Gesu il Cristo: 2 prospettive diverse … o no?

Gesu il Cristo: Il Cristo non è Gesù, anche se Gesù è il Cristo.

Gesu il Cristo

Gesù il Cristo
Gesu il Cristo

Cristo è un termine greco che è la traduzione dell’aggettivo ebraico “Mashiyach” (Messia) che significa l’unto, il consacrato, in quanto i re, i sacerdoti e i profeti venivano consacrati tramite l’unzione con olio (Esodo 40:14-15; 1 Re 9:15-16; 2 Re 9:1-3).

“Cristo” come aggettivo divino attribuito a Gesù Nazzareno (Gesu il Cristo) in qualità di Figlio di Dio, è divenuto la caratteristica sulla quale si è sviluppata la religione cristiana e da cui ha appunto preso il nome il Cristianesimo

Cristo (che significa il consacrato come Gesù significa Il Salvatore) è divenuto un concetto potente che appartiene ed è parte di ogni essere umano. Ogni Uomo è il Cristo e potenzialmente ne veicola la forza e l’energia.

“Le parole che Io vi dico, non le dico di Mio; ma il Padre che dimora in Me, fa le opere Sue. CredeteMi che Io sono nel Padre e che il Padre è in Me; se no, credete a cagion di quelle opere stesse” (Giovanni 14:10-11).

Gesu il Cristo come nostro genitore divino

Il più grande insegnamento che abbia mai potuto essere dato ai popoli di questo mondo, chiamato Terra, è che in voi ci sono due genitori. Ci sono i genitori della vostra componente biologica, i vostri genitori genetici. Essi vi danno la vita, la tendenza ad attivare quello che è chiamato il vostro ambiente secondo le qualità innate del vostro DNA, i vostri geni. Questo è uno dei genitori, è il genitore umano, il genitore del corpo.

Ma avete un genitore più grande, e quel genitore è il Punto Zero, quello che è chiamato Dio creato dal Vuoto. Ed esso dice che siamo qui per rendere conosciuto lo sconosciuto, e che il corpo è soltanto un vestito, e il cervello un computer, e ci servono per creare dal Vuoto collassando l’energia nella realtà delle particelle.

Siete stati esseri umani per 10 milioni e mezzo di anni, e la vostra trappola è il vostro corpo emozionale e il corpo della vostra sensualità. Questo dunque dice che avete due genitori: uno divino e uno genetico. Il patrimonio genetico vi dà il corpo e la tendenza della personalità. Dio vi dà lo Spirito Santo e un’anima, ciò che è sempre esistito, ciò che in realtà siamo.

Impara ad essere l’Osservatore e nell’essere l’Osservatore non proverai nulla, poiché nel non provare nulla c’è il riconoscimento che l’Osservatore è esattamente ciò che siete.

Quando si è privi di emozioni, si è quella che è chiamata beatitudine, perciò si è legittimi eredi del Dio realizzato nella vita che si chiama Cristo e, la maestria di questo viaggio, consiste nel divenire quell’epica.

E quando si comprende che le emozioni devono essere sperimentate soltanto quando Dio si manifesta nella vita, e che il corpo attiva quella vita per avere un’esperienza sensuale, soltanto allora si hanno le emozioni pari al paradigma della mente. Quando capiamo ciò, siamo maestri risvegliati e il viaggio verso la condizione di Cristo non è che a un soffio di distanza.

Il più grande insegnamento è: RICONOSCERE DIO IN TE STESSO

Non è: riconosci Cristo come unico figlio di Dio. Sarebbe assurdo.

Qualunque essere dotato di mediocre intelletto sarebbe in grado di capire che c’è sicuramente un errore nei testi religiosi, e che Dio non ha avuto soltanto un figlio, ma che ogni figlio è Dio, e che Cristo è solo ciò che è detto un paradigma che afferma che quando agiamo e viviamo secondo il Dio interiore piuttosto che secondo la personalità interiore, allora siamo e possiamo asserire di essere figli e figlie del Dio vivente, e che è questo il Dio che compie i miracoli.

Ed è per imparare a diventare quel Dio che voi siete qui in questa scuola.

