I-Dentità del Sé e i tre sè dell’Uomo

I-Dentità del Sé è l’essenza dell’essere umano.

“Ka po nui ho’olakolako, ke ao nui ho’ohemahema”

Il mondo interiore provvede, il mondo esteriore ignora

I-Dentità del Sé

Nella concezione Hawaiana l’Essere Umano è composto da tre entità connesse e indivisibili, che insieme formano l’ I-Dentità del Sé

  1. Il Subconscio – Ku – Unihipili
  2. La mente cosciente – Lono – Uhane
  3. L’Io Superiore – Kane – Aumakua

Che si armonizzazno nella totalità dell’Io (I-Dentità del Sé) identificato nella spiritualità Hawaiana con Kanaloa

4. Totalità dell’Io – Kanaloa

Secondo la filosofia Huna, l’essere umano è formato da tre sé, nel senso che la mente umana è composta da tre “essenze”, parzialmente indipendenti e, allo stesso tempo, strettamente connesse tra loro nell’ I-Dentità del Sé. Concetto caro a tantissime tradizioni esoteriche dell’Uno e trino! Auntie Morrnah Nalamaku Simeona dichiara che

L’essere umano è composto da conscio, subconscio e superconscio che insieme formano la totalità dell’Io! [I-Dentità del Sé]

Morrnah Nalamaku Simeona

I-Dentità del Sé un tutto unico

Noi occidentali possiamo identificare, come abbiamo visto poco fa, le tre parti dell’Io degli Hawaiani, anche se con le dovute distinzioni, con il subconscio, la mente conscia e l’Io Superiore.

Mentre in Occidente, l’esistenza del sub-conscio e dell’ego è ormai cosa acquisita, l’esistenza dell’“Io Superiore” è ancora motivo di dibattito.

Nella cultura hawaiana, invece, l’esistenza della nostra parte spirituale è una questione ovvia, come l’esistenza di un corpo fisico. Quindi per gli Hawaiani il contatto con la nostra Essenza spirituale è assolutamente naturale e semplice. Il nostro spirito è intimamente parte di noi, quanto lo sono il subconscio o la nostra mente razionale, ed è altrettanto “reale”. Tutti insieme formano l’I-Dentità del Sé.

Ovviamente questa è una suddivisione dialettica, necessaria solo a livello descrittivo, per poterne discutere. In realtà, stiamo parlando di tre aspetti di un tutto unico (I-Dentità del Sé), che possiedono ruoli diversi. E’ necessario che raggiungano un allineamento tale da potersi comprendere, per interagire produttivamente e cooperare con armonia per il benessere dell’individuo e di chi lo circonda. Quando questo allineamento si verifica siamo di fronte a Kanaloa: l’uomo deificato, perfettamente centrato.

Integrazione è I-Dentità del Sé

Sostanzialmente, la Vita, la salute, il benessere fisico e mentale e la felicità, dipendono dall’integrazione delle tre essenze, dalla sintonia dell’I-Dentità del Sé, dall’armonia fra i nostri livelli di coscienza, dall’allineamento, dalla realizzazione di Kanaloa.

L’evoluzione spirituale è il motivo della discesa sulla Terra, dell’incarnazione, ed è la missione di vita di ogni essere umano.

Quando infatti cominciamo a crescere spiritualmente e a porci determinate domande (definite esistenziali), lo facciamo perché iniziamo a prendere coscienza del fatto che c’è qualcosa di più nella vita oltre a mangiare, dormire e divertirsi. Ad un certo punto della nostra salita cominciamo a chiederci: “Perché sono qui? E cosa posso fare per comprenderne davvero le motivazioni e le modalità?

Evoluzione globale è I-Dentità del Sé

Secondo gli Hawaiani, a questo punto, la cosa più efficace da fare è comprendere che la nostra evoluzione non riguarda un singolo granitico e immobile “”. Invece è la combinazione di tre entità distinte e indissolubilmente collegate, quindi unite che formano l’I-Dentità del Sé.

Secondo la filosofia hawaiana l’evoluzione, continua e inesorabile, di ogni forma di vita da un livello di consapevolezza più basso verso uno più alto, è un concetto che non si può ignorare.

Questo non significa che il nostro subconscio stia lavorando per trasformarsi in mente conscia o che la nostra razionalità stia lavorando per divenire in un’altra vita un’Io superiore. L’ I-Dentità del Sé è formata datutti e tre e uno non può prendere il posto dell’altro e uno non è inferiore gerarchicamente all’altro. L’ I-Dentità del Sé è un’unità.

