Emozioni negative come affrontarle …

Emozioni negative come affrontarle, facciamo insieme alcune riflessioni

Emozioni negative: indicazioni pratiche

Emozioni negative tristezza

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Premessa

Innanzi tutto teniamo presente che la emozioni negative quali rabbia, rancore, disprezzo, desiderio di vendetta, frustrazione, gelosia, ansia ecc… sono il riflesso di uno stato di tensione. Non ci si può arrabbiare se si è sufficientemente rilassati. Perciò se sei in grado di calmare abbastanza te stesso, puoi più facilmente affrontare i pensieri, le convinzioni e le credenze che si celano dietro le tue reazioni negative.

Detto questo ->

Le emozioni negative come affrontarle senza rifiutarle

Emozioni negative Rabbia Alessandro Baccacglini

La nostra cultura, a queste latitudini, ci ha insegnato a rifiutare tutto ciò che ci fa male sia fisicamente che emotivamente. 

Ci sembra di avere tutti un grande bisogno di cambiare ciò che ci fa male! Anzi più che cambiare proprio di allontanarci, eliminare ciò che ci fa male. Questo è quello che ci è stato insegnato sulle emozioni negative come affrontarle.

Questo bisogno di trasformare le cose da come sono, in come noi decidiamo che dovrebbero essere, ci priva della possibilità di entrare in contatto con la nostra interiorità che è quella che ha generato le cose come sono.

Qualunque tipo di sofferenza, dall’arrabbiatura, all’ansia, alla malattia vera e propria, viene diffusamente affrontata con questo atteggiamento!

Cavalca la tigre

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C’è un detto orientale molto emblematico che è: “Cavalcare la tigre“.

Il significato profondo è che davanti ad una tigre furiosa

  • puoi combattere e sicuramente soccomberai perchè la tigre furiosa ti sbranerà
  • puoi scappare e sicuramente soccomberai perchè la tigre furiosa ti raggiungerà e ti sbranerà

Esiste però un’altra alternativa, un’opportunità rara, preziosa e anche pericolosa. Ed è quella di saltare sul dorso della tigre, afferrare forte le sue orecchie e cavalcare la sua furia…

Così la tigre non potrà sbranarti e alla fine se sei davvero motivato e in gamba, lei si arrenderà esausta sotto di te. L’avrai domata! L’avrai resa un tuo alleato.

La tigre è la nostra mente. Una mente che ha preso il sopravvento sul suo padrone. Era nata per servirci e ora si serve di noi. È impazzita, rimane sempre accesa come una congegno in tilt che non vuole più spegnersi e non risponde più ai comandi. È una tigre impazzita: se la fronteggi ti sbrana, se scappi hai perso per sempre il tuo potere…

Come si cavalca la Tigre

L’unica alternativa saggia è cavalcarla! E come si cavalca la Tigre?
Utilizzandola al meglio! Con la costante consapevolezza che stai domando una tigre furiosa.

Quando i colonizzatori occidentali arrivarono in Cina molto velocemente tradussero il termine “zen” con “meditazione“, cioè “soffermarsi a pensare“.
Avessero guardato il dito e non la luna, avrebbero capito che zen è esattamente il contrario.

Molto tempo fa, Cartesio disse: “Penso dunque sono”.
Qui comincia la filosofia. Ma se non state pensando, che cosa succede?
Qui comincia la pratica zen.

maestro Zen Sueng Sahn

Lo Zen è assenza di pensiero ed è una rivoluzione per la cultura occidentale che ha basato tutta la sua crescita spirituale sul pensiero. Ma è l’unica rivoluzione possibile, non intendendo con questo termine la sovversione dell’ordine costituito, ma, al contrario, volendo indicare con il riferimento all’etimologia stessa del termine, il moto di un corpo che torna alla sua origine.

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Tante vite migliori fanno un mondo migliore

L’origine è il silenzio. Chi torna all’origine, al silenzio userà le parole con più saggezza. Chi usa le parole con più saggezza crea intorno a sé una vita migliore. Tante vite migliori fanno un mondo migliore.

Lo Zen è rivoluzione. Ma Zen non significa rasarsi la testa, indossare kimono e scomodi zori in legno e mettersi a canticchiare litanie giapponesi di secoli fa con accento milanese, magari nello stesso ritaglio di tempo dopolavoristico che il nonno usava per giocare a bocce.
Con Zen intendo uno stato dell’Essere, una “presenza“, anzi un'”assenza“.

D’altronde di Dio si può dire solo che non è (e questo forse genera l’equivoco dell’ateismo). Non lo si potrebbe neanche nominare invano, proprio per evitare di fare quella caricatura antropomorfa, che invece abbiamo creato col dio persona, di un’esperienza che è impersonale. Un’esperienza in cui non c’è tu e non c’è io, ma solo una pienezza, un Uno che si esprime in molteplici forme. Così tante da dover stare attenti ai paradossi e rifuggire le trappole del linguaggio.

