Cosa significa perdonare in Ho’oponopono

Cosa significa perdonare in Ho’oponopono? Perdonare significa permettersi di essere felici

[Inserito]

Cosa significa perdonare in ho'oponopono

Louise Hay ci chiarisce il significato di perdono:

Perdonare qualcuno non significa  condonare il suo comportamento. Non significa nemmeno dimenticare il modo in cui ti ha ferito e neppure concedergli di farti ancora del male.

Significa fare pace con ciò che è successo

Perdonare vuol dire riconoscere la tua ferita, dandoti il permesso di sentire dolore,  e di comprendere che quel dolore non ti serve più

E’ lasciar andare il dolore ed il risentimento  per poter guarire ed andare avanti. Il perdono è un dono a te stesso.  Il perdono ti libera dal passato e ti consente di vivere nel tempo presente. 

Quando perdoni te stesso e perdoni gli altri, sei veramente libero.

Perdonare significa liberare un prigioniero e scoprire che quel prigioniero eri tu.

Louise Hay
Cosa Significa perdonare

Perdonare significa liberare un prigioniero e scoprire che quel prigioniero eri tu

Tutto è Uno e l’Uno è Amore…

Cosa significa perdonare in ho’oponopono

Tutto è Uno, l’Uno è Amore perciò tutto è Amore. In un universo d’Amore non c’è spazio per l’errore, quindi non esiste qualcosa di sbagliato, non esiste qualcuno che abbia sbagliato e perciò non può esistere qualcuno da perdonare nel senso comune (a queste latitudini) del concetto di perdono.

Da questa consapevolezza si comprende cosa significa perdonare in ho’oponopono.

Una delle nostre difficoltà come esseri umani è quella di perdonare il prossimo e il motivo principale è che non sappiamo perdonare noi stessi in quanto non conosciamo il vero valore del perdono, nè sappiamo in cuor nostro cosa significa davvero perdonare.

Quindi cosa significa perdonare in Ho’oponopono?

La perfezione del creato

Vediamolo innanzitutto nelle parole di Aunty Mahealani Kuamo’o Henry

In risposta a ho’oponopono come è stato insegnato dal dottor Hew Len con il “mantra”, in una versione che afferma che il processo si basa principalmente sul perdono: l’insegnamento del perdono come è stato presentato (dal SITH®) dal dottor Hew Len non faceva parte del processo tradizionale hawaiano e degli insegnamenti di ho’oponopono. Il perdono così inteso implica la presenza di un torto e la presenza di una vittima. Finiamola con la mentalità dell’esistenza di una vittima. E’ una mentalità completamente sbagliata. Ho’oponopono è semplicemente vivere con una mentalità di rettitudine ed eccellenza all’interno dello Spirito Aloha.

Aynty Mahealani Kuamo’o Henry

Cosa significa perdonare in ho’oponopono

La prima cosa fondamentale è che dobbiamo definitvamente staccarci dal nostro concetto “cattolico” di perdono… E naturalmente di “peccato”!

Se Tutto è Uno, l’Uno è Amore perciò tutto è Amore, il peccato non è un concetto che ha senso!

Non esiste nessun peccato originale quindi cosa significa perdonare in ho’oponopono ?

perdonare

E noi non siamo nati sbagliati per passare tutta la vita a mortificarci per essere “sbagliati” come ci trasmette una certa filosofia cattolica piuttosto spicciola (perchè in realtà anche la filosofia cattolica ha la sua profondità incommensurabuile a guardrla un po’ meglio).

Il significato di perdono nel mantra Ho’oponopono

Vediamo anche nel mantra Ho’oponopono cosa significa perdonare? Quando diciamo perdonami o scusa con il mantra , non stiamo ammettendo la presenza di un errore, non stiamo ammettendo che c’è qualcosa da correggere, ma solo stiamo prendendo atto di avere una percezione limitata delle cose e stiamo dando il via libera al divino per trasmutare l’energia negativa che noi attribuiamo ad un fatto che di negativo oggettivamente non ha nulla.

Cosa significa perdonare per Silvia Galimberti

Di seguito da un articolo di Silvia Galimberti che porta qualche ulteriore spunto di riflessione su cosa significa perdonare in ho’oponopono

La parola Perdono non evoca in tutti lo stesso concetto e dunque è opportuno chiarire.

