Attacchi di panico e Ho’oponopono: 7 cose da non dire

Attacchi di panico come renderli alleati

Attacchi di panico e Ho’oponopono

Attacchi di panico e Ho’oponopono Mriagrazia Catenacci
Disegno di Mariagrazia Catenacci

Scrive Andrew Faber

Questa notte ho avuto un attacco di ansia fortissimo. Diciamo un terremoto privato con epicentro altezza cuore. Era da tempo che non mi succedeva con questa violenza.

Fossi stato lo stesso di qualche anno fa, mi sarei alzato di corsa, avrei cominciato a passeggiare nervosamente per tutta casa, sarei andato in bagno e poi a bere, poi di nuovo in bagno, poi di nuovo a bere. Avrei acceso un po’ di luci, avrei cercato aiuto in ogni dove. Mi sarei spaventato a morte, temendola, la morte.

Riconosci te stesso

Invece sono rimasto nel letto per capire cosa stesse accadendo, evitando di fuggire. Come si fa nei terremoti, mi sono rannicchiato sotto qualcosa di solido, di portante. Qualcosa di difficile da far crollare. Credo d’aver scelto l’anima.

Da lì ho domandato, ho chiesto all’ansia cosa volesse, per svegliarmi nel pieno della notte “urlando” come una pazza. Nel frattempo respiravo più lentamente possibile, cercando di non strozzarmi per la fame d’aria.

Ha risposto lei, che lo sapevo bene e che non c’era affatto bisogno che me lo ricordasse. Aveva ragione. Che era tornata per tirarmi le orecchie, perché da un po’ di tempo, a forza di “ma sì, ci penserò più in là“ ho accumulato un bel po’ di domande e non ho le risposte.

Attacchi di panico e Ho’oponopono Mariagrazia Catenacci
Disegno di Mariagrazia Catenacci

Impariamo ad osservarci prima

Perché dice che non c’era bisogno di arrivare allo scontro, sarebbe bastato rallentare, fare spazio a quel bisogno di pace, di calma, di serenità che troppo spesso allontano “perché c’è troppo da lavorare.”

Perché dice che è ora di liberarsi da un po’ di ostacoli, di riprendere a vivere veramente e di smetterla di ripetermi che va tutto bene, che tutto si sistemerà. E aveva di nuovo ragione lei. L’ansia ha (quasi) sempre ragione.

Sono rimasto in silenzio, come quando la persona che hai davanti e chi ti ama, ha finito di sbatterti in facciaIl suo amore. E ti ricorda che nessuno può prendersi cura di te, se non scegli di farlo tu per primo. Che rimandare quasi sempre equivale a far finta di non vedere, che prendersi cura dei propri limiti non è una scelta, ma una responsabilità.

Accolgo l’avvertimento e ricomincio

Ho fatto la conta dei danni, quella che giustamente va fatta, alla fine di ogni terremoto. Sono piuttosto “acciaccato” questa mattina. Sono stanco. Il corpo impiega una quantità di energia spropositata per fronteggiare la paura, l’ansia, il panico. Ho bisogno di riposarmi, di recuperare le forze e di rimettermi in viaggio per la mia felicità.

Andrew Faber

Gli attacchi di panico sono il fuoco della passione

Attacchi di panico e Ho’oponopono Mariagrazia Catenacci
Disegno di Mariagrazia Catenacci

Gli attacchi di panico sono uno dei malesseri psicofisici più ostici del nostro tempo.

Gli attacchi di panico o attacchi d’ansia non sono delle normali paure generate da qualcosa di specifico, ma sono invece delle reazioni incontrollate che trovano la loro causa nei menadri più profondi della nostra interiorità, quelli a cui la mente razionale non ha accesso volontario, per capirsi.

Gli attacchi di panico hanno origine così in fondo a noi stessi, nel regno più inaccessibile di Unihipili (subconscio), che sono completamente incotrollabili da qualunque mente (Uhane) anche la più allenata e consapevole.

