Giovanna Garbuio

Ho’oponopono e la malattia non è un argomento proprio così immediato da comprendere, ma soprattutto da accettare!

Articolo di Giovanna Garbuio

Ho’oponopono e la malattia

Ho'oponopono e la malattia
Ho’oponopono e la malattia

Malattia come opportunità di crescita

So che questo è un tema un po’ controverso, spinoso e comunque difficile. Anche la malattia come ogni evento che si realizza nella vita è una grande opportunità di crescita, tanto che in molti nel nostro ambito hanno cominciato a chiamarla “benattia”.

Con la pratica di Ho’oponopono non otteniamo la guarigione dalla malattia, ma realiziamo la guarigione energetica da ogni disarmonia dove anche la malattia probabilmente non ha più spazio. ma nella pratica la guarigione dalla malttia non può essere l’obiettivo, sarà eventualmente un effetto collaterale di qualcosa di molto più potente ed ampio.

Certo per poter riconoscere la malattia come “benattia” e per poterne cogliere la portata è indispensabile aver metabolizzato che cos’è questa vita incarnata e quale relazione essa abbia con la Vita in valore assoluto, definita anche Vita Eterna.

La Vita Eterna è la modalità, o se vogliamo il movimento con cui l’Assoluto si conosce e attraverso l’azione di conoscersi si manifesta. La vita incarnata è uno dei tanti modi in cui la Vita Eterna si muove. Perciò la vita incarnata è qualcosa di esauribile che rappresenta porzione di qualcosa di incommensurabilmente più ampio e inesauribile. La Vita Eterna è il movimento dell’Amore assoluto, della Coscienza Divina o comunque vogliamo chiamarlo.

Quando riusciamo a metabolizzare e a integrare davvero questa verità, qualunque parzialità (compresa la vita incarnata) ridimensiona enormemente la sua importanza ed ogni evento perde qualunque caratteristica di ineluttabilità e di gravità.

Tutto ciò che accade ci parla di noi e ci mostra le nostre potenzialità di espansione.

Ho'oponopono e la malattia
Ho’oponopono e la malattia

Dietro ogni malattia c’è il divieto di fare qualcosa che desideriamo oppure l’ordine di fare qualcosa che non desideriamo. Ogni cura esige la disobbedienza a questo divieto o a quest’ordine. E per disobbedire è necessario abbandonare la paura infantile di non essere amati; vale a dire di essere abbandonati. Questa paura provoca una mancanza di coscienza: non ci si rende conto di quello che si è davvero, cercando di essere quello che gli altri si aspettano che noi siamo. Se si persiste in questa attitudine, si trasforma la propria bellezza interiore in malattia. La salute si trova solo nell’autentico, non c’è bellezza senza autenticità, ma per arrivare a quello che siamo davvero dobbiamo eliminare quello che non siamo. Essere quello che si è: questa è la felicità più grande.

Alejandro Jodorowsky

La malattia, anche cronica, anche terminale, vista da quest’ottica non risulta più essere un evento tragico, ma semplicemente un evento che come tutti i fatti della vita, accade con l’obiettivo di mostrarci qualcosa di noi stessi a cui non stiamo prestando la necessaria attenzione. Perciò nessuna malattia è davvero terminale finche noi stessi non accettiamo e facciamo nostra le credenza (anche inconsapevolmente) che lo sia.

Ecco che con questa visione di base, ogni malattia si manifesta solo per guarirci, dove la guarigione è il recupero di un’armonia perduta o di un’armonia potenziale che non abbiamo ancora coltivato appieno. E la malattia otterrà sempre il suo scopo di guarigione e di profondo riallineamento interiore, come ogni fatto che accade ottiene, magari ripetendosi più e più volte.

Perciò la malattia ci guarisce paradossalmente anche quando ci porta alla morte. Certo da un punto di vista dell’uomo medio, che poco sa del funzionamento del meccanismo universale, quanto fin qui detto può suonare come un’insensata bestemmia, me ne rendo conto. Ciò non di meno questo è quello che la malattia è nella dimensione incarnata spazio-temporale. E la morte determinata dalla malattia si verifica solo se nel nostro immaginario (inconscio) è previsto che lo possa essere.

La consapevolezza di tutto questo può essere di grande ausilio nel consentirci di riservare parte delle nostre risorse energetiche all’assunzione di responsabilità dell’accaduto nella ricerca della causa interiore (o comunque alla sua trasmutazione) che il nostro ignorare ha costretto a manifestare la malattia che con il resto delle nostre forze ci applichiamo comunque a curare per superarla appunto.

Confronti su Ho’oponopono e la malattia

Nel  gruppo “Ho’oponopono occidentale” di Facebook ci siamo trovati spesso a confrontarci su Ho’oponopono e la malattia. Sul fatto se fosse Pono o no, ricordare a qualcuno che soffre, che anche quella sofferenza è una sua reaponsabilità e che solo lui/lei è in grado di uscirne, anche eventualmente non riuscendo a modificare la situazione e dovendo “subire la malattia” fino in fondo. Subire la malattia significa sostanzialmente riconoscerne la portata di bellezza che comunque qualunque evento possiede. E più siamo consapevoli di questo più è facile che ne trasmutiamo dvvero gli effetti.