Perdonare significa riaprire la porta all’Uno, sciogliere le motivazioni inconsce e di superficie che vi inducono a restare separati.

Il Perdono è un atto di rinascita, di liberazione dal passato,

Il riconoscimento di un errore

Il significato di perdono non ha niente a che fare con il riconoscimento di un errore, che in un Universo d’Amore (Tutto è Uno, l’Uno è Amore) non può esistere. Si tratta solo di un atto trasmutativo, di un lavoro sulla nostra energia bloccata e bloccante. n.d.r.

Quando scegliete di perdonare qualcuno o qualcosa non dite all’altro: “tu hai colpa ed io ti assolvo”, ma piuttosto sviluppate l’accettazione del vostro Sé ferito.

Ego e anima

L’ego… non l’anima! Attenzione… l’Anima è e basta… non può essere ferita! Le cosiddette “ferite dell’Anima” non esistono! n.d.r.

L’ego è ferito, l’ego vi dice di giudicare, di mantenere le distanze, di non aprirvi. Il vostro scopo è riaprire la porta, a modificare l’atteggiamento rispetto all’accaduto così da strutturare la vostra risposta alla Vita in modo nuovo.

Supponiamo che abbiate sofferto di un’offesa, che vi siate sentiti deprivati del vostro potere o che siate stati rifiutati.

L’aspetto negativo del fatto vi pone in disaccordo con l’Unità, e nel vostro sistema di credenze sviluppate la logica del NO. Un No a voi stessi e un No all’altro. Il NO vi pone gli uni contro gli altri, così come costituisce limiti e separazioni fittizi, ma reali nel vostro sistema.

Senza il no sareste liberi

Senza il NO sareste liberi.

Quel NO vi pesa sul cuore e vi costringe a limitare di molto il vostro spazio creativo di libertà e amore.

Col NO voi chiudete le porte. La separazione è illusoria, ricordatevelo. L’ego appartiene all’Uno ma non lo sa.

Il dolore, fratelli, non consegue all’atto del mancato riconoscimento di voi stessi, all’abuso, alla negazione, al conflitto che sperimentate con l’esterno, nasce dalla libertà che avete di sperimentare gli opposti.

L’uso cosciente del vostro dolore vi aiuterà a ritrovare l’Unità. L’ostacolo, l’opposizione, vi costringono a rimettere in gioco l’Unità. Se l’ostacolo è lì a dirvi che non siete capaci o che non siete degni, che vi manca qualcosa, che non potete, è lì anche per dichiararvi potenti, capaci, amati, felici, liberi.

A voi la scelta. L’ostacolo è un No solo dalla parte dell’Ego ed è un SI dalla parte del Sé. Non siete negativi o positivi, siete l’ UNO.

Non siete negativi o positivi, siete l’ UNO

Comprendete? Se vi sentite vittime del sistema, vittime dell’abuso e la situazione vi chiude in gabbia, togliendovi speranza, osservate cosa la situazione vi sta insegnando, cosa voi potete comprenderne.


La scelta che avete fatto in precedenza implicava già dall’inizio l’abuso di potere, implicava la vostra spoliazione di quel sacro atto di coraggio ed amore per voi stessi che vi fa sentire potenti e capaci, come di fatto siete.


L’abuso è iniziato lì, nel vostro supino riporvi nelle mani di altri.


Dovete chiedervi perché l’avete fatto, cioè perché non avete creduto in voi stessi sin dall’inizio. Così oggi siete costretti a rimettervi in asse con quel potere nascosto che dentro di voi aspetta di essere riabilitato.

L’insegnamento

Questa situazione dunque vi insegna a non dubitare più di voi stessi, a non usare la strada facile dell’affidarsi senza assumervi la responsabilità di sé.

Quel bisogno che avete di sicurezza vi ha costretti a vivere nella paura ed ora il Sé vuole rimettere in campo l’Amore, ridandovi la sicurezza reale della vostra appartenenza all’Uno.

L’Uno, fratelli, è ciò che vi fa sentire protetti ed amati in ogni situazione, è ciò che vi toglie dalla paura.