Si tratta di momenti che sembrano generarsi dal nulla e si manifestano con una paura irrazionale edi intensa, accompagnata da sintomi fisici quali

  • accelerazione cardiaca,
  • sensazione di soffocamento,
  • oppressione o fastidio al petto,
  • bocca asciutta,
  • sudorazione,
  • vampate di calore o brividi,
  • vertigini,
  • sensazioni di sbandamento, instabilità e svenimento
  • tremori,
  • intorpidimento o formicolio,
  • nausea o disturbi addominali,
  • sbalzi di pressione (alta o bassa)
  • perdita di controllo

tutto ricondotto ad una “reale” e terrificante paura di morire.

Gli attacchi di panico o disturbo da panico, classificati ed inseriti come “panic attack/s (PA/s)” o “panic disorder (PD)” nel DSM, sono una classe di disturbi d’ansia, che costituiscono un fenomeno sintomatologico complesso e piuttosto diffuso (si calcola che 10 milioni di italiani abbiano subito uno o più attacchi di panico).

dall’ Articolo: Fame d’aria – 4 dicembre 2016 (La Repubblica, inserto “Robinson” n.2 )

Questi momenti di puro sgomento arrivano improvvisamente e si intensificano enormemente in pochissimo tempo (pochi minuti), dando origine ad un dolore interiore che compromette pericolosamente la qualità della vita di chi ne soffre.

Purtuttavia gli attacchi di panico sono tra le esperienze che veicolano una delle più profonde opportunità evolutive

Attacchi di panico e Ho’oponopono Mariagrazia Catenacci
Disegno di Mariagrazia Catenacci

Un vascello per affrontare la tempesta in sicurezza

Gli attacchi di panico come ogni evento sono opportunità. E come ogni evento che viene percepito come un problema, sono una grande opportunità di evoluzione, riservata alle anime che possono compiere passi lunghi e importanti verso il riconoscimento della loro Reale Identità.

E’ una via accidentata, tortuosa e carica di sofferenza, su questo non c’è dubbio. Questo è dovuto al fatto che è una sorta di scorciatoia, è un percorso molto più veloce che certe anime scelgono per abbreviare sensibilmente i tempi della loro evoluzione. Il prezzo da pagare alto, ma ancora più alto è il beneficio evolutivo che se ne può ottenere.

La via è quella di rimanere centrati nel proprio sé e osservare ciò che accade attorno a voi. Uscite dall’identificazione con il vostro corpo. Il  vostro corpo vi informerà sempre più chiaramente, mostrandovi senza possibilità di fraintendimento, esattamente quelle caratteristiche che dovete potenziare per centrare al meglio la vostra missione di nascita. È un percorso duro, ma è un tragitto che si copre di corsa accorciando esponenzialmente i tempi.

L’effetto collaterale tuttavia è che è un percorso talmente precipitoso che qualcuno può anche perdersi nel tentativo di concluderlo, questo è un pericolo reale. Per riuscire a non deviare dal percorso retto è indispensabile affidarsi alla guida che ha disegnato la strada e che vi ha spinto a intraprenderla.

Lasciate che la vostra anima vi parli e vi mostri tutto ciò che dovete sapere.

È difficile ma una volta superato il gorgo il guado diverrà sempre più fluido. È una volta attraversato il fiume vi sarà restituita la gioia di camminare sulla terra ferma. Ma il vostro cammino sarà quello di un saggio non più di un esploratore acerbo e ignorante…

Avete scelto una modalità pesante, ma molto potente. Coglietene le potenzialità e ricavate tutto l’oro che il piombo che vedete veicola.

Ricordate sempre che il cielo non distribuisce fardelli troppo pesanti in riferimento alle spalle che li devono sostenere. Se accade è perché può accadere. E ancor di più, se accade è perché è la miglior opportunità per voi.

Affidatevi e seguite il ritmo degli eventi lasciando andare ogni bisogno di controllo e il buio in cui siete immersi si rischierà tanto più velocemente quanto più voi credete in voi stessi e nelle vostre potenzialità.

Se vi è stato affidato un vascello e vi trovate nella tempesta e perché quel vascello può attraversare la tempesta e quella tempesta trasforma il nocchiero e il vascello nel miglior comandante con la miglior nave a disposizione. Sappiatelo e procedete con fiducia. Non c’è nulla da temere in questo mare di luce.