Sottolineare dunque ciò che di fatto è Ho’oponopono e la malattia, anche se non è piacevole.

Solo quando non abbiamo più “bisogno” di andare in una determinata direzione, imbocchiamo la strada “giusta” che ci porta alla guarigine definitiva! E questo è il percorso che ci mostra Ho’oponopono e la malattia verso la guarigione globale che non contempla per forza la guarigione fisica, materiale dalla malattia, ma che comunque molto spesso passa di là.

Giovanna Garbuio

Ogni il malessere si dissolverà nel momento preciso e solo quando ne avremo integrato l’insegnamento e/o l’opportunità che veicola, che non vuol dire necessariamente “capirlo”.

Tornando ai confronti sui social, appunto si diceva che è “facile” parlare di certi concetti in astratto. Ma quando ci troviamo di fronte a situazioni reali non sempre è Pono dire le cose come stanno.

Un “tranquillo andrà tutto bene” potrebbe essere più apprezzato di un “mi dispiace ma devi prenderti le tue rsponsabilità, accettare la situazione, integrarla e agire“… perchè chi si trova nell’occhio del ciclone spesso non è in grado di riconoscere lì per lì “la verità” di Ho’oponopono e la malattia.

Uno scambio costruttivo su Ho’oponopono e la malattia

Qualche tempo fa ho avuto uno scambio di mail con una ragazza su Ho’oponopono e la malattia …

Certo non è stato per niente facile parlare di Ho’oponopono e la malattia con qualcuno che si confronta direttamente con la realtà più cruda della malattia vera!

Peraltro l’affermazione “andrà tutto bene” è di per sè una grande verità! Io per prima sostengo sempre che se non è finita bene è perchè non è ancora finita. Tuttavia è una verità comprensibile se si accetta che non c’è niente di male nemmeno nella malattia e paradossalmente nemmeno nella morte. E questo è il fondamento forse più difficile del rapporto tra Ho’oponopono e la malattia.

​Di seguito la mia utima risposta a questa cara amica!

Ho’oponopono si pratica sulla malattia come su tutto il resto

Ho'oponopono e la malattia
Ho’oponopono e la malattia

“Cara xxxxxx, per quanto riguarda Ho’oponopono e la malattia, sulla salute si pratica ho’oponopono come su tutto il resto, con fiducia e senza aspettative sulla direzione che prenderanno le cose.

In ogni caso la nostra gioia e la nostra serenità saranno energeticamente molto efficaci su qualunque malattia. E questa è l’essenza della pratica di Ho’oponopono e la malattia.

Magari la malattia non guarirà, ma noi ne comprenderemo il senso e recupereremo comunque la percezione della nostra armonia. Oppure saremo noi a cambiare fino a comprendere e a sentire che ciò che sta accadendo va benissimo com’è. Anzi magari addirittura cominceremo ad apprezzarlo.  Certo sembra un ragionamento assurdo riferito alla malattia e al dolore o addirittura alla morte, ma il meccanismo di Ho’oponopono in ogni ambito è questo.

Il meccanismo in Ho’oponopono e la malattia è questo

Se io riesco davvero a rasserenarmi e a centrarmi e a riconoscere me e la mia realtà come l’Amore che Siamo, le cose si sistemeranno. Magari non come ora penso sia la cosa migliore o magari sì. Ma in ogni caso, quando la vivrò consapevolmente mi accorgerò che è la cosa migliore. E’ così che funziona Ho’oponopono e la malattia

Ho’oponopono è davvero molto semplice! Non c’è niente da capire e niente di complicato! Pulire è tutto quello che c’è da fare.

E ovviamente bando alle aspettative perchè  non è mai detto che la malattia che noi  percepiamo come sbagliata, negativa ed erronea e quindi da cambiare, lo sia veramente! Quindi ottima l’intenzione ditretta alla guarigione. Ma limitiamoci a recitare il mantra e ad aspettarci il meglio per noi e per le persone coinvolte dalla situazione con la certezza che si sta già realizzando!

Ho’oponopono e la malattia è un’opportunità

Vista dal normale punto di vista umano la malattia è davvero un pesante scoglio. Appunto per noi esseri umani limitati è davvero difficile trovare un punto di vista dal quale vedere il bene di certe situazioni “tragiche”. Tuttavia sicuramente da una visione più ampia (intendo universale, cosmica), ogni situazione è la migliore e più perfetta che si potesse realizzare date le premesse.

Quindi anche in questo caso Ho’oponopono va applicato sempre allo stesso modo.

Il modo più efficace per farlo è mettersi nella condizione di fiducia che in questa situazione non c’è niente di sbagliato. Anzi riuscire a ringraziare per l’opportunità che ci è stata fornita (da noi stessi) di ripulire memorie, che dalla prospettiva umana possono risultare scomode, quando anzi, proprio drammatiche.