Scelte

  • Quando scegliete per paura ciò che trovate al capolinea dei vostri sforzi è Paura!
  • Agendo per Amore, l’Amore sarà la vostra ricompensa. n.d.r.

L’Amore, l’Unione, la Libertà sono le cause principali del movimento dell’Uno, quindi se voi imparate a muovervi così, l’Unione vi fortificherà, vi darà risorse materiali e spirituali. Costituendo con voi stessi un’Alleanza.

La Libertà diventerà la vostra condizione di vita. Per Alleanza intendiamo quel sacro patto d’Amore per voi che vi pone, per forza di cose, in Armonia con la Vita. Senza quest’Armonia con l’Uno in voi e con l’Uno fuori di voi, la vita diviene una lotta, un campo minato e la vostra libertà viene frammentata.

L’Unità è la chiave, ma non potrete raggiungerla in altro modo che perdonando voi stessi per tutto il dolore sperimentato. Vogliamo che perdoniate la vostra Anima per avervi dato queste esperienze di mancanza e di dolore. Non dimenticatevi di usare l’Amore come chiave per Tutto.

Silvia Galimberti“Integrare le parti disperse del sè” – Dialoghi con le Dimensioni superiori Gli Elohim Solari Tramite Silvia Galimberti – Milano, 11 giugno 2009

Cosa significa perdonare in Ho’oponopono

Il perdono ci tranquillizza come una bella giornata sulla Lanikai Beach

Cosa Significa perdonare

Il significato di perdono è stato oggetto anche di esperimenti medici recenti che hanno dimostrato che il perdono è un bene per ognuno di noi. Ad esempio, uno studio del 1999 condotto presso l’università del Tennessee ha scoperto che le persone che trattengono rancori hanno una pressione sanguigna più elevata e sono pervasi da maggiori stati di ansia, rispetto alle persone che perdonano.

Tradizionalmente cosa significa perdonare in Ho’oponopono

Tradizionalmente gli hawaiani sanno che i conflitti, i rancori, i sensi di colpa e il trattenimento di sentimenti di astio sono i maggiori responsabili dell’insorgere delle malattie. Anche per questo gli Hawaiiani praticano Ho’oponopono che riconoscono come un sistema per individuare i conflitti interiori e che, “perdonando” le persone coinvolte, conduce al riconoscimento della perfezione delle cose.

Ma si tratta di un “perdonare” che non ha nulla a che fare con l’atto di concedere clemenza a qualcuno o a qualcosa, in qualche modo passando sopra al suo “errore”. Il perdono vero, assoluto, parte dalla consapevolezza che non c’è mai stato un errore.  Il significato di perdono in questo senso prevede molto più semplicemente di riconoscere che va tutto perfettamente bene così e non c’è niente o nessuno (nemmeno noi stessi) da perdonare, perchè in realtà nessuno ha sbagliato.

In Ho’oponopono perdonare significa lasciar andare, permettere di trasmutare l’energia negativa che percepiamo. Non significa stabilire che qualcuno ha sbagliato.

Cosa significa perdonare in Ho’oponopono ancestrale

In tempi antichi, quando una persona si ammalava, un kahuna chiamava a raduno l’intera famiglia per scoprire il motivo della malattia. I membri della famiglia cercavano dentro se stessi le motivazioni di ogni conflitto o di eventuali sensi di colpa.

La famiglia ne discuteva, e la persona responsabile chiedeva perdono e veniva perdonata.

La famiglia ne discuteva, e la persona responsabile, dichiarava la sua responsabilità e chiedeva perdono e veniva perdonata, dove il perdono era un vero e proprio atto di trasmutazione sciamanica. Si accettava la disarmonia e se ne riconosceva la perfezione assumendosene la responsabilità.   Chiedere e concedere il perdono significava solo dichiarare la propria volontà di recuperare l’equilibrio in ogni ambito. Tutta l’operazione era molto al di là del nostro concetto occidentale di perdono.

Oltre il perdono

Gli Hawaiani sono sempre stati al di là del perdonare.