Quindi la buona notizia è che voi tutti siete i discendenti del Punto Zero

Ramtha
Gesù il Cristo
Gesu il Cristo

Gesu il Cristo interiore

  • Io sono la via la verità e la vita
  • Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me
  • Non avrai altro Dio all’infuori di me
  • Chiunque è per la verità ascolta la mia voce

Sono tutte frasi che hanno come soggetto il Cristo interiore.

Tuttavia il Dio antropomorfo, per quanto superato e antico, è ancora considerato reale da molti e ancora tante persone continuano a cercare la via e la verità in qualcosa là fuori, per quanto sovrumano e mistico.

Queste affermazioni sono tutte emesse dalla prospettiva dell’assoluto, della onnipresente e onnisciente Coscienza, che è ciò che ognuno di noi è. Questo è “Il Cristo” che Gesu il Cristo rappresenta per ognuno di noi.

Gesu il Cristo (ma allo stesso modo Buddha, Krishna, Osiride, Mitra, Toth, Melkisedek…) è una rappresentazione impersonale della nostra essenza sovrapersonale (Aumakua in Ho’oponopono). Le parole e gli insegnamenti delle dottrine differiscono nella forma, ma non nella sostanza.

«Mitra, Apollo, Artù, Gesu il Cristo… chiamalo come vuoi» dissi io. «Che importa come gli uomini chiamano la luce? È sempre la stessa luce, di cui gli uomini devono vivere o morire. Io so solo che Dio è la sorgente di tutta la luce che ha illuminato il mondo, e che il suo fine attraversa il mondo e ognuno di noi come un grande fiume, e noi non possiamo fermarlo o deviarlo, possiamo solo bere a quel fiume finché siamo in vita, affidargli il nostro corpo quando moriamo».

Mary Stewart
Gesù il Cristo
Gesu il Cristo

Gesu il Cristo è il divino in me (Aumakua)

Gesù ha condiviso con il mondo proprio questo concetto invitando chi lo ascolta ad avere immensa fede in se stessi, perché ognuno di noi è il più Grande Maestro per se stesso

“In verità, in verità vi dico: anche chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi, perché io vado al Padre.”

Giovanni 14:12

”Conoscete la Verità ed essa vi renderà liberi!”

Giovanni, 8:23

Quando ci si relaziona con il Gesu il Cristo non stiamo interagendo con “Gesù Nazzareno”, ma nemmeno con Gesu il Cristo inteso come un essere altro da noi a cui dobbiamo obbedienza e sottomissione o reverenza e ammirazione.

La relazione con Gesu il Cristo è una profonda e potente relazione con sè stessi. E in questo caso sì la personalità è bene che sia sottomessa ed obbediente al Cristo, la parte più potente e reale di noi stessi.

Pensare di relazionarsi con “Gesù Nazzareno” può risultare fuorviante, perchè ci porta fuori da noi, fuori dal nostro centro, lontani dall’unico vero, reale e potente Cristo: noi stessi.

“Allora se qualcuno vi dirà: Ecco, il Cristo è qui, o: È là, non ci credete…”

Matteo 24,23

Il messaggio di Gesu il Cristo

Comunque sia andata la vicenda storica di Gesù Nazareno figlio del Padre (bar Abba), essa, sviluppatasi e assestatasi lungo 2 millenni, esprime un’etica e dei valori che possono essere salvifici per l’essere umano sia che tale salvezza (Yeshua) sia intesa in senso Messianico qui ed ora nell’esistenza terrena incarnata, sia che la si voglia intendere in senso mistico come “salvezza dell’Anima” ossia istruzioni per raggiungere il riconoscimento di se stessi percorrendo la via della gioia.

Naturalmente le due figure di Gesù, Yeshua Cristo il Re condottiero e Yeshua bar Abba (figlio del Padre) il predicatore sacerdote, portano con sè una dualità evidente, ma anche contemporaneamente interessante: violenza e non violenza, universalismo ed esclusivismo razziale, rispetto della Torah e indifferenza della legge. Tuttavia al di là di queste incongruenze o dualità il messaggio di Gesù è comunque caratterizzato da un’essenzialità che fa dell’insegnamento di Gesù un precetto universale sempre attuale.