Siamo Uno e trino, perciò tre entità in una… I-Dentità del Sé è una stessa squadra, sempre. Quando uno dei tre accelera la sua evoluzione, trascina con sè gli altri due e viceversa. L’I-Dentità del Sé si muove come unità. La nostra evoluzione comporta la crescita delle tre entità (I-Dentità del Sé), ognuna con il suo ruolo e le sue caratteristiche, ma come una sola unità.

Perciò, affinchè una vera efficace evoluzione si verifichi, è necessario che la squadra sia una squadra affiatata ed allineata, che lavori in collaborazione per raggiungere il medesimo obiettivo (che poi è sempre quello di arrivare a riconoscere la propria Essenza d’Amore).

Se la mente cosciente non instaura un fluido rapporto con il subconscio… beh, sarà dura raggiungere un qualsiasi livello di evoluzione. L’I-Dentità del Sé deve essere un’unità armonica.

Ho’oponopono non prevede di addomesticare il subconscio

Non ha alcun fondamento pensare che la mente inconscia possa essere sottomessa o addomesticata ai voleri della razionalità. Piuttosto essa deve essere amata e nutrita dalla Mente Conscia, come un genitore farebbe con un figlio. Poi, una volta armonizzato e bilanciato il rapporto, il subconscio deve essere liberato (pulizia) da tutte le emozioni negative, i blocchi, i complessi e le false credenze che lo rallentano.

La mente razionale deve affiancare la mente inconscia nel realizzare questo scopo, non direzionarla secondo il proprio volere.

Questo è ciò che è necessario fare per collaborare all’evoluzione dell’intero individuo (I-Dentità del Sé) e al suo autoriconoscimento verso l’espansione dell’Amore che esso è.

Collaborazione

Collaborazione deve essere la parola d’ordine, sempre. Anche ovviamente all’interno dell’I-Dentità del Sé.

Allo stesso tempo, se non ci fidiamo della “superiorità” del Io Superiore e non ci affidiamo fluidamente al nostro Aumakua, ancora una volta il nostro livello evolutivo faticherà ad elevarsi.

Perciò, solo se siamo ad un accettabile livello di allineamento o centratura tra mente razionale e io subcosciente, potremo lavorare sull’allineamento vibrazionale in modo da essere coerenti con l’energia equilibrata dell’ Io Superiore. Questo equilibrio può essere raggiunto solo utilizzando le energie vibrazionali più elevate, corrispondenti alla frequenza dell’Io Superiore verso l’unità dell’I-Dentità del Sé.

I-Dentità del Sé e i tre sè

Secondo la saggezza hawaiana ciascuno dei tre Sé ha il suo particolare ruolo e i suoi compiti nella vita di ogni individuo che resta indissolubilmente composto dall’ I-Dentità del Sé.

Esiste una fantastica rappresentazione grafica del rapporto che i tre Sé hanno tra loro e che rende semplice l’idea di come si possa allinearli, finalità che sta alla base di quasi tutte le pratiche e le preghiere in Ho’omana.

I-Dentità del sè

In questo disegno abbiamo tre cerchi posizionati in senso verticale, dove ognuno di essi rappresenta uno dei nostri tre Sé. Il cerchio superiore rappresenta l’Aumakua (Kane), quello intermedio Uhane (Lono) e infine quello inferiore Unihipili (Ku).

Ohana I-Dentità del Sé

Il cerchio superiore viene identificato come il Padre (il Sé superiore), quello intermedio come la Madre (la mente conscia) ed infine quello inferiore come il Bambino (il subconscio). Madre e Bambino sono collegati tra loro ed in comunicazione attraverso una corda (Aka) d’argento, mentre il Bambino ed il Padre sono connessi e possono comunicare attraverso una corda dorata.

Non c’è comunicazione diretta tra il Padre e la Madre: le informazioni che provengono dal Padre possono essere solo filtrate dal Bambino, intuite dal nostro subconscio e non razionalizzate dalla nostra mente conscia, dalla Madre.

Questo avviene perché il Padre (il nostro Aumakua) è posizionato sopra la Madre: essa non può vederlo, non può comprenderlo, poichè l’Aumakua è la parte di noi più vicina all’essenza divina, può essere intuita, ma non compresa completamente e razionalmente.