Essi raggiungevano kala – liberavano se stessi e la persona non solo dalle conseguenze dell’atto, ma anche dalle conseguenze delle “recriminazioni, rimorsi, rancori, sensi di colpa e imbarazzi che l’atto aveva causato.”

Pukui, Haertig & Lee

Cosa significa perdonare in Ho’oponopono occidentale oggi

Nella società occidentale di oggi, non abbiamo anziani o medici che possano chiamare la famiglia a raduno per un analisi di ciò che ci fa male nel nostro passato.

Per molti di noi non è possibile radunare completamente le nostre famiglie nello stesso luogo e nello stesso momento, con disponibilità di tanto tempo per parlare e discutere, tanta è ormai è la distanza fisica e/o emotiva tra di noi.

Ciò non toglie che sia senz’ altro possibile ottenere i benefici del perdono inteso come riconoscimento della perfezione anche senza il formale Ho’oponopono ancestrale.

Chiedere perdono è recuperare l’equilibrio

Perdonare in Ho’oponopono significa recuperare l’equilibrio!

Cosa Significa perdonare

Per quanto sia importante energeticamente per la persona che ha causato il problema chiedere perdono, pur facendolo, spesso ci troviamo in situazioni in cui  non siamo in grado di ottenerlo automaticamente. Le persone che abbiamo ferito (o che ci hanno ferito) in passato potrebbero essere morte o non essere disposte a collaborare.

Addirittura alcuni sostengono che certe cose sono “imperdonabili”. E già questo la dice lunga sulla lontanissima concezione delle cose, che abbiamo rispetto alla cultura hawaiiana e su cosa significa perdonare davvero.

Noi non possiamo conoscere le motivazioni degli altri

Le cose che accadono nel mondo, lo sappiamo benissimo possono essere anche molto molto molto brutte, addirittura “inaccettabili”. Lasciamo pure da parte la questione energetica della perfezione delle cose e facciamo un ragionamento oggettivo su ciò che accade.

Dicevo le cose che accadono possono certamente apparire inaccettabili, ma noi non sappiamo mai cosa ha portato chi agisce ad agire in una determinata direzione. Perciò anche se l’atto è inaccettabile la persona che l’ha commesso, rimane sempe una persona con un trascorso che l’ha portato a vedere come accettabile, anzi percorribilie una via che a noi pare solo e soltanto assurda.

Cosa significa perdonare in ho’oponopono

Il perdono è il frutto della comprensione


A volte, non riusciamo a perdonare una persona anche se lo vorremmo. Può essere che abbiamo la disponibilità a perdonare, ma abbiamo anche l’amarezza e la sofferenza. Il perdono, per me, è il risultato del guardare in profondità e della comprensione.


Una mattina, nell’ufficio che avevamo a Parigi negli anni ’70 e ’80, ricevemmo notizie terribili: una lettera ci informava che una bambina di undici anni, tra i passeggeri di una barca che lasciava il Vietnam, era stata violentata da un pirata del mare. Quando suo padre aveva cercato di intervenire, era stato gettato in mare. E anche la bambina si buttò in mare e affogò. Mi arrabbiai molto. In quanto es- seri umani, si ha il diritto di arrabbiarsi ma, in quanto praticanti, non si ha il diritto di smettere di praticare.

Inaccettabile


Non riuscivo a fare colazione, quella notizia era troppo per me; andai a fare meditazione camminata nel parco lì vicino. Cercai di entrare in contatto con gli alberi, gli uccelli e il cielo blu per riuscire a calmarmi, poi mi sedetti a meditare. La meditazione durò a lungo.


Durante la meditazione mi vidi come un bambino nato sulla co- sta tailandese; mio padre era un povero pescatore, mia madre era una donna senza istruzione. Intorno a me c’era solo povertà. A quattordici anni ero dovuto andare a lavorare con mio padre su un peschereccio, per guadagnarmi da vivere; era un lavoro molto duro. Alla morte di mio padre ero stato costretto a continuare il lavoro da solo, per man- tenere la famiglia.

Non abbiamo mai la visione completa


Un pescatore che conoscevo mi disse che molti dei “boat people” che lasciavano il Vietnam portavano spesso con sé oggetti di valore, oro e gioielli. Secondo lui, se avessimo sequestrato solo una di queste imbarcazioni prendendo una parte dell’oro, saremmo diventati ric- chi.