Il concetto di resurrezione

L’attuale dottrina cristiana ruota tutta attorno al concetto di resurrezione che durante i 20 secoli dell’evoluzione del Cristianesimo ha assunto le connotazioni che ha. Il concetto di resurrezione che viene affrontato solo superficialmente nel vangelo di Marco (nella versione primitiva è quasi assente) ed è del tutto assente nella letteratura gnostica e apocrifa, è comunque già ben presente nella dottrina elaborata da San Paolo e certamente presente negli altri tre vangeli e in tutto il Nuovo Testamento.  

E’ convinzione abbastanza diffusa che sia stato San Paolo ad inventare la dottrina di redenzione ed espiazione che poggia sulla resurrezione, articolando l’insegnamento secondo cui Gesù è morto tra le sofferenze per espiare i peccati del mondo. Questa concezione è plausibile sia tutta opera di San Paolo, derivante dalla sua personalità (la colpa di essere stato un persecutore poi pentito) in quanto non trova precedenti in nessuna cultura. Da qui poi fu articolato anche il principio della Trinità anche se in Paolo trova solo i fondamenti e non la sintesi vera e propria, che si è sviluppata in seguito ad opera dei “Padri della Chiesa”.

Infatti il simbolo del cristianesimo in base a ciò su cui si mette maggior peso, non è la resurrezione e la gloria della salvezza, ma la morte e la sofferenza, tant’è vero che il simbolo del cristianesimo è il crocifisso. Questo concorre a sminuire il significato iniziatico della resurrezione stessa. La resurrezione come rinascita nella consapevolezza  della nostra natura profonda e la comprensione del ruolo illusorio, limitato e transitorio della personalità, rimane un concetto nascosto ai più.  

Tuttavia questo è il messaggio vero veicolato dalla resurrezione di Gesù il Cristo Figlio di Dio, concetto che accomuna la dottrina cristiana a molte filosofie orientali da cui la dottrina Cristiana evidentemente deriva con il loro concetto di illuminazione.

Del resto come tutte le sacre scritture anche i racconti evangelici hanno vari livelli di lettura per consentire lo spunto di riflessione più adatto ad ogni livello. Strati di lettura e di comprensione quindi che vanno da quello puramente aneddotico e superficiale, adatto alle menti semplici, a quello simbolico e profondo, usufruibile da coloro che sono ispirati a guardare oltre ciò che i loro occhi propongono.  

Il viaggio proposto da Gesu il Cristo

Per quanto  i vangeli canonici (data la modalità interessata e direzionata con cui sono stati redatti e rielaborati nei secoli) sorvolino sulla profondità dell’atteggiamento, unendo nella nostra ricerca di conoscenza gli altri testi evangelici che ci sono giunti, possiamo ricavare molto chiaramente che Gesu il Cristo Figlio di Dio nella sua totalità, propone un viaggio che ha in primo piano la sostanza spirituale e non dà invece gran peso alla forma rituale, alla pratica anche ancestrale, ma ormai svuotata di senso.

Gesù il Cristo Figlio del Padre propone la via per  riconoscere il sistema di verità anziché basarsi sulla verità di sistema. E per veicolare questo insegnamento cammina completamente le sue parole non abbassandosi mai a nessun compromesso, non facendosi mai influenzare dalla convenienza, dal timore, dall’interesse personale.

Gesù non ha paura di niente e di nessuno e nulla può fermare il suo avanzare, senza bisogno di ipocrisie diplomatiche, strategie o compromessi appunto.  Lui è talmente sicuro di sé e di ciò che sa e che divulga, che non ha alcun bisogno di difendersi, tanto che la sua completa vulnerabilità lo rende inattaccabile.

La pace del cuore e la tranquillità dell’agire diventano le sue caratteristiche più trainanti. La sua docile arrendevolezza testimonia la forza di chi è oltre le fragilità umana, oltre il meschino bisogno di potere e di approvazione. Di chi ha scoperto l’illusorietà della materia e quindi di qualunque bisogno umano, di chi ha compreso quale sia davvero l’essenzialità della vita, della verità e dello spirito, e solo a quella si rivolge a prescindere da ciò che gli accade attorno.

Il discorso della montagna di Gesu il Cristo

Il famoso  discorso della montagna, innalza valori come  l’umiltà, l’onestà, la purezza di cuore e l’integrità delle intenzioni, anche attraverso l’Amore incommensurabile per la Natura  che è il riflesso della Potenza Creatrice. L’autorità spirituale è l’unica autorità riconosciuta e riconoscibile e Gesù non teme di esporsi (contro anche i potenti sacerdoti del tempio)  per sostenere questa sua consapevolezza.

