Giovanna Garbuio

La demonizzazione dell’ego è una delle tante trappole New Age

Articolo di Giovanna Garbuio

La diabolica demonizzazione dell’Ego

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La demonizzazione dell'ego

E’ inutile ed estrememante controproducente mettersi a fare distinzioni, questo va bene, questo va male, questo è santo, questo è diabolico.

L’ombra è sempre proiettata da una fonte di Luce

Naturalmente di ciò che è, nulla è da demonizzare, perché se è, è perfetto com’è, semplicemente perché Tutto è Amore (o Coscienza)!

Tutto è Uno, l’Uno è Amore, tutto è Amore che evolve in direzione dell’espansione di Se Stesso

Quindi non sono cattivi né l’ego, né la nostra parte razionale, né il concetto di dualità e separazione in cui siamo immersi. Fino al limite di accettare il concetto che nemmeno la sofferenza è “cattiva” o sbagliata. Se sono, vuol dire che va bene così, che hanno un’utilità evolutiva.

Perciò l’attenzione deve essere posta sull’accettazione anche della dualità nella sua necessaria ed “apparente complessità”, anche dell’ego nella sua “diabolica” manifestazione materiale e materialista, anche della sofferenza nella sua difficoltà.

Sempre riguardo la demonizzazione dell’ego ecco cosa ne pensa un grande saggio:

Molte religioni e filosofie, secondo le quali esiste qualcosa di intrinsecamente malvagio o peccaminoso negli esseri umani, hanno usato il termine “ego” per indicare il sé in opposizione agli altri. Insegnando che bisogna ridurre o persino distruggere l’ego. Col risultato che molte persone finiscono con l’odiare se stesse e tutti i loro desideri e impulsi naturali. (…) I conflitti derivano sempre dalla convinzione della separazione, quindi dobbiamo diminuire il senso di separazione non l’ego.

Serge Kahili King

Il concetto di peccato e la demonizzazione dell’ego

Il concetto di “peccato”, della cui insensatezza ci sarebbe da dire davvero parecchio, è quello che deriva appunto dal la demonizzazione dell’ego e del concetto di dualità e che apparentemente ci rende qualcosa di diverso e lontano dall’essere spirituale che siamo. Anche identificando con il negativo solo una parte di noi (Tutto è Uno, non tutto meno l’ego!), ci tiene legati all’impossibilità di riconoscere chi noi Siamo.

L’ego è sostanzialmente l’essenza razionale e consapevole del proprio essere.

E’ colui che, collaborando con il sub-conscio, permette all’essere umano centrato di manifestare la realtà che più gli è utile. Questo Io, questo senso di identità, si definisce completamente nell’individuo attorno ai sette anni di età.

E’ quello che detiene il cosiddetto “libero arbitrio”, la capacità di scelta. E’ la nostra capacità di ragionare.

L’utilità della mente conscia

Trasformare la mente La demonizzazione dell'ego

La nostra mente conscia è uno strumento finito, che ci permette di segmentare la realtà e fare esperienza della nostra vita, dandoci l’illusione della linearità e dello spazio/tempo. Le funzioni principali dell’ego sono quelle di identificare (e crearli alle volte) problemi e stabilire obiettivi.

Noi spesso attribuiamo ad essa un grande valore, pretendendo di poter comprendere la vita ed i disegni divini razionalmente. L’evidenza invece ci mostra tutti i limiti della nostra ragione. Tuttavia il fatto che sia limitata non significa che sia qualcosa di negativo da “superare”. Da questa convinzione (anch’essa limitata) deriva la demonizzazione dell’ego.

Come le altre parti di noi stessi lego è uno strumento estremamente efficace se lo usiamo consapevolmente, decisamente pericoloso se ci lasciamo usare da esso inconsapevolmente!

Uno strumento evolutivo

Come ogni cosa se esiste, se è “stata creata” esiste per un motivo evolutivo di espansione dell’Amore. L’ego è uno strumento di evoluzione, ed è un ottimo strumento finché lo usiamo consapevolmente per

  • decidere
  • scegliere
  • discernere
  • agire
  • azionare la volontà

Altro è essere inconsapevoli a tal punto circa la sua funzione e il suo utilizzo da farci usare da esso, e metterlo in primo piano e gonfiarlo a dismisura… Ecco qui nascono i guai.

Ma non dipendono dalla natura dello strumento, dipendono dall’uso distorto e inconsapevole che se ne fa.

L’origine del male e la demonizzazione dell’ego

L’origine del male non è altro che l’ignoranza, cioè un uso scorretto e inconsapevole delle potenzialità creative dell’essere umano. Per cui anche la demonizzazione dell’ego non ha alcun senso.

Nulla di ciò che fa parte dell’uomo può essere cattivo in origine, nemmeno l’ego, perché appunto Tutto è Amore, l’Uomo è il Tutto, l’Uomo (nella sua totalità) è Amore, è solo l’uso distorto che facciamo dell’Ego che ci procura dolore o che ci fa percepire le situazioni come “male”.

Giovanna Garbuio

Il cosa e il come

L’obiettivo principale della nostra vita incarnata e attraverso quali esperienze centrarlo è stato definito dalla nostra Anima in altri spazi e in altri tempi o in non-spazi e non-tempi. Mentre come sperimentare “il cosa” viene scelto quotidianamente da noi stessi (attraverso le potenzialità dell’ego e della razionalità), intesi come personalità individuale.

Perciò “il cosa” viene attratto dalla nostra guida interiore attraverso giochi di sincronie e risonanze. Invece il “come” viverlo dipende dalle scelte quotidiane dell’ego. Certo condizionato dalla presenza delle cosiddette memorie (Ho’oponopono). Il divino in noi ha deciso già le cause. Lasciandoci liberi di interpretarle e di viverle quindi attraverso la gioia o attraverso la sofferenza…

Comunque sia la nostra missione di nascita la centreremo… Volenti o nolenti!