Ero un giovane e povero pescatore senza istruzione, quindi fui tentato, così un giorno decisi di andare con lui a derubare i “boat people”. Quando vidi il pescatore che violentava una donna sulla barca, fui tentato di farlo anch’io; mi guardai intorno e vedendo che non c’era nulla che mi potesse fermare, né polizia né minacce di altro tipo, mi dissi: “Posso farlo anch’io, per una volta”. È così che sono diventato un pirata e il violentatore di una bambina.

E’ terribile anche l’altra esperienza


Ora, supponi di essere sulla barca e di avere un’arma. Se mi spari
e mi uccidi la tua azione non mi servirà a niente. In tutta la mia vita nessuno mi ha mai aiutato; e nessuno ha mai aiutato mio padre e mia madre, in tutta la loro vita. Da bambino sono cresciuto con dei piccoli delinquenti e da grande sarei diventato un povero pescatore.

Nessun politico, nessun educatore mi ha mai aiutato. E poiché nessuno mi ha mai aiutato, sono diventato un pirata del mare. Se mi spari morirò.

Ci meditai


Quella notte meditai su questo. Ancora una volta mi vidi come un giovane pescatore che diventa pirata del mare. Vidi anche alcune cen- tinaia di bambini che nascevano quella stessa notte lungo tutta la co- sta della Thailandia; mi resi conto che se nessuno avesse aiutato quei bambini a crescere con un’istruzione e con l’opportunità di condurre una vita decorosa, vent’anni dopo alcuni di loro sarebbero diventati pirati del mare.

Cominciai a comprendere che se fossi nato in quel villaggio di pescatori, anch’io sarei potuto diventare un pirata del mare. Quando capii tutto questo la mia rabbia nei confronti dei pi- rati si sciolse.

Provai compassione per il bambino che era stato


Invece di essere arrabbiato con il pescatore provai compassione nei suoi confronti; feci voto di fare tutto il possibile per aiutare i bambini nati quella notte sulle coste thailandesi. Tramite la meditazione, l’energia chiamata rabbia si era trasformata nell’energia della compassione. Non si può ottenere il perdono senza questo tipo di comprensione e la comprensione è il frutto dell’osservazione profonda. Io chiamo questo “meditazione”.

Thich Nhat Hanh

Energeticamente perdonare riguarda solo noi stessi

In definitiva la questione è che perdonare o non perdonare gli altri è una questione che riguarda solo noi stessi, non gli altri.

Da questo livello di consapevolezza, non perdonare, serbare rancore sarebbe un po’ come  mangiare veleno con l’intento di uccidere qualcuno.

Naturalmente Perdonare anche in questo senso non significa condividere o giustificare i comportamenti lesionisti nostri o degli altri, significa molto più semplicemente riconoscere la perfezione del meccanismo e l’utilità di ogni accadimento, nonché la presenza dell’Amore come motore di ogni cosa. L’Amore c’è ed è attivo anche in ciò che non ci piace.  

Il vero perdono prevede la completa rinuncia all’atteggiamento mentale di vittima.  Noi scegliamo di perdonare semplicemente per tornare a sperimentare la pace dentro di noi. Perdonare significa scegliere la via della gioia, significa accettare di poter essere felici ed esserlo.

Perdonarsi riconoscendo la perfezione di tutto ciò che è, è il primo passo per raggiungere l’allineamento verso la naturale capacità di Amare per una completa evoluzione spirituale.

Chi può perdonare?

Chi può perdonare?

Tutti possono perdonare e tutti si possono perdonare!

  • Genitori, nonni, fratelli, sorelle, zii, zie, figli e altri membri della famiglia.
  • Potrebbe essere necessario perdonare ex coniugi ed ex-amanti, così come quelli attuali.
  • Il clero, gli insegnanti, gli agenti di polizia o altri che hanno abusato della loro autorità possono essere perdonati.
  • I capi, i colleghi, i vicini, gli amici. I camerieri, i clienti, gli autisti, i pedoni, i ciclisti. La lista è infinita.

 Come si fa a perdonare?

Come si fa a perdonare? Ci sono molti modi per praticare il perdono.

