Ho’oponopono e la malattia : parliamone

Ho’oponopono e la malattia è un argomento non proprio così immediato da comprendere, ma soprattutto da accettare!

Ho'oponopono e la malattia

Confronti su Ho’oponopono e la malattia

Nel  gruppo “Ho’oponopono occidentale” di Facebook ci siamo trovati spesso a confrontarci su Ho’oponopono e la malattia. Sul fatto se fosse Pono o no dire a qualcuno che soffre, che anche quella sofferenza è una sua reaponsabilità e che solo lui/lei è in grado di uscirne, anche eventualmente non riuscendo a modificare la situazione e dovendo “subire la malattia” fino in fondo.

Appunto si diceva che è “facile” parlare di certi concetti in astratto. Ma quando ci troviamo di fronte a situazioni reali non sempre è Pono dire le cose come stanno…

Un “tranquillo andrà tutto bene” potrebbe essere più apprezzato di un “mi dispiace ma devi prenderti le tue rsponsabilità, accettare la situazione e agire“… perchè chi si trova nell’occhio del ciclone spesso non è in grado di accettare “la verità“.

Tutto vero! Ma io sono sempre stata dell’idea che il medico pietoso uccide il paziente e che se qualcuno si rivolge a me, è per sapere, non per credere o per sperare… anche se sapere sul momento può fare davvero male!

Uno scambio costruttivo su Ho’oponopono e la malattia

Tra oggi e ieri ho avuto uno scambio di mail con una ragazza su Ho’oponopono e la malattia …

Certo non è stato per niente facile! Ma non sono riuscita a seguire la via del “tranquilla andrà tutto bene“! Che è certamente una via altrettanto sacra, ma, secondo me, nel caso in cui ci sia una vicinanza tale che ci permette comunque, al momento più giusto, di tornare alla verità. Peraltro l’affermazione “andrà tutto bene” è di per sè una grande verità! Io per prima sostengo che se non è finita bene è perchè non è ancora finita. Tuttavia è una verità comprensibile se si accetta che non c’è niente di male nemmeno nella malattia e nemmeno nella morte.

​Di seguito la mia utima risposta a questa cara amica!

Ho’oponopono si pratica sulla malattia come su tutto il resto

“Cara xxxxxx, sulla salute si pratica ho’oponopono come su tutto il resto, con fiducia e senza aspettative sulla direzione che prenderanno le cose.

In ogni caso la nostra gioia e la nostra serenità saranno energeticamente molto efficaci su qualunque malattia.

Magari la malattia non guarirà, ma noi ne comprenderemo il senso. Oppure saremo noi a cambiare fino a comprendere e a sentire che ciò che sta accadendo va benissimo com’è. Anzi magari addirittura cominceremo ad apprezzarlo.  Certo sembra un ragionamento assurdo riferito alla malattia e al dolore o addirittura alla morte, ma il meccanismo è questo.

Il meccanismo in Ho’oponopono occidentale è questo

Se io riesco davvero a rasserenarmi e a centrarmi e a riconoscere me e la mia realtà come l’Amore che Siamo, le cose si sistemeranno. Magari non come ora penso sia la cosa migliore. Ma quando la vivrò mi accorgerò che è la migliore. E’ così che funziona Ho’oponopono.

Ho’oponopono è davvero molto semplice! Non c’è niente da capire e niente di complicato! Pulire è tutto quello che c’è da fare.

E ovviamente bando alle aspettative perchè  non è mai detto che la malattia che noi  percepiamo come sbagliata, negativa ed erronea e quindi da cambiare, lo sia veramente! Quindi ottima l’intenzione ditretta alla guarigione. Ma limitiamoci a recitare il mantra e ad aspettarci il meglio per noi e per le persone coinvolte dalla situazione!

Anche la malattia in ho’oponopono è un’opportunità

Vista dal normale punto di vista umano la malattia è davvero un pesante scoglio. Appunto per noi esseri umani limitati è davvero difficile trovare un punto di vista dal quale vedere il bene di certe situazioni “tragiche” . Tuttavia sicuramente da una visione più ampia (intendo universale, cosmica), ogni situazione è la migliore e più perfetta che si potesse realizzare date le premesse.

Quindi anche in questo caso Ho’oponopono va applicato sempre allo stesso modo.