La balena impazzita

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Come nella storia di Maui e la balena impazzita:

Tanto tempo fa in Polinesia, molto ma molto prima del capitano Cook, dopo molto tempo di pratiche e di esperienza al fianco del fratello maggiore Maui, uno dei suoi numerosi fratelli decise che aveva raggiunto il suo obiettivo. Si sentiva uno con il Tutto, completamente realizzato ed allineato con il divino.

Quando chiese conferma a Maui se il suo sentire corrispondesse a verità, egli gli rispose che il suo percorso di duro lavoro aveva portato il risultato sperato: aveva raggiunto la consapevolezza tanto ricercata.

Inebriato dalla sensazione unica che provava, il ragazzo decise di abbondare l’isola e confrontarsi con il mondo.

Salì su una canoa a bilanciere ed iniziò a remare verso il largo. Dopo essersi, di poco, allontanato dall’isola, incontrò alcuni pescatori che, visibilmente preoccupati, stavano fuggendo da qualcosa che li spaventava.

Uno di essi, si rivolse concitato al fratello di Maui: “Scappa via: c’è una balena impazzita che si abbatte su tutte le barche distruggendole!”

Il ragazzo sorrise. “Oramai”, pensò, “io sono Uno con il Tutto e tutto è Uno con me. E se io sono Uno con il Tutto, lo sono anche con la balena, quindi lei non potrà farmi nulla … come potrei mai farmi male da solo?” Non fece neppure in tempo a finire di formulare completamente i suoi pensieri che una gigantesca balena gli si parò dinanzi minacciosa e, con la sua gigantesca, mole si gettò sulla canoa del malcapitato. L’impatto fu terribile e devastante: il ragazzo fu catapultato fuori dalla sua canoa, ma non prima di aver ricevuto un colpo poderoso dalla massiccia creatura.

Ridestandosi qualche tempo dopo in pieno oceano, si accorse di essere pesto e malconcio, oltre ad perso la sua canoa.

Questa situazione gli provocò una terribile rabbia. Maui lo aveva imbrogliato! Tanti discorsi e pratiche sull’essere Uno con il Tutto e guarda un po’ com’ era finita! Deciso a voler chiarire la questione con suo fratello maggiore, ritornò a nuoto sull’isola. Arrivato da Maui, in tono visibilmente irritato e recriminante, gli raccontò l’accaduto. Con sua grande sorpresa, anziché scusarsi, Maui scoppiò in una fragorosa risata. Rise profondamente e di gusto, a pieni polmoni, e quando si fu calmato assunse un tono a metà tra il beffardo ed il severo e disse: “Tu, ragazzo, sei tre volte stolto! È vero che sei Uno con il Tutto e tutto é Uno con te. Certo, è vero che sei Uno anche con la balena. Ma eri Uno anche con il pescatore che ti ha detto di scappare dalla balena! Perché non lo hai ascoltato?”

… E noi sappiamo che questa storia è vera, perché il più delle volte pensiamo di essere Uno con ciò che è più grande e distante da noi, dimenticandoci di esserlo anche con ciò che si trova al nostro fianco.

Quindi cavalchiamo la tigre finché non si stanca, ma andiamo oltre le parole e non facciamoci fracassare le ossa per equivoco.

Accettiamo la manifestazione delle emozioni negative

Quando rivolgiamo la nostra attenzione presente alle nostre emozioni negative, osservandole e accettandone la manifestazione, con tutte le motivazioni che le hanno causate, assumendocene la totale responsabilità, possiamo finalmente decidere coscientemente di lasciarle evaporare.

Quello che dobbiamo fare è osservare ciò che sta accadendo, ciò che stiamo provando, senza smettere di essere consapevoli di noi stessi che stiamo vivendo tutto questo, in questo preciso momento!

Ci accorgiamo indubitabilmente della differenza che c’è tra chi Siamo e il tumulto che ci sta attraversando… noi non siamo quel tumulto, e quindi possiamo dissociarcene e osservarlo fluire via.

Scegliere come reagire

Nella più grande maggioranza dei casi non abbiamo il potere di scegliere cosa provare, ma tutti invariabilmente abbiamo il potere di scegliere come reagire a ciò che proviamo, se lasciarci trasportare dall’uragano identificandoci con esso o osservarlo passare sapendo che noi siamo altro!

Quando questa intenzione, basata sulla consapevolezza che l’emozione c’è e ha fatto la sua parte, si realizza, ciò che resta è semplicemente quello che E’: Amore puro!

Ci accorgiamo che la rabbia, il rancore, la frustrazione… hanno lasciato il posto ad una compassione amorevole che produce una totale accettazione di noi stessi, anche con la nostra propensione a provare e manifestare emozioni negative!

