Saluto Hawaiano – Pehea Ka La?

Saluto hawaiano e la ciotola di Luce in Hawaiano si dicono “Pehea Ka La?

Articolo in collaborazione con Rudi Carone e Francesca Tuzzi

Saluto Hawaiano

Secondo la tradizione hawaiana, le parole contengono mana, energia vitale, creativa, ed è molto importante il modo in cui vengono usate. Non a caso esiste un proverbio importante in Hawaii che recita così:

Aia ke ola i ka waha, aia ka make i ka waha

che letteralmente si traduce in:

La vita è nelle parole, la morte è nelle parole

Kotodama in Giappone

Concetti simili li troviamo anche nella cultura giapponese. Anche secondo la tradizione giapponese le parole contengano uno Spirito. Infatti la saggezza del giappone ci suggerisce che le parole se recitate con coscienza, come un mantra, ad esempio, hanno potere e influenzano il determinarsi della realtà.

La capacità di modificare la realtà attraverso l’uso di parole consapevoli in Giappone è una vera e propria arte e si chiama kotodama.

Infatti scomponendo i 2 kanji (gli ideogrammi) che compongono questo termine, troveremo proprio un ideogramma che vuol dire Spirito e l’altro parola:

Lo Spirito della parola nel saluto Hawaiano

Il saluto hawaiano più diffuso è  la parola Aloha, che come ormai sappiamo bene, ha molteplici livelli di significato. Tra le molte cose che Aloha rappresenta fondamentale è la condivisione del proprio respiro o della piena presenza con l’essenza della vita. Quando si pensa o si dice la parola Aloha, secondo la tradizione Hawaina, si crea automaticamente un contesto di armonia e Amore, inteso come la gioiosa coscienza dell’Unità.

Honi saluto hawaiano

Il saluto hawaiano deriva da Aloha che è il respiro della vita

Aloha è:

  • stare alla presenza (Alo)
  • dello Spirito Divino (Ha).

In sostanza significa che quando diciamo Aloha a qualcuno, stiamo riconoscendo che quella persona è il Divino personificato.

Allo stesso tempo Aloha è

  • il Respiro della vita (Alo)
  • dello Spirito Divino (Ha).

Il respiro della vita o soffio di Dio, forma la parola Aloha.

Quindi, nella misura in cui si condivide questa energia (Ha), ci si sintonizza con il potere divino, che gli Hawaiani chiamano Mana. L’uso amorevole di questo potere enorme, è il segreto che conduce alla realizzazione della vera salute, della felicità, della prosperità e del successo.

Il saluto hawaiano Honi

Saluto Hawaiano

Oltre alle parole secondo il pensiero dei nativi Hawaiani, anche le ossa contengono mana. Di importanza fondamentale è l’osso frontale, che contiene la vera essenza del nostro essere (e in effetti nei lobi frontali pare sia la sede della coscenza n.d.t).

La fronte per gli Hawaiani è il luogo del senso del vero sé.

Per condividere il saluto hawaiano tradizionale, appoggia dolcemente la fronte contro la fronte di qualcun altro. Così apriamo il nostro vero sé privo di maschere l’uno all’altro. Con la fronte (coscienza) “condivisa”, facciamo insieme un profondo respiro. In questo modo condividiamo l’uno con l’altro l’Essenza della Vita e la nostra connessione con la sorgente unica che ci lega (Kumukahi).

Quando saluto qualcuno in questo modo rallento e sono totalmente presente con me stesso, con la persona che sto salutando, e con la vita che sto condividendo con lui. La mia mente smette naturalmente di pensare ad altre cose.

Barbara Heylinn Heard

“Honi è un saluto polinesiano in cui due persone si riconoscono premendo le proprie fronti l’una contro l’altra, avvicinando i nasi e inalando allo stesso tempo lo stesso respiro. Questo è un gesto molto onorifico in quanto rappresenta lo scambio di ha – il respiro della vita e il mana – la condivisione del potere spirituale tra due persone. Questa azione e i concetti che ne sono alla base sono piuttosto inusuali per il pubblico occidentale ed è importante spiegare la spiritualità e la sacralità di questo semplice atto di saluto “.

Fonte: Renee Bishaw, Hawaiian Greeting / Protocol

Condivisione di coscienza nel saluto hawaiano

Dunque Honi è l’amorevole saluto Hawaiano tradizionale , cioè le due persone che pongono rispettivamente le proprie mani sulle spalle l’uno dell’altro e appoggiano l’uno la propria fronte sulla fronte del compagno, accostano i loro nasi condividendo il proprio respiro in un circolo vitale, inspirando l’uno l’espirazione dell’altro e viceversa.