Come applicare ho’oponopono alla malattia

Il modo più efficace per farlo è mettersi nella condizione di fiducia che in questa situazione non c’è niente di sbagliato. Anzi riuscire a ringraziare per l’opportunità che ci è stata fornita (da noi stessi) di ripulire memorie, che dalla prospettiva umana possono risultare scomode, quando anzi, proprio drammatiche.

Gratitudine innanzitutto

Quindi gratitudine innanzitutto comunque! E poi tutto l’Amore di cui siamo capaci

Naturalmente la cosa più difficile è evitare di farci angosciare da ciò che è! Ma anche in questo possiamo farci aiutare da ho’oponopono. Applicando ho’oponopono su noi stessi e sulla malattia. Però sempre senza dare istruzioni all’Universo sulla direzione da prendere.

Niente aspettative specifiche.

Intendo aspettative di guarigione o di miglioramento. Se il meglio per tutti prevede la guarigione, essa avverrà così, anzi è già così, altrimenti sarà comunque il meglio!

Quello a cui bisogna aspirare è il meglio, senza stabilire noi  quale sia!

Focalizziamoci sulla nostra serenità

Focalizziamoci sulla nostra serenità e di tutte le persone coinvolte, non sulla guarigione specifica… è più semplice ed efficace!”

Ho'oponopono e la malattia

Innamorarsi del proprio nemico

La mente impaurita tende a condurre in direzioni dove è impossibile la gestione evoluta e costruttiva. La difficoltà delle difficoltà è “innamorarsi del proprio nemico” e accettarlo con la consapevolezza che non è qui per farci del male…

Tutti i veri saggi del pianeta hanno predicato questo!

  • Ama il tuo nemico
  • Porgi l’altra guancia
  • Non opporti al malvagio
  • Pregate per quelli che vi perseguitano

Queste sono affermazioni che significano proprio cogli l’opportunità che si è travestita da problema e Amala. Siine grato…

E’ questo lo strumento che possediamo per trasmutarlo. L’unico strumento davvero efficace è l’Amore. Amore per noi stessi e per ciò che abbiamo manifestato… Qualunque cosa sia! Dobbiamo avere innanzitutto Fiducia in noi stessi e nel nostro operato (fosse anche il manifestare la malattia) e Amarci.

Lo so che è facile a dirsi, ma chi te lo dice è di carne e sangue come te, con gli stessi timori, con gli stessi interrogativi e a volte gli stessi percorsi.

Per guarire bisogna accettare la possibilità di non guarire

Guarire si può certo, ma per farlo è necessario accettare che possa non avvenire!

Ma non ti dico di forzarti ad accettare questo.  So benissimo che è difficilissimo, anzi spesso impossibile. Ti suggerisco di fare ho’oponopono. Di seguire anche le istruzioni dell’audio “Ribilanciamento” e Amare ogni singola cellula del tuo corpo così com’è, per permetterle di materializzare tutte le sue potenzialità. Senza pensare a dove ti condurrà tutto questo.

Con la consapevolezza che ti porterà a “stare bene”, anche se non necessariamente “guarita fisicamente” (anche se raggiunto questo stato è molto probabile che accada proprio questo, ma non deve essere il nostro obiettivo). Lo so che è un paradosso!

Ho'oponopono e la malattia

Lasciare andare e ripulire

Ho’oponopono ci permette lasciare andare e ripulire qualunque cosa che ci tiene lontani dal nostro stato di Armonia, Equilibro e Pace.

Ci permette di riarmonizzare la cause che provocano gli squilibri e le disarmonie e quindi anche la malattia. Ma senza che questo sia l’obiettivo. Perchè pensare che “guarire fisicamente”, debellare la malattia, sia la sola strada per recuperare la nostra armonia, è un’aspettativa molto ostacolante. Anche se di fatto il più delle volte è questo ciò che accade: pulendo e riarmonizzando le cause, la malattia che è l’effetto si trasmuta e scompare.

Ho’oponopono è un lavoro continuativo, da mettere in pratica quotidianamente  e per tutto il giorno. Diventa proprio un atteggiamento costante, un modo di essere che ci appartiene e che ci fa sentire sempre nella nostra giusta condizione fisica, mentale e spirituale, connessa con il grande disegno della vita, a prescindere da ciò che accade.

Ho’oponopono ti condurrà a stare bene a prescindere dalla guarigione, su questo non c’è alcun dubbio. Come, dove, attraverso quali esperienze però non lo sappiamo!