Da una lettura dei registri Akashici
Attacchi di panico e Ho’oponopono Mariagrazia Catenacci
Disegno di Mariagrazia Catenacci

Le cause sono profonde e irraggiungibili dalla razionalità

Tali cause profonde e irriconosciute si scatenano come un vero e proprio uragano sul corpo del malcapitato, condizionando pesantemente le funzioni biologiche e chimiche dell’organismo, connesse all’istinto di sopravvivevanza, scatenando automaticamente le difese autometiche contro il pericolo più temuto: la morte.

Chi sperimenta un attacco di panico infatti nel suo subcoscente è convinto di morire, e il suo corpo si difende da questa eventualità, che per quanto alla razionalità appaia assurda, per i meccanismi automatici subconsci è quanto di più reale possibile.

Non si tratta di avere pensieri negativi, non si sta pensando che qualcosa di brutto di specifico possa accadere. Non si tratta di vivere delle emozioni negative legate a qualche pericolo specifico. Le paure sono del tutto irrazionali e il più delle volte smontabili dal più banale ragionamento logico (farlo è del tutto inutile, sia chiaro). Ma non è questo il punto. Chi vive un attacco di panico “sa” che sta per morire. Ma non lo sa razionalmente o emozionalmente, lo sente come la cosa più reale e indiscutibile del mondo!

La paura è estremamente reale

E il corpo risponde automaticamente a questa cosa “vera” che sta evidentemente accadendo. L’organismo reagisce nè più nè meno come in una situazione di pericolo di morte imminenete. Il cuore accelera all’impazzata, la respirazione si fa corta e affanosa al limite del soffocamento, la pressione del sangue schizza alle stelle, l’adrenalina scorre a fiumi. Il corpo si sta preparando a combattere un nemico invincibile che lo minaccia di morte. E’ una reale lotta per la sopravvivenza.

Il fatto che da un punto di vista razionale non ci sia nulla di concreto da temere, non ha nessun valore per la situazione che si sta scatenando. L’orrore di tutta la questione è tangibile, reale, evidente … inutile (e anzi controproducente) discuterne. Non è una fantasia, una stranezza … il corpo è realmente nello stato in cui sta sperimentando un pericolo mortale. Si può dire quello che si vuole per smontare questa convinzione, ma non se ne otterà nulla perchè per il corpo “è così”!

Attacchi di panico e Ho’oponopono Mariagrazia Catenacci
Disegno di Mariagrazia Catenacci

7 cose da non dire mai a chi vive un attacco di panico

  1. Devi stare calmo
  2. Non ingigantire le cose
  3. La tua paura non è reale non pensarci.
  4. Esci e distraiti
  5. Vedrai che passa (andrà tutto bene)
  6. Anch’io sono stressato, ma…
  7. Ho fatto qualcosa di sbagliato?

Se diciamo queste cose a qualcuno che è in preda ad un attacco di panico, non meravigliamoci se nonappena riprende a respirare con una certa regolarità, ci dà un pugno sul naso! Sono cose che non vanno dette nemmeno ad attacco superato. Perchè dimostrano solo che non abbiamo capito niente della situazione, e il nostro interlocutore le prenderà come la dichiarazione di non volerlo davvero aiutare, ma di volerci liberare al più presto della rogna, con una soluzione qualsiasi.

Non è possibile superare un attacco di panico con la forza della mente, quindi pensare positivo, focalizzarsi su tutto il bello che la vita comunque contiene, otterrà solo il risultato di fare sentire ulteriormente in colpa il nostro amico, che non vede niente di bello e che sa solo che lui in questo momento sta morendo.

Allo stesso modo non è possibile superare un attacco di panico con la forza della emeozioni, quindi evocare il pensiero felice, concentrarsi su qualcosa che procuri belle sensazioni, non è a sua volta una strada percorribile. Chi soffre di attacchi di panico non riesce davvero a ricordare le sensazioni piacevoli.