Gratitudine innanzitutto in Ho’oponopono e la malattia

Ho'oponopono e malattia dentro e fuori
Ho’oponopono e la malattia

Quindi gratitudine innanzitutto comunque per il sintomo che sta veicolando un messaggio! L’unico modo per benedire ciò che ci procura dolore e sofferenza è SAPERE che contiene qualcosa di evolutivo per noi e concentrarci su questo:

Benedico il bene che so esserci in questa situazione e chiedo di vederlo

E poi tutto l’Amore di cui siamo capaci

Naturalmente la cosa più difficile è evitare di farci angosciare da ciò che è! Ma anche in questo possiamo farci aiutare da ho’oponopono. Applicando ho’oponopono su noi stessi e sulla malattia. Però sempre senza dare istruzioni all’Universo sulla direzione da prendere.

Niente aspettative specifiche.

Intendo aspettative di guarigione o di miglioramento. Se il meglio per tutti prevede la guarigione, essa avverrà così, anzi è già così, altrimenti sarà comunque il meglio!

Quello a cui bisogna aspirare è il meglio, senza stabilire noi  quale sia!

Focalizziamoci sulla nostra serenità

Ho'oponopono e la malattia vivere differentemente
Ho’oponopono e la malattia

Focalizziamoci sulla nostra serenità e di tutte le persone coinvolte, non sulla guarigione specifica… è più semplice ed efficace!”

“Maestro, come faccio a guarire dalla mia malattia?”

“Non è della guarigione che ti devi occupare ora. In questo momento sei chiamato a rimanere nel tuo sintomo, nel tuo fastidio, nel tuo malessere. Non cercare vie di fuga. Resta in quello che c’è ora. Contemplalo, dipingilo, custodiscilo nel tuo cuore, parlaci, dagli attenzione. Per tutto il tempo necessario. Non avere fretta. E’ il momento dell’ascolto profondo. Di te stesso.”

“Ma io ho paura della mia malattia.”

“Perché ci hanno insegnato a cancellare qualsiasi sintomo del nostro corpo, come la gomma che corregge nell’immediato un errore della matita. Quando invece è proprio l’errore stesso il nostro più grande maestro. Senza di esso non potremo fare esperienza e crescere, sempre di più. La malattia e l’errore sono dei grandi spiriti che giungono a noi per destarci. Sono gli ambasciatori dell’anima.”

“Maestro, ma la malattia fa male.”

“Non è la malattia a fare male. Ma il nostro tentativo di fuggire da essa. Pensa alla donna che partorisce: se riesce a danzare con il suo dolore il male si attenua, se lo respinge lo sente ancora di più. Siamo chiamati a vivere la malattia con il cuore. Non più con la mente.”

“E la guarigione arriverà?”

“Arriverà la cura. Di te stesso. E non t’importerà più guarire dalla tua malattia. Vorrai solo vivere. E dedicarti all’ascolto di ogni richiamo della tua anima. Non è questa forse la vera guarigione?”

Elena Bernabè

Innamorarsi del proprio nemico

La mente impaurita tende a condurre in direzioni dove è impossibile la gestione evoluta e costruttiva. La difficoltà delle difficoltà è “innamorarsi del proprio nemico” e accettarlo con la consapevolezza che non è qui per farci del male…

Tutti i veri saggi del pianeta hanno predicato questo!

  • Ama il tuo nemico
  • Porgi l’altra guancia
  • Non opporti al malvagio
  • Pregate per quelli che vi perseguitano

Queste sono affermazioni che significano proprio “cogli l’opportunità che si è travestita da problema e Amala”. Siine grato…

E’ questo lo strumento che possediamo per trasmutarlo. L’unico strumento davvero efficace è l’Amore. Amore per noi stessi e per ciò che abbiamo manifestato… Qualunque cosa sia! Dobbiamo avere innanzitutto Fiducia in noi stessi e nel nostro operato (fosse anche il manifestare la malattia) e Amarci.

Lo so che è facile a dirsi, ma chi te lo dice è di carne e sangue come te, con gli stessi timori, con gli stessi interrogativi e a volte gli stessi percorsi.

Ogni sintomo è un messaggio anche in Ho’oponopono e la malattia

Ho'oponopono e la malattia il corpo ci parla
Ho’oponopono e la malattia

Ho molti nomi: dolore al ginocchio, ascesso, mal di stomaco, reumatismo, asma, il muco, influenza, mal di schiena, sciatica, cancro, depressione, mal di testa, tosse, mal di gola, insufficienza renale, diabete, emorroidi… e la lista continua.

Mi sono offerto volontario per il peggior lavoro: essere il lettore di te stesso.Non capisci, nessuno mi capisce. Pensi che voglio disturbarti, rovinare i tuoi piani di vita, tutti pensano che voglio rovinare, fare del male, limitarti. E non è così, sarebbe assurdo.Mi dispiace, sto solo cercando di parlarti in una lingua che capisci.Io, il SINTOMO , non posso essere “sottile” e “leggero” quando ho bisogno di darti un messaggio.

Mi odi, ti lamenti di me con tutte le persone, ti lamenti della mia presenza nel tuo corpo, ma non ti dai un minuto per pensare, ragionare e cercare di capire la ragione della mia presenza nel tuo corpo.lo mi tengo stabile e costante, perché DEVO FARTI CAPIRE il messaggio.