Ho’oponopono e la malattia di Pam Pappas

puoi trovare l’articolo originale qui

Traduzione a cura di Giovanna Garbuio 

Un collega medico mi ha scritto la scorsa settimana chiedendo come era arrivato Ho’oponopono in questo blog. Aveva anche partecipato a un corso di formazione di Ho’oponopono recentemente, vicino a casa sua.

E’ stata una benedizione sentire da lui certe cose. Anche se Ho’oponopono è un modo per tutte le persone di fare ammenda per i propri errori di percezione sugli altri e sulla vita stessa, sento che questo è particolarmente importante per chi lavora nell’ambito medico. Non tutti sono disposti a prendere in considerazione queste idee, ma io offro questo blog per chi è disposto ad ascoltare.

Ho'oponopono e la malattia - Pam Pappas

Guaritori e Ho’oponopono

Per quanto riguarda i guaritori anche il Dr Ihaleakala Hew Len, come psicologo, è stato formato ad “aiutare” le altre persone.

Ma in pratica, le cose non funzionano così. Quanti pazienti, i miei colleghi lo sanno, non sono stati “aiutati” da ciò che facciamo in medicina? Non è inquietante capire che quello che stiamo cercando di ottenere è così difficile?

In Ho’oponopono, non siamo veramente qui per aiutare gli altri, perché essi (e anche noi) sono già perfetti.

La nostra percezione è limitata

Ho'oponopono e la malattia

La nostra percezione, però – che nasce interamente dentro di noi – non è perfetta. Le nostre percezioni sono composte dalle memorie inconsce, e sono influenzate da esse, piuttosto che rappresentare gli altri oggettivamente come sono in realtà.

Se stai chiedendo: “Eh?” ti capisco. Anche per me è stato difficile comprendere questo. Soprattutto quando qualcuno stava soffrendo nel mio ambulatorio, in un pronto soccorso o in un ospedale.

Ma quando mi ricordo che quello che penso io o che “vedo”, inizia effettivamente come semplici impulsi neurologici, che il mio cervello/mente interpreta in qualche modo, le cose si fanno un po’ più chiare.

Dopo tutto, errori di percezione possono essere condivisi con innumerevoli altre persone, e possono essere trasmessi di generazione in generazione. E tuttavia rimangono inconsci, anche superando innumerevolmente i nostri pensieri coscienti. In realtà, questi ricordi inconsci possono sempre aumentare il loro numero e la nostra mancanza di consapevolezza contribuisce.

Come può Ho’oponopono essere di aiuto

Se tutti noi viviamo in questo modo, che riguarda ciò che accade nel presente, come può Ho’oponopono essere di aiuto?

Ho’oponopono è un metodo di ribilanciamento di ciò che vediamo come problemi, che coinvolge il riconoscimento della perfezione, il perdono e la trasmutazione attraverso la Divinità, di questi “problemi”, che sono interpretati attraverso i ricordi.

In questo processo, Ho’oponopono ci vede come composti da 4 aspetti della mente: il Creatore divino (Uno/Amore), il Superconscio, il conscio e il subconscio (o Bambino interiore). Tutti questi possano lavorare armoniosamente insieme, in modo che la Divinità possa risolvere il problema, cancellando questi ricordi, se gliene diamo il permesso.

Zero Limiti

Il Divino Creatore può creare la mente, ed è l’unico che può trasmutare le memorie a zero. ​Quando siamo a zero, il Divino Creatore può fornirci l’ispirazione o l’intuizione, che ci porta ad agire perfettamente nel presente (incluso per quanto riguarda i trattamenti medici)

​Quando siamo coinvolti dai ricordi, non siamo aperti a ricevere questa ispirazione.

Il Divino in me

​Il Superconscio dentro di noi è perfetto, ed è sempre perfettamente connesso e in sintonia con il Divino Creatore (E’ Uno con esso). E’ la parte di noi che direttamente si relaziona con il Creatore divino chiedendone l’aiuto, una volta che la nostra mente cosciente avvia il processo utilizzando uno strumento di pulizia. Questo può essere semplice come dire “Grazie”.

La mente conscia

​La Mente Conscia può scegliere di arrabbiarsi, o di fare ammenda per i ricordi erronei presenti interiormente. E’ la parte che avvia il processo di “pulizia”, utilizzando gli strumenti Ho-oponopono. E’ anche la parte che si preoccupa per il bambino interiore, che ha un ruolo fondamentale.