Questo processo ci conduce a recuperare la nostra serenità e a salvaguardarci da effetti negativi che le emozioni basse non consapevoli inevitabilmente producono!

Emozioni negative: piombo da trasformare in oro

Quindi è nella presenza  (essere presenti a se stessi) durante la sofferenza che avviene il lavoro efficace. Trovare la forza di accettare la propria sofferenza, restarci dentro e osservarla, ascoltarla, comprenderla anche senza capirla. Solo da qui saremo in grado di trasmutarla efficacemente, di superarla definitivamente cogliendone la portata evolutiva.

Quando siamo capaci di portare a termine questa operazione permettiamo alla nostra vibrazione di elevarsi tanto da trasformare il piombo (dolore e negatività) in oro (consapevolezza ed espansione).

Le nostre paure sono molto più numerose dei pericoli concreti che corriamo. Soffriamo molto di più per la nostra immaginazione che per la realtà.

Seneca

La prospettiva animica

Quando soffro (e ribadisco che non è l’unica via, ma se l’ho imboccata significa che non sono ancora riuscito a vedere la strada della gioia) significa che dalla prospettiva animica la mia intenzione è quella di sviluppare una mia caratteristica.

Se soffro però significa che quella mia caratteristica,  per ora è realizzata a livello basso, è ancora un “difetto”. Una caratteristica che potenzialmente sarà una qualità, ma che ora non è ancora sviluppata e si mostra come un “difetto”, un embrione di un possibile “pregio”.

Se io sono una persona altruista e compassionevole significa che quella mia caratteristica è già ampia, è già sviluppata. Ma se io sono intollerante ed egoista e questo mi fa soffrire, significa che quell’intolleranza che provo, mi sta mostrando qualcosa su cui è possibile lavorare per espandere l’Amore che Sono.

Ogni difetto è una qualità potenziale!

Ogni sofferenza è una gioia da sviluppare!

Dunque le emozioni negative sono un segnale, che possiamo cogliere solo se ci accorgiamo di essere altro da loro e ci diamo l’opportunità di osservarle e di riconoscerle, per ciò che davvero sono: un’opportunità di espansione dell’Amore che Siamo!

Emozioni negative come affrontarle dalla medicina tradizionale

La medicina tradizionale ci dice di

  • togliere
  • asportare
  • eliminare i sintomi

Abbiamo bisogno di eliminare, di trasformare ciò che non sappiamo gestire.

La paura

conoscerla per conosecere le emozioni negative come affrontarle

E ciò che non sappiamo gestire di solito è quello di cui abbiamo paura!

Ma la paura vera non è altro che il timore di se stessi, di essere chi siamo, di cogliere l’opportunità di far venire fuori il nostro vero Io, di sperimentare liberamente il riflesso che la nostra interiorità ci invia, con lo scopo preciso di mostrarci la strada per Ri-Conoscerci

Ogni volta che respingiamo e quindi non accettiamo le emozioni negative (ma questo vale anche per ogni volta che non sappiamo godere delle emozioni positive), ci stiamo allontanando dalla possibilità di vedere chi siamo.

Se accade è perchè ci serve

Cerchiamo e percorriamo una strada per allontanarci da qualcosa che invece ci sta cercando, perchè ha qualcosa di ben preciso da mostrarci.  Ma, credo qualcuno lo abbia già detto, non si può fuggire da se stessi!

Qualche consiglio pratico sulle emozioni negative come affrontarle

Perciò… cosa fare praticamente?

Sopraggiunge un’emozione negativa:

  • Innanzitutto me ne accorgo, mi rendo conto di sperimentare un’emozione negativa
  • Invece di sfuggirla, l’accetto… Imponendomi di calmarmi e respirare profondamente
  • Inspiro calma, espiro gioia (e lo faccio anche forzatamente sorridendo)
  • Così facendo entro in me stesso e guardo l’emozione negativa
  • E a questo punto ci parlo

​Ciao rabbia… so che sei riferita a  questa persona (o a questa situazione ecc…) ti vedo. Puoi restare con me il tempo che serve, non ho intenzione di combatterti. Ti accetto. Quando avrai concluso la tua missione per farmi comprendere quello che devo imparare potrai andartene nel modo che ti va meglio. ScusaGrazie​TiAmo!

​Che assurdità parlare con le proprie emozioni….

Ma non è invece molto più assurdo farsi sovrastare da esse, senza nessun controllo nella gestione di noi stessi?