Cosa fai? Cerchi di assopirmi con dei farmaci chimici. Di farmi star zitto coi sedativi, preghi per farmi sparire con gli antinfiammatori o di estinguermi con la chirurgia. Cerchi di farmi rimanere in silenzio, giorno dopo giorno. E sono sorpreso di vedere che a volte preferisci consultare gli indovini in modo che possa “sparire” dal tuo corpo in un modo “magico”.

La mia unica intenzione è quella di darti un messaggio, ma tu vuoi ancora ignorarmi totalmente. Spendo ore, settimane, mesi, anni, cercando di salvarti la vita, e invece sostieni che non ti permetto di dormire. Se non mi lasci “camminare in te”, non mi permetti di lavorare in te. Capisci? Per te, io, il sintomo, sono la malattia. Che assurdo!

Sei confuso. Io non sono la malattia, io sono il sintomo. Vai dal dottore e paghi per fargli così tante domande, poi spendi del denaro che non hai per comprare i farmaci, solo per farmi stare zitto. P erché mi fai stare zitto, quando sono l’unico allarme che sta cercando di salvarti?

La malattia “sei tu”, “il tuo stile di vita”, “le tue emozioni contenute”, e nessun dottore su questo pianeta sa come combatterlo. L’unica cosa che fanno è attaccarmi, cioè combattere il sintomo, farmi tacere, farmi sparire. Rendermi invisibile così non mi vedi.La buona notizia è che spetta te non aver più bisogno di me, sei Tu che devi analizzare ciò che sto cercando di dirti, quello che sto cercando di prevenire.

Quando io, IL SINTOMO, appaio nella tua vita, non è per salutarti, è per dirti quale emozione contenuta nel tuo corpo dev’essere esaminata e risolta per non ammalarti.

Dovresti chiederti: “Perché questo sintomo è apparso nella mia vita?”, “cosa vuole avvisarmi”? Perché questo sintomo sta comparendo ora? Cosa dovrei cambiare in me? Se lasci queste domande soltanto nella tua mente, le risposte non ti porteranno lontano da quello che è successo da anni.

Dovresti anche chiederlo al tuo Inconscio, al tuo Cuore, alle tue Emozioni.

Quanto piu’ ti analizzi, tanto meno ti visitero’. Nel raggiungere questo equilibrio e perfezione come osservatore e analizzatore della tua vita, emozioni, reazioni, non avrai bisogno di chiamare un medico o comprare medicine perché diventerai pronto ad assumerti la responsabilità delle tue Creazioni. Non ti sentirai più come una vittima, e prenderai il controllo della tua vita. Sii Consapevole, rifletti e agisci, così farò prima e mi allontanerò dalla tua vita.

Con affetto. IL SINTOMO

Tratto da “Guarigionie da autoimmuni”

La benattia del Dott. Francesco Oliviero

  • Cosa sono le mallattie?
  • Perché si verificano?
  • Cosa significa “guarigione”?
  • Cosa vul dire “stato di salute”?
puoi trovarlo QUI

Il punto focale di tutto il discorso è che la malattia di per sé non esiste. Quella che noi percepiamo come malattia non è altro che una contrazione di energia. Quello che si verifica, in perfetta linea con il concetto di opportunità di Ho’oponopono, è sempre una “Benattia“.

La “benattia” è un concetto rivoluzionario che ci consente di lasciar andare quella percezione di errore e di negatività che di fatto è quello che non ci consente di guarire veramente.

Il Dottor Francesco Oliviero, medico psichiatra e pneumologo, si occupa da 35 anni di medicina bioenergetica e omeopatia centrata sulla persona. Nella sua ricerca il Dr. Oliviero è arrivato da dare un senso alla malattia fornendo un percorso per riattivare il nostro potere di autoguarigione.

Per cambiare il mondo, dobbiamo partire dal cambiamento di noi stessi e della nostra visione della realtà, della vita e della morte, della salute, della guarigione e della malattia.

Tutto ciò che esiste nell’universo è energia in movimento e perciò è vivo e cosciente e inoltre è diretto verso qualcosa: il riconoscimento consapevole di se stesso. Tutto quello che è vivo, è dinamico, in evoluzione, e perciò in continuo cambiamento. Quella del cambiamento è una vera e propria Legge inesorabile. Tutto cambia continuamente.

Le contratture, i blocchi energetici si verificano quando cerchiamo di bloccare questo cambiamento tentando di uscire dalla vibrazione dell’Amore, che è quell’energia che tutto è. Perciò la cosiddetta malattia che è un blocco energetico, una contrattura del libero fluire dell’energia che si verifica in assenza della percezione dell’Amore. Quando sostituiamo l’accettazione con il giudizio e con il rifiuto, con il blocco! La malattia è un richiamo della nostra attenzione su qualcosa che dentro di noi non è armonico e deve essere riportato in equilibrio.

Per guarire bisogna accettare la possibilità di non guarire

Guarire si può certo, ma per farlo è necessario accettare che possa non avvenire!

Ma non ti dico di forzarti ad accettare questo.  So benissimo che è difficilissimo, anzi spesso impossibile. Ti suggerisco di fare ho’oponopono. Di seguire anche le istruzioni dell’audio “Ribilanciamento” e Amare ogni singola cellula del tuo corpo così com’è, per permetterle di materializzare tutte le sue potenzialità. Senza pensare a dove ti condurrà tutto questo.