7 cose da dire a chi vive un attacco di panico

  1. Sono qui per te e non ho impegni. Starò qui tutto il tempo che serve
  2. Mi fido di te! So che ce la puoi fare, tu hai tutte le risorse. Non sono preoccupato.
  3. Io ti voglio bene a prescindere. Non c’è niente di sbagliato in te. Gli attacchi di panico sono cose che capitano a molti (anche ai migliori)
  4. Non c’è nessuna fretta, abbiamo tutto il tempo del mondo
  5. Lo so che ti sembra di morire o di soffocare, ma è normale in questi casi
  6. Lo so che stai male, è evidente e ne hai tutti i motivi, ma adesso troviamo una soluzione
  7. Concentratevi insieme sula respirazione consapevole

3 modi per gestire gli attacchi di panico

Attacchi di panico e Ho’oponopono Mariagrazia Catenacci
Disegno di Mariagrazia Catenacci

E’ scientificamente riconosciuto che la psicoterapia cognitivo comportamentale è il trattamento più efficace per il superamento di questa situazione che è una vera e propria patologia. Attraverso tecniche psicologiche, messe in atto da seri professionisti, il paziente apprende come individuare i sintomi del panico e passo dopo passo a superarli.

Normalmente gli esperti propongo tre modi per gestire le crisi.

1) Farmaci

L’assunzione di un farmaco può neutralizzare gli effetti dell’attacco in pochi minuti. Tuttavia i farmaci hanno dei forti effetti collaterali: creano dipendenza e rallentano lo stimolo alla guarigione creando una sorta di zona di comfort.

2) Respirazione

La respirazione consapevole può aiutare a ridimensionare i sintomi.Facciamocela comunque insegnare da un proffessionista serio perchè se fatta male potrebbe provocare iperventilazione e peggiorare la situazione.

3) Modificare repentinamente la situazione

Questa è un’operazione che nell’immediato aiuta molto. Se ci si trova al chiuso uscire all’aperto, se ci si trova all’aperto rientrare in casa, se ci si trova in un luogo affollato spostarsi in un luogo tranquillo… La cosa importante è che il cambio di situazione avvenga dalla situazioni in cui è scaturito l’attacco a una situazione più confortevole.

Tutti questi comunque sono sistemi di gestione degli attacchi, non sono risolutivi per la patologia. La patologia in quanto tale, va affrontata con l’ausilio di un terapeuta qualificato.

Alcuni rimedi naturali per gli attacchi di panico

Per prevenire e contrastare i sintomi degli attacchi di panico ci possono essere utili alcuni rimedi naturali efficaci. Ovviamente per le modalità di assunzione e il dosaggio corretto anche qui è indispensabile consultare il vostro naturopata di fiducia.

  • Olio essenziale di Camomilla (da inalare)
  • Olio essenziale di Melissa (da inalare)
  • Fiori di BachRescue Remedy (da assumere durante il giorno)
  • Passiflora (da assumere al momento della crisi)
  • Melissa (non più di 600mg da assumere al momento della crisi)
  • Biancospino (da assumere al momento della crisi)

Sistemi risolutivi

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Disegno di Mariagrazia Catenacci

Occuparsi della qualità di vita che caratterizza la nostra quotidianità invece è un approccio che può avere un effetto curativo duraturo.

  • Ambiente sereno (Famiglia, lavoro, amicizie)
  • Frequentazioni in sintonia con chi vogliamo essere
  • Attenzione, cura e tempo dedicato a noi stessi
  • Vita e alimentazione sana (sport, movimento, aria aperta)
  • Meditazione

Più stiamo male più dobbiamo trattarci bene, non viceversa come tendenzialmente tutti gli umani sono abituati a fare.

Scegliamo come priaorità assoluta ciò che ci fa stare bene, a prescindere da obblighi, doveri, colpe, immaginari o reali che siano.

Scegliere la gioia in ogni ambito della nostra vita indipendentemente da quali siano le premesse (che noi siamo sempre allegri e in armonia o che siamo afflitti dall’ansia quotidiana) è probabilmente la pratica evolutiva più potente.

La soluzione è che non c’è soluzione

Ma in conclusione la cattiva notizia è che agli attacchi di panico non c’è soluzione. Tuttavia in questo è contenuta anche la buona notizia e cioè che accettare che non c’è soluzione è la soluzione. Il bisogno di uscire da questa situazione è ciò che principalmente alimenta la situazione, facendoci entrare nell’infinito circolo vizioso della paura della paura.