I-Dentità del sè

Bambino (Ku-Unihipili)

Il nostro Bambino (Ku-Unihipili) viene rappresentato tradizionalmente con gli occhi chiusi, perché non ha accesso diretto al mondo esteriore, sogna e agisce per istinto e memorie.

I suoi capelli sono lunghi e toccano la terra, ad indicare che ha un profondo legame con gli aspetti fisici della vita, con i nostri sensi, le nostre emozioni e con il nostro corpo.

In certe raffigurazioni, invece che con i capelli lunghi, l’Unihipili viene rappresentato con un copricapo lungo che tocca il suolo. Può essere disegnato con un sorriso, perché il nostro subconscio è sempre orientato alla ricerca del piacere (e di conseguenza a scappare dal dolore).

L’archivio dei ricordi

Unihipili è la parte dell’essere umano che mette a disposizione il materiale inconscio alla mente consapevole, così che quest’ultima possa ragionare e prendere le decisioni in favore o contro ciò che le viene mostrato, ed è presente in noi fin dal concepimento.

Il Ku è l’archivio dei ricordi e la sede delle emozioni.

E’ stato chiamato “basso Sé” anche perché è la sede degli istinti animali, delle reazioni istintive condizionate. E’ il Ku a far funzionare il nostro cuore, a controllare il nostro respiro, a far circolare il nostro sangue, ma anche a farci sternutire o guidare la macchina ecc…

Come un bambino

Si pensa che il Sé inferiore sia come un bambino: ha bisogno di essere amato e di essere trattato fermamente e con disciplina. Un bambino, infatti, se vive in un ambiente non amorevole e senza disciplina, imparerà ad agire in un modo sbagliato, o meglio, inefficace.

Secondo gli Hawaiani infatti, chi non sa educare il proprio Bambino interiore (inteso come l’Unihipili), non può educare con successo i propri figli. Come fanno appunto i bambini, il nostro Unihipili è alla costante ricerca del piacere e rifugge da ogni tipo di dolore, sia esso fisico che emozionale. Molti dei nostri schemi istintivi hanno questa finalità.

Si può anche entrare in comunicazione con il nostro Unihipili-Ku. Ovviamente imparando quello che è il suo linguaggio. Non possiamo certo voler cambiare il programma installato in un computer semplicemente parlandoci (non ancora, almeno!). Il linguaggio del nostro Bambino interiore è quello delle immagini e delle emozioni. Questa è la modalità con cui lui registra e incamera le informazioni. Dobbiamo avere, verso il nostro subconscio, lo stesso atteggiamento che abbiamo quando insegnamo qualcosa di nuovo ad un bimbo. Dobbiamo avere pazienza, dolcezza, risolutezza e soprattutto fargli fare molta pratica.

Madre (Lono-Uhane)

La Madre (Lono-Uhane), viene rappresentata con gli occhi semiaperti, ad indicare il fatto che ha una visione del mondo reale, a differenza dell’Unihipili, per quanto parziale.

Non vede tutto, ma solo una parte della realtà. Idealmente, potremmo pensare che invece di avere gli occhi parzialmente aperti, la nostra mente cosciente sia provvista di paraocchi, come quelli che si mettono ai cavalli e quindi interpreta ciò che crede di vdere.

I suoi capelli sono rivolti verso l’alto, perché la nostra mente non è radicata alle esperienze fisiche, come il nostro Unihipili, ma tende a produrre costantemente pensieri ed a viaggiare tra ricordi del passato e proiezioni del futuro. Lono (la mente razionale) è dotata di immaginazione e questo è rappresentato in alcune immagini dal copricapo alto proiettato verso il cielo o i capelli appunto diretti verso l’alto.

Spesso il conscio, la madre viene rappresentata con un non sorriso o con una smorfia… Questo sta a significare che la nostra sofferenza deriva dall’interpretazione limitata della realtà ad opra della mente razionale.

La mente di mezzo

I kahuna indicano Lono-Uhane come “la mente di mezzo”. E’ l’essenza razionale e consapevole del proprio essere. Possiamo farla corrispondere, con i dovuti distinguo che abbiamo visto, all’Ego occidentale. E’ Lono colui che, collaborando con il sub-conscio, permette all’essere umano allineato di manifestare la realtà che preferisce. Si definisce completamente nell’individuo attorno ai sette anni di età.