Con la consapevolezza che ti porterà a “stare bene“, anche se non necessariamente “guarita fisicamente” (anche se raggiunto questo stato è molto probabile che accada proprio questo, ma non deve essere il nostro obiettivo). Lo so che è un paradosso!

Lasciare andare e ripulire in Ho’oponopono e la malattia

Ho’oponopono ci permette lasciare andare e ripulire qualunque cosa che ci tiene lontani dal nostro stato di Armonia, Equilibro e Pace.

Ci permette di riarmonizzare la cause che provocano gli squilibri e le disarmonie e quindi anche la malattia. Ma senza che questo sia l’obiettivo. Perchè pensare che “guarire fisicamente”, debellare la malattia, sia la sola strada per recuperare la nostra armonia, è un’aspettativa molto ostacolante. Anche se di fatto il più delle volte è questo ciò che accade: pulendo e riarmonizzando le cause, la malattia che è l’effetto si trasmuta e scompare.

Ho’oponopono è un lavoro continuativo, da mettere in pratica quotidianamente  e per tutto il giorno. Diventa proprio un atteggiamento costante, un modo di essere che ci appartiene e che ci fa sentire sempre nella nostra giusta condizione fisica, mentale e spirituale, connessa con il grande disegno della vita, a prescindere da ciò che accade.

Ho’oponopono ti condurrà a stare bene a prescindere dalla guarigione, su questo non c’è alcun dubbio. Come, dove, attraverso quali esperienze però non lo sappiamo!

Ho’oponopono e la malattia ce ne parla Tiziano Terzani

Ho’oponopono e la malattia di Pam Pappas

puoi trovare l’articolo originale qui

Traduzione a cura di Giovanna Garbuio 

Pam Pappas
Pam Pappas

Un collega medico mi ha scritto la scorsa settimana chiedendo come era arrivato Ho’oponopono in questo blog. Aveva anche partecipato a un corso di formazione di Ho’oponopono recentemente, vicino a casa sua.

E’ stata una benedizione sentire da lui certe cose. Anche se Ho’oponopono è un modo per tutte le persone di fare ammenda per i propri errori di percezione sugli altri e sulla vita stessa, sento che questo è particolarmente importante per chi lavora nell’ambito medico. Non tutti sono disposti a prendere in considerazione queste idee, ma io offro questo blog per chi è disposto ad ascoltare.

Guaritori e Ho’oponopono e la malattia

Per quanto riguarda i guaritori anche il Dr Ihaleakala Hew Len, come psicologo, è stato formato ad “aiutare” le altre persone.

Ma in pratica, le cose non funzionano così. Quanti pazienti, i miei colleghi lo sanno, non sono stati “aiutati” da ciò che facciamo in medicina? Non è inquietante capire che quello che stiamo cercando di ottenere è così difficile?

In Ho’oponopono, non siamo veramente qui per aiutare gli altri, perché essi (e anche noi) sono già perfetti.

La nostra percezione è limitata

Ho'oponopono e la malattia abbracci
Ho’oponopono e la malattia

La nostra percezione, però – che nasce interamente dentro di noi – non è perfetta. Le nostre percezioni sono composte dalle memorie inconsce, e sono influenzate da esse, piuttosto che rappresentare gli altri oggettivamente come sono in realtà.

Se stai chiedendo: “Eh?” ti capisco. Anche per me è stato difficile comprendere questo. Soprattutto quando qualcuno stava soffrendo nel mio ambulatorio, in un pronto soccorso o in un ospedale.

Ma quando mi ricordo che quello che penso io o che “vedo”, inizia effettivamente come semplici impulsi neurologici, che il mio cervello/mente interpreta in qualche modo, le cose si fanno un po’ più chiare.

Dopo tutto, errori di percezione possono essere condivisi con innumerevoli altre persone, e possono essere trasmessi di generazione in generazione. E tuttavia rimangono inconsci, anche superando innumerevolmente i nostri pensieri coscienti. In realtà, questi ricordi inconsci possono sempre aumentare il loro numero e la nostra mancanza di consapevolezza contribuisce.

Come può Ho’oponopono essere di aiuto con la malattia

Ho'oponopono e la malattia
Ho’oponopono e la malattia

Se tutti noi viviamo in questo modo, che riguarda ciò che accade nel presente, come può Ho’oponopono essere di aiuto?

Ho’oponopono è un metodo di ribilanciamento di ciò che vediamo come problemi, che coinvolge il riconoscimento della perfezione, il perdono e la trasmutazione attraverso la Divinità, di questi “problemi”, che sono interpretati attraverso i ricordi.

In questo processo, Ho’oponopono ci vede come composti da 4 aspetti della mente: il Creatore divino (Uno/Amore), il Superconscio, il conscio e il subconscio (o Bambino interiore). Tutti questi possano lavorare armoniosamente insieme, in modo che la Divinità possa risolvere il problema, cancellando questi ricordi, se gliene diamo il permesso.