Honi saluto Hawaiano

Honi il tradizionale saluto hawaiano

tratto da un articolo di Jeana Iwalani Naluai

La traduzione inglese di Honi è “baciare“, ma in realtà il saluto originale prevede di toccare la fronte con la fronte, il naso con il naso e scambiarsi il respiro. Non centra nulla con il baciarsi.

In altri luoghi in tutto il mondo ci sono saluti simili. I Maori, indigeni della Nuova Zelanda, salutano con Hongi. Quando si scambia Hongi, ci si tocca la fronte con la fronte, il naso con il naso e ci si scambia il respiro.

Nella tradizione eschimese, il popolo Inuit, strofina il naso. L’energia di questo saluto è molto intima e familiare.

Significato culturale

Anche gli hawaiani si salutano in questo modo. È comunque un modo si salutare qualcuno onorato, amato e stimato. È un segno di rispetto scambiarsi Honi.

Quando tocchiamo la fronte con la fronte, ci tocchiamo da un osso all’altro, con il nostro makaloa, il terzo occhio. Il terzo occhio è un centro potente e intuitivo del corpo. Toccando la fronte con la fronte, possiamo potenzialmente leggere l’intenzione dell’altro.

Gli hawaiani credono che il nostro DNA ancestrale sia contenuto nelle ossa. Quando mettiamo in connessione le nostre ossa con quelle di un altro, stiamo collegando il lignaggio di entrambe le parti. In altre parole, è un modo per identificare la persona di fronte a noi e connettersi con lei a un livello molto profondo.

Infine si condivide il respiro. L’HA, l’alito divino, che è contenuto in ognuno di noi. Quando scambiamo il respiro divino attraverso il naso, mettiamo in connessione la parte di noi che viene direttamente dallo Spirito. Il respiro di Dio.

Significato storico

Quando in Hawaii sono giunti gli occidentali, il saluto Hawaiano Honi si è trasformato in una stretta di mano. Era una cosa strana per gli Hawaiani, perchè questo gesto non aveva respiro.

E questa è una delle idee dietro la parola, Ha’ole (senza respiro, utilizzata per indicare l’uomo bianco occidentale n.d.r.).

Moderno dilemma

Honi è un saluto che tradizionale Hawaiano certamente. Ho notato che è una delle nostre antiche pratiche che stiamo vedendo sempre di più al giorno d’oggi. Tuttavia, alcuni hawaiani sono titubanti quando vanno a salutare qualcuno perchè non sanno se la persona è aperta a salutarli in questo modo molto intimo e familiare.

C’è stato un tempo nella nostra storia in cui sono state soppresse molte pratiche culturali hawaiane. Gli anziani hawaiani hanno dovuto sedersi su una linea del tempo con molti cambiamenti.

Dalle migrazioni del Pacifico al periodo missionario, fino al momento in cui le Hawaii sono diventate un territorio degli Stati Uniti, molti hawaiani non sono stati in grado di praticare le nostre tradizioni.

La mia esperienza personale con il saluto Hawaiano Honi

Honi è un modo di onorare, un gesto di rispetto e di riconoscimento della vita che l’altra persona porta. Se ti trovi in ​​una situazione in cui non sei sicuro di cosa fare, rilassati, guarda cosa succede e sii pronto per qualsiasi cosa.

Se qualcuno non conosce il significato più profondo del gesto, potrebbe essere un’opportunità per spiegarglielo come un modo molto bello di riconoscere Dio all’interno di qualcun altro.

Honi è uno scambio di mana e ha a che fare con la nostra essenza.

Quindi, la prossima volta che saluti qualcuno, che tu stia offrendo Honi, un bacio o un abbraccio, fallo comunque con Aloha. Salutatevi gli uni gli altri dal vostro cuore e riconoscete lo spirito nell’altra persona. Vedete in loro la loro divinità, il respiro di Dio.

Kumu Jeana Iwalani Naluai

Ua kuluma kanaka i ke aloha
L’amore è naturale tra le persone

I pensieri di Aloha, che partono dall’osservazione della realtà per mezzo del cuore-mente in coerenza tra loro, sono lo strumento dell’istantaneo miglioramento della vita, che via via diviene raggiante per merito delle vibrazioni che sono in linea con la natura dell’Amore, che è la natura del Divino, che è lo stato naturale dell’Essere.

