qualsiasi tempo tali testi abbiano tratto la propria origine.

“Il Tathagata osserva se le capacità di questi esseri viventi sono sviluppate o ottuse, se essi si sforzano con diligenza o sono pigri. Poi, in relazione a ciò che essi sono in grado di udire, predica loro la legge in una innumerevole varietà di modi, così che ciascuno ne gioisca e possa trarne benefici immensi. Allorché questi esseri avranno udito la legge, godranno di pace e sicurezza nell’esistenza presente e nasceranno in circostanze favorevoli nelle successive, quando gioiranno della via e saranno di nuovo in grado di ascoltare la legge.”

Cap. V “Sutra del Loto”

Senza l’utilizzo di questa chiave di lettura delle sacre scritture, possono davvero nascere fastidiosi fraintendimenti. 

La Legge non è una scelta

La “Legge” non è qualcosa che possiamo scegliere o non scegliere di seguire, ma è qualcosa che noi non possiamo fare a meno di seguire! Se ci buttiamo dal 6° piano non possiamo decidere di non seguire la “legge di gravità” ci schianteremo al suolo sia che siamo consapevoli dell’esistenza della gravità sia che non lo siamo!

Testo tratto da “Ho’oponopono: Tutte le strade portano all’Amore”!

Il Paradiso è in Terra

“La lotta per l’immortalità è una battaglia per il dominio sui suoni e sui fantasmi che hanno in noi la loro dimora; e l’attesa del nostro “IO” di diventare RE , è quanto aspettare il MESSIA.

Il Paradiso è in Terra

La chiave di lettura delle sacre scritture mette in evidenza la Saggezza Universale

Tutto ciò che io ti ho detto si trova nei libri dei religiosi di ogni popolo: l’avvento d’un nuovo Regno, la veglia la vittoria sul corpo e la solitudine.

Eppure da codesti religiosi ci divide un abisso senza ponti. Essi credono che un giorno si avvicini. In cui i buoni entreranno in paradiso e i cattivi saranno sommersi nelle voragini dell’inferno.

Noi sappiamo che tempo verrà in cui molti si ridesteranno e verranno divisi dai dormienti.

Non esiste nè il bene nè il male

Noi sappiamo che non esiste né il bene né il male, ma soltanto il vero e il falso.

Essi credono che lo star desti sia tenere aperti i sensi, gli occhi ed eretti il corpo durante la notte, perché l’uomo possa recitare le sue preghiere. Noi sappiamo che lo star desti equivale al risveglio dell’ Io immortale di cui l’insonne stato del corpo non è che la naturale conseguenza.

Essi credono che il corpo debba venir trascurato e sia da tenersi vile perché peccaminoso. Noi sappiamo che il peccato non esiste; che il corpo è il principio con il quale dobbiamo incominciare e che noi non siamo discesi sulla terra per trasformarlo in spirito.

Lo spirito è già puro

Essi credono che occorra andare col proprio corpo in solitudine per purificare lo spirito. Noi sappiamo che innanzi tutto è il nostro spirito che deve andare in solitudine per trasfigurare il corpo.

Da te solo dipende di scegliere la tua vita – la nostra oppure la loro. A decidere dev’essere la tua libera volontà. Ti ho detto che il principio della vita è lo stesso nostro corpo. Chi sa questo potrà ad ogni istante mettersi in cammino.” Il Paradiso è in Terra!

Gustav Mayrink

Di questo tratta “Ho’oponopono: Tutte le strade portano all’Amore

Puoi trovarlo QUI

La chiave di lettura delle sacre scritture

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