Non si fa guidare dai luoghi comuni, condanna l’attaccamento (qualunque tipo di attaccamento) utilizzando la metafora della ricchezza, modalità che potrebbe procurargli non pochi fastidi e ulteriori nemici. Ma questo non è un suo problema.

Il suo obiettivo è quello di condividere la consapevolezza e lo fa nel modo che ritiene di volta in volta più efficace, senza curarsi delle possibili conseguenze nella sfera della molteplicità. Esprime chiaramente il suo ideale di uguaglianza e di equità in  modo inequivocabile e definitivo, pur attirandosi le ire della società del suo tempo (e di ogni tempo).

Il processo intellettuale e dottrinale che ha condotto alla delineazione della figura  di Gesu il Cristo Figlio di Dio, è intervenuta a più fattori anche attraverso un’azione ispirata illuminante che conduce ad un futuro che non si è ancor realizzato, in una visione sempre attuale, qualsiasi sia la prospettiva temporale da cui la si guarda. L’altezza e la qualità del valore etico sono incommensurabili per ogni tempo.  

Ma Gesu il Cristo Figlio di Dio è davvero vissuto sulla Terra?

Questo Gesù con questo livello di saggezza e consapevolezza non può che andare incontro a qualunque “destino” volontariamente e a testa alta completamente al di là del fatto che storicamente sia vissuto o meno!   L’autenticità del messaggio non dipende dalle prove  filologiche, archeologiche e storiografiche che possano determinare o meno la reale storicità di Gesu il Cristo (ad oggi ancora impossibile da provare o da negare), ma dalla verità intrinseca del messaggio che si coglie dalla dottrina cristiana integrata alla letteratura comparsa dal nulla nei deserti medio orientali a metà del secolo scorso, che riequilibra tutto il messaggio.

Perché il messaggio non è vero se corrisponde fuori a determinate caratteristiche, è vero se risuona dentro.

La ricerca,  l’analisi storico critica, il confronto, lo studio aiutano a riconoscere le menzogne e gli stratagemmi messi in atto e permettono di ampliare la visione, ma la saggezza interiore che ne deriva è decisamente oltre tutto questo.

Gesu il Cristo che ci propone una visione senza tempo, adatta ad ogni spazio, storicamente può non aver mai calcato le vie di questo pianeta, ma il suo messaggio efficace, potente e risolutivo è comunque giunto fino a noi e funziona. Questo è il vero valore della verità contenuta nella dottrina. L’ispirazione precede e segue l’osservazione. Gesu il Cristo esiste in base a quanto il suo insegnamento è reale ed efficace per l’emancipazione spirituale e coscienziale dell’essere umano.  

Riconosciti in Gesu il Cristo

Il Cristo si palesa in ognuno di noi quando siamo allineati con noi stessi, quando siamo in armonia con le Leggi Naturali. L’energia Cristica cosiddetta è qualcosa che appartiene ad ogni individuo e ogni individuo la calibra al meglio su di sé e sulle sue potenzialità.

Tu sei Dio. Tu sei il Cristo: riconosciti! Questo è il tuo compito, questa è la tua missione sulla Terra!

Gesù il Cristo
Gesu il Cristo

Naturalmente finchè non ti sei riconosciuto… non lo sei!

Gesu il Cristo dentro di me

Più il percorso avanza, più si fa solitario. Individuale. La trasformazione del nostro livello di coscienza che si accompagna al procedere della realizzazione del Sé porta sempre più alla luce l’immagine di Dio in noi e il bisogno di essere guidati da essa, e da essa soltanto.

È come un cambio di direzione. Il praticante che all’inizio proiettava il proprio Sé su figure esterne di guide, insegnanti e maestri, sente sempre più l’esigenza di ritirare tali proiezioni e di aderire al proprio Centro. Allo stesso modo le ombre che venivano proiettate sulle altre persone e sui grandi eventi di portata mondiale, vengono riconosciute come la propria oscurità personale.

