Le strategie dell’Ego

Le strategie dell’Ego sono la trappola che la personlità ordisce per rimanere chiusa nella zona di comfort

Le strategie dell’ego per non rinunciare alla sua zona di comfort

Le strategie dell'ego

Se pensi sia più “Spirituale” diventare vegetariano, comprare cibi bio, praticare yoga e meditare, ma poi ti ritrovi a giudicare coloro che non fanno tutte queste cose, sei caduto in una trappola dell’Ego.
Quando credi sia più “Spirituale” andare in bici o con i mezzi pubblici a lavoro, ma poi ti trovi a giudicare coloro che vanno in macchina, sei caduto in una trappola dell’Ego.
Se sei convinto sia più “Spirituale” smettere di guardare la TV perchè annulla il cervello, ma poi ti trovi a giudicare coloro che ancora la guardano, sei caduto in una trappola dell’Ego.
Quando senti sia più “Spirituale” evitare di leggere quotidiani e riviste di gossip, ma poi ti trovi a giudicare coloro che li leggono, sei caduto in una trappola dell’Ego.
Se pensi sia più “Spirituale” ascoltare musica classica o i suoni della natura, ma poi ti trovi a giudicare chi ascolta la musica commerciale, sei caduto in una trappola dell’Ego.
Bisogna sempre stare attenti al sentimento della “superiorità”.

Mooji

Eckhart Tolle sulle strategie dell’ego

La strategie dell'ego Eckhart Tolle

Ricollegandoci a Mooji circa le strategie dell’ego

“Esso è infatti l’indizio più importante che abbiamo per capire che stiamo incorrendo in una trappola dell’ego. L’ego si nasconde abilmente in pensieri nobili come quello di iniziare una dieta vegetariana o usare la bicicletta per poi trasformarsi in senso di superiorità nei confronti di coloro che non seguono lo stesso percorso “spirituale”.

Lamentarsi

“Il lamentarsi è una delle strategie favorite dall’ego per acquisire forza. […]


L’ego ama lamentarsi e risentirsi non solo degli altri, ma anche delle situazioni. […]

  • Questo non dovrebbe succedere;
  • io non voglio essere qui; io non voglio farlo;
  • mi trattano ingiustamente.

E il più grande nemico dell’ego è, naturalmente, il momento presente, che è come dire, la vita stessa. […]

L’ego non vuole un cambiamento perché così può continuare a lamentarsi.

Etichette


Spesso è parte di questo schema l’appiccicare mentalmente etichette negative agli altri, sia mentre li avete davanti, sia quando parlate di loro, o anche pensando a loro. […]

Risentimento

Il risentimento è l’emozione che si accompagna alla lamentela e al giudizio sugli altri, e che dà ancora più energia all’ego. Essere risentiti significa essere amareggiati, indignati, offesi o feriti. Vi risentite dell’avidità degli altri, della loro disonestà, dell’assenza di integrità, di ciò che stanno facendo, di ciò che hanno fatto nel passato, di ciò che dicono, di ciò che hanno mancato di fare, di ciò che avrebbero o non avrebbero dovuto fare. L’ego ama questo. Invece di essere tolleranti con l’inconsapevolezza degli altri, ne ricavate la loro identità. E chi lo sta facendo? L’inconsapevolezza che è in voi, l’ego. A volte le «mancanze» che percepite negli altri non esistono neppure. È una proiezione della mente condizionata dall’abitudine a vedere nemici, una cattiva interpretazione per sentirvi superiore o per essere nel giusto. […]

Azione e non reazione per sfuggire alla trappola

Una delle vie più efficaci per andare al di là del vostro ego, ma anche per dissolvere l’ego collettivo umano, è proprio il non reagire all’ego degli altri.

Quando siete in uno stato non reattivo vi rendete conto che non vi è nulla di personale e allora potete riconoscere un comportamento dell’altro come un moto dell’ego, come una espressione della disfunzione collettiva umana.

A questo punto non vi è più nessuna compulsione a reagire. Non reagendo all’ego, spesso potrete permettere all’aspetto sano dell’altro di manifestarsi. Questa è la consapevolezza incondizionata che si oppone al condizionamento.

Vampiri energetici

Certe volte però dovete prendere delle precauzioni per proteggervi da persone molto inconsapevoli, e potete farlo senza considerarli dei nemici. E comunque la vostra protezione più grande è l’essere coscienti. L’altro diventa un nemico quando ne personalizzate l’inconsapevolezza che poi è l’ego. Non reagire è forza e non debolezza.

Un’altra parola per la non reazione è il perdono. Perdonare è non vedere, o meglio guardare oltre; guardate oltre l’ego a quella parte sana che vi è in ogni essere umano, nell’essenza di lui o di lei.

Distacco e presenza

Provate a fare attenzione alla voce nella vostra testa, magari proprio nel momento in cui si lamenta di qualcosa […]: la voce dell’ego, niente altro che uno schema mentale condizionato, un pensiero. Ogniqualvolta sentite quella voce, vi renderete anche conto che non siete la voce, ma chi ne è consapevole. Siete la consapevolezza che ne è consapevole. […] In questo modo diventate liberi dall’ego, liberi dalla mente inosservata. […]

Il vecchio schema mentale o l’abitudine mentale possono ancora sopravvivere, riapparire per un po’, perché vi sono dietro migliaia di anni di inconsapevolezza collettiva umana, ma ogni volta che viene riconosciuta si va indebolendo”

Eckhart Tolle

Da: Un nuovo mondo – Eckhart Tolle

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