Un modo molto efficace è quello di immaginare la persona nella propria mente e dirle in silenzio, “Scusa. Grazie. Ti Amo”. Dirlo più e più volte fino a sentire il nostro cuore ammorbidirsi.

Molto potente è dirlo in silenzio, anche mentre siamo assieme alla persona in questione.

È inoltre possibile sostituire questo processo con una pratica di respiro . Quando inspiramo, respiramo nel perdono, e mentre espiramo, espiramo il perdono a tutti nella nostra vita, nella nostra comunità e nel mondo.

Quando si pratica il perdono, con il significato di perdono di ho’oponopono, si rilascia lo stress e si migliora la propria vita.

Liberamente tratto e integrato da R. Makana Risser Chai

In Ho’oponopono perdonare significa essere felici!

Il significato di perdonare in Ho’oponopono è nella perfezione dell’Essere

liberare un prigioniero

“Il vero perdono deve includere la completa rinuncia alla forma mentale della VITTIMA”.

Colin Tipping

L’atto del perdonare gli altri è solo un gioco della nostra mente che non ha niente a che fare con l’altra persona. E proprio in questo sta il profondo valore del perdono! Il perdono è solo un’operazione alchemica di trasmutazione della percezione delle cose!

Perdonarsi riconoscendo la perfezione di tutto ciò che è, è il primo passo per raggiungere l’allineamento verso la naturale capacità di Amare per una completa evoluzione spirituale.

Non si tratta di amare l’altro e di perdonare l’altro. Come ti ho già detto il mondo è creato da te, è una tua immagine, tu sei l’unico Demiurgo e l’Universo per esistere ha bisogno di te. Pertanto non c’è niente e nessuno da perdonare all’esterno di te. Devi amare e perdonare ciò che stai provando dentro di te in questo momento. Ama e perdona la tua sofferenza, il tuo dolore, la tua ferita sanguinante.

S. Brizzi

Non perdonare significa rinunciare al proprio potere

Ecco cosa significa perdonare in Ho’oponopono. Significa che quando noi non perdoniamo qualcuno rinunciamo al nostro potere, perché mettiamo la responsabilità dei nostri sentimenti nelle mani di qualcun altro. Se qualche volta siamo stati offesi, dal punto di vista fisico, emozionale o spirituale, quel dolore probabilmente si è trasformato in rabbia e in rancore e continuiamo a rivivere quel momento nella nostra mente giorno dopo giorno, perdendo l’opportunità che l’azione realizzata veicolava.

In questo modo permettiamo al passato di continuare ad influenzare il presente, senza vedere l’utilità di ciò che è accaduto, e costringendo così la Vita a riproporci più chiaramente l’opportunità perduta, con altre situazioni sempre più forti. ma sempre in quella direzione.

Non perdonare, non riconoscere l’opportunità, non sapere che l’Amore è presente in ogni cosa è un comportamento molto dannoso,  perché ci mette nella condizione di costringere un passato che ci ha fatto soffrire, di continuare ad influenzare il presente, continuando a farci soffrire e impedendoci di crescere, e ancora peggio di riproporsi in situazioni analoghe.

Permettiamo al passato di continuare ad influenzare il presente

Il rancore che proviamo è il sintomo della nostra prospettiva limitata, della nostra incapacità di riconoscere le cose nella loro divinità, della nostra impossibilità di accettare pienamente gli altri ed il mondo nel loro ruolo, perchè non siamo in Pace con noi stessi. E allo stesso tempo anche quando pensiamo che qualcuno meriti la concessione del  nostro perdono siamo fuori strada.

Il perdono, è vero, è sintomo di comprensione e di consapevolezza, solo quando nella nostra vita, anche quelli che “non lo meritano” lo ricevono. Non è una questione di sapere se una persona è degna di perdono o meno, è una questione di sapere come funzionano le cose in questo piano di realtà. Il perdono è vero solo quando ci rendiamo conto della sua virtualità, del fatto che non ha nemmeno senso perdonare, perchè non è accaduto niente di sbagliato.