“Nell’antichità gli hawaiani si salutavano toccandosi l’un l’altro sul ponte del naso (honi) quindi “sperimentando e scambiando il respiro della vita“. La venuta dello straniero (uomo bianco) e la stretta della mano come saluto hanno originato la parola “ha ‘ole” che significa senza il respiro della vita”

Sam Monet

Percezione limitata

Saluto Hawaiano Honi

I pensieri Ha’ole (senza respiro, senza spirito, senza coscienza), che partono dall’osservazione della realtà per mezzo del cuore-mente in disarmonia, sono quelle vibrazioni che stanno distruggendo la Vita ed il mondo. L’ego domina i pensieri, che si nutrono di divisione e di separazione, attraverso la necessità di difendere, di giustificare e di attaccare. Il significato più profondo di Ha’ole è “Senza il (o separati dal) soffio di Dio”. Questo era il termine infatti con cui venivano chiamati gli occidentali che arrivarono alle Hawaii. Ha’ole – Senza Anima

Il saluto Hawaiano della Luce

Saluto Hawaiano Honi

Il saluto hawaiano Aloha è spesso seguito dalla frase “Pehea la ka?”.

Pehea Ka La?” significa letteralmente “come sta la tua luce o il tuo sole?” Ciò a cui questa antica frase hawaiiana fa riferimento, sono i raggi di Luce (come i raggi del sole) emanati da un individuo, in seguito alle azioni che compie, per rendere questo mondo un posto migliore in cui vivere. In base al suo costante contributo positivo. Ogni raggio di Luce che splende da una persona, rappresenta un’attività che porta Luce positiva al donatore ed agli altri. Più azioni si compiono per portare Luce a sè stessi ed agli altri, più splendente sarà la luce che brilla dall’individuo. Queste azioni positive possono avviare un’epidemia positiva nel portare luce in tutto il mondo, quindi la pace.  

Maka’Ala Yates

Per capire bene questi concetto, che si rifa alla propria Luce interiore e al suo riflesso nel Mondo, bisogna conoscere la storia che tradizionalmente viene raccontata ai bambini hawaiani, per insegnare loro l’importanza di una vita “pono”, cioè corretta, giusta, armoniosa.

Questa bellissima parabola, che tutti in Hawaii conoscono, racconta che:

La storia della ciotola di Luce

Ogni bambino alla nascita è una meravigliosa ciotola di luce perfetta. Se lui nel corso della sua vita farà scelte che tenderanno alla luce, con pensieri, parole e azioni, potrà avere la forza per fare molte cose, nuotare con lo squalo, volare con il falco, comprendere e conoscere tutto.

Se invece cederà alla rabbia, alla paura, al risentimento, all’invidia, lascerà cadere nella sua ciotola una pietra. La Luce e la pietra non possono condividere lo stesso spazio, per cui un po’ di luce si spegnerà.

Se continuerà a mettere pietre nella ciotola, la luce alla fine uscirà, e diventerà lui stesso una pietra, e la pietra non cresce, e non si muove. Ma se in qualsiasi momento si stuferà di essere una pietra, tutto quello che dovrà fare è “huli”, girare, capovolgere la ciotola, pulirsi dalle pietre, e la sua luce tornerà, brillando ancora nel mondo, e potrà così crescere di nuovo.

Pali Jae Lee da “Ho’opono”
Aunty Pali Jae Lee
Aunty Pali Jae Lee

Il saluto Hawaiano Pehea Ka La?

“Pehea la ka? “ si traduce letteralmente in “Come sta il tuo Sole?”, ma questa frase ha anche un significato simbolico. E infatti più profondamente significa “Cosa fai tu per far brillare il tuo Sole (Luce)?

“Pehea Ka La?” significa letteralmente “come è la tua Luce o il  tuo sole?
Questa antica espressione hawaiana si riferisce infatti ai raggi della luce (come i raggi del sole) che emanano da un individuo grazie ai suoi contributi positivi, alle sue azioni mirate a rendere il mondo un posto migliore. Ciascun raggio di luce che emana da una persona rappresenta un’attività che porta luce positiva sia a chi dà che agli altri. Più azioni si compiono al fine di portare Luce a se stessi e agli altri, più vividamente brilla la Luce per l’individuo in questione dentro e fuori. Queste azioni positive possono dare vita a un contagio positivo che porta Luce in tutto il mondo, e conseguentemente la pace.