Zero Limiti in Ho’oponopono e la malattia

Il Divino Creatore può creare la mente, ed è l’unico che può trasmutare le memorie a zero. ​Quando siamo a zero, il Divino Creatore può fornirci l’ispirazione o l’intuizione, che ci porta ad agire perfettamente nel presente (incluso per quanto riguarda i trattamenti medici)

​Quando siamo coinvolti dai ricordi, non siamo aperti a ricevere questa ispirazione.

Il Divino in me per Ho’oponopono e la malattia

​Il Superconscio dentro di noi è perfetto, ed è sempre perfettamente connesso e in sintonia con il Divino Creatore (E’ Uno con esso). E’ la parte di noi che direttamente si relaziona con il Creatore divino chiedendone l’aiuto, una volta che la nostra mente cosciente avvia il processo utilizzando uno strumento di pulizia. Questo può essere semplice come dire “Grazie”.

​La Mente Conscia può scegliere di arrabbiarsi, o di fare ammenda per i ricordi erronei presenti interiormente. E’ la parte che avvia il processo di “pulizia”, utilizzando gli strumenti Ho-oponopono. E’ anche la parte che si preoccupa per il bambino interiore, che ha un ruolo fondamentale.

Il subconscio, o Bambino Interiore, è estremamente importante in tutto questo. E’ sia un grande alleato, ma è anche il luogo dove i cosiddetti “problemi” si verificano. Egli custodisce tutte le memorie e i dati da eoni, e soffre per questo. Se non impariamo ad abbracciare e curare il nostro bambino, la sua sofferenza provoca il caos – che secondo il Dr. Hew Len, include tutto, dagli uragani nell’Atlantico ad una donna in Africa che sta avendo problemi con il lavoro.

​ “Il subconscio sente indirettamente, imitando, riecheggiando le memorie ricorrenti. Si comporta, vede, sente, e decide esattamente come impongono le memorie”.

Dall’articolo del Dr. Hew Len, “Chi è il responsabile?

Ma il Bambino Interiore è il nostro alleato, perché è la parte di noi che, quando è amorevolmente curato e coinvolto dai nostri insegnamenti, ci collega al nostro Superconscio.

Se non siamo amorevolmente collegati al nostro Bambino Interiore, non siamo collegati a qualsiasi altra cosa – ad eccezione dei ricordi. Siamo nel caos e nella confusione su chi siamo. Siamo anche scollegati dalla Sorgente o Creatore. In un certo senso, dice il Dr. Hew Len, siamo morti.

Con Ho’oponopono e la malattia ho imparato che questo è il modo migliore per me di praticare la medicina!

(…)

Ho'oponopono e la malattia abbraccio tra donne
Ho’oponopono e la malattia

Pulizia consapevole per Ho’oponopono e la malattia

Quando decidiamo consapevolmente di pulire, siamo pentiti per i nostri errori di percezione – per essere stati inconsapevoli. Per esempio: “Mi dispiace per quello che sta accadendo in me che vede il mio paziente depresso, ansioso, arrabbiato, testardo, sofferente, diabetico, iperteso, affetto dal cancro” ecc.

Una volta iniziato, il processo di pulizia va per prima cosa giù nel subconscio dove il “problema” si esprime. Da qui viaggia verso il Superconscio, che può modificare la richiesta, se necessario, e poi presentarla alla Divinità. La Divinità solo può rispondere con il “mana” e il perdono, trasmutando le nostre memorie da “forme pensiero” che sono, in pura luce. Ma, come il Dr. Hew Len ci ricorda: “Quando facciamo la nostra parte, la Divinità fa sempre la sua parte.”

Tutto parte dal nostro pensiero

Ho'oponopono e la malattia
Ho’oponopono e la malattia

I medici e altri operatori sanitari possono fare fatica a comprendere che ciò che pensiamo di “vedere” nei nostri pazienti, nasce in realtà in noi come forme di pensiero. Secondo Ho’oponopono, queste possono materializzarsi in forma fisica, se non si mantengono costantemente aperte il tipo di connessione interna e la pulizia costante con ciò che si presenta.

Tutto questo è sostenuto da un atteggiamento molto umile, cioè di riconoscere che le persone si rivolgono a noi solo quando è il momento per noi di lasciar andare certe memorie particolari. Quando lo facciamo, il paziente ottiene quello per cui è venuto. Non arriviamo mai veramente a sapere quanto il problema/memoria è profondo, se dipende dai nostri parenti e antenati, o oltre.

Non abbiamo bisogno di direzionare il processo in Ho’oponopono e la malattia

Per fortuna, non ne abbiamo bisogno, perché la Divinità non ne ha bisogno.

Questo non significa che non abbiamo bisogno di “trattare” il problema che il paziente presenta. Potremmo avere bisogno di fare esattamente questo. Ma io chiedo ai miei colleghi: quando si trattano i pazienti, preferireste essere immersi nella “spazzatura” sconosciuta, o operare da un luogo tranquillo che ci permette di vedere ciò che è, il più chiaramente possibile?

È per questo che continuo a dire “grazie”, non importa cosa si presenta, perché voglio essere il più aperta possibile all’ ispirazione divina durante il lavoro con i pazienti che vengono da me.

Grazie, caro collega, per l’interesse in Ho’oponopono.