Sei pronto a lasciare andare le negatività

La questione è se il tuo cuore è pronto o meno lasciare andare la negatività che la tua mente percepisce e a cui è aggrappata. Perdonare significa imparare ad amare gli altri permettendo loro di essere ciò che sono, ma partendo dalla consapevolezza di amare se stessi al punto di permettere agli altri di giocare al meglio il loro ruolo nella nostra vita. Ecco il valore del perdono. Il perdono così inteso e così vissuto, ci porta più vicino al nostro vero essere. Se non siamo capaci di perdonare, è come se negassimo il nostro potere e lo dessimo all’altra persona. In pratica affermiamo che siamo soggetti al volere di qualcun altro.

La realtà invece è che noi siamo degli esseri potenti, dotati della nostra propria volontà, e del potere di creare quello che vogliamo. Se ci ricordiamo di questo il perdono diventa naturale, direi quasi ovvio, perché capiamo che nulla può mettersi contro noi stessi e riconosciamo il valore della perfezione del creato. Perdonare significa proprio questo: riconoscere la perfezione del creato.

Inconsapevolezza

Le cose che giungono a noi sono quelle che abbiamo attratto con l’energia che abbiamo emantao (pensieri, azioni, parole, emozioni, atteggiamenti, convinzioni…).

un grande saggio disse:

“Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate. Affinché il Padre vostro, che è nei cieli perdoni le vostre colpe”

Gesù di Nazzareth

E ricordiamo che il Padre Nostro che è nei cieli, è il nostro Io Superiore che perdona noi stessi, o meglio riconosce la nostra perfezione. Se vogliamo addentrarci più nello spirituale: Siamo Uno e perciò la tua sofferenza è la mia sofferenza, se tu mi hai fatto male è perché io te l’ho permesso visto che io sono responsabile al 100% della mia realtà.

Se tu hai una “colpa” la stessa “colpa” ce l’ho io. Quindi qualunque emozione di risentimento perde completamente ogni senso di essere.

Ma allora perché le persone fanno del male al prossimo? Forse la domanda più corretta è perché noi permettiamo alle altre persone di farci del male?  E soprattutto perché noi ci permettiamo di vivere ciò che ci fanno gli altri come “male” compiuto “contro” di noi? La risposta è molto semplice, chiara e inequivocabile e ce la dà sempre Gesù

“Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno!”

Gesù di Nazzareth

Dove i primi a non sapere ciò che accade siamo noi quando percepiamo ciò che fanno gli altri come del “male” compiuto a nostro danno. Inconsapevolezza!

In Ho’oponopono perdonare significa consapevolezza

L’incapacità di perdonare è ancora una volta inconsapevolezza. La risposta di tutto “il male” è nell’inconsapevolezza. Se, prima di commettere una cattiva azione, più o meno grave, sapessimo quale sarà la sua conseguenza sul nostro percorso, non la commetteremmo mai, per nessuna ragione al mondo. Allo stesso modo però se prima di accettare la polarizzazione energetica dei fatti realizzata dagli altri, conoscessimo la conseguenza energetica su di noi della nostra accettazione, agiremmo diversamente.

Le persone (noi compresi) non sono in grado di agire diversamente, commettono le uniche azioni di cui sono capaci. Provano gli unici sentimenti che, in quel momento della loro vita, sono in grado di provare. Chi ha la capacità di perdonare perdona, chi non lo fa, semplicemente non ha la capacità di farlo.

Perciò ecco: perdonare significa “non serbare rancore” ed è la cosa più utile e più intelligente che possiamo fare. In questo sta il valore del perdono. Perdonare significa aprirsi alla piena accettazione di noi stessi. Aprirci alla nostra esperienza di esserci e aprirci all’intero universo.

perdono: dal piombo all'oro

Saper Amare

Chi ha una grande capacità di Amare non concepisce l’odio, e non è in grado di provarlo. Perchè il suo Amare è naturale. Chi ha una grande capacità di Amare non sarà in grado di rispondere all’odio con odio, ma proverà compassione per chi non è in grado di sentire amore. E sarà capace di Amare anche chi gli fa del male. L’Amore sa perdonare. L’Amore fa parte di noi. E’ la nostra vera essenza, ma noi l’abbiamo sepolta con strati di egoismo, di odio, di paura…

Non è mai troppo tardi

Tuttavia, non è mai troppo tardi per riscoprire quell’Amore, basta gettare via dalla nostra vita e dal nostro cuore tutto quello che amore non è.