Gli attacchi di panico fanno parte di un percorso interiore molto accidentato, ma efficacemente e potentemente trasfigurante. Chi riesce a cogliere l’opportunità di questo travaglio, rinasce a se stesso e dà origine ad un Uomo nuovo che è riuscito a dare alla Luce tutte le sue più potenti caratteristiche (talenti).

Quando il nostro inconscio custodisce delle memorie che potenzilamente sarebbero lo stimolo allo sviluppo dei nostri talenti, ma la nostra razionalità non è in grado di recuperare, nè le memorie nè tantomeno gli stimoli che esse veicolano, Unihipili autometicamete invia delle forti scariche energetiche al nostro corpo, in modo che la nostra razionalità (Uhane) sia costreta ad occuparsene.

Il forte disagio che viviamo con gli attacchi di panico non significa che siamo sbagliati o abbiamo fatto qualcosa di sbagliato, o non siamo in grado di affrontare qualcosa, significa solo che il nostro corpo sta facendo da tramite comunicativo in un modo inusuale a cui non è abituato. Lo scatenarsi del “panico” è l’avviso che la guarigione profonda è in atto, è iniziata. Sostanzialmente gli attacchi di panico sono un fortissimo processo di riarmonizzazione imposto da Unihipili a Uhane.

Attacchi di panico e Ho’oponopono Mariagrazia Catenacci
Disegno di Mariagrazia Catenacci

Perciò l’operazione più efficace che possiamo mettere in atto, è quella di farcene una ragione. Accettiamo che questa situazione si sia verificata e affrontiamola con la consapevolezza ancora una volta, che anche da qui non può che venirne del buono.

Lasciamo dunque che il processo di guarigione avvenga attraverso il riconoscimento e l’accettazione di ciò che accade, con i suoi tempi perfetti, senza il bisogno di dirigere e di stabilire noi quando e come deve finire o evolvere.

Quando la crisi si avvicina, riconosciamola e accettiamo di essere rimossi dal ruolo del timoniere, lasciamo la guida al divino che è in noi, con fiducia che verranno alla luce nuovi e potenti aspetti di noi, che non conscevamo.

Il bambino nasce

Proprio, esattamente, come fa una donna che partorisce… il dolore diminuisce solo quando ci si concentra sul respiro e si lascia andare ogni bisogno di controllo.

Chi ha partorito lo sa, la via più efficace è accogliere il dolore come un alleato, accettarlo e ascoltarlo… nel dolore stesso c’è la guida per uscirne più fluidamente.

…E alla fine (gioia immensa) il bambino nasce! C’è voluta fatica, tanto, tanto, tantissimo dolore, ma la gioia è così incommensurabile che il dolore si perde per sempre nell’oblio, e la gratitudine permea ogni cellula del nostro corpo, per illuminare da lì, ogni aspetto della nostra Vita.

Il terrore insopportabile per una morte imminente si trasforma nella consapevolezza di avere in se stessi la potenzialità di superre la morte stessa, proprio attraverso l’abbandono alla Vita.

Un’opportunità evolutiva

Anche se terribile dunque questa patologia è un modo del subconscio per attrare l’attenzione su qualcosa di evolutivo che è stato trascurato o ignorato o dimenticato. L’accettazione del meccanismo e il riconoscimento delle potenzialità veicolate da tutto questo trasforma una grandissima sofferenza nella migliore opportunità evolutiva, pur senza bisogno di individuare le cause (Ho’oponopono), che possono essere trascese attraverso l’accettazione che diviene il miglior strumento di pulizia a disposizione in questa situazione.

Attacchi di panico e Ho’oponopono Mariagrazia Catenacci
Disegno di Mariagrazia Catenacci

Cosa dice chi è passato attraverso gli attacchi di panico

Ne ho sofferto tanti anni fa. Tutto è cominciato nella preadolescenza. Ora ne sono fuori da molti anni, ma non scordo quell’esperienza difficilissima, che però mi ha forgiato magistralmente. Sono profondamente grata ai miei attacchi di panico, sono ciò che mi ha permesso di rendere la mia vita entusiasmante… grazie ai valori che mi hanno trsferito.