Sentirsi vittime dà origine alla demonizzazione dell’ego

Non essere consapevoli dello strumento che abbiamo a disposizione significa remare contro corrente. Vuol dire lamentarsi, sentirci vittime, voler a tutti i costi cambiare strada. Esserne invece consapevoli, usare lo strumento e non esserne usati, significa seguire il flusso, cercare il bello in ciò che accade ed essere consapevoli dell’Amore che ci circonda!

La differenza pratica sta tra il focalizzarsi sui “problemi” (non essere) o concentrarsi sulle soluzioni (Essere)!

La nostra guida interiore non ci fa vivere esperienze dolorose come sua decisione. Le esperienze dolorose sono determinate dal nostro combattere (perchè inconsapevoli) ciò che la Vita ci propone, trasformando qualcosa che potenzialmente avrebbe portato l’attenzione su ciò che di noi avremmo dovuto vedere e integrare trasformando la nostra esperienza in benessere, in qualcosa che non riusciamo ad accettare.

Non accettazione

La non accettazione ci fa sperimentare il “brutto”. L’accettazione e la ricerca del bello fanno venire a galla ogni opportunità di gioia. Entrambi nella stessa situazione di partenza ma determinati dal nostro atteggiamento: essere strumenti dello strumento o essere agenti che si servono degli strumenti.

Giovanna Garbuio

Qualunque cosa ci accada è un’opportunità di crescita che noi di volta in volta decidiamo di sfruttare in questo senso o di combattere perdendone la potenzialità.

La demonizzazione dell'ego

Presenza e osservazione

Come fare dunque ad assecondare i suggerimenti della nostra guida interiore? Presenza e osservazione sono la chiave!

Il primo sentire viene sempre dall’Alto, quindi osservandoci e vivendo le esperienze in presenza, saremo sempre meglio in grado di coglierne il suggerimento ed imboccare la via indicata.

La differenza sta tra l’ascoltare il nostro sentire (cuore & mente) o pensare cosa fare e decidere in base alle nostre valutazioni puramente razionali, perché decidiamo (razionalmente) che ciò che sentiamo non è reale! In questo caso l’ego diventa un problema.

Ispirazione VS ragionamento!

Le cose accadono per mostrarci su cosa è utile portare la nostra attenzione e lavorare.

Vivere una vita autentica con presenza e osservazione è il punto di svolta… Gli esercizi, la pratica, la meditazione, l’alimentazione, le preghiere, i mantra, sono strumenti per arrivare a Vivere naturalmente una Vita Autentica in presenza e con capacità naturale di osservazione.

Che non vuol dire “non praticate!” Vuol dire “praticate!” con la consapevolezza che la pratica è la via non la meta!

Non c’è niente da imparare. Sappiamo già tutto ciò che dobbiamo sapere (e molto di più), dovremmo solo cercare di farci attenzione e farlo tornare a galla ogni volta che ci è più utile.

Le cognizioni le abbiamo già tutte. Ogni cosa funziona in modo estremamente logico, ma noi temiamo di fare correttamente 2+2 perché per farlo dobbiamo usare la demoniaca razionalità.

Cuore e mente non sono in competizione se non ce li mettiamo noi

Pensiamo che affidarci al cuore (attributo della santità) significhi accettare che questa somma faccia 3 (o 5), perché accettare che faccia 4 ci pare troppo semplice e soprattutto troppo razionale (vade retro!). Questa è la tipica trappola nella quale cadiamo continuamente.

Tutto è Uno, demonizzare l’ego o la razionalità è un’operazione duale, un’operazione di separazione. Farlo non ci porterà niente di buono.

ORA siamo chiamati alla scelta energetica tra vecchio e nuovo paradigma, tra vecchio e nuovo modello di riferimento. Scelta che ci porterà all’unione degli opposti anche percettiva, attraverso il riconoscimento della funzionalità della separazione.

Spirito e materia

Perciò cominciamo ORA a riconoscere l’illusione di separazione tra spirituale e razionale, tra eterico e materiale…

Le cose evolvono in modo estremamente logico (con buona pace di tutta la New age). Se poi la logica ci pare “troppo razionale“, forse abbiamo qualche problemino di percezione.

Tutto è Uno e dell’Uno fanno parte anche la logica, la razionalità, il discernimento, la possibilità di scegliere e la capacità di farsi un’opinione e quindi l’ego e l’operazione più efficace che possiamo fare è quella di smettere di distinguere o privilegiare Cuore o Mente, ma metterli in coerenza tra loro e far tornare a galla la nostra saggezza e con essa la nostra potenza.

Ce ne parla Giovanna Garbuio

La demonizzazione dell’ego

Pilastro di Luce

Pilastro di Luce della Pace dell’Io

Meditazione guidata creata da Morrnah Nalamaku Simeona e trasmessami da Mak’ala Yates

Per riarmonizzare i nostri squilibri il cui riflesso è la manifestazione di quello che ci pare sbagliato (ego compreso).

Puoi trovarla QUI

Giovanna Garbuio

Mi chiamo Giovanna Garbuio non mi piace definirmi, ma se proprio lo devo fare direi che sono una libera pensatrice. Sono inciampata nel 2008 su ho'oponopono e l'ho subito identificato come la via per lasciar andare tutte le domande! Sono stata la prima a scrivere qualcosa di strutturato su Ho'oponopono in Italia.  Sono entrata in contatto con la cultura Hawaiana dunque, quando ancora in italiano non c'era letteratura e quella poca che c'era era per lo più fuori stampa e quindi non più disponibile.

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