Questo è “prendere la propria Croce“: portare sulle proprie spalle soltanto, il peso di tutta la luce e di tutta l’ombra del mondo. Come un corpo celeste il nucleo del Sé, man mano che viene nutrito dall’attenzione che rivolgiamo dentro di noi, aumenta la propria massa e con essa il proprio potere di attrazione gravitazionale.

Come un Sole che sorge dall’interno, il Cristo Interiore attrae sempre più verso di sé ogni attenzione, ogni pensiero, ogni ascolto. Il nostro campo energetico si concentra verso il nucleo e solo di conseguenza, come accade nelle reazioni termo-nucleari che increspano la superficie del Sole, esso sprigiona luce e si espande verso l’esterno.

Lo scopo però non è più agire sull’esterno, ma manifestare la verità di ciò che è all’interno. I tempi confusi che viviamo ci aiutano a fare questo.

L’esercizio è quello di non aderire a ciò che all’esterno richiama la nostra attenzione. Né in negativo, sotto forma di eventi paurosi e catastrofici, né in positivo, sotto forma di grandiosi eventi di salvezza.

Osservare senza farsi trascinare. Si tratta di restare dentro di sé e di non chiedere ad altri di dissolvere i nostri dubbi. Restare fermi nell’attesa consapevole di una risposta che verrà da dentro. “Sentirete poi parlare di guerre e di rumori di guerre. Guardate di non allarmarvi…”-Mt 24, 6 “Allora se qualcuno vi dirà: Ecco, il Cristo è qui, o: È là, non ci credete…”-Mt 24, 23

Alessandro Baccaglini
Ientità del sè

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% Commenti (53)

Cara Giovanna, questo è un articolo molto interessante senza nulla togliere agli altri. Qui scrivi e confermi che Dio è uno solo e noi siamo tutti figli suoi insieme a Gesù naturalmente. Ma perché allora alcuni gruppi di persone incita gli altri di credere ad un’altro Dio diverso, creando conflitti interiori e invitandoli all’odio???

Credo che la risposta sia: inconsapevolezza

Ama il prossimo tuo come te stesso, forse la la parola chiave e proprio l’amore.
Allora comprenderemo anche Dio e Gesu…e magari attraverso l’amore ol mondo sarà migliore.

Su questo non c’è ombra di dubbio cara Federica ❤️

Il Cristo interiore, certamente! Conosci te stesso e troverai la Verità e la liberazione…..

Già! tutte le dottrine insistono su questo punto ❤️

Ogni figlio è Dio… Tutto è uno…
Grazie Giovanna per questo bellissimo articolo.

Grazie a te Rosellina di esserci sempre

Si tutto condivisibile… A ma piace inoltre pensare che Gesù Cristo è anche una presenza che si può pregare al di fuori di noi visto quanto siamo immersi nella dualità della vita. Una presenza che c è e ci sintonizza con il Cristo in noi…. Per essere uno in Cristo e quindi salvi.
Buona giornata

Anche questa è una consapevolezza comune a molte dottrine. Il Dalai Lama l’ha ripetuto spesso. ❤️

Grazie Giovanna per voler affrontare questo argomento che seppur ancestrale, ancora oggi non sempre si da la giusta considerazione perché fuorviati da tanti preconcetti. Dio è luce! L’amore più grande che Dio abbia potuto donarci è il libero arbitrio, sembra assurdo ma è la forma di Amore più grande. In ogni religione o forma di pensiero l’Amore è la sola chiave per trovare l’equilibrio con Dio, con noi stessi che siamo luce.
Un abbraccio di luce Giovanna

❤️❤️❤️ Grazie Luisella per questa bellissima considerazione

Tutto è stato creato a sua immagine e somiglianza. L’essere Perfetto è l’essere umano . Infatti Gesù Cristo Dio fatto uomo sulla terra è venuto per indicare la via la verità e la vita . Nessuno viene al padre se non per mezzo di Me ,Gesù dice. Se avete visto Gesù e creduto in Lui avete visto Dio. Sicuramente tutte le religioni e tutto quello che ne viene attorno s’ispirano alla ricerca di un loro Dio. La religione Cristiana se così la vogliamo chiamare ha il nome di Dio . Che venuto sulla terra è Gesù Cristo. Sino a quando non si avrà la consapevolezza di questo e non lo si avvertirà con lo Spirito Santo lo si continuerà chiamare con mille nomi. Perché comunque Dio è tutto . Ma per noi esseri umani è Gesù CRISTO. La sua vita sulla terra è stata per lo più dedicata a scacciare spiriti immondi che senza identità vagano nel mondo e cercano di impossessarsi della nostra anima . Noi siamo suoi figli e membra di Dio solo se riconosciamo tramite lo spirito Santo Il Cristo . Il nemico di Dio vuole imitarlo e dire che è Dio chiunque si riconosca Dio, Inquanto era un Angelo bellissimo e molto vicino a Dio . Pur sempre una creatura di Dio non il Creatore. Chi morirebbe sulla croce per salvare il mondo ? Chi sarebbe suo figlio per salvare il mondo?

