Il palpito dell’Uno (1) di Angelo Bona

Il palpito dell’Uno di Angelo Bona

Il palpito dell’Uno

Il palpito dell'Uno

Il palpito dell’Uno è un libro di Angelo Bona

Innanzitutto non so dire se l’ipnosi regressiva e la canalizzazione siano operazioni reali che producono effetti attendibili. Certamente secondo la scienza ufficiale no! Tuttavia sappiamo bene che qualcosa rimane impossibile da realizzare finchè non arriva qualcuno che non lo sa e la realizza. in ogni caso per la scienza il sole girava attorno alla terra  ed è stato così per  l’opinione ufficiale fino a molti, molti anni dopo che è stato dimostrato il contrario. Certamente ora i tempi sono  cambiati, ma per certe cose sono cambiati meno di quello che ci piace pensare. 

Per cui nonostante gli ambienti scientifici accreditati ritengano  l’ipnosi regressiva e la canalizzazione attività inaccettabili, io preferisco concedere loro il beneficio del dubbio.

Cos’è Il Palpito dell’Uno

Dunque “Il palpito dell’Uno” è un libro scritto da un medico psicoterapeuta Italiano: Angelo Bona. Nato a Bologna nel 1955 dopo la laurea in Medicina e Chirurgia, si è diplomato psicoterapeuta ed è iscritto all’albo dei medici psicoterapeuti di Bologna. In seguito si è specializzato in Anestesia e Rianimazione e si è dedicato alla libera professione e alla psicoterapia individuale utilizzando l’ipnosi e l’ipnosi regressiva con i propri pazienti. Studioso della letteratura antica indiana e della cultura orientale, nel 2005 ha fondato con altri colleghi, l’A.I.I.Re., Associazione Italiana Ipnosi Regressiva di cui è Presidente. È inoltre membro dell’ A.S.C.H., American Society of Clinical Hypnosi.

Nel particolare caso trattato dal libro in oggetto, l’ipnosi regressiva praticata su un paziente/non paziente si trasforma in una canalizzazione in piena regola.

Un approccio di perplessità

In ogni caso imio approccio al testo è stato di “perplessità” in entrambe le direzioni. Infatti da un lato non mi fido ciecamente delle valutazioni della scienza (in quanto sono restia a fidarmi ciecamente di qualunque cosa), dall’altro anche questo mix ipnotico-extradimensionale non mi induceva una gran fiducia. Fino al punto in cui mi sono sentita in perfetta sintonia con tutto quanto veniva descritto. Devo ammettere che circa i metodi, la mia perplessità rimane viva anche a lettura conclusa e ripetuta (ho letto il libro tre volte). Ciò non toglie che il contenuto di questo libro sia di uno spessore estremamente elevato e i concetti espressi mi ritrovino completamente allineata ad essi.

Mi risuona

“Ho ascoltato Ram Dass, parlare a Oklahoma City qualche mese fa. Stava raccontando del suo amico disincarnato Emmanuel, canalizzato da Pat Rodegast. Un membro del pubblico gli chiese come facesse a sapere che le informazioni che riceveva da Emmanuel fossero credibili. Ram Dass allora rispose “perché sono d’accordo con lui. In che altro modo potrei saperlo?”

Paxton Robey

Secondo il mio parere quello di Ram Dass è l’unico efficace modo di valutare la veridicità delle informazioni (per lo meno le informazioni del tipo di cui ci stiamo occupando qui).

La consapevolezza del meccanismo

Sono convinta che il panorama della realtà in cui viviamo e il meccanismo che la regola  scaturisca dalla stessa consapevolezza che traspare da questo testo.

Credo che le cose intorno a noi si basino su una realtà più profonda nella quale il tempo e lo spazio perdono il senso che noi esseri umani incarnati siamo abituati ad attribuire loro.

A mio avviso questo scritto espone dei concetti perfettamente coincidenti a ciò che effettivamente la realtà delle cose è, per quanto ad un primo approccio possa sembrare  incredibile o strabiliante.

Una sintesi interessante

Dunque Angelo Bona è riuscito a sintetizzare (non mi importa niente a questo punto sapere se con o senza aiuto di Maestri più o meno disincarnati) in un unico libro, tutti i fondamenti della spiritualità umana. Comprendere ciò che c’è scritto in questo libro e somatizzarlo è ciò che permette a chiunque  di rispondere a tutte le più svariate domande esistenziali si possa porre, attraverso la consapevolezza che l’Amore vero è la soluzione di tutti i “problemi”.

Un libro illuminato

A mio avviso il libro è un libro “illuminato” e non mi interessa entrare nel merito di stabilire se altrettanto “illuminato” sia il suo autore. Per me quello che importa è il messaggio non il messaggero, sempre.