Il perdono ci aiuta a fare proprio questo.

Agli occhi di chi perdona, un amico e un nemico sono la stessa cosa: anime, fratelli. Egli sa che i suoi fratelli possono sbagliare, ma attribuisce i loro errori all’inconsapevolezza, e ha imparato che può Amarli indipendentemente dalle loro cattive azioni.

La violenza inconsapevole che subiamo dagli altri e che ci fa soffrire grazie al perdono non sarà più associata alla reazione vendicativa, al desiderio di ritorsione per “fargliela pagare”. Chi non sa perdonare spezza il ponte sul quale egli stesso dovrà passare (non è mia questa immagine). Come persone consapevoli sappiamo che l’unica strada è quella di perdonare, nel senso di donare a noi stessi e agli altri, che sono il nostro specchio, Amore.

chi non sa perdonare spezza un ponte

Perdonare è il balsamo che risana tutte le ferite

Perdonare è il balsamo che risana tutte le ferite, anche quelle fisiche e materiali e permette di rimuovere anche la vergogna e il senso di colpa. Significa essere compassionevoli verso se stessi. Lasciamo andare le paure e i sensi di colpa e impariamo ad accettare che l’Universo ci approva e ci accetta esattamente così come siamo.

Da questa situazione, da cosa significa perdonare in ho’oponopono, impariamo a non dubitare più di noi stessi, a non usare la strada facile dell’affidarsi senza assumersi la responsabilità di sé. Sentire che siamo Uno è la strada, per raggiungere e perdonare noi stessi. Perdoniamo e ringraziamo la nostra Anima per averci dato queste esperienze.

Quelle che seguono sono alcune riflessioni di Andrea Pangos

Provare rancore significa negarsi l’Amore,

perdonare significa avvicinarsi a essere Amore.

Il perdono…

  • è una soluzione dell’incessante tendere del Potenziale Amore a esprimersi attraverso l’Amare, trasformando prima, il voler male in voler bene, poi il voler bene in Amare.
  • è la forma di autogoverno consapevole, trasformare il risentimento in perdono è un processo indispensabile per progredire spiritualmente.
  • dinamizza, il rancore fossilizza: è un elemento di rigidità mentale, impedimento per l’Umanità.
  • Umanizza, perdonare è dar spazio alla Divinità.
  • non è un atto d’Amore, ma un aspetto del tendere ad Amare, che è trascendenza del perdono: l’Amare è senza dualità rancore-perdono.
  • è pacificazione, il rancore scontro: il perdono è essere per qualcosa, il risentimento è essere contro qualcosa.

ed è anche…

  • un altare per la Felicità, il risentimento fa parte del culto della sofferenza.
  • fa parte del lasciar andare il peggio, aprendosi al meglio.
  • libera dal giudicare, liberandoci dal ruolo di giudici: meglio essere buoni avvocati di se stessi, che giudici delle pene altrui.
  • è guadagnare la perdita del rancore.
  • significa lasciare la distruttività in favore della creatività.
  • fa parte della strada verso l’indipendenza. Il risentimento è un forte segnale di dipendenza, ciò da cui si è veramente indipendenti non turba. Attaccamento a chi ci ha offeso: paradossale attaccamento veramente!
  • vuol dire liberarsi e liberare dal male. Perdonando ci liberiamo da malfattori interiori: conflitti, odio, giudizi negativi…, liberando gli altri dal nostro male.
  • significa aprirsi prima alla piena accettazione di se stessi, opportunità per la piena constatazione dell’inevitabilità di se stessi.
  • non vuole dire dimenticare, reprimere o far finta di non vedere.
  • significa anche trasformare il ricordo in voler bene prima, in Amare poi. Consapevolizzato, il ricordo dell’avvenimento offensivo è libero da sensazioni negative. Durante la Consapevolezza integrale il ricordo viene osservato dalla prospettiva globale, consapevole che si tratta di un suo segmento che avviene nell’Amare.

E non dimentichiamoci di usare l’Amore come chiave per Tutto.

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