Rispetto il tuo pensiero e ti ringrazio per averlo condiviso.

Ciao Giovanna innanzitutto grazie per la costante dedizione nell’approfondire e condividere con noi temi tanto profondi e delicati. Mi ci ritrovo , mi ci sento allineata , serve del tempo per lasciare i condizionamenti degli insegnamenti ricevuti nell’infanzia.
Il tuo aiuto quotidiano è preziosissimo per acquisire nuove consapevolezze.
Ti mando un forte abbraccio di affetto ed ammirazione .
Silvia 🌻

Giovanna Garbuio

Sì! I retaggi culturali sono spesso zavorre ostacolanti ❤️

Articolo molto interessante, grazie Giovanna. 🌸

❤️🙏

“Siamo qui per rendere conosciutolo sconosciuto… il corpo è un vestito ed il cervello un computer e ci servono per creare dal Vuoto collassando l’energia nella realtà delle particelle”.
Secondo me, questa frase racchiude gran parte del senso della nostra esistenza e di ciò che siamo veramente.
Da atea, non riesco a “sentire” un dio proiettato fuori di me, e questo oramai da decenni ma, lo studio di Ho’oponopono ed una profonda ricerca interiore, mi hanno permesso di capire – e sapere – che siamo noi i co-creatori della realtà che sperimentiamo con i sensi fisici. Tutto ciò che esiste viene da un’unica Fonte (matrice o sostanza prima) quindi, se esiste un dio, noi ne siamo la parte “pensante”, quella che rende manifesto il Vuoto, o comunque lo si voglia chiamare. Ed è per questo motivo – sempre secondo me – che, ogni risposta, va cercata soprattutto dentro di noi. A meno che, il “fuori” venga considerato unicamente come lo specchio della nostra interiorità.
Grazie Giovanna *___*

Piera sottoscrivo ogni parola!

Ciao Giovanna, fa molto piacere leggere le Tue meravigliose parole.

Io sono certo Gesù sia esistito, sono certo Gesù facesse i miracoli, sono anche certo che l’unica differenze tra Gesù e tutti Noi è che credeva veramente al 100% di essere figlio di Dio

Credo anche che Gesù, tutti Noi, non siamo figli di Dio, ma che lo abbiamo dentro di Noi.

È stato frainteso il libero arbitrio.
Infatti Noi non decidiamo nulla nel fare, l’unica decisione è nello scegliere come essere mentre Eseguiamo.

Queste sono solo delle mie riflessioni ed idee di Vita personali.

Grazie ancora Giovanna per condividere con tutti Noi la Tua Consapevolezza

La penso come te Andrea. Grazie della tua bella condivisione

Bellissimo ciò che hai scritto.
Io seguo il cattolicesimo, ma quello che da un po’ mi blocca è il farci credere che Cristo è l’unico figlio di Dio…io considero Cristo un mio fratello e Dio un padre di tutti noi!
Grazie!

E così sia 🙏 ❤️

Ciao, parlando con me ero giunta alla conclusione poco felice, che se arrivi a essere staccato, dimostri insensibilità, invece tu parli di beatitudine.
Grazie x avermi aperto questa nuova via di riflessione!
Un abbraccio! Grazie, ciao

Sì Lore, c’è una grande anche sottile differenza tra distacco e indiffernza! ❤️

ho appena finito di leggere il libro era Gesù di Raco e adesso arriva il tuo articolo… penso sia la prima volta che parli di Gesù… forse devo fare qualcosa in proposito

Chissà….