La pace inizia​ da me,

Pam Pappas

Ho’oponopono e la malattia di Pam Pappas

Traduzione a cura di Giovanna Garbuio

Articolo originale http://www.peacefuldoc.com/2010/09/connection-or-disconnection-our-choice.html

Quindi riassumendo in Ho’oponopono e la malattia se la domanda è:

Ho’oponopono è effiace contro la malattia?

Ho'opnopono e la malattia scoprire i colori della vita
Ho’oponopono e la malattia

Già il fatto di chiedere se Ho’oponopono è utile “contro qualcosa” la dice piuttosto lunga. Ho’oponopono e la malattia non è una lotta, non è un agire contro qualcosa e non è nemmeno porsi per aggiustare qualcosa.

Ma in ogni caso il connubio Ho’oponopono e la malattia è sempre estremamente efficace verso un’armonia globale. Per quanto riguarda la malattia degli altri ovviamente praticare Ho’oponopono è utilissimo, ma solo ed esclusivamente per stare bene noi riguardo la situazione che coinvolge queste persone.

La guarigione nostra o degli altri non è realizzabile con ho’oponopono, la guarigione fisica è solo un’aspettativa e per tanto una caratteristica ostacolante riguardo la serenità nostra e di tutte le persone che con noi condividono le nostre memorie…

Essere connessi con noi stessi significa comprendere i segnali inviatici dal corpo, il quale ci consegna dei messaggi attraverso il dolore, la malattia e lo stato di salute idel nostro corpo. Nella maggior parte dei casi, le nostre condizioni fisiche indicano le nostre condizioni psicologiche.

Ho’oponopono e la malattia non realizza la guarigine dalla malattia… non come obiettivo almeno, ma ci permete di cogliere e integrare il messaggio e quindi guarire tutto lo spettro. Con Ho’oponopono la malattia diventa un cammino verso la salute globale.


L’eventuale guarigione di chiunque può essere solo un piacevole eventuale effetto collaterale di Ho’oponopono e la malattia, conseguenza di un’armonizzazione interiore nostra più ampia e che non ha come obiettivo la modifica della realtà.

Se le cose che osserviamo lì fuori non funzionano come vorremmo non significa che siano “sbagliate” e che se si modificano come abbiamo deciso noi che dovrebbero essere, saranno giuste! Il che non significa che praticando ho’oponopono una malattia non possa anche guarire… ma certo non lo farà se questo è l’obiettivo.

Tuttavia se siamo davvero in armonia completa dentro, nella nostra vita fuori non ci sarà certo spazio per la malattia di nessuno … Questo è il concetto profondo alla base di Ho’oponopono e la malattia.

Spero con questo di non dare il via a malintesi.

E concludo con questo bel post di Svetlana Kasina

Che riguarda da vicino Ho’oponopono e la malattia

Hooponopono e la malattia Svetlana Kasina
Svetlana Kasina

[Ho’oponopono e la malattia] “Se solo sapeste quanti amici che conducevano una “vita sana” ho visto morire”… ” La vita prima di essere sana deve essere felice.”

(Questa è l’essenza di Ho’oponopono e la malattia n.d.r.)

Le malattie arrivano non perché ci sono problemi dell’ambiente, l’acqua è sporca, il cibo è di plastica e noi facciamo una vita sedentaria. Credetemi, il nostro organismo è una macchina ideale capace di adattarsi a qualsiasi ambiente e cibo. Noi paesani ormai non possiamo mangiare il vostro cibo fatto di semilavorati, bere la vostra acqua e respirare la vostra aria. Ma non perché è roba sporca, è soltanto diversa, non ci siamo abituati. Noi ci siamo adattati al nostro ambiente, ma voi non sopportate bene l’aria d’alta quota e la nostra acqua di sorgente. Non è questo il problema; anche in montagna la gente si ammala e in città c’è gente che vive a lungo.

Se una persona vive in armonia con la natura, prega, recita i mantra, medita e porta i capelli acconciati per somigliare a Gesù o alla dea Kali, e in più, fa delle donazioni agli orfanotrofi, questo non vuol dire che potrà vivere 200 anni e morirà in salute. Sapeste quanta gente ho seppellito, tutta gente che conduceva una vita sana. Non fumavano, non bevevano, non bestemmiavano… tutti morti di cancro.
Lo sapete perché ci si ammala?
Lasciate perdere le parole “vietato”, “dieta, “peccato”. Queste non allungheranno la vostra vita, perché la malattia non è nel corpo, è nella testa.

CERCATE DI VIVERE TRAENDO PIACERE DALLA VITA. FATE CIO’ CHE VI RENDE FELICI!


Quindi:

  • Imparate a mangiare ciò che vi piace e non ciò che è salutare, ma mangiate e non vi abbuffate.
  • Non riuscite a smettere di fumare? Non lo fate. Ma fumate con piacere e non con i rimorsi. Non si deve smettere di fumare, occorre non volere fumare, perché i divieti fanno l’effetto paradosso.
  • Lasciate il lavoro che non vi piace, oppure imparate a goderlo, qualsiasi esso sia.
  • Lasciate perdere le mode dell’epoca, non indossate le maschere dell’apparente spiritualità. Quelle dei muri con i mandala o i simboli di yin e yang e le citazioni dei guru. Siate ciò che siete: persone normali con le carie, con i bruciori di stomaco, con la suocera o con un amore infelice.
  • Fate ciò che avreste voluto fare da piccoli: suonate la chitarra, il piano… imparate a dipingere ad acquerello, e fare la ceramica. Non esistono persone senza talenti, credetemi. Non accumulate i sogni che poi vanno in decomposizione!
  • Vi piace la solitudine? Isolatevi, con il massimo piacere. Avete paura della solitudine? Cercate la compagnia.
  • Cercate e trovate la gioia in tutte le cose. Anche dove non esiste, apparentemente.