Giuliana Di Marzo

Sono rimasto intrappolato negli attacchi di panico per oltre 7 anni e sembrava fosse un tunnel senza nessunissima luce in fondo. Fino a quando non sapendo più dove sbattere la testa istintivamente ho comiciato a parlare con il mio dolore come se fosse una persona in carne de ossa! “Ok, non vuoi saperne di andartene? Allora resta! Sono qui vieni a prendermi e mostrami tutto quello che sei venuto a mostrarmi.” In un paio di mesi non è tornato più!

Francesco Morone

Soffro di attacchi di panico da qualche mese. Sento molto chiatramente che c’è qualcosa dentro di me che vuole la mia attenzione. Preferirei ci fosse un modo meno invasivo, ma accettare la situazione mi aiuta ad affrontarla.

Silvia Riscagni

I miei attacchi di panico li ricordo vividamente. Sono stati la mia potente opportunità di cambiamento, per quanto costosa! oggi sono grata alla Vita di avermi riservato questo privilegio.

Chiara Soldoni

Ho superato gli attacchi di panico ascoltando il mio corpo. Aveva molto da dirmi e da mostrarmi. E comprenderlo mi ha rivoluzionato la vita in meglio! Oggi sono una persona serena e in armonia e lo sono da più di 10 anni. Ma oltre a questo sono qualcuno che conosce molto bene Anna.

Anna Girolamo

Solo con il tempo, prendendo x sé, il giusto riposo, la giusta calma, e lavorando un pò su di sé, si superano certi momenti difficili. Sono passi graduali, ci va tempo, e soprattutto non forzare niente. Tutto va come deve essere giusto x noi stessi, che vada. Anche questo ci insegna ad avere fiducia nella vita

Grazia Pizzati

Mi ha ressenerato leggere la descrizione dell’attacco di panico perché è identico al mio a ciò che spesso mi accade proprio perché rimando troppe cose ma soprattutto perché mi scordo di fermarmi ogni tanto e prendermi cura di me e soprattutto di ascoltarmi, l’ansia viene sempre per avvertirci.

Giada Labriola

Con il tempo impari a gestirli e poi scompaiono. Io scappavo in strada a qualsiasi ora

Anna Parisi

Il panico arriva per ricordarci che siamo vivi, ma che non seguiamo i nostri talenti, non ci prendiamo abbastanza cura d noi. Mi ha accompagnato per anni, svegliandomi e lasciandomi impietrita e senza forze.

Romina Bonagura

Ne ho sofferto in passato. Prima cosa che ho cambiato è comprendere che io non sono i miei pensieri e le mie emozioni. Così ho iniziato solo ad osservarmi e col tempo mi sono distaccato divenendo il testimone. In quello spazio fra i pensieri e il testimone è germogliata la pace

Alessandro D’Adamo

Un buono strumento efficace

% Commenti (18)

Si ne ho sofferto e ne soffro attacchi di panico,ansia , tachicardia depressione due tentativi di suicidio sotto cura cy psicofarmaci risultato una schifezza questa vita….

❤❤❤

Mi è piaciuto molto e ne avevo bisogno. È un periodo difficile e stressante per tutti . A volte mi capita purtroppo.

Grazie di esserce e di non mollare!

GRAZIE Giovanna !. Queste pagine sono carezze per l’anima. Ciò che ho letto mi ha profondamente colpita.Grazie, grazie, grazie.

Grazie di tutto questo articolo.
Mi ha fatto pensare e dato nuovi spunti di riflessione.
Spero mi aiuti la prossima volta ke avrò un attacco di panico.
Grazie, grazie, grazie!