Il bambino interiore

Il subconscio, o Bambino Interiore, è estremamente importante in tutto questo. E’ sia un grande alleato, ma è anche il luogo dove i cosiddetti “problemi” si verificano. Egli custodisce tutte le memorie e i dati da eoni, e soffre per questo. Se non impariamo ad abbracciare e curare il nostro bambino, la sua sofferenza provoca il caos – che secondo il Dr. Hew Len, include tutto, dagli uragani nell’Atlantico ad una donna in Africa che sta avendo problemi con il lavoro.

​ “Il subconscio sente indirettamente, imitando, riecheggiando le memorie ricorrenti. Si comporta, vede, sente, e decide esattamente come impongono le memorie”.

Dall’articolo del Dr. Hew Len, “Chi è il responsabile?”

Ma il Bambino Interiore è il nostro alleato, perché è la parte di noi che, quando è amorevolmente curato e coinvolto dai nostri insegnamenti, ci collega al nostro Superconscio.

Se non siamo amorevolmente collegati al nostro Bambino Interiore, non siamo collegati a qualsiasi altra cosa – ad eccezione dei ricordi. Siamo nel caos e nella confusione su chi siamo. Siamo anche scollegati dalla Sorgente o Creatore. In un certo senso, dice il Dr. Hew Len, siamo morti.

Con Ho’oponopono e la malattia ho imparato che questo è il modo migliore per me di praticare la medicina!

(…)

Ho'oponopono e la malattia

Pulizia consapevole

Quando decidiamo consapevolmente di pulire, siamo pentiti per i nostri errori di percezione – per essere stati inconsapevoli. Per esempio: “Mi dispiace per quello che sta accadendo in me che vede il mio paziente depresso, ansioso, arrabbiato, testardo, sofferente, diabetico, iperteso, affetto dal cancro” ecc.

Una volta iniziato, il processo di pulizia va per prima cosa giù nel subconscio dove il “problema” si esprime. Da qui viaggia verso il Superconscio, che può modificare la richiesta, se necessario, e poi presentarla alla Divinità. La Divinità solo può rispondere con il “mana” e il perdono, trasmutando le nostre memorie da “forme pensiero” che sono, in pura luce. Ma, come il Dr. Hew Len ci ricorda: “Quando facciamo la nostra parte, la Divinità fa sempre la sua parte.”

Tutto parte dal nostro pensiero

I medici e altri operatori sanitari possono fare fatica a comprendere che ciò che pensiamo di “vedere” nei nostri pazienti, nasce in realtà in noi come forme di pensiero. Secondo Ho’oponopono, queste possono materializzarsi in forma fisica, se non si mantengono costantemente aperte il tipo di connessione interna e la pulizia costante con ciò che si presenta.

Tutto questo è sostenuto da un atteggiamento molto umile, cioè di riconoscere che le persone si rivolgono a noi solo quando è il momento per noi di lasciar andare certe memorie particolari. Quando lo facciamo, il paziente ottiene quello per cui è venuto. Non arriviamo mai veramente a sapere quanto il problema/memoria è profondo, se dipende dai nostri parenti e antenati, o oltre.

Non abbiamo bisogno di direzionare il processo

Per fortuna, non ne abbiamo bisogno, perché la Divinità non ne ha bisogno.

Questo non significa che non abbiamo bisogno di “trattare” il problema che il paziente presenta. Potremmo avere bisogno di fare esattamente questo. Ma io chiedo ai miei colleghi: quando si trattano i pazienti, preferireste essere immersi nella “spazzatura” sconosciuta, o operare da un luogo tranquillo che ci permette di vedere ciò che è, il più chiaramente possibile?

È per questo che continuo a dire “grazie”, non importa cosa si presenta, perché voglio essere il più aperta possibile all’ ispirazione divina durante il lavoro con i pazienti che vengono da me.

Grazie, caro collega, per l’interesse in Ho’oponopono.

La pace inizia​ da me,

Pam Pappas

Ho’oponopono e la malattia di Pam Pappas

Traduzione a cura di Giovanna Garbuio

Articolo originale http://www.peacefuldoc.com/2010/09/connection-or-disconnection-our-choice.html

E concludo con questo bel post di Svetlana Kasina

Svetlana Kasina

“Se solo sapeste quanti amici che conducevano una “vita sana” ho visto morire”… ” La vita prima di essere sana deve essere felice.”