Certamente però resta indubbio che Angelo Bona sia riuscito a riassumere in un unico testo tutto quello che è necessario e sufficiente sapere  aprendo le porte all’infinito.

Da quando tutto è presente io sono qui. Non sono nato… Tu non sei nato, io non sono nato, noi siamo sempre vissuti, siamo sempre stati Essere presente, ma in una dimensione sottile… ora perseguiamo una perfezione che stiamo completando. (…)

Il palpito dell’Uno in tempi remoti

“Dunque, l’individuo non è differente dal dividuo, il simplicissimo da l’infinito, il centro da la circonferenza. Perché dunque l’infinito è tutto quello che può essere, è inmobile; perché in lui tutto è indifferente, è uno; e perché ha tutta la grandezza e perfezione che si possa oltre ed oltre avere, è massimo ed ottimo immenso.

Se il punto non differisce dal corpo, il centro da la circonferenza, il finito da l’infinito, il massimo dal minimo, sicuramente possiamo affirmare che l’Universo è tutto centro o che il centro de l’Universo è per tutto, e che la circonferenza non è in parte alcuna per quanto è differente dal centro, o pur che la circonferenza è per tutto, ma il centro non si trova in quanto che è differente da quella.

Ecco come non è impossibile, ma necessario, che l’ottimo, massimo, incomprensibile è tutto, è per tutto, è in tutto, perché, come semplice ed indivisibile, può esser tutto, essere in tutto. E cossí non è stato vanamente detto che Giove empie tutte le cose, inabita tutte le parti de l’Universo, è centro de ciò che ha l’essere, Uno in tutto e per cui Uno è tutto. Il quale, essendo tutte le cose e comprendendo tutto l’essere in sé, viene a far che ogni cosa sia in ogni cosa.
 

Giordano Bruno, De la causa, principio et Uno, Dialogo Quinto

Passi da Il Palpito dell’Uno

E‘ già tutto perfetto, qualsiasi cosa lo è in base alla consapevolezza con cui viene vissuta.

Non c’è niente di sbagliato

Non c’è niente di sbagliato, non c’è errore. (…) (La violenza) è conseguenza del libero arbitrio. E’ una scelta d’ombra a cui seguirà un insegnamento. Non esistono forme di violenza fini a se stesse come tu le intendi. Il libero arbitrio si esprime in una dimensione di bassa consapevolezza. Non puoi pensare che la violenza sia uno strumento per danneggiare il prossimo. Il prossimo sei tu stesso, non c’è alcuna differenza o separazione.

La violenza è una forma di insegnamento superiore, per poter apprendere “l’errore” che una persona può compiere quando si trova in una vibrazione di bassa materialità. Nessuno uccide il prossimo, ma annienta soltanto sè stesso e ciò avviene per evolvere. (…)

Il male non esiste

(Anche la guerra) è un’educazione d’ombra per migliaia e migliaia di persone, volta ad un’evoluzione karmica di massa. Tutto è perfetto. Se potessi estraniarti dalla tua visione terrestre, potresti ampliare la prospettiva e capire che non c’è sbaglio, ma soltanto crescita.”

“Come fa una madre che perde un figlio in guerra a pensare che ciò sia utile ad un progetto di perfezione?” Domandai. “Nessuno perde un figlio, nessuno può morire. Tu ritieni che l’Uno sia così crudele?” (…) 

L’ignoranza è mancanza di consapevolezza

“Non c’è ignoranza, c’è mancanza di consapevolezza. Noi abbiamo la capacità di conoscere il Tutto, ma non ci è dato di saperlo anzitempo, per non danneggiare la bassa materialità attraverso cui dobbiamo passare.”(…) “Mi vuoi spiegare come predisporsi ad apprendere?” “Vivi, devi essere aperto, pieno d’Amore e la gente lo percepirà”(…)

“Non c’è male. E’ la tua bassa consapevolezza che te lo fa percepire. Tutto è perfetto.” (…) E’ l’espressione di un’estrema libertà di scelta, di una responsabilità dettata dall’inconsapevolezza comunque presente nell’animo umano. (…) la nostra tendenza a separare il male dal bene, a edificare inferni e paradisi, ci sottrae dall’opportunità di percepire un Uno vivente dinamico, che evolve al suo stesso interno. (…)

Nonc’è niente da imparare

“Non c’è niente da imparare. Un solo messaggio è importante: il due non esiste, esiste solo l’Uno. (…) Vivi il presente per costruire il futuro, non cercare nel passato le risposte. (…) Quando parli con me  o con l’Uno, comunichi con te stesso.” (…) “Adotta questo unico concetto sempre attuale: l’Amore.”  

Il palpito dell'Uno

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