Allenati alla presenza. La cosa fondamentale è ricordarsi degli strumenti che possediamo nel momento in cui ci srvono. ❤❤❤

Davvero interessante…. il fuoco interiore compresso che cerca spazio…..ed esplode come puó….e questo fa paura .. é cosa ho provato spesso io in passato….. a volte anche adesso…… grazie

🙏🙏🙏

Mi è successo molto recentemente. Posso dirti che non l’ho riconosciuto, non ho capito cosa stava succedendo. Con il cuore a mille e un dolore sordo, sempre più stanca perché volevo solo dormire e non riuscivo a spegnere tutta quella confusione.
La mattina dopo ne ho parlato con le mie più care amiche e mi hanno spiegato loro cos’era successo. Avevo avuto un attacco di panico, in risposta al bisogno di elaborare tanti pensieri sul futuro di un’amicizia.
Una volta accettato che stavo peggio di quanto pensassi, una volta che mi sono data il permesso di arrabbiarmi e piangere e accettare tutto quello che sentivo, è andata molto meglio.
Non ho finito, non ci sono ancora in fondo, ma ringrazio l’attacco di panico per la tirata di orecchie. E le mie amiche per essermi state vicino con amore e accoglienza.

Chiara grazie per essere come sei e per il tuo atteggiamento nei confronti della Vita!

Ho sofferto di attacchi di panico molti anni fa. La prima volta si sono palesati a 20 anni e la sensazione è proprio quella di morire, fortunatamente non sono durati molto tempo. A 27 anni , li sentivo di nuovo ma in maniera molto sottile , tanto da non dargli troppo peso, da farmi pensare che potevo occuparmene poi… così, poi, a 30 anni hanno fatto tanto di quel rumore, tanto di quel dolore che non ricordo nulla di un anno intero della mia vita. A quel punto mi sono fatta aiutare da una psicologa, ma la cosa più importante è che la decisione di scoprire il perchè degli attacchi è stata la mia guarigione. Ho iniziato a ri-conoscere me stessa, i miei talenti, e senza rendermene conto, ero già sulla via dell’avventura, che tutt’oggi continua dopo 14 anni e senza più attacchi di panico o di ansia, c’è solo la consapevolezza che sono sempre, ogni giorno, la versione migliore di me stessa.

Che bello Daniela! Grazie Grazie Grazie con tutto il cuore per questa incoraggiante testimonianza!

Semplicemente grazie!!
mi ricordo ancora il primo attacco di panico……. da sola in mezzo alla strada, la sensazione di morire, di perdere il controllo, di non respirare.
Volevano imbottirmi di pastiglie, ma alla fine ero cosciente che non avrei risolto il dolore di allora, lo avrei solo “addormentato” e non era quello che volevo. Mi sono curata con i fiori di bach e i fiori californiani, in tanti mi dicevano che era solo acqua, a me non importava, mi facevano stare bene.
Come la copertina di Linus tenevo sempre con me un sacchettino di carta per respirare.
Sono andata avanti per mesi, poi ho ELIMINATO il problema/dolore 🙂
A distanza di anni ho assistito ad attacchi di panico di altre persone a me care, nel mio piccolo sono riuscita in quel momento a non farle sentire sole.
Grazie ancora a tutti per le bellissime condivisioni e grazi di CUORE a te splendida Giovanna.

Un abbraccio
Emanuela

Emanuela che coraggio e quanta consapevolezza! Grazie di cuore per averci aperto il tuo cuore!

posso dire che gli attacchi di panico hanno interessato sette anni della mia vita e costituivano per me un grande tormento perche’ mi impedivano di vivere serenamente la vita, ma anche per me con l’aiuto della psicoterapia hanno costituito un’incredibile occasione per fare un viaggio su me stessa, conoscermi, valutarmi e sentirmi, cose che prima sconoscevo e che, quindi, non mi consentivano di vivere con pienezza ogni cosa. Dopo un periodo abbastanza lungo e costoso ho ritrovato la mia vera dimensione scoprendo la gioia di vivere, soprattutto ascoltando il mio “se'” e sintonizzandomi in circuiti di benessere con gli altri, la natura e tutto il mondo circostante. La strada è stata lunga e sofferta, ognuno con i suoi tempi e, quando necessario, è meglio avere il supporto del psicofarmaco che non è esaustivo, fine a se’ stesso ma aiuta a superare i momenti piu critici, senza creare dipendenza poichè man mano che si avanza nel cammino personale anche i disturbi si attenuano e le medecine non occorrono piu’. Auguro di non demordere, insistere, ed attendere accettando il proprio stato, l’arcobaleno è vicino !!!
per il resto

Loredana! Grazie proprio immensamente per questa testimonianza difficile, ma tanto incoraggiante! Grazie!

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