E’ quello che detiene il cosiddetto “libero arbitrio”, la capacità di scelta. I kahuna utilizzavano Uhane e le sue capacità soprattutto come tramite di processi di guarigione: il suo potere è dato dall’usare l’energia, dirigendola con intento inflessibile, grande fiducia, autorità e capacità (l’energia segue l’intenzione).

Lono o Uhane è capace di ragionare e può essere considerato come il tutore del subconscio, la Madre appunto.

Padre (Aumakua-Kane)

Il Padre (Aumakua-Kane) non viene rappresentato in alcun modo. Non ha un viso, nè occhi, nè forma, perché è qualcosa che non può essere descritto, ma solo esperienziato.

Se le nostre vite hanno avuto valore, il nostro Aumakua ci starà aspettando per darci il benvenuto. Quindi anche noi abiteremo l’eterno reame degli spiriti antenati. A nostra volta anche noi diventeremo Aumakua per i nostri discendenti non ancora nati

Mary Kawena Pukui da “Nana I Ke Kumu”

Kane e Aumakua sono termini intercambiabili. Come tante altre parole hawaiane che abbiamo incontrato anche Aumakua si presta a molteplici livelli di interpretazione. Nei suoi significati più superficiali l’Aumakua, o Kane, indica gli Dèi Antenati, gli spiriti divini di coloro che erano in vita, benevoli spiriti guardiani o protettori della famiglia.

Il contatto diretto con Dio

Nel suo significato più esoterico l’Aumakua rappresenta il nostro contatto diretto con Dio (I’o). Esiste al di là di spazio e tempo ed è infinito ed eterno. L’Aumakua è l’essenza stessa della Luce e dell’oscurità, del movimento e della stasi di Ao e Po. Quando un kahuna realizza la connessione completa con i suoi tre Sé, allora diviene egli stesso consapevole dell’essenza dell’universo.

Il nostro Aumakua ci Ama in modo incondizionato, indipendentemente dalla nostra condotta di vita. Viene collocato in uno spazio compreso da circa 20 cm fino ad un metro sopra la nostra testa; è presente prima della nostra nascita, ma generalmente solo verso i trent’anni di età, sviluppiamo la maturità completa per percepirlo e ricercarlo dentro di noi (anche se questo può variare tantissimo da individuo ad individuo).

Aumakua sa

Egli sa sempre cos’ è meglio per noi in ogni situazione, ma non interverrà per raddrizzare il tiro quando sbagliamo strada (sarebbe un interferire con il nostro libero arbitrio), a meno che non ci sia un pericolo che ci impedisca di raggiungere il nostro scopo, la nostra visione di nascita, o non gli venga chiesto esplicitamente di farlo. In caso di pericolo estremo, egli interviene con piccoli incidenti, con “coincidenze” fortuite. Non dà mai ordini, solo consigli, non ci indica esplicitamente la strada, ma ci dà continui spunti di riflessione per individuarla,  e la sua motivazione principale è l’armonia. Se riusciamo a dare ascolto al nostro Io superiore le cose non potranno che andare sempre per il meglio.

L’Io superiore ha un livello di elaborazione più elevato di quello di Uhane e, ovviamente, dell’Unihipili, che non ce l’ha per niente.

Emozioni e immagini

L’Aumakua comunica con l’Unihipili attraverso i sogni, le ispirazioni e le premonizioni e le sensazioni. Offre una guida costante e creativa sotto forma di esperienze fisiche, emozionali e mentali.

Le emozioni sono il linguaggio dell’Aumakua, che non smette mai di comunicare con noi… basterebbe ascoltarlo! Esse infatti vengono chiamate anche stati d’animo (stati dell’anima) e la voce interiore che ci guida verso il meglio viene definita “coscienza”.

Per essere in grado di percepirla bisogna essere in pace: quando manca la pace, la voce della coscienza è sovrastata dal costante inutile baccano della mente conscia. In tal caso, quando siamo assordati da mille altre voci, è proprio il dolore la molla che ci fa tornare in noi stessi e ci rimette in contatto con il nostro Aumakua. Quindi il dolore non è una condizione necessaria e il modo per sconfiggerlo è quello di essere allineati, in contatto costante con il nostro Aumakua, in modo da rendere la presenza del dolore una condizione assolutamente inutile.

Secondo la filosofia hawaiana, l’Aumakua è il depositario di tutte le qualità divine: compassione, pazienza, perdono, gratitudine… in una parola: Amore.

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