Facciamo continuamente la stessa cosa e non la riteniamo per niente assurda

In realtà, se ci facciamo caso, noi tutti (quasi tutti), parliamo in continuazione con noi stessi. Quel chiacchericcio continuo sempre presente nella nostra mente che quotidianamente ci accompagna, che altro è se non un dialogo interiore tra me e me? E nel farlo non ci sentiamo per niente assurdi! Allora perchè non farlo consapevolmente e soprattutto in modo efficace per il nostro benessere vero?

Disidentificarsi dal corpo di dolore è portare la presenza nel dolore e trasmutarlo. Disidentificarsi dal pensiero è essere l’osservatore silenzioso dei propri pensieri e comportamenti, specialmente degli schemi ripetitivi della mente e dei ruoli che gioca l’ego. Se smettete di sostenere l’identità, la mente perde la sua qualità compulsiva, che fondamentalmente è la compulsione a giudicare, e quindi a resistere a ciò che è, il che crea conflitto, dramma, e nuovo dolore. Infatti il momento in cui il giudizio si ferma, grazie all’accettazione di ciò che è, siete liberi dalla mente. Avete fatto spazio per l’Amore, la gioia, la pace.

Eckart Tolle
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Dissociarmi dal “problema” è già guarigione

Renderci consapevolmente conto d​ell’insorgere di un’emozione negativa, qualunque essa sia, rabbia, rancore, paura, tristezza, gelosia, ansia, angoscia, prima di tutto ci pone su un livello diverso da essa.

Se possiamo vederla , se possiamo accorgerci di lei significa che noi non siamo lei.

Il fatto di dissociarmi dal “problema” è già guarigione (provare per sapere!)

Il prossimo passo

L’accettazione di ciò che è, e quindi della presenza dell’emozione ancorchè negativa, è il secondo passo.

Le nostre angosce derivano tutt​e dal non accettare, non voler sentire ciò che stiamo sentendo.

La fuga è il vero nemico!

Perciò, sorridi, accetta la tua emozione, parlaci consapevolmente ScusaGrazieTiAmo, ScusaGrazieTiAmo, ScusaGrazieTiAmo, ScusaGrazieTiAmo…, siile presente! Consapevolmente presente, con gratitudine.

​Per concludere un esercizio pratico per le emozioni negative come affrontarle

​Gli stati psichici negativi, come il dispiacere, la tristezza, la rabbia, lo scoraggiamento, sono prodotti da impurità che si sono lasciate entrare in se stessi.

Essi turbano l’organismo psichico, così come un veleno o altre sostanze tossiche turbano l’organismo fisico.

Per porre rimedio a tali stati, potete guardare per esempio, l’acqua scorrere.

Che si tratti di

  • una sorgente
  • un torrente
  • un ruscello
  • una cascata
  • una fontana
  • o al limite di un rubinetto aperto,

la vista dell’acqua che scorre, libera il plesso solare, poiché essa è l’immagine del perpetuo rinnovamento della vita.

Ovviamente in città, ma anche in campagna, non si incontrano tutti i giorni sorgenti e cascate.

Allora aprite un rubinetto!

E’ meno poetico. Ma anche questo può essere efficace.

L’essenziale è che impariate a concentrarvi sull’acqua che scorre, pensando che essa porti via con sé tutto ciò che si oppone a far zampillare la vita in voi.​

Omraam M​. Aïvanhov emozioni negative

Libaeramente tratto dal pensiero di ​Omraam M​. Aïvanhov

 Leggi anche: Essere Pace per avere la Pace

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Emozioni negative come affrontarle

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% Commenti (8)

Grazie ❤ , ho trovato questo post è questi suggerimenti illuminanti.
L’universo mi ha mandato la risposta giusta!
Un abbraccio
Paola

Ci sto provando da quando ho letto i tuoi libri, cioè da Natale , prendo tutto e leggo tutto, xò finché sono in casa trovo tutto facile, come mi trovo in una certa situazione mi assale la stanchezza fisica e mentale poi torno a casa e ricomincio. Rosanna

Grazie mi sono sentita più serena mentre leggevo questo articolo e gli esercizi indicati…. Ti amo, mi dispiace, perdonami, grazie… Grazie… Grazie

Grazie Giovanna, ci proverò

Sergio Carta Mantiglia

Grazie Giovanna i tuoi articoli sono un indicazione molto importante da seguire.Grazie Ti amo

Grazie Giovanna sei sempre di grande aiuto e sostegno un abbraccio e ci proverò mi dispiace perdonami grazie ti amo

Ciao Giovanna, ti dico semplicemente grazie di esistere, e mi sento fortunata ad averti incontrata. Finora non ho dato molta attenzione alle tue mail, distrattamente le leggevo e non integralmente, ma ora sono consapevole che sono dei preziosi tesori che elargisci generosamente! Grazie, ti amo! ♡♡♡

MASSIMILIANO MONACO

grazie infinite!!! mi risuona tutto e ho spunti di crescita e di condivisione con altri Esseri a me cari !

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