IL MODO DI VIVERE NON DEVE ESSERE SANO, DEVE ESSERE FELICE!

Volete conoscere il mistero del senso della vita? Eccolo: la vita non ha senso. C’è soltanto la vita. La mattina, il pomeriggio, la sera, la notte, e di nuovo la mattina. C’è il pianeta, esistono le persone, gli animali e le piante. Ci sono i giorni feriali e quelli festivi. C’è la gioia e la disgrazia. E c’è la morte, che può venite a qualsiasi età. Credete di avere tempo per vivere i sogni altrui, le idee imposte e le norme sociali?


Cercate di vivere con pacere, con gioia, senza impedire di gioire a nessuno. Ma se vi fa piacere cercare il senso della vita, sappiate che sta nella gioia.
Questo non significa che cercare qualcosa è un male. Se vi fa piacere farlo, fatelo.

Vi prego, non dimenticatelo: la felicità non vive nelle città o in campagna, sta nella testa. Viviate con piacere e non confrontate la vostra felicità con quella degli altri. La vostra felicità non potrà essere compresa dagli atri.
E se la gente non cercasse il confronto tra le felicità, i valoro e le religioni, non esisterebbero le guerre.”

Svetlana Kasina

Riassumendo circa Ho’oponopono e la malattia

Hooponopono e la malattia
Hooponopono e la malattia

Riassumendo quanto fin qui detto dunque anche la malattia come ogni evento che si realizza nella vita è una grande opportunità di crescita. Certo per poterla riconoscere come tale e per poterne cogliere la portata è indispensabile aver metabolizzato che cos’è questa vita incarnata e quale relazione essa abbia con la Vita in valore assoluto, definita anche Vita Eterna.

La Vita Eterna è la modalità, o se vogliamo il movimento con cui l’Assoluto si conosce e attraverso l’Azione di conoscersi si manifesta. La vita incarnata è uno dei tanti modi in cui la Vita Eterna si muove. Perciò la vita incarnata è qualcosa di esauribile che rappresenta porzione di qualcosa di incommensurabilmente più ampio e inesauribile. La Vita Eterna è il movimento dell’Amore assoluto, della coscienza divina o comnque vogliamo chiamarlo.

Quando riusciamo a metabolizzare e a integrare davvero questa verità, qualunque parzialità (compresa la vita incarnata) ridimensiona enormemente la sua importanza ed ogni evento perde qualunque caratteristica di ineluttabilità. La malattia anche terminale vista da quest’ottica non risulta più essere un evento tragico, ma semplicemente un evento che come tutti i fatti della vita, accade con l’obiettivo di mostrarci qualcosa di noi stessi a cui non stiamo prestando la necessaria attenzione.

Ecco che con questa visione di base, ogni malattia si manifesta solo per guarirci, dove la guarigione è il recupero di un’armonia perduta. E la malattia otterrà sempre il suo scopo di guarigione e di profondo riallineamento interiore, come ogni fatto che accade ottiene, magari ripetendosi più e più volte.

Perciò la malattia ci guarisce paradossalmente anche quando ci porta alla morte. Certo da un punto di vista dell’uomo medio, che poco sa del funzionamento del meccanismo universale, quanto fin qui detto può suonare come un’insensata bestemmia, me ne rendo conto. Ciò non di meno questo è quello che la malattia è nella dimensione incarnata spazio-temporale.

La consapevolezza di tutto questo può essere di grande ausilio nel consentirci di riservare parte delle nostre risorse energetiche alla ricerca della causa interiore (o comunque alla sua trasmutazione) che il nostro ignorare ha costretto a manifestare la malattia che con il resto delle nostre forze ci applichiamo comunque a curare per superarla appunto.

Proprio riguardo la malattia e l’armonizzazione di noi stessi nei suoi confronti, ho realizzato un’audio la cui descrizione potrebbe darvi ulteriori spunti diiflessione:

Ribilanciamento

Ribilanciamento
Ribilanciamento

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Giovanna Garbuio

Mi chiamo Giovanna Garbuio non mi piace definirmi, ma se proprio lo devo fare direi che sono una libera pensatrice. Sono inciampata nel 2008 su ho'oponopono e l'ho subito identificato come la via per lasciar andare tutte le domande! Sono stata la prima a scrivere qualcosa di strutturato su Ho'oponopono in Italia.  Sono entrata in contatto con la cultura Hawaiana dunque, quando ancora in italiano non c'era letteratura e quella poca che c'era era per lo più fuori stampa e quindi non più disponibile.

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  1. sono daccordo con quello che dici.Importante è pulire,arrendersi e affidarsi al Divino.Benedizioni a tutti!

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