Maka’ala Yates

“Pehea ka la?” si riferisce a quella che alle Hawaii è definita dunque, secondo la parabola che abbiamo visto, la propria ciotola di Luce, ed è una richiesta premurosa e attenta che concentra l’attenzione sulla condizione della Luce dentro di noi.

Quindi il saluto hawaiano che chiede  “Pehea la ka?”, vuol dire,

  • Come sta la tua ciotola di Luce?
  • La stai facendo brillare
  • Ci sono delle pietre che ne offuscano il suo brillare?
  • Stai facendo ciò che è in tuo potere per rimuoverle?
  • Lasci le pietre nella ciotola senza preoccuparti della Luce che spengono?
Saluto Hawaiano

La saggezza universale nel saluto hawaiano

Ancora una volta non si possono non osservare le similitudini con la cultura giapponese, dove esiste il concetto dei kami, esseri di luce, le essenze divine dell’universo, che sottendono a tutte le manifestazioni della vita, i pionieri, coloro che siamo destinati ad essere.

L’uomo si dice è il bambino dei kami, ne contiene in sé l’essenza e l’informazione, e suo compito è vivere una vita alla ricerca dell’armonia e della bellezza per percorrere il suo “michi”, la sua strada verso la luce. Anche nella cultura giapponese viene insegnato che l’essenza dell’uomo è pura e limpida come uno specchio, si può solo dimenticarsene, e allora si depositerà della polvere, della sporcizia che ne coprirà la superficie, (kegare, sporcizia appunto), che può essere pulita, attraverso riti, preghiere, atte a riportare la giusta coscienza, e far risplendere nuovamente lo specchio.

Respiro di Aloha

Era usanza dei nativi hawaiani prendersi del tempo per respirare consapevolmente prima di svolgere qualsiasi attività.  Quotidianamente, per almeno una volta al giorno, si ricavavano dello spazio per stare consapevolmente in presenza  con il proprio Ha, cioè con il proprio respiro.

Una tecnica molto bella ed estremamente semplice per passare del tempo con il proprio respiro è quella del Respiro di Aloha che parte dalla consapevolezza che Aloha è il respiro della vita.

LA TECNICA

  • Troviamo una posizione comoda, rilassiamoci, chiudiamo gli occhi e portiamo l’attenzione al nostro respiro
  • Respiriamo in modo rilassato e cercando di mantenere, comodamente per noi, un ritmo lento e profondo rimanendo concentrati sull’aria che entra ed esce dal nostro corpo
  • Immaginiamo che tutta la vita entri dentro di noi, attraverso la nostra inspirazione (Alo)
  • Immaginiamo poi che, attraverso la nostra espirazione, diamo alla vita tutto ciò che Siamo (Ha)
  • Mentre espiriamo, emettiamo il suono Ha prolungato (come se ci togliessimo dalle spalle un pesante zaino)
Honi con Maka'ala Yates

La vibrazione originaria della vita

Ha è considerato il suono che contiene in sè la vibrazione originaria della vita. Emettendo questo suono godiamo di  ampi benefici al sistema nervoso, al sistema endocrino, e a tutte le nostre cellule.

Secondo la tradizione, Dio creò l’universo con una grande espirazione Ha e quando noi ne riproduciamo il suono, siamo dentro il respiro di Dio.

HAAAAAAAAAAAAAAA

Agli Hawaiani è sempre stato insegnato che lo scopo della vita incarnata è quello di percorrerla a piedi, anche attraverso le difficoltà, ma con la priorità di proteggere l’Aloha nel cuore. La vita è un lungo insegnamento di cui fare tesoro, passo dopo passo, ma se non si segue la via dell’Aloha per affrontare le difficoltà, si perde il Potere del Sacro Mana.

Il linguaggio è molto importante nella lingua hawaiana. Così come in altre tradizioni. Perché contiene al suo interno la saggezza e la connessione amorevole con il creato. Le parole contengono uno spirito, e il potere di portarci verso la luce.

Concludiamo con questa domanda allora, “pehea la ka?”, e vi auguriamo così di aiutarvi e aiutarci, a ricordarci, se ce ne sarà bisogno, di pulirci dalle pietre, e far risplendere la nostra Luce.

In collaborazione con Rodolfo Carone, Francesca Tuzzi.

Saluto Hawaiano e la ciotola di Luce

I 7 principi Huna
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Grazie di tutto Giovanna!

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