Le malattie arrivano non perché ci sono problemi dell’ambiente, l’acqua è sporca, il cibo è di plastica e noi facciamo una vita sedentaria. Credetemi, il nostro organismo è una macchina ideale capace di adattarsi a qualsiasi ambiente e cibo. Noi paesani ormai non possiamo mangiare il vostro cibo fatto di semilavorati, bere la vostra acqua e respirare la vostra aria. Ma non perché è roba sporca, è soltanto diversa, non ci siamo abituati. Noi ci siamo adattati al nostro ambiente, ma voi non sopportate bene l’aria d’alta quota e la nostra acqua di sorgente. Non è questo il problema; anche in montagna la gente si ammala e in città c’è gente che vive a lungo.

Se una persona vive in armonia con la natura, prega, recita i mantra, medita e porta i capelli acconciati per somigliare a Gesù o alla dea Kali, e in più, fa delle donazioni agli orfanotrofi, questo non vuol dire che potrà vivere 200 anni e morirà in salute. Sapeste quanta gente ho seppellito, tutta gente che conduceva una vita sana. Non fumavano, non bevevano, non bestemmiavano… tutti morti di cancro.
Lo sapete perché ci si ammala?
Lasciate perdere le parole “vietato”, “dieta, “peccato”. Queste non allungheranno la vostra vita, perché la malattia non è nel corpo, è nella testa.

CERCATE DI VIVERE TRAENDO PIACERE DALLA VITA. FATE CIO’ CHE VI RENDE FELICI!


Quindi:

  • Imparate a mangiare ciò che vi piace e non ciò che è salutare, ma mangiate e non vi abbuffate.
  • Non riuscite a smettere di fumare? Non lo fate. Ma fumate con piacere e non con i rimorsi. Non si deve smettere di fumare, occorre non volere fumare, perché i divieti fanno l’effetto paradosso.
  • Lasciate il lavoro che non vi piace, oppure imparate a goderlo, qualsiasi esso sia.
  • Lasciate perdere le mode dell’epoca, non indossate le maschere dell’apparente spiritualità. Quelle dei muri con i mandala o i simboli di yin e yang e le citazioni dei guru. Siate ciò che siete: persone normali con le carie, con i bruciori di stomaco, con la suocera o con un amore infelice.
  • Fate ciò che avreste voluto fare da piccoli: suonate la chitarra, il piano… imparate a dipingere ad acquerello, e fare la ceramica. Non esistono persone senza talenti, credetemi. Non accumulate i sogni che poi vanno in decomposizione!
  • Vi piace la solitudine? Isolatevi, con il massimo piacere. Avete paura della solitudine? Cercate la compagnia.
  • Cercate e trovate la gioia in tutte le cose. Anche dove non esiste, apparentemente.

IL MODO DI VIVERE NON DEVE ESSERE SANO, DEVE ESSERE FELICE!

Volete conoscere il mistero del senso della vita? Eccolo: la vita non ha senso. C’è soltanto la vita. La mattina, il pomeriggio, la sera, la notte, e di nuovo la mattina. C’è il pianeta, esistono le persone, gli animali e le piante. Ci sono i giorni feriali e quelli festivi. C’è la gioia e la disgrazia. E c’è la morte, che può venite a qualsiasi età. Credete di avere tempo per vivere i sogni altrui, le idee imposte e le norme sociali?
Cercate di vivere con pacere, con gioia, senza impedire di gioire a nessuno. Ma se vi fa piacere cercare il senso della vita, sappiate che sta nella gioia.
Questo non significa che cercare qualcosa è un male. Se vi fa piacere farlo, fatelo.

Vi prego, non dimenticatelo: la felicità non vive nelle città o in campagna, sta nella testa. Viviate con piacere e non confrontate la vostra felicità con quella degli altri. La vostra felicità non potrà essere compresa dagli atri.
E se la gente non cercasse il confronto tra le felicità, i valoro e le religioni, non esisterebbero le guerre.”

Svetlana Kasina

Proprio riguardo la malattia e l’armonizzazione di noi stessi nei suoi confronti, ho realizzato un’audio la cui descrizione potrebbe darvi ulteriori spunti diiflessione:

Ribilanciamento

Clicca QUI per tutti i dettagli

Post Correlati

% Commenti (2)

sono daccordo con quello che dici.Importante è pulire,arrendersi e affidarsi al Divino.Benedizioni a tutti!

Posso solo dirti grazie e ancora grazie. L’amore l’unica via. Dio benedica il tuo cammino

Leave a comment