Noi abbiamo 7 corpi,
4 corpi che rispecchiano gli elementi della madre terra (terra, acqua, aria, fuoco) e tre corpi divini (Angelo, Arcangelo, Dio) che non sono incarnati, al momento. La sfida è di incarnare un corpo divino, una virtù angelica che è il primo corpo dei tre corpi divini sulla terra. Il Cristo era l’incarnazione Dell ultimo corpo divino, era la rivelazione di come un uomo Dio si incarna sulla TERRA, alla pari degli altri maestri incarnati Budda, Mani, Zoroastro etc… (ACCADEMIA ESSENA)

temo di assomigliare a Tommaso =D

I concetti sono giusti, un po’ arruffati e non esposti del tutto correttamente ma nell’insieme possono andare.
L’essere umano è uno Spirito Triplice composto di: Spirito, Anima e Corpo
Lo Spirito è la parte perfetta dell’essere umano è eterno ed esiste da sempre non ha tempo, vive nell’eterno presente.
L’Anima è la parte intermedia, è come l’obbiettivo della macchia fotografica che proietta l’immagine dello Spirito nella Materia e naturalmente se c’è dello sporco sull’obbiettivo l’immagine proiettata non può essere perfetta ma ovviamente presenterà difetti dovuti alla sporcizia. L’anima può vivere da un minimo di due anni ad un massimo di duemila anni senza un corpo fisico dopo di ché o si reincarna o muore.
Il Corpo fisico è la parte transitoria, imperfetta e mortale.
Lo Spirito dell’uomo vive in quinta dimensione, l’Anima vive in quarta dimensione e il corpo vive in terza dimensione.
Il DNA è presente nell’Anima ed è con questo che costruiamo il nuovo corpo fisico e il DNA dei genitori è solo compatibile con il nostro. Per cui nel momento della fecondazione abbiamo il DNA della madre, quello del padre e il nostro. Ed è per questo che siamo unici e irripetibili. Ci portiamo salute o malattia dalle vite precedenti in base a quello che comunemente viene chiamato karma, ma è troppo complesso parlarne in questo spazio limitato così come parlare dei “Corpi dell’Uomo”
Ma siamo tutti in cammino per tornare a Casa ricchi delle esperienze fatte, qualsiasi esse siano. Tanto, come a scuola, si può sempre ripetere quello che non si è appreso. Il tempo appartiene solo alla terza dimensione.
Il Padre ci dona lo Spirito, il Cristo ci dona l’Anima e lo Spirito Santo ci dona il Corpo Fisico.
Dio è dentro di noi e noi siamo dentro di Lui.
T.V.B.
Fiore

Grazie! Rispetto il tuo pensiero e ti ringrazio per la condivisone anche se in vari punti me ne discosto “arruffatamente” 😁🤭😁

Cara Giovanna l”articolo mi é piaciuto, spunto di varie riflessioni, sopratutto immaginare che il Cristo sia anche una metafora di tutti noi, no figlio unico. Scrivi ancora, ti leggo sempre volentieri anche se non commento. Grazie

Grazie Adriana 😁

Ciao Giovanna. Mi piacerebbe tanto che qualcuno come Te portasse a scuola,(ma già all’asilo e poi alle elementari ) questi squarci di consapevolezza: c’è tanta confusione, tanta interpretazione arbitraria, tanto disordine… È vero che Tutto è perfetto così com’è e che se uno vuole, la Strada la trova, ma sarebbe così facile non adulterare la Parola originale.
Puliamo ogni giorno davanti alla nostra porta, e un pezzo per ognuno, puliremo la città intera.
Io ti voglio bene.
Monia.

Ci arriviamo… ci arriviamo Monia!

Yessssss🤩

Grazie.

❤️

Elisabetta Donato

Il Cristo è in ognuno di noi, è questo il nostro percorso riconoscerlo e sentirlo. Il solo pensiero dovrebbe alleggerci e cogliere la bellezza di tutto questo. Grazie Giovanna per il tuo contributo.

Grazie Elisabetta di esserci!

Originale e interessante è la lettura del messaggio cristiano da parte di Giovanna che si ispira più alle tradizioni gnostiche che alla lettura proposta dalla tradizione cattolica e recupera probabilmente un cristianesimo delle origini del quale si sono un po’ perse le tracce nel corso della storia.

Conto di pubblicare presto tutto il ragionamento 😁😁😁

Giovanna, è molto bello e profondo quello che che hai scritto, personalmente sto leggendo un libro stupendo del padre benedettino John Main dal titolo “ dalla parola al silenzio” . Di conseguenza medito 1/2 volte al giorno ripetendo come un mantra la parola aramaica “maranatha” tradotto “ vieni Signore Gesù”. Con questa meditazione mi sento più vicino al Divino in senso profondo, quasi da annullare i duemila anni trascorsi dalla nascita di Gesù e staccandomi in un certo senso da tutte le modifiche che i vangeli hanno subito in due millenni. Comunque al di là di questo seguo con interesse e passione questo tuo nuovo progetto.

Leggerti è sempre illuminante come leggere il Vangelo perché ciò che mi arriva è pura energia d’amore. Grazie ♥️
Come tu ci insegni la verità è solo una vista da 7 miliardi di punti di vista.
A me piace vederla in termini di energia alla Einstein: “Tutto è energia e questo è Tutto”. Dio è il Tutto quindi energia e precisamente energia d’amore incarnata e disincarnata in continua trasformazione. Sapere che Dio è onnipresente quindi vivo e presente anche dentro di noi tuttavia non basta occorre sperimentare cioè entrare in connessione con questa energia d’amore e permettere al divino in noi di manifestarsi nel qui e ora attraverso l’uso consapevole del libero arbitrio. Per la nostra gioia e per il bene comune!!!

Hai colto l’importanza di riconoscere il proprio Dio interiore: “non avrai altro Dio all’infuori di Me”. Questa consapevolezza ci rende liberi e responsabili di tutto ciò che ci accade. ….comprendere questo è davvero un percorso interiore personale, e non semplice. Chi, come me, è stato tormentato da dubbi, domande, verità interiori che non osava esprimere, né quasi pensare a causa di una scarsa fede in se stessi, riconosce la veridicità e l’importanza di quanto scrivi e può, come ho fatto io, dare una svolta alla propria vita. Grazie!

🙏 e così sia Marina!

Grazie, Giovanna. Per me, il tuo scritto più interessante. Ogni parola mi risuona e spinge ad ulteriori riflessioni, alla ricerca interiore, ad un viaggio continuo di scoperta.
Bellissima la figura di Gesù di cui parli, per quanto abbia provato un bel po’ di scoramento, sentendomi ancora così lontana dal trovare il MIO essere Cristo.
Sarebbe molto bello poter approfondire ancora la materia…..
Grazie ancora!

Grazie Cristina…. ci sto lavorando 😉

Grazie Giovanna per questa interessante lettura.
Mi ha sempre affascinato la figura di Gesù, ho avuto un’educazione religiosa ” classica ” ma da adulta, da un paio e piu di anni mi sono discostata da ciò che la Chiesa interpreta a modo suo. Tante cose non le condivido più, una fra tutte, ciò che tu hai scritto, su come venga posto tutto sulla crocifissione anziché sulla Gioia che Gesù voleva trasmettere.
Quindi che ben vengano articoli come i tuoi, so che sei una ricercatrice seria e per questo io ti seguo da anni.
I dubbi mi inducono ad informarmi, a saperne di più su ciò che mi interessa e a questo proposito ti chiedo se la Resurrezione abbia solo un senso metaforico….insomma, Gesù è “sparito” davvero? (perdona la domanda)

Non ci sono vere prove della realtà storica di Gesù. Certamente non c’è la benchè minima prova della sua resurrezione. A mio avviso tra le teorie più accreditate è che Gesù dei vangeli sia la fusione di due figure storiche una politica e una sacerdotale. Qui ho cercato di delineare quella politica: https://www.giovannagarbuio.com/giovanni-di-gamala/
Mi riprometto di delineare anche la seconda in tempi brevi (ho già le idee piuttosto chiare). Il primo indizio è che bar Abba significa Figlio del Padre… il che fa sospettare che durante il famoso processo i due personaggi fossero entrambi presenti. …. Per quanto riguarda la resurrezione certamente pilotata da San Paolo… ho in programma di fare dei ragionamenti anche su quella.
Grazie per questi preziosi stimoli

GIAMPAOLO BARCAIONI

Articolo molto interessante quello che volevo sentirmi dire

👍😁

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